Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 13 Febbraio 2011 - 10:44

 

 

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E' deceduta nell'ospedale di Ramallah dove era stata ricoverarta d'urgenza Jawaher Abu Rahmah, sorella di Bassem Abu Rahmah, ucciso anche lui durante una manifestazione di protesta a Bilin il 17 aprile 2010.

La sorella è stata uccisa in analoghe circostanze dopo essere stata colpita da una granata di gas lacrimogeno sparata dai militari israeliani che presidiano il recinto di divisione nei pressi di Bilin.

Il villaggio di Bilin è da cinque anni teatro di manifestazioni popolari contro il recinto costruito dall'esercito israeliano. Ogni venerdì si svolge una manifestazione che sfocia regolarmente in scontri con i militari israeliani.

A Bilin si svolge anche da cinque anni in aprile la conferenza internazionale contro il muro dell'apartheid organizzata dal Comitato di Lotta Popolare e a cui partecipano rappresentanti di associazioni da tutto il mondo. Da parte di tutti noi il più profondo cordoglio per la morte di un'altra vittima della prepotenza militare israeliana contro civili inermi che hanno l'unico torto di lottare per i loro diritti e la nostra solidarietà incondizionata al popolo palestinese.

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 

Info:http://www.popularstruggle.org/

Contatti: Jonathan Pollak +972-54-632-7736

 



Stampa la notizia: La prima vittima palestinese del 2011 a Bilin
Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 13 Febbraio 2011 - 10:41

 

 

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Memorie

 

Un mio pensiero in occasione della giornata della memoria. Non si può prescindere dal presente, se si vuole ricordare il passato. In caso contrario la memoria si riduce a pura retorica. Dobbiamo tutti coltivare la memoria del passato e tutti i tragici eventi ad esso collegati, senza però, condizione indispensabile, tralasciare gli eventi del presente, anche perché sono spesso intrecciati con la storia. Pensare ai campi di sterminio, senza pensare ai campi di detenzione per immigrati clandestini, mi scuso per il termine clandestino, è come commemorare la giornata della mamma senza pensare alla famiglia. Cose orrende stanno succedendo nel mondo, ancora ai giorni nostri, cronache che fanno rabbrividire e che agitano i fantasmi del passato.

Chi si reca ad Auschwitz, dovrebbe recarsi anche nei CIE, perché i lager non sono soltanto un ricordo.

Qualche tempo fa si è anche celebrata la giornata mondiale dei migranti. In questo contesto ricordo, e anche questo fa parte della memoria, le migliaia di uomini e donne che ogni anno muoiono per arrivare nel nostro paese o in altri paesi così detti civili. Questo soltanto per ricordare che la memoria non è un libro chiuso ma tuttora aperto su migliaia di vicende umane sparse nel mondo e che non possiamo né dobbiamo ignorare.

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti

Stampa la notizia: Giornata della memoria
Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 13 Febbraio 2011 - 10:38

 

 

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I martiri di Piazza Tahrir

 

Non è la prima volta nella storia più recente che una piazza diventi il simbolo di una rivolta popolare. Lo è stato in precedenza Piazza Tienanmen nel 1989, dove migliaia di studenti scesero in piazza per la democrazia e contro il regime totalitario e dove ci furono centinaia di morti e migliaia di feriti e di arresti, che poi in parte si tramutarono in pene capitali. Oppure Piazza Taksim a Istanbul, dove nel 1977 una manifestazione sindacale in occasione del primo maggio si trasformò in una strage; ci furono 37 morti e decine di feriti, vittime di estremisti nazionalisti che spararono sulla folla. E non dimentichiamo la strage di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico nel 1968, pochi giorni prima dell'apertura dei Giochi Olimpici, quando l'esercito sparò sugli studenti e provocò centinaia di morti. Tutti questi eventi hanno un comune denominatore, ossia la ribellione spontanea  contro un regime liberticida. E quando un regime viene attaccato, reagisce sempre allo stesso modo, con la violenza cieca che non risparmia nessuno. Speriamo che questo ennesimo sacrificio, che è costato la vita a 103 persone, non sia stato invano e che segni l'inizio di una nuova era per l'Egitto, paese nevralgico per il futuro di tutta l'aerea mediorientale e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, un mare che deve unire e non dividere.

