Inviato da : Lunadicarta - Venerdì, 29 Ottobre 2010 - 14:36

 

Un appello che è da sostenere. L'Italia non può e non deve vietare alle organizzazioni umanitarie dell'Onu di avvicinare profughi e migranti giunti sulle nostre coste. L.M.COMUNICATO STAMPA  -  CS93-2010 AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE ALL’ITALIA DI PORRE FINE ALLE ESPULSIONI DI MASSA Amnesty International ha chiesto alle autorita’ italiane di verificare con urgenza se le 68 persone soccorse in mare e poi rinviate forzatamente in Egitto in 48 ore abbiano avuto la possibilita’ di richiedere protezione internazionale. Le 68 persone, che erano a bordo di un’imbarcazione che ne trasportava in tutto 131, erano state intercettate il 26 ottobre dalle autorita’ italiane nei pressi della coste siciliane. Secondo quanto dichiarato inizialmente da un ufficiale italiano, le persone a bordo si erano identificate come palestinesi. Le autorita’ italiane le avevano trasferite a Catania e trattenute tutte, compresi 44 minori, in un impianto sportivo per oltre 24 ore, sostenendo che la loro detenzione era necessaria per svolgere le procedure di identificazione e organizzare i rinvii. La sera del 27 ottobre, le autorita’ italiane hanno espulso 68 di loro verso Il Cairo, in Egitto, con un volo charter, affermando che si trattava effettivamente di ‘migranti irregolari’ egiziani e non palestinesi. Secondo Amnesty International, questa espulsione di massa sembra essere stata condotta senza riguardo per il diritto delle persone di chiedere asilo e in violazione degli obblighi dell’Italia derivanti dal diritto e dagli standard internazionali in materia di rifugiati e di diritti umani. L’organizzazione chiede alle autorita’ italiane di chiarire se e come siano state identificate le persone in questione, come siano stati determinati la loro eta’ e i possibili bisogni di protezione, se siano state informate del loro diritto di chiedere asilo e se siano state presentate domande di asilo. ‘A tutte le persone soccorse in mare deve essere data la possibilita’ di chiedere asilo e le loro richieste devono essere valutate nell’ambito di un’equa e soddisfacente procedura’ – ha dichiarato John Dalhuisen, vicedirettore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. ‘Vi e’ la preoccupazione che in questo caso a nessuna persona, comprese le 68 rinviate forzatamente, sia stata data una simile possibilita’’.  A organizzazioni come l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Save The Children e la Croce rossa italiana e’ stato negato l’accesso alle persone portate sulla terraferma, nonostante le ripetute richieste. Queste organizzazioni fanno parte di un progetto finanziato dal governo italiano e dall’Unione europea, che ha lo scopo di fornire assistenza immediata a chiunque arrivi sulle coste siciliane in condizioni di difficolta’. Ad Amnesty International risulta che questa sia stata la prima volta dal 2005 che in Italia viene negato l’accesso all’Acnur dopo una richiesta ufficiale. Del gruppo portato a terra, 19 persone sono state arrestate per reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, mentre 44 sono state identificate come minori e trasferiti ai servizi sociali. Sebbene le persone identificate come minori non siano state espulse in modo sommario, Amnesty International ritiene che siano state detenute per oltre 24 ore, senza accesso a un’assistenza specializzata. ‘Nella fretta di procedere alle espulsioni, le autorita’ italiane stanno ignorando le consuete procedure e gli standard internazionali per la protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo’ – ha aggiunto Dalhuisen. ‘Le autorita’ italiane devono immediatamente porre fine alle espulsioni sommarie di massa di cittadini stranieri’. FINE DEL COMUNICATORoma, 29 ottobre 2010   Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedì, 26 Ottobre 2010 - 19:16

 

 Nuovo tsunami in Indonesia

 

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Ieri sera avevo letto della terribile scossa del 7.5 Richter (7.2 fonte Asean), ma mi son detta che il "caso" avrebbe salvato quelle popolazioni. Invece sbagliavo e la "grande ondata" si è abbattuta sulle coste dell'isola di Sumatra esattamente come accadde nel 2004.

