Inviato da : Lunadicarta -
Sabato, 05 Giugno 2010 - 12:02
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Inviato da : Lunadicarta -
Sabato, 05 Giugno 2010 - 11:51
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USA: «BLOCCO INSOSTENIBILE, SITUAZIONE DEVE ESSERE CAMBIATA» Israeliani intercettano la Rachel Corrie si attende l'abbordaggio Unità della marina hanno circondato la nave irlandese al largo della cose di Gaza LARNACA - La nave irlandese «Rachel Corrie», in navigazione verso la Striscia di Gaza, ha ignorato finora le richieste della marina israeliana di cambiare rotta e dirigersi verso il porto Ashdod (sud di Israele). Le forze israeliane «non avranno altra scelta se non quella di abbordare la nave» se continuerà a puntare verso la Striscia di Gaza ha confermato il capitano Aryi Shalicar, dell'ufficio stampa delle forza armate israeliane. «Sono quattro ore che proviamo a contattare l'equipaggio per chiedere di cambiare la rotta verso Ashdod (sud di Israele) di non violare il blocco (imposta da Israele attorno alla Striscia di Gaza), ma per ora non c'è cooperazione». «Se non avremo altra scelta, abborderemo la nave per fermarla, perchè questo è il nostro compito», ha aggiunto. ISPEZIONE - «Israele - ha ripetuto il portavoce militare - non ha problemi a far attraccare la Rachel Corrie ad Ashdod e ad aiutare poi l'equipaggio a trasferire gli aiuti a Gaza» via terra. Ha tuttavia aggiunto che occorrerà prima «ispezionare il carico, per verificare che non vi siano esplosivi o munizioni». Israele ha imposto severe restrizioni attorno alla Striscia di Gaza, fin dall'avvento al potere nell'enclave palestinese degli islamico-radicali di Hamas, nel 2007. Gli attivisti, tuttavia, considerano illegittimo tale blocco, la cui revoca è chiesta con crescente insistenza anche da diversi attori della comunità internazionale: tanto più dopo il sanguinoso blitz di lunedì compiuto dalle forze speciali israeliane contro una flottiglia guidata dalla nave turca Mavi Marmara che cercava a sua volta di forzare l'embargo. PROIBIZIONE - Venerdì sera il ministero degli Esteri irlandese e quello israeliano avevano delineato un'ipotesi di accordo affinchè l'ultima nave della Freedom Flotilla decisa a superare il blocco potesse attraccare ad Ashdod con la garanzia israeliana dell'apertura di un corridoio via terra attraverso il quale lo stesso equipaggio avrebbe potuto poi consegnare il suo carico di aiuti a Gaza, previ i controlli di sicurezza. Ma gli attivisti filo-palestinesi a bordo hanno fatto sapere di non volervi aderire. «Noi - ha dichiarato nella notte per telefono dalla nave uno dei pacifisti, John Graham - non abbiamo intenzione di accettare alcuna intesa che ci voglia coinvolgere legittimando l'assedio (navale israeliano) contro la Striscia di Gaza». ERDOGAN VALUTA SE MANDARE MARINA A ROMPERE ASSEDIO - Tayyip Recep Erdogan sta valutando se usare la sua Marina per rompere l'assedio di Gaza. Lo scrive Debkafile, un sito considerato vicino all'intelligence israeliana, che cita i servizi segreti turchi. Il premier turco starebbe addirittura pensando di salire a bordo egli stesso di un futura nave di attivisti filo-palestinesi, convinto che Israele non avrebbe il coraggio di intervenire per bloccarlo. USA MEDIANO: «BLOCCO INSOSTENIBILE, MA DIRIGETEVI AD ASHOD» - Secondo fonti di Debkafile ad Ankara, l'amministrazione di Obama è comunque in stretto contatto con il premier turco per cercare di raffreddare gli animi. Mike Hammer, portavoce del National Security Council, ha tra l'altro chiesto espressamente all'imbarcazione israeliana di cambiare rotta e andare al porto di Ashdod. A proposito del blocco su Gaza, Hammer ha detto che «la situazione attuale è insostenibile e deve essere cambiata». Gli Usa lavorano attivamente con Israele, l'Autorità Palestinese e altri partner internazionali, «per mettere a punto nuove procedure per la consegna di materiale e assistenza alla popolazione di Gaza, evitando nel contempo l'importazione di armi». ATTIVISTI UCCISI CON COLPI ALLA TESTA A BRUCIAPELO ATTIVISTI UCCISI CON COLPI ALLA TESTA A BRUCIAPELO -Intanto oggi il quotidiano britannico Guardian, citando le autopsie svolte in Turchia, scrive che i nove attivisti turchi uccisi dalle forze armate israeliane nel corso del blitz contro la Freedom Flotilla sono stati raggiunti da almeno una trentina di colpi d’arma da fuoco. Si tratterebbe di pallottole da 9 millimetri, sparate in molti casi da distanza ravvicinata; cinque delle vittime sono state colpite alla testa, scrive il medico legale turco, incaricato di effettuare le autopsie dal ministero della Giustizia di Ankara. In particolare, Ibrahim Bilgen, 60 anni, è stato colpito da 4 proiettili alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Un diciannovenne, Fulkan Dogan, con cittadinanza americana, è stato raggiunto da cinque colpi sparati da meno di 45 centimetri, alla faccia, alla nuca, due volte alle gambe e una alla schiena. Altri due uomini sono stati uccisi da almeno quatto colpi ciascuno e cinque delle vittime hanno ricevuto proiettili nella schiena, ha riportato Yalcin Buyuk, vice-presiente della commissione di medicina legale.