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

Stampa la notizia: I martiri di Piazza Tahrir
Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 13 Febbraio 2011 - 10:36

 

 

Berlusconi: "persona indegna". 

 

 

Non si capisce come il Presidente Napolitano abbia potuto promulgare una legge come quella del "legittimo impedimento", secondo la quale il premier Berlusconi non potrebbe seguire i processi a suo carico, in quanto impegnato dagli impegni istituzionali. E non si capisce neanche come la Corte Costituzionale abbia potuto prendere sul serio tale legge.Il comportamento di Berlusconi è una vergogna per l'intero paese. Egli ha costituito una maggioranza di persone succubi che approvano leggi inique.

Inoltre questo Parlamento non lavora perché approva quasi solo leggi del Governo. Berlusconi attacca la magistratura in modo spavaldo, pensando più ai propri problemi che a quelli degli italiani. Tutto questo è sinonimo di una persona indegna della carica che ricopre. In nessuna nazione occidentale un personaggio come Berlusconi  potrebbe sedere in Parlamento o al Governo.  Il Presidente della Repubblica ha dunque il dovere di tutelare l'onore della nazione e di conseguenza il dovere di denunciare questa indegnità con un messaggio alle Camere con l'invito a scegliere un premier più degno. 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre 



Stampa la notizia: Appello al Presidente Napolitano
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 01 Gennaio 2011 - 10:22

 

 

http://www.bloggersperlapace.net/bloggersperlapace/upload/dl/screenshots/8.jpg
 
 
Buon 2011 da
 
Artists Against War Italia
 
 
POESIE
 
PER UN MONDO SENZA GUERRE
 
- il calendario -
 
 
 
Le poesie per un mondo di pace, il calendario 2011 degli Artisti contro le guerre, é una autoproduzione della Associazione Penombre a cura del poeta triestino ed ambasciatore della Rete AAW Italia  Edvino Ugolini.Le Poesie sono di: Franco Castelli, Arturo Cannarozzo, Franco Santamaria, Loredana Morandi, Franco Piri Focardi, Alberto Ciani, Pino de March, Edvino Ugolini, Tusio De Iuliis, Stella Cappellini, Tito Truglia e Anonimo.

 

Clicca sull'immagine in alto o qui per scaricarlo.

 

 

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Stampa la notizia: Artists Against War augura Buon 2011 con le Poesie per un Mondo senza Guerre
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 01 Dicembre 2010 - 19:08

23 ottobre 2010, Settimana dei Bambini del Mediterraneo (Ostuni, 18-24 ottobre 2010): Joe Fallisi canta, insieme con un coro di bimbi di Gaza, l'inno della Freedom Flotilla al Teatro Roma di Ostuni.

 

GAZA FIOR DI PALESTINA

- Joe Fallisi e i bambini di Gaza: "Un momento" -

 

 

 

  La sua testimonianza sull'arrembargio israeliano alla Freedom Flotilla

 

 



Stampa la notizia: Joe Fallisi canta l'inno della Freedom Flotilla
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 01 Dicembre 2010 - 19:04

 

Il 29 novembre, l'Onu celebra la Giornata Internazionale di Solidarietà con il popolo Palestinese

Una buona occasione per riflettere sulla situazione dei palestinesi e sulla violenza che ancora oggi gli viene inflitta. Una violenza continua, quotidiana, spesso nascosta dai grandi mezzi d'informazione.

 

10 notizie sui palestinesi
che la TV ti ha nascosto

 

a cura di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

1. Privati da oltre sessant'anni della libertà, 4 milioni di palestinesi sono costretti a vivere sotto il peso dell'occupazione militare israeliana. 2.2 milioni hanno meno di 18 anni. Più di 1.800.000 palestinesi vivono da rifugiati nella propria terra. Quasi 3 milioni vivono in Giordania, Libano e Siria. Più di 20.000 palestinesi vivono rinchiusi in un campo profughi nel Città Santa di Gerusalemme.

