Inviato da : Lunadicarta - Lunedė, 31 Maggio 2010 - 14:47

 
 
GAZA, PALESTINE

31.MAY.2010


 

CALL FROM GAZA FOR GLOBAL RESPONSE
TO KILLINGS ON THE FREEDOM FLOTILLA



We Gaza based Palestinian Civil Society Organizations and International activists call on the international community and civil society to pressure their governments and Israel to cease the abductions and killings in Israel’s attacks against the Gaza Freedom Flotilla sailing for Gaza, and begin a global response to hold Israel accountable for the murder of foreign civilians at sea and illegal piracy of civilian vessels carrying humanitarian aid for Gaza.  

We salute the courage of all those who have organized this aid intervention and demand a safe passage through to Gaza for the 750 people of conscience from 40 different countries including 35 international politicians intent on breaking the Israeli-Egyptian blockade. We offer our sincerest condolences to family and friends who  have lost loved ones in the attack.

By sailing directly to Gaza, outside of Israeli waters, with cargo banned illegally by Israel, such as the 10,000 tonnes of badly needed concrete, toys, workbooks, chocolate, pasta and substantial medical supplies, the flotilla is exercising international law and upholding article 33 of the Geneva Convention which clearly  states that collective punishment is a crime against humanity.

 The hardships of Israel's closure of Gaza have been well documented by all human rights groups operating, most recently by Amnesty International in their Annual Human Rights Report concluding that the siege has "deepened the ongoing humanitarian crisis. Mass unemployment, extreme poverty, food insecurity and food price rises caused by shortages left four out of five Gazans dependent on humanitarian aid. The scope of the blockade and statements made by Israeli officials about its purpose showed that it was being imposed as a form of collective punishment of Gazans, a flagrant violation of international law."  The United Nations continuously states that only a fraction of the required aid is entering the Strip due to what it calls ‘the medieval siege’, with John Ging the Director of UNRWA in Gaza specifically expressing the need for the Flotilla to enter Gaza. The European Union’s new foreign affairs minister Catherine Ashton has just reiterated its call for, “an immediate, sustained and unconditional opening of crossings for the flow of humanitarian aid, commercial goods and persons to and from Gaza.”

The people of Gaza are not dependent people, but self sufficient people doing what they can to retain some dignity in life in the wake of this colossal man-made devastation that deprives so many of a basic start in life or minimal aspirations for the future.

We, from Gaza, call on you to demonstrate and support the courageous men and women on the Flotilla and join the, many now murdered on a humanitarian aid mission. We insist on severance of diplomatic ties with Israel, trials for war crimes and the International protection of the civilians of Gaza. We call on you to join the growing international boycott, divestment and sanction campaign of a country proving again to be so violent and yet so unchallenged. Join the growing critical mass around the world with a commitment to the day when Palestinians are entitled to the same rights as any other people, when the siege is lifted, the occupation is over and the 6 million Palestinian refugees are finally granted justice.

Press Contacts:

Dr Haidar Eid: One Democratic Sate Group and University Teachers' Association

Dr Mona El Farra: Middle East Children's Alliance, Gaza

Adie Mormech: International Solidarity Movement

Max Ajl: Gaza Freedom March



Signatory Organisations:

The One Democratic State Group
University Teachers Association
Arab Cultural Forum
Palestinian Students’ Campaign for the Academic Boycott of Israel
Association of Al-Quds Bank for Culture and Info
Popular Committee against the Wall and Settlements
International Solidarity Movement
Palestinian Network of Non-Governmental Organisations
Palestinian Women Committees
Progressive Students Union
Medical Relief Society
The General Society for Rehabilitation
Gaza Community Mental Health Program
General Union of Palestinian Women
Afaq Jadeeda Cultural Centre for Women and Children
Deir Al-Balah Cultural Centre for Women and Children
Maghazi Cultural Centre for Children
Al-Sahel Centre for Women and Youth
Ghassan Kanfani Kindergartens
Rachel Corrie Centre, Rafah
Rafah Olympia City Sisters
Al Awda Centre, Rafah
Al Awda Hospital, Jabaliya Camp
Ajyal Association, Gaza
General Union of Palestinian Syndicates
Al Karmel Centre, Nuseirat
Local Inititiative, Beit Hanoun
Union of Health Work Committees
Red Crescent Society Gaza Strip
Beit Lahiya Cultural Centre
Al Awda Centre, Rafah
 
One Democratic State Group


Stampa la notizia: Call from Gaza for Global Response to Killing on the Freedom Flotilla
Inviato da : Lunadicarta - Lunedė, 31 Maggio 2010 - 14:37

 
 
 
Il comunicato ufficiale di FreeGaza
 
 
 
(Cypro 1 Gigno 2010, 6:30 am) Nel buio della notte, commandos Israeliani hanno abbordato la nave passeggeri Turca la Mavi Marmara, sparando. Il filmato in diretta dall'imbarcazione mostra che 2 persone sono state uccise e 31 ferite.
 