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Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 22:53
VENERDI’ 4 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO I CRIMINI ISRAELIANI IN TUTTE LE CITTA DOVE E' POSSIBILE All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti; a diverse ore dall’attacco non si hanno ancora notizie sulle loro condizioni, se non che sono ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev. Con l’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla, cariche di civili, armati unicamente della loro solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza da tre anni sotto embargo, Israele ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di palese violazione del diritto internazionale. Come durante l’operazione Piombo Fuso, che a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha provocato l’uccisione di oltre 1.400 palestinesi di Gaza e il ferimento di oltre 5.000, lo Stato di Israele continua a ritenersi sollevato da ogni regola del diritto internazionale, fino a compiere atti di terrorismo di Stato come quello che ha violentemente bloccato le imbarcazioni della Freedom Flotilla. Nel nostro paese, come in tutto il mondo, tante manifestazioni hanno espresso una determinata protesta contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla mobilitazione in tutte le città italiane finché tutti gli attivisti internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati. ----------------------- A ROMA - ORE 17,00 IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA CORTEO FINO A PIAZZA DEL POPOLO PER CHIEDERE: - L’IMMEDIATO RILASCIO DEGLI ATTIVISTI INTERNAZIONALI DELLA FREEDOM FLOTILLA SEQUESTRATI NELLE CARCERI ISRAELIANE - L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE FRA ITALIA E ISRAELE - BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTO E SANZIONI CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA - LA FINE DEL BLOCCO DI GAZA Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese ![]() | |
Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 22:38
Ricevo da Olivia Zemor di Europalestine e trasmetto... Chères amies, Chers amis, La situation est grave : le bateau "Rachel Corrie" qui est parti d'Irlande et qui se dirige vers Gaza, est menacé d'une nouvelle attaque par Israël. Notre gouvernement a annoncé qu'il ne le soutenait pas, et ne prendrait aucune sanction contre israël, y compris en cas de nouvelle attaque. Merci lire le compte-rendu de notre délégation hier au Quai d'Orsay. Edifiant ! : http://www.europalestine.com/spip.php?article5113 Nous allons donc manifester demain, jeudi de manière spectaculaire à Paris, sur le Bd Saint Michel. Nous donnons RV à tous les Franciliens, à 18 H à la sortie du M° - RER Luxembourg (angle Bd St Michel et rue Gay Lussac) pour défiler sur le Boulevard Saint-Michel. Ceci ne nous empêchera pas, bien entendu, de manifester également samedi de Bastille à Concorde à partir de 15H, mais les Palestiniens et les internationaux nous appellent à ne pas attendre jusque là, vu la situation.
