Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 02 Settembre 2010 - 18:34

 

حملة لإنقاذ أشتياني

روما (1 أيلول/سبتمبر) وكالة (آكي) الإيطالية للأنباء
تنضم وكالة (آكي) الإيطالية للأنباء ونساء عربيات ومسلمات إلى الحملة الدولية لانقاذ الإيرانية سكينة اشتياني المحكوم عليها بالموت رجما بعد ادانتها بالزنا والضلوع في قتل زوجها ولقد بادر بإطلاق الحملة الدولية أبناء اشتياني لانقاذها من الموت بعد ادانتها من قبل محكمة ايرانية وتدعو حملة "زهور وليس أحجار"، التي أعلنت دعمها شخصيات نسائية، من بينهن الاديبة المصرية سحر توفيق والشاعرة اللبنانية الصحافية في جريدة النهار جمانة حداد، إلى وضع باقات زهور أمام مقار السفارات الإيرانية ولقد أصدرت محكمة بالجمهورية الإسلامية في عام 2006 حكم الرجم حتى الموت بحق سكينة محمد اشتياني (43 عاما) الأم لطفلين هذا ولقد أعلنت رئيسة مقاطعة لاتسيو ريناتا بولفيريني أنها ستلتقي في الأيام المقبلة سفير الجمهورية الإسلامية لدى الحكومة الايطالية سيد محمد علي حسيني في مقر إدارة المقاطعة، معربة عن أملها بأن تكون "فرصة لزيادة الوعي لدى الحكومة الإيرانية لتجنب عقوبة الرجم بحق أشتياني". وأعلنت عن أن المقاطعة دشنت من أجلها حملة تضامنية من خلال نداء أطلقته على موقعها الالكتروني بعنوان "لننقذ سكينة" وكانت الخارجية الايطالية نوهت في وقت سابق إلى أنها تتابع "قضية أشتياني، وبشكل خاص من قبل الوزير فرانكو فراتّيني"، الذي "حال سماعه عن تعليق مؤقت للحكم، (من جانب السلطات في طهران)، أعطى تعليمات للبقاء على اتصال وثيق مع السلطات الإيرانية بهدف التمكن من إقناعها بإعادة النظر في القضية والرأفة في هذه الحالة الخاصة"، وفق بيان

 

تأشير الموضوع

 

 

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Italy: Protests slated in capital

to save Iranian woman from stoning

Rome, 2 Sept. (AKI) -Italy's Green Party organised a sit-in outside the Iranian embassy in Rome on Thursday to save 43-year-old woman in Iran from execution by stoning. Huge pictures of Sakineh Mohammadi Ashtiani were also being hung outside the Italian cabinet office and Rome's town hall. The Green Party invited protesters to attend the sit-in "irrespective of their political colours" to save Mohammadi Ashtiani's life. The mother-of-two's sentencing to death by stoning for adultery and complicity in her husband's murder has sparked a world outcry. Adnkronos news agency has also launched an appeal to save Mohammadi Ashtiani. "We call on all of Italy's political and democratic forces to attend Thursday's protest outside the Iranian embassy in order to save Sakineh," said Green Party president Angelo Bonelli. "Italy, like many other European countries including France, must speak out against the systematic violation of human rights in Iran - it's an international scandal." The Italiani government arranged for the giant poster of Mohammadi Ashtiani to be displayed outside the cabinet office at the historic Palazzo Chigi (photo) in central Rome. «This is unprecedented action to raise public awareness and save Sakineh from a brutal and unacceptable sentence - stoning. "We are sending out a message to the entire international community that Italy and Italians support her," said said Italy's foreign minister Franco Frattini and equal employment minister Mara Carfagna in a statement. Italy is also working though diplomatic channels to help save Sakineh Mohammadi Ashtiani, said the ministers , who are campaigning on her behalf. Rome's mayor Gianni Alemanno was due to officiate at a ceremony at Rome's town hall on Thursday where a poster of Mohammadi Ashtiani with the slogan "Free Sakineh" will be put up on the renaissance Palazzo del Campidoglio. Mohammadi Ashtiani's case sparked a diplomatic incident after an Iranian government newspaper last week called France's first lady Carla Bruni-Sarkozy, wife of president Nicolas Sarkozy "immoral" and "a prostitute".