2. Dall'inizio del 2010, l'esercito israeliano ha ferito 1074 palestinesi (in prevalenza giovani e bambini) che protestavano contro l'occupazione, contro l'espansione degli insediamenti e contro la costruzione del muro. Nel 2009 ne sono stati feriti 764.

3. Da quando il 26 settembre è finita la moratoria sulla costruzione di insediamenti nei territori occupati, i coloni israeliani hanno costruito 1650 case nuove, poco meno del totale di quelle costruite nel 2009.

4. Ai palestinesi invece non è permesso di costruire o ingrandire la propria casa in tanta parte della propria terra. Dal 24 novembre le autorità israeliane hanno abbattuto 18 case palestinesi e una moschea. 54 persone sono state gettate per la strada.

5. Il 23 novembre un gruppo di coloni israeliani accompagnati dalla polizia israeliana si sono impossessati di un palazzo palestinese di tre appartamenti di Gerusalemme. Tre famiglie palestinesi con 5 bambini sono finiti per strada. In luglio i coloni israeliani hanno fatto lo stesso con le case di altre 29 persone e otto famiglie. Osservatori internazionali parlano di "pulizia etnica".

6. Nella settimana tra il 10 e il 23 novembre, l'esercito israeliano ha condotto 57 incursioni e arresti di palestinesi nelle città e nei villaggi della West Bank e a Gerusalemme. Un po' meno della media settimanale che nel 2010 è di 93 incursioni e arresti.

7. Dall'inizio dell'anno i coloni hanno aggredito i contadini palestinesi o distrutto le loro proprietà agricole, sradicando e bruciando migliaia di ulivi secolari, in media 6 volte alla settimana. Questa settimana (10 e il 23 novembre) le aggressioni sono state 7, una al giorno.

8. Nonostante il ritiro del 2005, Israele continua a controllare tutti gli aspetti fondamentali della vita di 1,5 milioni di palestinesi che abitano nella Striscia di Gaza. Dall'inizio del 2010, 58 palestinesi sono stati uccisi e 233 feriti. La maggioranza erano civili. Prima dell'inizio dell'assedio, dalla Striscia di Gaza entravano e uscivano in media 650 persone al giorno. Oggi ne passano 340. I palestinesi di Gaza hanno la corrente elettrica solo per 12 ore al giorno. L'acqua arriva nelle case ogni due giorni, per poche ore. E in alcune zone arriva solo ogni 5 giorni.

9. Ai palestinesi non è concesso di circolare liberamente nella propria terra. Il muro di 700 km costruito dagli israeliani nella West Bank separa molti palestinesi dai loro terreni, dai posti di lavoro e dai familiari. Il resto lo fanno una serie di coprifuoco, circa 600 posti di blocco e altri ostacoli. Per spostarsi spesso i palestinesi devono chiedere un permesso che spesso non arriva. A molti palestinesi viene così negata la possibilità di accedere alla terra, al lavoro, alle strutture scolastiche e ai servizi di base.

10. Israele continua a negare ai palestinesi l'accesso all'acqua, intralciando lo sviluppo socioeconomico e ponendo a repentaglio la loro salute. Un palestinese può utilizzare al massimo 70 litri di acqua al giorno, meno del minimo necessario. Un israeliano ne consuma 4 volte di più. L'esercito israeliano ha ripetutamente distrutto le cisterne di raccolta di acqua piovana usate dai palestinesi con la motivazione che erano state costruite senza permesso.

Piccolo decalogo delle cose che possiamo fare per la pace in Medio Oriente: (1) rafforzare il dialogo e la conoscenza reciproca con il popolo palestinese e con il popolo israeliano; (2) alleviare le sofferenze del popolo palestinese e ricostruire la fiducia e la speranza nella pace; (3) vigilare sulle violazioni e il rispetto della dignità e dei diritti umani; (4) sostenere i familiari delle vittime palestinesi e israeliane; (5) collaborare con tutti coloro che operano per la pace in Israele e nei territori palestinesi occupati; (6) contribuire a rafforzare le istituzioni locali palestinesi; (7) promuovere l'incontro e il dialogo tra israeliani e palestinesi; (8) sensibilizzare i giovani sui problemi del Medio Oriente e coinvolgerli in iniziative di solidarietà e di pace; (9) chiedere la fine della vendita di armi e la denuclearizzazione del Medio Oriente; (10) rafforzare l'impegno politico dell'Italia e dell'Unione Europea per la pace in Medio Oriente.