Ieri, dopo la registrazione dell'entità del sisma presso il U.S. Geological Survey (Usgs) e la conferma dell'agenzia per i terremoti indonesiani, che ha localizzato l'epicentro a 14 chilometri di profondità, 78 km a nord-ovest di South Pagai, una delle isole Mentawai l'allarme tzunami lanciato dal Pacific Tsunami Warning Center era addirittura rientrato. Il sisma è avvenuto alle 21:42 ora locale.

Oggi la notizia ferale della grande ondata. Sconosciuto ad ora il numero delle vittime, ma già si parla di almeno una decina villaggi completamente spazzati via e di navi passeggeri distrutte. L'acqua è penetrata anche per 600 metri all'interno delle coste con forza devastante e le ondate hanno raggiunto altezze variabili anche superiori ai 3 metri.

Devo dire che nessuna fonte italiana riporta l'orario in cui si è abbattuto lo tsunami, soltanto Repubblica che cita appunto dell'allarme poi rientrato. Probabilmente non sono chiare le fonti a "monte. In ogni caso si deve considerare il tempo di percorrenza dell'onda sulla distanza di 78 km per calcolare l'orario dell'approdo sulle isole dell'arcipelago di Mentawai. Tra la scossa e l'ondata potrebbe esser trascorso anche un tempo imprecisato di 1 ora, 1 ora e mezza. Rettifico: secondo il sito della BBC (che ha una corrispondente indonesiana) l'onda si è abbattuta in circa 40 minuti.

 

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Il vulcano Merapi dalle foto via satellite della Nasa
 

 

Il vulcano Merapi, sull'isola di Giava, ha aumentato la sua attività eruttiva e i crateri minori stanno eruttando grandi nuvole di cenere incandescente. Le autorità locali stanno evacuando le popolazioni residenti nei pressi del gigante infuriato. 20.000 persone dovranno lasciare le proprie case.

L'area, dopo il grande sisma (9.1 richter) del 26 dicembre 2004, non ha mai più avuto pace. Ma non aveva avuto altri tsunami, neppure nel maggio (7.2) o ad aprile (7.8) di quest'anno, due dei più eventi sismici di entità simile più recenti.  Corriere Sera ne cita altri, ma meno recenti: il 28 marzo 2005 (8,6 gradi, oltre 1.300 morti), il 12 settembre 2007 (8,5) e il 30 settembre 2009 presso Padang (7,5 gradi, oltre 1.100 vittime).

 

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L'epicentro del sisma del 25 ottobre 2010 alle 21:42 ora locale
 

 

L'Asean Earthquake center conferma che la terra sta tremando ancora, ma con minore entità con scosse intorno al 5 - 6 grado Richter, ma leggendo attentamente il loro report si evince che la scossa di maggiore entità è stata preceduta da due scosse nel corso dello stesso giorno (il 25) e da una di discreta entità anche il giorno 24.

Che le scosse attuali e le passate siano correlate non ci piove, io però non ho sotto mano una cartina dettagliata dell'area e il sito dell'Asean non mi carica la mappa per le troppe visite, quindi non azzardo oltre sul fenomeno.

Salvo ribadire che: così come esistono le scosse di assestamento, ve ne sono di identiche in anticipazione di un evento sismico di grande entità. Non bisogna infatti pensare che le placche tettoniche funzionino come un interruttore, "on off" - adesso c'è e prima non c'era, bensì la figura esplicativa più aderente alla realtà che mi vien spontaneo citare è quella dello sportello bloccato di un vecchio armadio, che per essere aperto ha bisogno di più "strattonamenti" e che si richiude solo a "spintoni".

Non appena mi giungeranno darò pronta notizia delle iniziative di solidarietà qui dall'Italia.

Loredana Morandi

Di seguito uno storico dei maggiori terremoti nel mondo a cura della BBC.