 

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La prima ad aderire è stata Joumana Haddad, poetessa e giornalista

''Fiori e non pietre!'', l'appello di AKI e delle scrittrici arabe per salvare Sakineh

 
ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 12:20
Roma - (Aki/Adnkronos/Ign) - Aki-Adnkronos International insieme a intellettuali arabe e iraniane lancia una mobilitazione internazionale per fermare l'esecuzione della donna iraniana condannata a morte per adulterio. L'invito è a lasciare un fiore davanti alle ambasciate iraniane nel mondo (VIDEO). Una gigantografia di Sakineh esposta a piazza Colonna sulla facciata del Palazzo in cui ha sede il ministero per le Pari Opportunità (FOTO- VIDEO). Carla Bruni nel mirino della stampa iraniana
 
Roma, 1 set. (Aki/Adnkronos/Ign) - AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, l'agenzia di stampa in lingua italiana, inglese, araba e farsi del gruppo GMC-ADNKRONOS, insieme a intellettuali arabe e iraniane lancia una mobilitazione internazionale per fermare la lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio.
 
Con l'iniziativa 'Fiori e non pietre!' AKI invita a lasciare un fiore davanti alle ambasciate iraniane nel mondo. La mobilitazione, ispirata da diverse intellettuali dal Libano allo stesso Iran, passando per il Marocco e l'Egitto, sta ricevendo moltissime adesioni.
 
Joumana Haddad - 'Basta'. Non ci sono altre parole, secondo Joumana Haddad, poetessa e dal 1997 giornalista della sezione culturale del quotidiano libanese 'An Nahar', per esprimere lo sdegno per la lapidazione di una donna. ''Basta!'' dice la scrittrice che è stata la prima ad aderire all'iniziativa di AKI.

Sahar Tawfiq - Quella delle donne condannate alla lapidazione ''è una realtà terribile, a cui bisognerebbe porre fine''. Lo afferma l'autrice del Cairo Sahar Tawfiq, che ha aderito all'iniziativa di AKI. La vicenda di Sakineh ''rattrista molto'' la Tawfiq. ''Tante donne vengono condannate o sono già state uccise in un modo così crudele - osserva l'autrice di racconti per adulti e bambini e di romanzi - E' una realtà terribile, a cui bisognerebbe porre fine''.

Karima Moual - La condanna di donne alla lapidazione è una ''realtà che non si può tollerare''. E' con queste parole che Karima Moual, giornalista marocchina del 'Sole 24 Ore', aderisce all'iniziativa di AKI. ''In realtà sono molte le donne che si trovano nella situazione della Sakineh in quei Paesi dove ancora oggi si ricorre alla lapidazione - commenta la Moual, che si occupa in particolare di immigrati di seconda generazione ed è presidente e membro fondatore dell'Associazione generazione maghrebina '2 Agm2 Onlus' - Non si può tollerare che ci sia ancora nella nostra epoca questa realtà, che donne vengano uccise barbaramente in modi del tutto primitivi e sono moltissime le donne che purtroppo si trovano a subire discriminazioni sessuali anche in altri ambiti''. Quello di Sakineh, per la Moual, ''è il caso più eclatante perché ci colpisce di più il modo brutale con cui viene uccisa una donna lapidata, perché sappiamo che la lapidazione è molto dolorosa e la morte arriva molto lentamente''. ''Io spero che, essendo questo caso di importanza internazionale, si ponga fine a queste pratiche'', conclude, invitando a non dimenticare che ''ci sono generazioni di donne che subiscono ancora tradizioni misogine e patriarcali che non hanno nulla a che vedere con la religione, ma sono legate a una malattia di tipo sociale che affligge le società islamiche".