Al Jazeera ha appena confermato i numeri.
 
Israele dichiara che sta prendendo possesso delle imbarcazioni.
 
Lo streaming video mostra i soldati Israeliani che sparano a civili, e il nostro ultimo messaggio SPOT diceva ; "Aiuto, siamo stati contattati dagli Israeliani".
 
La coalizione formata dal Free Gaza Movement (FG), European Campaign to End the Siege of Gaza (ECESG), Insani Yardim Vakfi (IHH), Perdana Global Peace Organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza Sweden, e International Committee to Lift the Siege on Gaza lancia un appello alla comunità internazionale per chiedere a Israele di fermare questo brutale attacco contro civili che stavano tentando di portare aiuti di vitale importanza ai palestinesi imprigionati a Gaza e di consentire alle navi di continuare il loro cammino.
 
L'attacco è avvenuto in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale.
 
(traduzione Forum Palestina)
 
 


Stampa la notizia: FreeGaza comunicato ufficiale
Inviato da : Lunadicarta - Lunedė, 31 Maggio 2010 - 14:19

 

 

Quello che accade è pazzesco!
Di seguito alcuni dei primissimi comunicati stampa a me pervenuti.


In Italia sono previste proteste a Roma, piazza San Marco ore 17.00, a Torino zona Palazzo Nuovo ore 12:30 a Milano alle 18:00 in Piazza San Babila.

ATTENZIONE: il presidio a Torino è stato anticipato alle ore 12:30

All'estero sono previsti presidi di protesta a Parigi, a Manchester, a Londra, ad Annecy, a Montpellier, a Bordeaux, ecc..



Terrorismo di Stato!
La Marina israeliana attacca la Freedom Flotilla:
19 morti e vari feriti tra i partecipanti

All'alba di quest'oggi, 31 maggio, nelle acqua internazionali Israele ha aggredito con navi da guerra della Marina militare appoggiata da elicotteri la Freedom Flotilla, che trasporta tonnellate di aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza, sotto embargo da circa quattro anni.

Vi sarebbero almeno 19 morti e vari feriti soprattutto sulla nave turca della Flotilla contro cui si sono accanite le truppe speciali israeliane.

L'aggressione - che è ancora in corso - è avvenuta in acque internazionali, pertanto si tratta a tutti gli effetti di pirateria.

I partecipanti alla Freedom Flotilla sono attivisti pacifisti internazionli e disarmati, il cui unico scopo dichiarata è quello di portare gli aiuti alla popolazione di Gaza.

Forum Palestina

***

Intervenga l’ONU sulla 
strage dei volontari sulle navi umanitarie


In merito all’uccisione e al ferimento di esponenti di ONG che recavano aiuti umanitari per le popolazioni  di Gaza il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato:
<
<
Riteniamo  che scagliare le forze militari di uno dei più potenti eserciti del mondo verso attivisti pacifisti che recavano cibo, case prefabbricate, medicinali a donne e bambini  palestinesi, sia un atto di barbarie  inaudita  che, oltre ad una condanna morale, merita una  riprovazione da parte dell’ONU.
Israele, da poco entrato nell’OCSE, deve uniformarsi alle leggi internazionali e alle regole umanitarie  condivise dalla comunità umana. L’esempio di macelleria offerto dai soldati israeliani non  aiuta di certo la causa della pace nella zona, né aiuta il mondo arabo ad una visione di Israele come Stato con cui costruire il futuro.
Auspichiamo che l’UE, l’ONU e gli Enti Internazionali levino alta la voce di condanna e l’esortazione ad Israele a moderare l’uso delle armi e a far ricorso all’uso  del dialogo e della trattativa>>.