- post in costruzione -



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 21 Ottobre 2010 - 20:13

 

Centrale Nucleare Ex Enea alla Casaccia:

Accesi i Reattori Triga e Tapiro



No, non è vero, non sono mai stati spenti in 50 anni, se non per manutenzione. Lo dichiara Emilio Santoro, direttore responsabile di uno dei due reattori nucleari in funzione presso la centrale nucleare Ex Enea alla Casaccia, nel ventesimo municipio di Roma, Triga per la precisione, al giornalista Paolo Virtuani del Corriere della Sera.
 
 
http://www.bloggersperlapace.net/bloggersperlapace/upload/rte/tapiro3.jpg


E' giusto, non si deve spargere il panico, ma i cinquantanni della centrale nucleare sperimentale del ventesimo municipio di Roma si festeggiano solo con il risultato dei tanti incidenti (ultimo quello all'impianto del plutonio) con l'epidemiologia umana delle manifestazioni cancerose e delle leucemie mortali che hanno portato al "creatore" tante persone, forse anche tra gli iscritti a Legambiente. Ultima malata di cancro, una mia conoscente, presidente della sezione Roma Nord della associazione ambientalista. Trasparenza zero: nessuno ha mai visto i dati dell'epidemiologia di tali malattie nel personale della centrale.

Una epidemiologia umana attentamente coltivata anche con gli appalti, i sub appalti e le assunzioni solo di partito nella società costituita in seno dallo Stato per gestire il nucleare in Italia, la Sogin. Non a caso: TUTTI e ribadisco TUTTI i rifiuti tossici di tipo radioattivo del centro sud d'Italia, guarda un po', finiscono a Roma presso il complesso ex Enea alla Casaccia dove solo pochi anni fa è stato realizzato un ennesimo enorme capannone, ove sono stipati oltre 6.500 fusti di materiale radioattivo datati anche nei favolosi anni "ottanta".

La situazione del sito di stoccaggio romano, con tanto di reattori nucleari accesi e impianto di plutonio malamente funzionante, è talmente grave che se ne preoccupò anni fa anche Berlusconi, in apprensione per il suo elettorato di Roma nord salvo poi dimenticare anche il rischio "terrorismo" e i possibili "attentati" ai danni della popolazione e dell'ambiente. Ma si sa, per lui l'Italia inizia a nord del fiume Po...

Sul silenzioso lavoro dei due reattori nucleari mi sento di garantire: ogni persona che abbia tentato di aprir bocca e dire la sua è stata mobbizzata violentemente, anche nei partiti e nelle associazioni.  Tutto nel silenzio pluriennale della stampa nazionale. Ricorron ben tre anni dall'inchiesta di Primo De Nicola per l'Espresso.

Festeggiare? Non mi pare proprio il caso: 4500 metri cubi di scorie radioattive in una centrale nucleare con reattori accesi, che ha fatto danni dall'inizio degli anni sessanta e che un decennio dopo, circa, avrebbe costretto il Comune di Roma a grattare 10 cm di terriccio radioattivo tutto intorno al sito Ex Enea. No, proprio niente da festeggiare. Probabilmente il caso che rammento fu un primissimo guasto iniziale all'impianto di arricchimento del Plutonio, il cui progetto fu abbandonato dopo soli due anni stante i contratti amerikani.

Scienza e innovazione? Ma come si può credere ai fasti del ventennio fascista, se il Tapiro  (acronimo di TAratura PIla Rapida a potenza 0) ha ormai quasi quarantanni? Ora poi, il povero vecchietto buono solo per la pensione, sarà riciclato e servirà a qualche scriteriato per testare esperimenti di fusione nucleare di IV livello. Loro la chiamano "validazione dei codici di calcolo", ma siete tutti liberi di pensare che quella gente metterà materiale fissile e neutroni "veloci" in quel che resta della pignatta dopo una mangiata di pasta e fagioli.

La punizione c'è, ancora non si vede, ma anche qui a Roma siamo in Italia quindi verrà. Puntuale. Al primo incidente, quella amministrazione registrerà finalmente lo sprofondo intellettuale, tecnologico e scientifico dell'aver nascostamente finanziato i "cacciatori di farfalle", loro e i falsi scienziati autori dei "falsi positivi" in tema di elettromagnetismo. Tutta gente armata di rilevatori e contatori geiger tenuti sospesi in aria ad almeno cinquanta centimetri - un metro di distanza dal suolo radioattivo e reso tale da cinquantanni di nucleare.