Mahnaz Afkhami - Stop alle ''persecuzioni delle donne'' in Iran. E' l'appello lanciato da Mahnaz Afkhami, ex ministro degli Affari femminili del governo di Teheran e scrittrice, che ha dato il suo sostegno all'iniziativa di AKI. ''Chiediamo - ha detto - che il governo iraniano fermi le persecuzioni contro le donne e abolisca la pratica selvaggia della lapidazione''.

Layla Joude - La giornalista di origine siriana dà il proprio sostegno all'iniziativa di AKI. ''E' giusto che noi intellettuali portiamo avanti queste battaglie'', commenta la Joude, che cura un blog sugli immigrati di seconda generazione, 'Gli altri siamo noi', per il sito del quotidiano 'La Stampa' e lavora per il settimanale 'Yalla Italia'.

Asmae Dachan - Scrittrice di origine siriana, aderisce all'iniziativa di AKI. La Dachan, autrice del romanzo 'Dal quaderno blu', che ha vinto il premio della critica del concorso 'Penna d'autore', nell'ottobre 2008 ha partecipato al Concorso Letterario Internazionale Città di Ancona, nella categoria 'Poesia singola', ricevendo una segnalazione da parte della giuria del concorso. La Dachan segue da vicino le vicende della comunità islamica in Italia ed è stata portavoce del dipartimento femminile dell'Unione delle Comunità islamiche (Ucoii).

Iman Sabbah - Di fronte alla condanna a morte di una donna per lapidazione ''non si può tacere''. Ne è convinta Iman Sabbah, giornalista di origini palestinesi di 'RaiNews24' e 'RaiMed'. ''Non si può tacere quando i diritti fondamentali vengono negati alle donne, ma anche agli uomini e qui parliamo del diritto più essenziale, quello alla vita'', commenta la Sabbah che ha aderito all'iniziativa di AKI.
 
Manda Zand Ervin - La condanna alla lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani "è un atto barbaro" ed è un dovere "aderire" alle iniziative promosse per salvarle la vita. E' quanto afferma l'iraniana Manda Zand Ervin, scrittrice e attivista per i diritti umani, che aderisce con convinzione all'iniziativa di AKI. "Le donne iraniane - afferma la Zand Ervin, direttore dell'organizzazione con sede in Usa 'Alleanza per le Donne Iraniane' - sono da 120 anni in lotta con il clero islamico per ottenere dignità. Nella Repubblica Islamica - aggiunge - le donne non sono considerate essere umani". La Zand Ervin lancia un appello per salvare Sakineh. "Il rispetto dei diritti umani - conclude - è una questione globale che interessa tutti. Per questo motivo, ora è più che mai importante che le donne occidentali sostengano le donne iraniane in difficoltà".


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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 29 Agosto 2010 - 11:54

 

Il 2012 non è lontano...

 

No, non desidero fare del catastrofismo, ma questa fine di agosto 2010 ci sta riservando parecchie sorprese sotto il profilo geofisico. 

 

Solo pochi giorni fa, l'Italia è stata percorsa da un lungo "brivido" sismico, che ha raggiunto l'Umbria e spaventato ancora i già affranti Abbruzzesi. L'Etna, il vulcano siciliano, ha ripreso nelle stesse giornate l'attività eruttiva.

 

In precedenza ad aprile l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha dato una eccezionale mostra della propria potenza distruttiva con fulmini geomagnetici e onde sonore delle esplosioni tali da ostacolare il volo aereo nell'area e sul pianeta per le grandi nubi di polvere piroclastica silicea.

 

L'ultimo allarme in ordine temporale risale a questa notte, quando l'appello è stato lanciato "ancora" dall'isola di Sumatra, uno degli epicentri del grande tsunami tellurico di pochi anni fa, per l'attività eruttiva del vulcano Sinabung fermo da 400 anni. Il vulcano, alto 2460 metri, è situato ad una sessantina di chilometri da Medan, la città principale dell'isola situata sulla cd "cintura di fuoco" del Pacifico. Sono in corso di evacuazione più di 12 mila persone.

 

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Probabilmente si tratta di fenomeni legati alla attività solare, in piena fase eruttiva come registrata e divulgata dagli osservatori dalla Nasa, una attività ciclica della durata di 11 anni che però prelude al pur lungo processo di trasformazione della nostra stella in una gigante rossa. 