Associazione Giuseppe Dossetti


***

PALESTINA: ATTACCO A NAVI PACIFISTE E’ ATTO DI PIRATERIA.
MILANO, ORE 18.00, PIAZZA S. BABILA, PRESIDIO DI RIPUDIO

dichiarazione di Luciano Muhlbauer - Coordinatore Cittadino Prc Milano

Il violento intervento delle forze armate israeliane, per giunta in acque internazionali, contro le navi della Freedom Flotilla, è un atto di pirateria, che non può trovare giustificazione alcuna, né giuridica, né morale.
Esprimiamo la nostra solidarietà con gli attivisti delle Ong che hanno tentato di forzare pacificamente il blocco israeliano della striscia di Gaza, “armati” soltanto di aiuti umanitari, e che per questo hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane.
L’uso deliberato e ingiustificato della violenza da parte delle forze armate israeliane è la conseguenza diretta della politica dei due pesi e delle due misure che pratica la cosiddetta comunità internazionale, compreso il Governo italiano, e che provoca nel governo israeliano quel senso di impunità, che ha portato al massacro di oggi.
Invitiamo tutti i cittadini e le cittadine milanesi che hanno a cuore la causa della pace e dei diritti del popolo palestinese, a mobilitarsi per ripudiare l’azione criminale da parte delle forze di sicurezza di Israele, partecipando al presidio in piazza San Babila, alle ore 18.00 di oggi.
 
Milano, 31 maggio 2010

***

Flottille de la liberté : la France doit agir !
Rassemblements partout en France !!!


AFPS

Le gouvernement Netanyahou a commis l’irréparable : ses commandos ont donné l’assaut contre la fltotille de la liberté, faisant plusieurs morts.

Cet acte de guerre est une véritable provocation contre la communauté internationale : il s’est déroulé dans les eaux internationales et visait des bateaux civils transportant plusieurs centaines de personnes, dont des députés européens et français, venus tenter de briser pacifiquement un blocus dont les Nations unies exigent la levée.

Jamais les dirigeants israéliens n’auraient déployé cette violence s’ils n’avaient bénéficié, depuis des mois, de la complaisance de nombreux responsables occidentaux, à commencer par Nicolas Sarkozy et Bernard Kouchner. Après la tragédie, cette complaisance doit cesser. Le ministre des Affaires étrangères doit immédiatement :

 convoquer l’ambassadeur d’Israël et le menacer de mesures de rétorsion ;

 exiger la levée sans délai du blocus de Gaza ;

 agir, à Bruxelles, pour la suspension de l’accord d’association Union européenne-Israël ;

 intervenir, à New York, pour une réunion rapide du Conseil de sécurité destinée à condamner l’action israélienne et à prendre des mesures pour la sanctionner.

Voilà les exigences que l’Association France-Palestine Solidarité (AFPS) appelle ses militants à faire entendre dans toute la France, et notamment

à Paris, ce lundi 31 mai, à 18h30, aux abords de l’ambassade d’Israël. Métro Franklin-Roosevelt

Paris, le 31 mai 2010.

à Annecy : Rassemblement ce lundi soir à 18h DEVANT LA PREFECTURE A ANNECY

à Montpellier : LUNDI 31 MAI 18H PLACE DE LA COMEDIE

à Lille : Rassemblement ce soir partir de 18 h 30 Grand’Place

à Bordeaux : Ce lundi 31 mai, 18h30 rassemblement Place de la Victoire

A Lyon, Marseille, Poitiers...


Consultez notre site pour les dernières infos :
http://www.france-palestine.org/article14794.html

--
Association France-Palestine Solidarité (AFPS)
21 ter Rue Voltaire
75011 Paris

 
***

Protest Israel's Gaza Aid Ship Murders

- 5pm BBC Manchester -

In Manchester there is a protest at 5pm today, Bank Holiday Monday, at the BBC on Oxford Road called by Manchester Palestine Solidarity Campaign (PSC) and backed by Greater Manchester Stop the War Coalition

Deaths as Israeli forces storm Gaza aid ship

http://gazafreedommarch.org/cms/en/news/View/10-05-31

More than 10 people have been killed after Israeli commandos stormed a convoy of ships carrying aid to the Gaza Strip, the Israeli army says.