Noi romani del nord ce la vedremo brutta dopo la piccola Chernobil della Capitale, polvere radioattiva, piogge acide, forse un locale principio di glaciazione. La cenere radioattiva giungerà a lambire anche il colonnato del Bernini e la facciata del Maderno in San Pietro, ma non fa nulla. La fine della falsa scienza val bene qualche sacrificio e poi in Vaticano sicuramente hanno approntato i rifugi atomici per tutti gli alti prelati, male che vada porteranno il Museo e la Biblioteca giù al parcheggio del Gianicolo e il Papa a Castel Gandolfo o, per sicurezza, in montagna.

Dixit 21 ottobre 2010 alle 19:02

Loredana Morandi
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 14 Ottobre 2010 - 20:30

 

 

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Arrivederci Melo!
 
 

 L'artista e pacifista Melo Franchina ci ha lasciati. Io lo apprendo oggi dalla"penna" vivace di Doriana Goracci, mia conoscente da anni, che saluta il compagno artista sulle pagine web di Reset

Melo è stato un vero grande artista "contro la guerra", pur non partecipando mai agli eventi organizzati da Artists Against War Italia. Il suo lavoro politico e di artista è stato molto spesso dedicato a sostenere l'impegno sociale e politico di Nella Ginatempo, il suo amore. E non aveva quasi mai tempo per altro, così preso da una vita in "movimento".

 

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Ciò nonostante, io lo ricordo con sincera stima, per aver lavorato tanto anche con lui sul tavolo organizzatore di quel famoso 15 febbraio 2003 dell'attacco unilaterale all'Iraq e dei 3 milioni di manifestanti in piazza a Roma.

Rammento, come se fosse oggi, di quelle riunioni organizzative "settimanali" il mercoledì, perché Nella saliva a Roma da Messina, in cui si decidevano gli eventi, le performance, le tappe, gli orari,  i quartieri  e le città del lungo processo di pace e di capillare sollecitazione popolare chiamato "le carovane di pace".

Si, anche su quei tavoli, di tanto in tanto, c'era maretta. Ma, nonostante la discussione vertesse sempre sul non frammentare le forze per tema di una riuscita flop, l'anima che muoveva quegli eventi era allora salda e forte. Così, due spezzoni di un medesimo corteo per la pace, potevano percorrere strade diverse e  dichiarare parole differenti per poi riunirsi in un luogo comune al centro di Roma.

 

 

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Diritto di resistenza per il Popolo Iracheno! Quanto a lungo furono dibattute queste parole, specie con i sindacati cui proprio non andavano giù. Nonostante ciò, tutti noi e Melo, lavoravamo ad un medesimo obiettivo di libertà per un popolo oppresso. Ognuno contribuendo per la propria parte, pronti a riunire le forze quando alcuni di noi si trovarono in pericolo. Pronti a dare con il cuore la propria collaborazione, anche se tra i disobbedienti c'era chi, come me per esempio,  era disobbediente anche a tutti i dictat di partito.

Di Melo conosco poco le opere, ma come artista io lo rammento così, quando, dopo parecchie prove, realizzò la grande scritta infiammata "No War" al Circo Massimo. Vedere l'opera, visualizzarne l'effetto e studiarne i contenuti, è il vero lavoro dell'artista. E Melo in ciò era un eccellente, pur non mancando di quell'umiltà che lo rendeva capace di quel sorriso dell'anima nonviolenta, che è l'arte di "insegnare con pazienza".

E se non era arte quella mente collettiva che poté insegnare a gonfiare i palloncini colorati all'esercito del 2 giugno, ditemi voi cos'era ... 

 

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Caro Melo, dopo di te, dopo di noi, di quell'antico movimento resta poco. Si son persi i fasti e l'animo pionieristico che li animava. Si è perduto il senso del fare, perché è giusto fare, e la politica  e chi la fa divengon oggi sempre più proni all'esigenza commerciale della fretta carrieristica.

Rammenti? Noi avevamo altri problemi, uno tra questi era avere un ideale da trasmettere con vera urgenza, anche alle menti più addormentate. E per la "Pace" occorrevano le mani, la mente ed il lavoro di tutti.

 

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Il tuo essere stato un pioniere e un artista per la pace ci mancherà tanto Melo!

E grazie per tutto il tuo lavoro pacifista!

Sono sicura che mancherai di più a Nella, cui io e gli Artisti della Rete siamo vicini affettuosamente col pensiero.