 

Troppo presto per accusare il prossimo asteroide in rotta di semi collisione verso la terra, il cui arrivo è previsto per il 21 marzo del 2014. L'asteroide «2003 Qq47» è largo oltre un chilometro e pesa circa 2.600 tonnellate. Viaggia in direzione Terra ad una velocità di 30 km al secondo. 

 

Non abbastanza invece per intuire una qualche influenza sulla terra dagli eventi analoghi che interessano il pianeta Giove, colpito ben 3 volte nel corso degli ultimi 13 mesi da un bombardamento di corpi celesti in rotta di collisione con l'atmosfera. Questa particolarità è stata rilevata da studiosi giapponesi, ed è peculiare al grande pianeta gassoso l'aspirazione del divenire la piccola "stella binaria" di Sol. Una aspirazione frustrata, fortunatamente per noi, o la vita non avrebbe mai guadagnato un proprio spazio nelle ere geofisiche di Gaia.

 

Gli ultimi grandi eventi sismici hanno prodotto modifiche nell'asse di rotazione terrestre, spostandolo di frazioni millesimali sì, ma i cui effetti non sono mai stati studiati prima.

 

E' il nostro pianeta che si ribella??? 

 

Loredana Morandi 

 

UPDATE AL 5/09/2010

 

Gli scienziati parlano di sciame sismico, ed in effetti la sottile striscia di terra e roccia sospesa nel mezzo del Mediterraneo che si chiama Italia ha tremato più e più volte. Ma a mio avviso si tratta di un fenomeno molto, troppo esteso per non collegare le scosse in Italia con il grande movimento della crosta in corso sul pianeta.

A mio avviso il prossimo allarme sull'onda di ritorno dovrebbe provenire dall'Iran.

Prosegue l'allarme della protezione civile a L'Aquila ed è chiuso il centro storico anche alle "cariole". Alcune scosse sono state sentite ancora nel reatino ed in Umbria. Nella notte appena trascorsa la terra ha tremato a Forlì, la magnitudo è stata del 3,7 e l'epicentro situato nell'area delle cittadine Bertinoro, Cesena, Meldola e Forlimpopoli.

Dopo l'eruzione del Sinabung forti scosse (6° grado richter) si sono fatte sentire a Giacarta, in Indonesia a sud dell'isola di Sumatra (3 settembre). 

Nella notte tra venerdì e sabato 4 settembre un nuovo sisma (magnitudo 7,1 della scala Richter) ha colpito la Nuova Zelanda, con epicentro a venti chilometri dalla città di Christchurch. Questo significa che il grande movimento della crosta in corso nelle ultime settimane è giunto ad interessare la frattura tra la placca tettonica del Pacifico e quella indo-australiana. 

L.M. 

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:42

Dall'Italia con la nuova Flottiglia della Libertà


Sabato 31 luglio si è tenuto a Roma un incontro tra diverse realtà italiane che sostengono la causa palestinese.


Dalla riunione è scaturita la scelta di sostenere politicamente e concretamente la Freedom Flotilla 2, la nuova missione umanitaria che si prefigge di rompere l'assedio genocidario che ancora opprime il popolo di Gaza. Questa missione è tanto più importante anche per rispondere con forza al crimine perpetrato da Israele contro gli attivisti della precedente flottiglia lo scorso 31 maggio.


Le realtà convenute a Roma hanno quindi deciso di avviare immediatamente una campagna di sensibilizzazione politica, finalizzata alla partecipazione alla nuova flottiglia internazionale con una o più navi italiane, composte da attivisti italiani ed in grado di trasportare il materiale umanitario che verrà raccolto od acquistato. La riunione ha espresso anche il proprio sostegno alle iniziative ed ai convogli che si muoveranno per raggiungere Gaza via terra.


I partecipanti all'incontro hanno infine deciso di procedere alla realizzazione di un coordinamento tra tutte le realtà organizzate ed i singoli attivisti che si riconoscono negli obiettivi della Freedom Flotilla 2: sostenere concretamente la popolazione sottoposta all'embargo, rompere l'assedio di Gaza per affermare i diritti del popolo palestinese.