(There is also a protest today at 2pm at Downing Street)

updates on our website

http://www.manchesterstopwar.org/

 



Stampa la notizia: La Marina Israeliana attacca la Freedom Flotilla: 19 morti, pių di 30 i feriti
Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 23 Maggio 2010 - 12:27

 

 

 

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In occasione della Festa della Repubblica

In piazza per i diritti, per la pace, contro le guerre

Contro la logica delle parate militari e dell'esibizionismo bellico

Per i diritti alla cultura, all'istruzione, alla salute, all'accoglienza: no alle spese militari

Per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre



Stampa la notizia: 2 giugno festa della repubblica
Inviato da : Lunadicarta - Lunedė, 10 Maggio 2010 - 09:13

 

 

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Missione di pace in Palestina 20-26 aprile 2010

 

Un gruppo composto da una quarantina di persone e guidato da Luisa Morgantini ha visitato i luoghi simbolo della Palestina e alcune località israeliane dove forte è la componente araba. Importante soprattutto la partecipazione alla conferenza internazionale di Bilin dal 21 al 23 aprile.

 

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Report della settimana

 

20 aprile

 

Visita e incontro alla sede dell’ONU a Gerusalemme, dove un funzionario ha illustrato la divisione dei territori occupati e la situazione odierna del muro che li divide dal territorio israeliano.

Dopo l’incontro visita del sito a Gerusalemme est dove sono state demolite alcune case palestinesi per fa posto ad un insediamento di coloni israeliani. Accanto a questo sito resiste ancora una casa che è stata occupata dai coloni, mentre i suoi legittimi proprietari sono costretti a vivere in una tenda nel cortile della casa. A seguire visita al centro storico di Gerusalemme.

 

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21 aprile

 

Conferenza internazionale di Bilin, villaggio al centro dell’attenzione per via delle manifestazioni contro il muro che si svolgono regolarmente da cinque anni a questa parte. Questa quinta conferenza organizzata dal locale Comitato Popolare ha portato a Bilin attivisti da tutto il mondo e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’autorità palestinese e di organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali. Questa quinta conferenza era dedicata alla memoria di Bassem, un ragazzo palestinese di Bilin ucciso un anno fa dai militari israeliani durante una manifestazione contro il muro.

 

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22 aprile

 

Mentre il resto del gruppo si è recato nella Valle del Giordano io e altri abbiamo partecipato ai lavori della conferenza che ha visto lo svolgimento di tre workshop su tre temi fondamentali:

 

-         Il network internazionale 

-         Gli aspetti giuridici della lotta contro il muro

-         La campagna di boicottaggio BDS

 Vedi www.internationalpopularstruggle.org

 

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La seconda parte della giornata ha visto i partecipanti dividersi in tre gruppi che si sono recati nelle seguenti località:

 

-         Gerusalemme

-         Betlemme

-         Valle del Giordano

 

 

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Io ero nel gruppo di Betlemme, dove negli ultimi tempi fervono i lavori per la costruzione del muro, soprattutto nelle località di Al Walaja e Beit Jala e dove si svolgono azioni dirette non violente da parte di attivisti internazionali insieme ai palestinesi. In questa occasione il nostro gruppo composto da una ventina di persone si è diretto verso una casa alla periferia di Betlemme dove le ruspe hanno spianato il cortile per preparare le fondamenta del muro. A poche centinaia di metri dalla casa il gruppo è stato bloccato dai militari israeliani che hanno sbarrato la strada con del filo spinato. Dopo circa quattro ore di faccia a faccia con i soldati è arrivato l’ordine di sgomberare e il gruppo si è dovuto allontanare.

 

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 23 aprile

 

Giornata conclusiva della conferenza di Bilin con le relazioni dei singoli gruppi che hanno svolto i workshop. Le conclusioni sono state fatte da Luisa Morgantini che aveva anche aperto i lavori.

Dopo la conferenza si è svolta la manifestazione unitaria contro il recinto nei pressi di Bilin che ha visto la partecipazione di circa 500 persone. Durante la manifestazione i dimostranti sono stati attaccati dai militari con gas lacrimogeni e bombe stordenti. Dopo mezz’ora di ripetuti attacchi i manifestanti sono stati costretti a ritirarsi. Alla fine un ferito grave tra i manifestanti, un ragazzo israeliano che è stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno, e vari intossicati.

Nel pomeriggio si è svolta a Gerusalemme un’altra manifestazione nel sito che il gruppo aveva visitato il primo giorno e che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, per lo più attivisti israeliani, che protestavano contro gli insediamenti dei coloni e la demolizione delle case palestinesi.