 

per la Rete Artisti contro le guerre

Loredana Morandi  

 

Nota: per la foto di Melo e quella del No War ringrazio gli autori del sito Namir

 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 02 Settembre 2010 - 18:34

 

حملة لإنقاذ أشتياني

روما (1 أيلول/سبتمبر) وكالة (آكي) الإيطالية للأنباء
تنضم وكالة (آكي) الإيطالية للأنباء ونساء عربيات ومسلمات إلى الحملة الدولية لانقاذ الإيرانية سكينة اشتياني المحكوم عليها بالموت رجما بعد ادانتها بالزنا والضلوع في قتل زوجها ولقد بادر بإطلاق الحملة الدولية أبناء اشتياني لانقاذها من الموت بعد ادانتها من قبل محكمة ايرانية وتدعو حملة "زهور وليس أحجار"، التي أعلنت دعمها شخصيات نسائية، من بينهن الاديبة المصرية سحر توفيق والشاعرة اللبنانية الصحافية في جريدة النهار جمانة حداد، إلى وضع باقات زهور أمام مقار السفارات الإيرانية ولقد أصدرت محكمة بالجمهورية الإسلامية في عام 2006 حكم الرجم حتى الموت بحق سكينة محمد اشتياني (43 عاما) الأم لطفلين هذا ولقد أعلنت رئيسة مقاطعة لاتسيو ريناتا بولفيريني أنها ستلتقي في الأيام المقبلة سفير الجمهورية الإسلامية لدى الحكومة الايطالية سيد محمد علي حسيني في مقر إدارة المقاطعة، معربة عن أملها بأن تكون "فرصة لزيادة الوعي لدى الحكومة الإيرانية لتجنب عقوبة الرجم بحق أشتياني". وأعلنت عن أن المقاطعة دشنت من أجلها حملة تضامنية من خلال نداء أطلقته على موقعها الالكتروني بعنوان "لننقذ سكينة" وكانت الخارجية الايطالية نوهت في وقت سابق إلى أنها تتابع "قضية أشتياني، وبشكل خاص من قبل الوزير فرانكو فراتّيني"، الذي "حال سماعه عن تعليق مؤقت للحكم، (من جانب السلطات في طهران)، أعطى تعليمات للبقاء على اتصال وثيق مع السلطات الإيرانية بهدف التمكن من إقناعها بإعادة النظر في القضية والرأفة في هذه الحالة الخاصة"، وفق بيان

 

تأشير الموضوع

 

 

***

 

Italy: Protests slated in capital

to save Iranian woman from stoning

Rome, 2 Sept. (AKI) -Italy's Green Party organised a sit-in outside the Iranian embassy in Rome on Thursday to save 43-year-old woman in Iran from execution by stoning. Huge pictures of Sakineh Mohammadi Ashtiani were also being hung outside the Italian cabinet office and Rome's town hall. The Green Party invited protesters to attend the sit-in "irrespective of their political colours" to save Mohammadi Ashtiani's life. The mother-of-two's sentencing to death by stoning for adultery and complicity in her husband's murder has sparked a world outcry. Adnkronos news agency has also launched an appeal to save Mohammadi Ashtiani. "We call on all of Italy's political and democratic forces to attend Thursday's protest outside the Iranian embassy in order to save Sakineh," said Green Party president Angelo Bonelli. "Italy, like many other European countries including France, must speak out against the systematic violation of human rights in Iran - it's an international scandal." The Italiani government arranged for the giant poster of Mohammadi Ashtiani to be displayed outside the cabinet office at the historic Palazzo Chigi (photo) in central Rome. «This is unprecedented action to raise public awareness and save Sakineh from a brutal and unacceptable sentence - stoning. "We are sending out a message to the entire international community that Italy and Italians support her," said said Italy's foreign minister Franco Frattini and equal employment minister Mara Carfagna in a statement. Italy is also working though diplomatic channels to help save Sakineh Mohammadi Ashtiani, said the ministers , who are campaigning on her behalf. Rome's mayor Gianni Alemanno was due to officiate at a ceremony at Rome's town hall on Thursday where a poster of Mohammadi Ashtiani with the slogan "Free Sakineh" will be put up on the renaissance Palazzo del Campidoglio. Mohammadi Ashtiani's case sparked a diplomatic incident after an Iranian government newspaper last week called France's first lady Carla Bruni-Sarkozy, wife of president Nicolas Sarkozy "immoral" and "a prostitute".