Ce qui est, souligne Jean Baumgarten, parfaitement illégal au regard de la Convention internationale des Nations Unies sur le Droit de la Mer, qui stipule : - Article 88 : "La haute mer est affectée à des fins pacifiques." - Article 89 : "Aucun État ne peut légitimement prétendre soumettre une partie quelconque de la haute mer à sa souveraineté." TOUS A LA MANIFESTATION DEMAIN JEUDI 3 JUIN A 18 H AU DEPART DU M° GARE DU LUXEMBOURG SUR LE BD SAINT-MICHEL (en face du jardin du Luxembourg) ET PARTOUT AILLEURS EN FRANCE POUR EXIGER LA LEVEE IMMEDIATE DU SIEGE DE GAZA ET DES SANCTIONS CONTRE L'OCCUPANT ISRAELIENS. Amicalement, CAPJPO-EuroPalestine http://www.europalestine.com English summary : Let's protest in Paris tomorrow on Bd Saint-Michel (6.pm) . The Rachel Corrie is threatened by the Israeli government and the French authorities announced they do not support their initiative and that they would not take any sanction against Israel, whatever the situation. Let's protest everywhere to break the siege of Gaza and impose sanctions on the israeli occupier. Best, CAPJPO-EuroPalestine http://www.europalestine.com ![]() | |
Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 12:23
![]() Attacco Militare Israeliano alla Freedom Flotilla - come i pirati somali - I fatti principali da considerare in merito all'attacco ingiustificato ed ingiustificabile della marina militare israeliana ai danni della piccola flottiglia di navi pacifiste:
1) La Freedom Flotilla era composta da comuni navi passeggeri, non da sottomarini oppure navi militari da sbarco. 2) L' arrivo della Flotilla non era segreto, ma sbandierato ai quattro venti. 3) Tutti noti i nomi dei passeggeri, nazione per nazione. Tra questi politici eletti, artisti, volontari, esponenti della società civile internazionale, più di 15 giornalisti ed uno scrittore di "gialli" accompagnato da parlamentari e amministratori del suo paese. 4) Non si trattava affatto di uno sbarco clandestino. 5) Le navi trasportavano civili e aiuti umanitari, costituiti da cibo, medicinali, materiale infermieristico e alcune "carrozzelle" per feriti o handicappati. 6) Tutte le navi sono regolarmente registrate presso gli stati di provenienza. 7) L'arrembaggio è avvenuto a 75 miglia dalla costa di Gaza, cioè in acque internazionali. 8) In piena notte, per approfittare della confusione del "risveglio". 9) Con l'uso di mezzi da sbarco, elicotteri, personale e navi militari. 10) Così, se l'attacco israeliano non è da considerarsi una azione di guerra meritoria di una risposta armata dai Governi offesi, deve essere qualificato come un atto di pirateria con l'esattezza del Diritto internazionale, che regola la navigazione civile e militare. 11) Sia nel caso "guerra", che nel caso "pirateria", sono pienamente giustificati i comportamenti tenuti dai civili a bordo delle navi, anche quando aggressivi, trattandosi di fatto di un abbordaggio. 12) I militari addestrati del gruppo d'arrembaggio, equiparabile ad una squadra di guastatori, hanno aperto il fuoco contro civili, uccidendo 19 persone e ferendone più di 30. 13) Tutti i feriti dell'esercito israeliano sono stati colpiti da "fuoco amico". 14) Nessuna legalità hanno sotto il profilo del Diritto Internazionale i decreti di espulsione emessi da Tribunali israeliani, che nel corso delle attuali 72 ore colpiranno tutti i 480 attivisti arrestati in acque internazionali dallo stato colonialista. 15) Nei confronti dei civili internazionali si tratta quindi di "sequestro di persona". 16) Il sequestro delle navi da trasporto civile è l'abuso nell'abuso. 17) Israele e il suo esercito non risponderanno delle sottrazioni di effetti personali o della distruzione del materiale umanitario trasportato dalle navi. 18) La stampa italiana, in generale, è filo sionista. Sono stati molti i titoli a favore dell'attacco israeliano ai pacifisti. E, addirittura, una testata pubblicava trionfalmente le dichiarazioni dello IOF in merito all'uso di un nuovo supercarcere per detenere i civili internazionali. Purtroppo, nonostante i fatti, l'intera comunità internazionale ha a che fare con uno Stato Coloniale, che osa ancora rinfacciare stermini e respingimenti come quello della famosissima nave Exodus carica di profughi ebrei sulle coste inglesi, mentre commette da 60 anni un lento genocidio ai danni della popolazione araba di Palestina. Ieri, dopo i morti pacifisti e le minacce di nuove aggressioni navali alla comunità internazionale, sono stati uccisi 3 uomini palestinesi in Cisgiordania dall'esercito di occupazione israeliano. Loredana Morandi ![]() | |
Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 11:28
Per l'Italia è stata arrestata la giornalista Angela Lano di Infopal.