 

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 24 aprile

 

Visita a Nablus. Prima tappa campo profughi di Balata alla periferia di Nablus, dove vivono 25.000 persone. Incontro con i responsabili del campo che hanno illustrato la situazione. Secondo incontro con l’Associazione HSA (Human Supporters Association) che opera all’interno del campo a favore soprattutto dei bambini e delle donne, nonché delle famiglie delle vittime della seconda Intifada. Ci sono vari progetti in collaborazione con il CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) come ad esempio la creazione di una rivista in arabo e inglese (Our Voice, Youth Magazine) e un campo estivo a cui partecipano 400 ragazzi e nel corso del quale vengono svolte attività di danza popolare, teatro e musica (vedi www.humansupporters.org e www.cissong.org). A seguire visita del centro storico di Nablus.

In serata un incontro a Gerusalemme con due rappresentanti del Parents Circle, un’associazione dei parenti delle vittime del conflitto e a cui aderiscono circa 700 famiglie sia palestinesi che israeliane.

 

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25 aprile

 

Visita a Haifa. Prima tappa nel villaggio palestinese di Jisl Zarqa (Ponte Blu) posto sul mare in una splendida cornice. Seconda tappa a Haifa nel Centro Culturale Mossawa, dove abbiamo incontrato Jafar Farah direttore del centro. Il Centro Mossawa è in primo luogo un centro studi che dispone di spazi espositivi ed è un luogo d’incontro tra arabi ed ebrei. Il centro elabora anche progetti di carattere economico e analisi sugli aspetti discriminatori delle leggi vigenti in Israele.

In serata visita della città di Jaffa. Durante la cena conviviale incontro con alcuni membri dell’Associazione Combattenti per la Pace composta sia da israeliani che da palestinesi impegnati in iniziative di pace volte al dialogo tra le due parti.

Nella stessa giornata si sono svolte manifestazioni a Silwan nei pressi di Gerusalemme contro una marcia dei coloni e a Betlemme contro la demolizione delle case.

 

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 26 aprile

 

Visita a Hebron. Prima tappa al Rehabilitation Committee fondato nel 1996 e che si occupa della ristrutturazione delle case palestinesi nel centro storico della città, le cui origini risalgono addirittura a 5.500 anni fa. La città che conta più di 220.000 abitanti vive una situazione particolare in quanto nel suo centro si sono insediati circa 400 coloni che di fatto hanno creato una divisione nel cuore della città. Il centro storico è sotto controllo militare israeliano e ben 1500 militari vengono impiegati per dividere i residenti palestinesi dai coloni. Dal 1996 ad oggi il Comitato ha ristrutturato 900 case (vedi www.hebronrc.org). A seguire visita del centro storico di Hebron.

Nel pomeriggio visita al Centro Antiviolenza sulle donne di Mehwar a Beit Sahour nei pressi di Betlemme. Questo centro unico nel suo genere è finanziato dal Governo italiano.

A seguire visita a Betlemme nella zona dove è stato eretto il muro.

 

le foto dell'attacco alla manifestazione

 

 

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Conclusioni

 

Per concludere un mio pensiero che riassume un po’ questa esperienza che sicuramente avrà un seguito almeno per quanto mi riguarda. A distanza di otto anni quando sono stato per la prima volta in Palestina durante la seconda Intifada, la situazione è peggiorata notevolmente. Proprio nel 2002 è  iniziata la costruzione del muro che non è ancora finita e negli ultimi anni gli insediamenti dei coloni sono aumentati a dismisura occupando illegittimamente vaste aree dei territori palestinesi. Questo purtroppo è un dato negativo. Resta sempre la speranza e la volontà di cambiare le cose, come si è visto nel caso di Bilin, dove da cinque anni la popolazione manifesta contro il muro e che è diventata un simbolo della lotta popolare e della resistenza non violenta. Inoltre sempre più israeliani, ancora una minoranza però, prendono le parti dei palestinesi perché hanno capito che il loro futuro è inscindibile da quello dei loro fratelli palestinesi.  

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 

 

Stampa la notizia: Edvino Ugolini. Missione di Pace in Palestina 20-26 aprile 2010
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 24 Aprile 2010 - 10:00

 

 

 

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Artists Against War Italia

 

Attaccata la Conferenza Internazionale Nonviolenta a Bi'lin (Palestina)

 

- Da Edvino Ugolini poeta di Trieste, presente sul posto, riceviamo :


In una concitata telefonata da Bi'lin dove si trova per partecipare all'annuale Conferenza internazionale dei Movimenti Nonviolenti di Resistenza in Palestina, il rappresentante triestino della Rete Artists Against War Italia Edvino Ugolini ci ha comunicato poco fa che durante la manifestazione finale sul posto, presso il Muro della discordia i mille partecipanti sono stati sottoposti a una carica delle forze occupanti Israeliane, con sparo di gas laceimogeni ed impiego di bombe assordanti.