 

***

 

La prima ad aderire è stata Joumana Haddad, poetessa e giornalista

''Fiori e non pietre!'', l'appello di AKI e delle scrittrici arabe per salvare Sakineh

 
ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 12:20
Roma - (Aki/Adnkronos/Ign) - Aki-Adnkronos International insieme a intellettuali arabe e iraniane lancia una mobilitazione internazionale per fermare l'esecuzione della donna iraniana condannata a morte per adulterio. L'invito è a lasciare un fiore davanti alle ambasciate iraniane nel mondo (VIDEO). Una gigantografia di Sakineh esposta a piazza Colonna sulla facciata del Palazzo in cui ha sede il ministero per le Pari Opportunità (FOTO- VIDEO). Carla Bruni nel mirino della stampa iraniana
 
Roma, 1 set. (Aki/Adnkronos/Ign) - AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, l'agenzia di stampa in lingua italiana, inglese, araba e farsi del gruppo GMC-ADNKRONOS, insieme a intellettuali arabe e iraniane lancia una mobilitazione internazionale per fermare la lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio.
 
Con l'iniziativa 'Fiori e non pietre!' AKI invita a lasciare un fiore davanti alle ambasciate iraniane nel mondo. La mobilitazione, ispirata da diverse intellettuali dal Libano allo stesso Iran, passando per il Marocco e l'Egitto, sta ricevendo moltissime adesioni.
 
Joumana Haddad - 'Basta'. Non ci sono altre parole, secondo Joumana Haddad, poetessa e dal 1997 giornalista della sezione culturale del quotidiano libanese 'An Nahar', per esprimere lo sdegno per la lapidazione di una donna. ''Basta!'' dice la scrittrice che è stata la prima ad aderire all'iniziativa di AKI.

Sahar Tawfiq - Quella delle donne condannate alla lapidazione ''è una realtà terribile, a cui bisognerebbe porre fine''. Lo afferma l'autrice del Cairo Sahar Tawfiq, che ha aderito all'iniziativa di AKI. La vicenda di Sakineh ''rattrista molto'' la Tawfiq. ''Tante donne vengono condannate o sono già state uccise in un modo così crudele - osserva l'autrice di racconti per adulti e bambini e di romanzi - E' una realtà terribile, a cui bisognerebbe porre fine''.

Karima Moual - La condanna di donne alla lapidazione è una ''realtà che non si può tollerare''. E' con queste parole che Karima Moual, giornalista marocchina del 'Sole 24 Ore', aderisce all'iniziativa di AKI. ''In realtà sono molte le donne che si trovano nella situazione della Sakineh in quei Paesi dove ancora oggi si ricorre alla lapidazione - commenta la Moual, che si occupa in particolare di immigrati di seconda generazione ed è presidente e membro fondatore dell'Associazione generazione maghrebina '2 Agm2 Onlus' - Non si può tollerare che ci sia ancora nella nostra epoca questa realtà, che donne vengano uccise barbaramente in modi del tutto primitivi e sono moltissime le donne che purtroppo si trovano a subire discriminazioni sessuali anche in altri ambiti''. Quello di Sakineh, per la Moual, ''è il caso più eclatante perché ci colpisce di più il modo brutale con cui viene uccisa una donna lapidata, perché sappiamo che la lapidazione è molto dolorosa e la morte arriva molto lentamente''. ''Io spero che, essendo questo caso di importanza internazionale, si ponga fine a queste pratiche'', conclude, invitando a non dimenticare che ''ci sono generazioni di donne che subiscono ancora tradizioni misogine e patriarcali che non hanno nulla a che vedere con la religione, ma sono legate a una malattia di tipo sociale che affligge le società islamiche".

Mahnaz Afkhami - Stop alle ''persecuzioni delle donne'' in Iran. E' l'appello lanciato da Mahnaz Afkhami, ex ministro degli Affari femminili del governo di Teheran e scrittrice, che ha dato il suo sostegno all'iniziativa di AKI. ''Chiediamo - ha detto - che il governo iraniano fermi le persecuzioni contro le donne e abolisca la pratica selvaggia della lapidazione''.