Rivolgiamo un forte appello a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell'associazionismo e della solidarietà internazionale, ai movimenti pacifisti e antimilitaristi, a tutti gli uomini e le donne impegnati per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, affinché aderiscano e sostengano la Freedom Flotilla 2 e tutte le iniziative per la fine dell'assedio dei Palestinesi di Gaza e per il riconoscimento del legittimo diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà. 

Roma, 31 luglio 2010

Dal Forum Palestina

Per adesioni: ufficiostampaflotilla@gmail.com



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:41

"Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come "punizione" pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di "esempio", 99 colpi di frusta)".

"I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato".

"Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare.

Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani". "Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane".

 

Firmatari: Marc Bressant (scrittore, Grand Prix du Roman de l'Académie Française),,Luc Ferry (filosofo, ex ministro francese della Pubblica Istruzione), Viviane Forrester (scrittrice), Max Gallo (storico, scrittore, membro dell'Académie Française), Marek Halter (scrittore), Alexandre Jardin (scrittore), Julia Kristeva (psicanalista, scrittore), Edgar Morin (sociologo, filosofo), Gilles Perrault (scrittore), Nicolas Rey (scrittore), Elisabeth Roudinescu (scrittrice, Università di Parigi VII), Daniel Salvatore Schiffer (filosofo, scrittore), Michel Serres (filosofo, membro dell'Académie Française), Gilbert Sinoué (scrittore), Michel Wieviorka (sociologo, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales).



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:40

 

In un recente incontro a Roma le realtà convenute hanno deciso di avviare immediatamente una campagna di sensibilizzazione politica, finalizzata alla partecipazione alla nuova flottiglia internazionale con una o più navi italiane, composte da attivisti italiani ed in grado di trasportare il materiale umanitario che verrà raccolto od acquistato. La riunione ha espresso anche il proprio sostegno alle iniziative ed ai convogli che si muoveranno per raggiungere Gaza via terra come quello dell'Organizzazione Viva Palestina che partirà il 18 settembre.

I partecipanti all'incontro hanno infine deciso di procedere alla realizzazione di un coordinamento tra tutte le realtà organizzate ed i singoli attivisti che si riconoscono negli obiettivi della Freedom Flotilla 2: sostenere concretamente la popolazione sottoposta all'embargo e rompere l'assedio di Gaza per affermare i diritti del popolo palestinese.

Il coordinamento rivolge un forte appello a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell'associazionismo e della solidarietà internazionale, ai movimenti pacifisti e antimilitaristi, a tutti gli uomini e le donne impegnati per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, affinché aderiscano e sostengano la Freedom Flotilla 2 e tutte le iniziative per la fine dell'assedio dei Palestinesi di Gaza e per il riconoscimento del legittimo diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà. 

Edvino Ugolini

 

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 21 Agosto 2010 - 12:59

 

 

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Artisti per il Pakistan 

 

 

L'Associazione Penombre Onlus ha attivato un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dalle inondazioni in Pakistan.

 Gli estremi del conto sono i seguenti:

IT42 M050  1812  1010 0000 0120 190 presso Banca Etica filiale di Padova, con la causale "Emergenza Pakistan". Altri fondi saranno raccolti in occasione delle prossime iniziative della Rete Artisti di cui l'Associazione Penombre fa parte.

 

Edvino Ugolini

Associazione Penombre Onlus - Rete Artisti contro le guerre

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledì, 28 Luglio 2010 - 08:40

 

Una settimana per la pace

 

A 65 anni dal lancio della prima bomba atomica su

Hiroshima e Nagasaki,

chiediamo insieme il diritto alla vita e una vita di diritti:

 

 

1 - 4 agosto 2010 : CAMPO GIOVANILE DI PAX CHRISTI a Trieste

                              vi parteciperà il gruppo di pacifisti di ritorno dalla Bosnia,   

                              interverrà don Nandino Capovilla

 