Reporters Without Borders: 15 journalists still missing
Bethlehem - Ma'an - Reporters Without Borders is urging the Israeli authorities to release a list of the journalists who were arrested during Monday's raid on the humanitarian flotilla and to say where they are being held. http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=288951
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Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 11:22
Incursione contro la “Gaza Flotilla” Aggressione contro tutti noi
di Jonathan Cook (Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova) Nazareth, 31 maggio 2010 È del tutto stupefacente come Israele sia stato in grado di creare nelle ultime 12 ore una interruzione di notizie, proprio come aveva fatto durante il suo attacco contro Gaza 18 mesi fa, in cui le nostre principali organizzazioni di comunicazione hanno spontaneamente permesso ai portavoce israeliani di intervenire incontestati. Come sono stati uccisi molti civili durante l’attacco all’alba da parte di Israele contro la flottiglia che portava aiuti contro l’embargo a Gaza? Noi ancora non lo sappiamo. Quanti sono stati feriti? Le vostre supposizioni sono tanto valide quanto le mie. Gli attivisti che portavano aiuti erano armati di fucili? Sì, afferma Israele. Erano in combutta con al-Qaeda e Hamas? Certamente, afferma Israele. I militari hanno agito con ragionevolezza? Naturalmente, hanno dovuto affrontare un linciaggio, afferma Israele. Se avevamo bisogno di una qualche prova della condizione per cui giornalisti televisivi occidentali sono semplicemente stenografi del potere, la BBC, la CNN ed altri ce l’hanno ampiamente fornita. Mark Regev, capo della propaganda di Israele, ha assegnato solo a se stesso le onde radio dell’etere. I passeggeri sulle navi, nel frattempo, sono stati rapiti da Israele e sono impotenti a fornire un versione alternativa degli avvenimenti. Noi prevediamo che rimarranno costretti al silenzio fino a che Israele sarà sicura di avere impostato bene la sua agenda delle notizie. Allora, prima di essere sommersi dall’hasbara, dalla disinformazione di Israele, è opportuno reiterare pochi semplici fatti: I soldati di Israele hanno invaso queste navi in acque internazionali, mandando in frantumi il diritto internazionale, e, uccidendo civili, hanno commesso crimini di guerra. Le controaccuse da carte dei comandi israeliani che i loro soldati hanno dovuto rispondere ad un tentativo di “linciaggio” da parte dei civili devono venire respinte con il disprezzo che meritano. Il governo di Israele ha approvato l’arrembaggio di queste navi di aiuti, tramite squadre speciali di commandos. Costoro erano armati con fucili automatici per “calmare” i civili imbarcati, e non con strumenti idonei a disperdere la folla in caso di resistenza. Qualsiasi siano state le circostanze della contrapposizione, Israele deve essere tenuta responsabile per avere inviato forze militari e sprezzantemente avere messo in pericolo le vite di tutti i civili a bordo, comprese quelle di un bambino e di una sopravvissuta all’Olocausto. Israele non ha alcun diritto a controllare il mare di Gaza come proprie acque territoriali e di bloccare i convogli di aiuti che arrivano per questa via. Così agendo, fornisce la prova che è ancora in atto una occupazione belligerante dell’enclave e del milione e mezzo dei suoi abitanti. E se sta ancora occupando Gaza, allora, secondo il diritto internazionale, Israele è responsabile del benessere degli abitanti di Gaza. Dato che l’embargo ha imposto ai Palestinesi della Striscia un regime alimentare da fame negli ultimi quattro anni, Israele da tanto tempo dovrebbe essere portata sul banco degli imputati per avere commesso crimini contro l’umanità. Oggi, Israele ha scelto di dirigere la sua aggressione mortale non solo contro i Palestinesi sotto occupazione, ma anche contro la stessa comunità internazionale. Si decideranno finalmente i nostri leader a muoversi all’azione?
Jonathan Cook è uno scrittore e giornalista residente a Nazareth, Israele. I suoi ultimi libri sono “Israel and the Clash of Civilisations: Iraq, Iran and the Plan to Remake the Middle East” [Israele e lo scontro di civiltà: Iraq, Iran e il piano per ristrutturare il Medio Oriente] (Pluto Press) e “Disappearing Palestine: Israel's Experiments in Human Despair” [Sparizioni in Palestina: esperimenti di Israele nelle scomparse di uomini](Zed Books). Il suo sito web a: www.jkcook.net. ![]() | |
Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 11:16
LA RACHEL CORRIE NAVIGA VERSO GAZA!
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Inviato da : Lunadicarta -
Mercoledì, 02 Giugno 2010 - 11:11
Movimento Federalista Europeo Comunicato stampa del MFE sull'attacco militare israeliano
Il Movimento Federalista Europeo condanna l'azione militare di Israele e chiede una nuova iniziativa di pace europea per il Medio Oriente
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Giuristi Democratici: Ferma condanna ![]() |