Perugia, 29 novembre 2010


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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 01 Dicembre 2010 - 18:48

Il Giudice di Pace:
Vittorio Emanuele di Savoia
disposto l'accompagnamento "coatto"



Roma, 1 dic. 2010 - Il giudice di pace penale del Tribunale di Carrara, dott. Rino Tortorelli vice procuratore onorario, ha disposto ai sensi del codice di procedura penale (se non erro art. 133 e 377) l'accompagnamento coattivo di Vittorio Emanuele di Savoia, nell'ambito del procedimento a carico del tenore italiano Joe Fallisi.

La disposizione del giudice, presa nel corso dell'ultima udienza del 29 novembre ultimo scorso a cagione delle ripetute assenze dell' "offeso" Vittorio Emanuele, sarà erogata ai fini dell'udienza fissata per il 10 gennaio 2011.

"Servirà' una rogatoria internazionale visto che Vittorio Emanuele risiede a Ginevra, in Svizzera" - ha commentato a caldo Gabriele Fuga, avvocato dell'Artista e pacifista Joe Fallisi - "però e' gia' una nostra vittoria quella di vedere accompagnato con la forza il principe''.

Auguroni al mio amico e artista Joe Fallisi, citato in giudizio con una richiesta di risarcimento per la cifra esorbitante di 50.000 euro per aver dato, secondo l'accusa, dell'assassino al 'mai coronato' erede di casa Savoia nel corso di un comizio a Carrara nel 2003, in cui si celebrava l'anniversario di Gaetano Bresci. Joe, con uno sguardo al cielo, commenta serio le parole del proprio legale: 'Non posso che dargli ragione. Sono certo che, dall'aldilà, anche Dirk Hammer approva'

In merito alle fasi salienti dello svolgersi del procedimento narra ancora Fallisi: "Ha già testimoniato l'ottimo giornalista Gianni Barbacetto. Ad altri testimoni abbiamo rinunciato".

Le mie più vive congratulazioni al dott. Tortorelli, che con forza di legge e dignità costituzionale, ha ribadito l'alta professionalità del ruolo svolto dalla magistratura onoraria, sempre più impegnata nei Tribunali italiani.

In questi ultimi anni l'associazionismo della Magistratura onoraria tutta (Federmot, Anmo, ecc..) ha dato prova di grande forza nell'affrontare la perenne vertenza con il Ministro di Giustizia, con momenti di eccezionale coraggio  mai visto prima in ambito giudiziario, fino al presidio notturno dei Tribunali e più di uno sciopero bianco o una "serrata". La giunta centrale della ANM, con Cascini e Palamara, ha ripetutamente mostrato il proprio sostegno alle iniziative sindacali dei MOT.

Loredana Morandi

www.giustiziaquotidiana.com



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Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 01 Dicembre 2010 - 18:33

 
 
 
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Forum mondiale sull’educazione: 28-31 ottobre, Palestina

 

Il forum sull'educazione, svoltosi in varie località della Palestina, si è concluso domenica con un'affollata assemblea a Ramallah. I vari gruppi di lavoro che si sono riuniti nella tre giorni del forum hanno esposto i risultati dei loro lavori e si sono dati appuntamento al prossimo forum sull'educazione che si svolgerà dal 10 al 13 dicembre a Santiago de Compostela in Spagna. Durante il forum si sono tenute conferenze e work shop su varie tematiche inerenti al mondo dell’educazione e della formazione, soprattutto rivolta al dialogo interculturale e interetnico.

Prima della cerimonia di apertura del forum si era svolta nel centro di Ramallah  una marcia di solidarietà a cui hanno partecipato migliaia di studenti. 

  Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 

Le Foto

 

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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 29 Ottobre 2010 - 14:42

 

L'eruzione del vulcano Merapi

 

 

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