2 agosto 2010:       LETTURE DI PACE E MEDITAZIONE

                              davanti al Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez di Trieste

 

3 agosto 2010:       Campo giovanile di Pax Christi:

                              Incontro conviviale presso l'associazione Arià di Opicina (Trieste)

 

5 agosto 2010:       Parrocchia di Valmaura a Trieste

                              Accoglienza dei partecipanti a PACE IN BICI

                         Arrivo della biciclettata pacifista Capodistria - Trieste

                              Incontro conviviale e riflessioni

 

6 - 9 agosto 2010:  PACE IN BICI

                       con i BEATI COSTRUTTORI DI PACE,

                              Percorso in bicicletta da Trieste ad Aviano,

                              attraverso tutta la regione, con tappe a Gorizia, Udine, Pordenone,

                              per incontrarsi in amicizia e riflettere sulla pace

 

8 agosto 2010:        Al Giardino di via S.Michele a Trieste 

                              Incontro con Thomas FAZI, autore del libro e del documentario

                              "STANDING ARMY"

                              sulle basi militari USA in Italia.

                               A cura di ANDANDES / Giardini urbani in gioco,

                              Ass. Senza Confini Brez Meja

                              Coordinamento contro le guerre

 

9 agosto 2010:        Aviano : PACE IN BICI conclusione del percorso di pace



Stampa la notizia: settimana della pace
Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledì, 14 Luglio 2010 - 09:51

 

Forum sociale europeo: Istanbul 1-4.7.2010

 

 

Si è concluso con l'assemblea finale il 6° forum sociale europeo. Nei tre giorni precedenti le maggiori iniziative sono state:

 

  • - La manifestazione di sabato 3 luglio a cui hanno partecipato diecimila persone e che ha attraversato il centro di Istanbul fino a Piazza Taksim.
  • - La manifestazione davanti al centro di detenzione per migranti a cui hanno partecipato circa duecento persone.
  • - La manifestazione delle donne in Piazza Taksim a conclusione della Carovana delle donne partita da Skopje.
  • - I seminari ed i workshop che si sono tenuti da giovedì a sabato nelle aule dell'Università su tematiche riguardanti: educazione, lavoro, ambiente e clima, movimenti antimperialisti, migranti, pace e guerra, solidarietà tra est e ovest.
  • - Inoltre durante tutta la durata del forum si sono tenuti banchetti delle associazioni e concerti nel Parco di Macka nelle vicinanze dell'Università.

 

Nella dichiarazione finale è stata lanciata la proposta per una giornata di mobilitazione il 29 settembre e inoltre per un'assemblea europea in ottobre o novembre a Parigi.

Nel corso dell'assemblea finale oltre ad altre proposte riguardanti varie tematiche è stato proposto da parte della Rete Artisti contro le guerre un festival per l'acqua da svolgersi nell'estate 2011 nel Kurdistan turco.

Edvino Ugolini

Rete Artisti


Stampa la notizia: Forum sociale europeo
Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledì, 14 Luglio 2010 - 09:50

 

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APRIAMO TUTTE LE FRONTIERE

 

 

 

MENTRE SI FESTEGGIA L'AMICIZIA CON I NOSTRI VICINI DELLA SLOVENIA E CROAZIA, ALLE NOSTRE FRONTIERE I DISPERATI VENGONO RESPINTI E CON IL BENESTARE DEL NOSTRO GOVERNO RINCHIUSI NEI CAMPI DI DETENZIONE. L'EUROPA NON DEVE ESSERE UNA FORTEZZA INESPUGNABILE MA UNA COMUNITA' DISPOSTA AD ACCOGLIERE CHIUNQUE VENGA DA PAESI IN GUERRA O DA SITUAZIONI DI ESTREMA POVERTA'. QUESTO DI FATTO NON SUCCEDE E MIGLIAIA DI PROFUGHI CONTINUANO A BUSSARE INVANO ALLE NOSTRE PORTE. SI SPENDONO INVECE MILIONI DI EURO PER LE SPESE MILITARI E PER MANTENERE LE NOSTRE MISSIONI MILITARI ALL'ESTERO. COME MOVIMENTO PER LA PACE ABBIAMO RIBADITO ANCHE AI TEMPI DEL GOVERNO PRODI CHE LE MISSIONI MILITARI SONO INUTILI E PESANO NON SOLTANTO ECONOMICAMENTE MA RICHIEDONO UN PREZZO IN VITE UMANE SENZA RISOLVERE I PROBLEMI DEI PAESI CHE CON IL PRETESTO DELLA PACIFICAZIONE LE NOSTRE TRUPPE CONTRIBUISCONO AD OCCUPARE.