Layla Joude - La giornalista di origine siriana dà il proprio sostegno all'iniziativa di AKI. ''E' giusto che noi intellettuali portiamo avanti queste battaglie'', commenta la Joude, che cura un blog sugli immigrati di seconda generazione, 'Gli altri siamo noi', per il sito del quotidiano 'La Stampa' e lavora per il settimanale 'Yalla Italia'.

Asmae Dachan - Scrittrice di origine siriana, aderisce all'iniziativa di AKI. La Dachan, autrice del romanzo 'Dal quaderno blu', che ha vinto il premio della critica del concorso 'Penna d'autore', nell'ottobre 2008 ha partecipato al Concorso Letterario Internazionale Città di Ancona, nella categoria 'Poesia singola', ricevendo una segnalazione da parte della giuria del concorso. La Dachan segue da vicino le vicende della comunità islamica in Italia ed è stata portavoce del dipartimento femminile dell'Unione delle Comunità islamiche (Ucoii).

Iman Sabbah - Di fronte alla condanna a morte di una donna per lapidazione ''non si può tacere''. Ne è convinta Iman Sabbah, giornalista di origini palestinesi di 'RaiNews24' e 'RaiMed'. ''Non si può tacere quando i diritti fondamentali vengono negati alle donne, ma anche agli uomini e qui parliamo del diritto più essenziale, quello alla vita'', commenta la Sabbah che ha aderito all'iniziativa di AKI.
 
Manda Zand Ervin - La condanna alla lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani "è un atto barbaro" ed è un dovere "aderire" alle iniziative promosse per salvarle la vita. E' quanto afferma l'iraniana Manda Zand Ervin, scrittrice e attivista per i diritti umani, che aderisce con convinzione all'iniziativa di AKI. "Le donne iraniane - afferma la Zand Ervin, direttore dell'organizzazione con sede in Usa 'Alleanza per le Donne Iraniane' - sono da 120 anni in lotta con il clero islamico per ottenere dignità. Nella Repubblica Islamica - aggiunge - le donne non sono considerate essere umani". La Zand Ervin lancia un appello per salvare Sakineh. "Il rispetto dei diritti umani - conclude - è una questione globale che interessa tutti. Per questo motivo, ora è più che mai importante che le donne occidentali sostengano le donne iraniane in difficoltà".


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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 29 Agosto 2010 - 11:54

 

Il 2012 non è lontano...

 

No, non desidero fare del catastrofismo, ma questa fine di agosto 2010 ci sta riservando parecchie sorprese sotto il profilo geofisico. 

 

Solo pochi giorni fa, l'Italia è stata percorsa da un lungo "brivido" sismico, che ha raggiunto l'Umbria e spaventato ancora i già affranti Abbruzzesi. L'Etna, il vulcano siciliano, ha ripreso nelle stesse giornate l'attività eruttiva.

 

In precedenza ad aprile l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha dato una eccezionale mostra della propria potenza distruttiva con fulmini geomagnetici e onde sonore delle esplosioni tali da ostacolare il volo aereo nell'area e sul pianeta per le grandi nubi di polvere piroclastica silicea.

 

L'ultimo allarme in ordine temporale risale a questa notte, quando l'appello è stato lanciato "ancora" dall'isola di Sumatra, uno degli epicentri del grande tsunami tellurico di pochi anni fa, per l'attività eruttiva del vulcano Sinabung fermo da 400 anni. Il vulcano, alto 2460 metri, è situato ad una sessantina di chilometri da Medan, la città principale dell'isola situata sulla cd "cintura di fuoco" del Pacifico. Sono in corso di evacuazione più di 12 mila persone.

 

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Probabilmente si tratta di fenomeni legati alla attività solare, in piena fase eruttiva come registrata e divulgata dagli osservatori dalla Nasa, una attività ciclica della durata di 11 anni che però prelude al pur lungo processo di trasformazione della nostra stella in una gigante rossa. 

 

Troppo presto per accusare il prossimo asteroide in rotta di semi collisione verso la terra, il cui arrivo è previsto per il 21 marzo del 2014. L'asteroide «2003 Qq47» è largo oltre un chilometro e pesa circa 2.600 tonnellate. Viaggia in direzione Terra ad una velocità di 30 km al secondo. 