Diversi sono stati i feriti di cui uno piuttosto grave.

La Conferenza di Bi'lin da anni riunisce le forze che in numerosi villaggi della Cisgiordania occupata, si oppongono pacificamente all'asfissiante occupazione militare Israeliana.

La delegazione italiana alla Conferenza, di cui fa parte Ugolini, è stata condotta sul posto dall'Associazione per la pace.

Per chi volesse contattare il poeta triestino di persona, che rappresenterà Artists Against War Italia alla riunione della Tavola della pace a Trieste in vista della Marcia Perugia Assisi del 16 maggio,

il numero cellulare di Edvino Ugolini è +39 349 xxx xxxx.

 

per Artists Against War Italia

Loredana Morandi 

 



Stampa la notizia: Attaccata la Conferenza Internazionale Nonviolenta a Bi'lin (Palestina)
Inviato da : Lunadicarta - Martedė, 20 Aprile 2010 - 16:54

 

 

 beauty and terror

the eruption of the volcano

Eyjafjallajökull

 

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La nube di polvere di Silicio sta ancora paralizzando l'Europa, ed è giunta fin sul lontanissimo Canada.Tutte le compagnie aeree europee sono in sofferenza e anche gli Stati Uniti si preoccupano degli stramaledetti F 16 di stanza sul Mediterraneo.

Da ieri una seconda bocca eruttiva ha affiancato il distruttivo lavoro di Eyjafjallajökul, il più grande vulcano di Islanda.

Segnalo le foto più belle da vedersi in rete, quelle del Daily Mail, che mostrano lo stranissimo fenomeno prodotto in seno alle formazioni piroclastiche del vulcano: i fulmini.

 

Vedi il servizio fotografico del Daily Mail

 



Stampa la notizia: Beauty and terror, the eruption of the volcano Eyjafjallajökull
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 17 Aprile 2010 - 10:57

 

Luigi de Magistris ricicla il "motto storico"
di Movimento per la Giustizia
 
 
articolo semi serio
 
 
 
 
"In Movimento" è il motto storico di Movimento per la Giustizia - Art. 3, la più giovane delle correnti della magistratura associata. Da oggi, il motto che ha celebrato i primi 20 anni della corrente nata nel 1988 e che campeggia da anni sul sito a cura di un illustre magistrato tecnologico, è stato "riciclato".
 
Un simpatico Pulcinella con una fumante pizza con "la pummarola n'goppa", l'immagine a commento di una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione sui napoletanismi lessicali della popolazione nostrana, sembra avercela proprio con il neoeletto eurodeputato.
 
"Non faccia il napoletano, signor De Magistris" sembra dire il sorridente Pulcinella, che da buon partenopeo è avvezzo fin dal primo dopo guerra al trovare in vendita al dettaglio i "chiodi usati", ribattuti, lucidati e spacciati per "nuovi" al mercato. Figuriamoci ora che a Napoli ci sono i cinesi, a cucire anche 16 ore al giorno le griffe fasulle per le bancarelle, se Pulcinella non è divenuto saggio. Lui sì che ne ha sentite di turiste americane gridare "al ladro", a distesa come stridule campane, sulla via di "spaccanapoli". E chissà se le poverette non avessero ancora in mano la sfogliatella di Scaturchio, offerta loro da un illustre gentil'uomo d'altri tempi e pure magistrato.
 
Italia dei Valori è così, è come il Carnevale. A Palermo la Jardinara Sonia Alfano ha potato due giornalisti e lavoratori (uno ero io) per far largo nell'aiuola al cavallacciu. Poco importa che nulla sappia il cavallacciu del lavoro e ragli invece di nitrire, lei l'ha fatto "responsabile per le professioni". Tant'è che in quell'aiuola non crescono vertenze o lavoratori e così ci si attrezza solo per la raccolta col falcetto dei frutti dell'orto altrui, perché la cosa importante oltre all'apparire è che sian contenti tutti i Briganti.
 