CI RIVOLGIAMO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AFFINCHE' INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO PER PORRE FINE AI RESPINGIMENTI E ALLE MISSIONI MIITARI ALL'ESTERO. COME GARANTE DELLA COSTITUZIONE EGLI HA L'OBBLIGO DI SALVAGUARDARE I PRINCIPI FONDAMENTALI, FRA CUI IL RIPUDIO DELLA GUERRA ED IL RISPETTO DEI DIRITTI DELL'UOMO.

IL NOSTRO APPELLO E' UNA VOCE CHE OLTREPASSA I CONFINI PER PORTARE LA SPERANZA ANCHE IN QUEI SITI DOVE I DIRITTI DELL'UOMO VENGONO QUOTIDIANAMENTE CALPESTATI.

 

FERMIAMO LA POLITICA DEI RESPINGIMENTI!

NO ALLE MISSIONI MILITARI!

 

RETE ARTISTI CONTRO LE GUERRE

 



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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 13 Giugno 2010 - 20:14

Il volto vero del Medioriente: il cieco menefreghismo. I re sauditi sono i custodi delle principali moschee in Gerusalemme, le moschee ci sono ancora, mentre i palestinesi muoiono anche oggi. L.M.

 

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- Rivelazione del Times -


L'Arabia Saudita concede a Israele
corridoio arereo per bombardare l'Iran

 
 
 
Riad ha ceduto a Israele uno stretto corridoio aereo per consentire ai jet con la 'stella di David' di bombardare gli impianti nucleari iraniani. Lo rivela il Times, secondo cui l'Arabia Saudita ha gia' effettuato i test per abbassare le sue difese aeree e garantire il passaggio indisturbato dei bombardieri.

"I sauditi hanno dato il permesso agli israeliani di passare e guarderanno altrove", ha detto una fonte della Difesa aerea statunitense nell'area. "Hanno gia' fatto i test per assicurarsi che i loro caccia non si allertino e non venga abbattuto alcun (aereo). Tutto questo con l'accordo del Dipartimento di Stato (Usa)".

Fonti in Arabia Saudita hanno confermato che, in caso Israele decida un'azione, nei circoli militari del regno wahabita si da' per scontato che l'accordo ci sia: nonostante la tensione tra i due governi, Israele e Arabia Saudita -scrive il quotidiano- condividono l'odio per il regime di Teheran e un identico timore per le ambizioni nucleari dell'Iran.

"Tutto lo sappiamo: li lasceremo passare e non vedremo nulla", ha detto un fonte.

I quattro principali obiettivi sarebbero gli impianti di arricchimento dell'uranio di Natanz e Qom, l'impianto di stoccaggio di gas a Isfahan e il reattore ad acqua pesante ad Arak.

Obiettivi secondari includono il reattore ad acqua leggera di Bushehr, che sara' in grado di produrre plutonio per uso militare una volta completato.

Gli obiettivi sono a 2.250 chilometri da iIraele, al limite estremo del raggio d'azione del loro bombardieri, anche con rifornimento aereo.

Ma un corridoio aperto nel nord dell'Arabia Saudita accorcerebbe in modo significativo la distanza.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141873
 
 
L'articolo sul Times online
 
 
June 12, 2010

Saudi Arabia gives Israel clear skies
to attack Iranian nuclear sites



Hugh Tomlinson
 
 
Saudi Arabia has conducted tests to stand down its air defences to enable Israeli jets to make a bombing raid on Iran’s nuclear facilities, The Times can reveal.

In the week that the UN Security Council imposed a new round of sanctions on Tehran, defence sources in the Gulf say that Riyadh has agreed to allow Israel to use a narrow corridor of its airspace in the north of the country to shorten the distance for a bombing run on Iran.

To ensure the Israeli bombers pass unmolested, Riyadh has carried out tests to make certain its own jets are not scrambled and missile defence systems not activated. Once the Israelis are through, the kingdom’s air defences will return to full alert.
Related Links

“The Saudis have given their permission for the Israelis to pass over and they will look the other way,” said a US defence source in the area. “They have already done tests to make sure their own jets aren’t scrambled and no one gets shot down. This has all been done with the agreement of the [US] State Department.”

Sources in Saudi Arabia say it is common knowledge within defence circles in the kingdom that an arrangement is in place if Israel decides to launch the raid. Despite the tension between the two governments, they share a mutual loathing of the regime in Tehran and a common fear of Iran’s nuclear ambitions. “We all know this. We will let them [the Israelis] through and see nothing,” said one.

The four main targets for any raid on Iran would be the uranium enrichment facilities at Natanz and Qom, the gas storage development at Isfahan and the heavy-water reactor at Arak. Secondary targets include the lightwater reactor at Bushehr, which could produce weapons-grade plutonium when complete.

The targets lie as far as 1,400 miles (2,250km) from Israel; the outer limits of their bombers’ range, even with aerial refuelling. An open corridor across northern Saudi Arabia would significantly shorten the distance. An airstrike would involve multiple waves of bombers, possibly crossing Jordan, northern Saudi Arabia and Iraq. Aircraft attacking Bushehr, on the Gulf coast, could swing beneath Kuwait to strike from the southwest.

Passing over Iraq would require at least tacit agreement to the raid from Washington. So far, the Obama Administration has refused to give its approval as it pursues a diplomatic solution to curbing Iran’s nuclear ambitions. Military analysts say Israel has held back only because of this failure to secure consensus from America and Arab states. Military analysts doubt that an airstrike alone would be sufficient to knock out the key nuclear facilities, which are heavily fortified and deep underground or within mountains. However, if the latest sanctions prove ineffective the pressure from the Israelis on Washington to approve military action will intensify. Iran vowed to continue enriching uranium after the UN Security Council imposed its toughest sanctions yet in an effort to halt the Islamic Republic’s nuclear programme, which Tehran claims is intended for civil energy purposes only. President Ahmadinejad has described the UN resolution as “a used handkerchief, which should be thrown in the dustbin”.

Israeli officials refused to comment yesterday on details for a raid on Iran, which the Prime Minister, Binyamin Netanyahu, has refused to rule out. Questioned on the option of a Saudi flight path for Israeli bombers, Aharaon Zeevi Farkash, who headed military intelligence until 2006 and has been involved in war games simulating a strike on Iran, said: “I know that Saudi Arabia is even more afraid than Israel of an Iranian nuclear capacity.”

In 2007 Israel was reported to have used Turkish air space to attack a suspected nuclear reactor being built by Iran’s main regional ally, Syria. Although Turkey publicly protested against the “violation” of its air space, it is thought to have turned a blind eye in what many saw as a dry run for a strike on Iran’s far more substantial — and better-defended — nuclear sites.

Israeli intelligence experts say that Egypt, Saudi Arabia and Jordan are at least as worried as themselves and the West about an Iranian nuclear arsenal.Israel has sent missile-class warships and at least one submarine capable of launching a nuclear warhead through the Suez Canal for deployment in the Red Sea within the past year, as both a warning to Iran and in anticipation of a possible strike. Israeli newspapers reported last year that high-ranking officials, including the former Prime Minister Ehud Olmert, have met their Saudi Arabian counterparts to discuss the Iranian issue. It was also reported that Meir Dagan, the head of Mossad, met Saudi intelligence officials last year to gain assurances that Riyadh would turn a blind eye to Israeli jets violating Saudi airspace during the bombing run. Both governments have denied the reports. 
 
 
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article7148555.ece
 
 


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