Io son romana signora e a queste cose non sono avvezza, cresciuta come sono con le fiabe di Trilussa amico del bisnonno garibaldino. E sì, che lui c'era col poeta trasteverino, quando non si poteva dire "governo ladro". Ma pioveva, pioveva di brutto. Pioveva proprio a catinelle e disse: "Piove Governatore!" Così domando: "in agitazione" non sarebbe stato titolo più confacente e salutista? Il troppo movimento fa sudare, certe volte pure a "catinelle", come la pioggia del poeta... "
 
"Il titolo l'è mediatico in quel di Milan", commenta in ultimo Meneghino nel rassicurare l'amico Pulcinella, "perché da oggi in poi il "partito dei giudici" se non son i magistrati democratici saran di sicuro quelli "in movimento"..."
 
Loredana Morandi
 
 

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Inviato da : Lunadicarta - Venerdė, 16 Aprile 2010 - 13:44

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Artists Against War Italia

 

 

Gli Artisti contro le guerre, saranno presenti ai presidi organizzati a Roma e in tutta Italia a sostegno dell'associazione Emergency per la liberazione dei membri italiani e afghani sequestrati dal Governo Karzai.



Artists Against War Italia

per


Emergency

 http://www.giustiziaquotidiana.it/public/emergency.jpg

 

 

- english -

 

 

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Artists Against War Italy

 

The artists against war will participate on the demonstrations in Rome and in other Italian cities for the liberation of the Italian and Afghan members of Emergency kidnapped by the Karzai government.



Artists against War Italy

for


Emergency

 

 http://www.giustiziaquotidiana.it/public/emergency.jpg

 



Stampa la notizia: Artists Against War for Emergency
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledė, 14 Aprile 2010 - 19:39

 

 

 http://www.giustiziaquotidiana.it/public/emergency.jpg

IO STO CON EMERGENCY

 

SABATO 17 - ore 14,30
Appuntamento in piazza San Giovanni ROMA

 

Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.

Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.

IO STO CON EMERGENCY

 

Sabato a Piazza Navona ci sarà anche la Tavola della pace


L'Italia riapra subito
l'ospedale di Emergency


Flavio Lotti: "L'attacco a Emergency è un attacco a tutti i costruttori di pace"


(1) Riaprire l'ospedale di Emergency in Afghanistan,
(2) liberare i tre italiani e i sei afgani arrestati il 10 aprile,
(3) assicurare pieno sostegno a tutti gli operatori umanitari italiani che operano in Afghanistan.

Sono questi i primi tre obiettivi che deve assumere il governo italiano per ridare un minino di credibilità alla nostra presenza in Afghanistan. Nel nome del rispetto del diritto internazionale dei diritti umani, della legalità e dei doveri che corrispondono ad ogni buon governo.

La Tavola della pace, impegnata nella preparazione del Forum della Pace e della Marcia per la pace Perugia-Assisi del prossimo 16 maggio, chiede a tutti i responsabili della politica italiana di fare ogni sforzo per chiudere rapidamente questa gravissima vicenda.

Berlusconi deve intervenire di persona. Non bastano una lettera del ministro, un ambasciatore e un magistrato. E' necessaria un'azione rapida ed energica. Si è già perso troppo tempo. Invece di prendere le distanze, di seminare dubbi e di gettare fango su chi si assume personalmente la responsabilità di soccorrere le vittime della guerra, il governo italiano deve agire con determinazione sollecitando anche l'immediato intervento dell'Unione Europea e dell'Onu. Ogni governo ha il dovere costituzionale di difendere i suoi cittadini e in particolare quelli che sono impegnati in operazioni di pace, di solidarietà e di cooperazione.

Chiudere il Centro chirurgico di Lashkar-gah vuol dire abbandonare la popolazione civile nella morsa della guerra e mettere in pericolo tutti gli operatori umanitari. In questo senso, l'attacco all'ospedale di Emergency è un attacco a tutti i costruttori di pace.

Per questo, sabato prossimo, dobbiamo essere in tanti. A Roma, in Piazza Navona, alle ore 14.30. Con tutti i colori dell'arcobaleno.

Ps. L'Italia è il paese che ha la responsabilità di coordinare la ricostruzione della Giustizia in Afghanistan e per questo obiettivo ha già speso diverse decine di milioni di euro.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 14 aprile 2010

 



Stampa la notizia: Io sto con Emergency - Sabato 17 aprile piazza San Giovanni
 
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