 

Non abbastanza invece per intuire una qualche influenza sulla terra dagli eventi analoghi che interessano il pianeta Giove, colpito ben 3 volte nel corso degli ultimi 13 mesi da un bombardamento di corpi celesti in rotta di collisione con l'atmosfera. Questa particolarità è stata rilevata da studiosi giapponesi, ed è peculiare al grande pianeta gassoso l'aspirazione del divenire la piccola "stella binaria" di Sol. Una aspirazione frustrata, fortunatamente per noi, o la vita non avrebbe mai guadagnato un proprio spazio nelle ere geofisiche di Gaia.

 

Gli ultimi grandi eventi sismici hanno prodotto modifiche nell'asse di rotazione terrestre, spostandolo di frazioni millesimali sì, ma i cui effetti non sono mai stati studiati prima.

 

E' il nostro pianeta che si ribella??? 

 

Loredana Morandi 

 

UPDATE AL 5/09/2010

 

Gli scienziati parlano di sciame sismico, ed in effetti la sottile striscia di terra e roccia sospesa nel mezzo del Mediterraneo che si chiama Italia ha tremato più e più volte. Ma a mio avviso si tratta di un fenomeno molto, troppo esteso per non collegare le scosse in Italia con il grande movimento della crosta in corso sul pianeta.

A mio avviso il prossimo allarme sull'onda di ritorno dovrebbe provenire dall'Iran.

Prosegue l'allarme della protezione civile a L'Aquila ed è chiuso il centro storico anche alle "cariole". Alcune scosse sono state sentite ancora nel reatino ed in Umbria. Nella notte appena trascorsa la terra ha tremato a Forlì, la magnitudo è stata del 3,7 e l'epicentro situato nell'area delle cittadine Bertinoro, Cesena, Meldola e Forlimpopoli.

Dopo l'eruzione del Sinabung forti scosse (6° grado richter) si sono fatte sentire a Giacarta, in Indonesia a sud dell'isola di Sumatra (3 settembre). 

Nella notte tra venerdì e sabato 4 settembre un nuovo sisma (magnitudo 7,1 della scala Richter) ha colpito la Nuova Zelanda, con epicentro a venti chilometri dalla città di Christchurch. Questo significa che il grande movimento della crosta in corso nelle ultime settimane è giunto ad interessare la frattura tra la placca tettonica del Pacifico e quella indo-australiana. 

L.M. 

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:42

Dall'Italia con la nuova Flottiglia della Libertà


Sabato 31 luglio si è tenuto a Roma un incontro tra diverse realtà italiane che sostengono la causa palestinese.


Dalla riunione è scaturita la scelta di sostenere politicamente e concretamente la Freedom Flotilla 2, la nuova missione umanitaria che si prefigge di rompere l'assedio genocidario che ancora opprime il popolo di Gaza. Questa missione è tanto più importante anche per rispondere con forza al crimine perpetrato da Israele contro gli attivisti della precedente flottiglia lo scorso 31 maggio.


Le realtà convenute a Roma hanno quindi deciso di avviare immediatamente una campagna di sensibilizzazione politica, finalizzata alla partecipazione alla nuova flottiglia internazionale con una o più navi italiane, composte da attivisti italiani ed in grado di trasportare il materiale umanitario che verrà raccolto od acquistato. La riunione ha espresso anche il proprio sostegno alle iniziative ed ai convogli che si muoveranno per raggiungere Gaza via terra.


I partecipanti all'incontro hanno infine deciso di procedere alla realizzazione di un coordinamento tra tutte le realtà organizzate ed i singoli attivisti che si riconoscono negli obiettivi della Freedom Flotilla 2: sostenere concretamente la popolazione sottoposta all'embargo, rompere l'assedio di Gaza per affermare i diritti del popolo palestinese.


Rivolgiamo un forte appello a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell'associazionismo e della solidarietà internazionale, ai movimenti pacifisti e antimilitaristi, a tutti gli uomini e le donne impegnati per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, affinché aderiscano e sostengano la Freedom Flotilla 2 e tutte le iniziative per la fine dell'assedio dei Palestinesi di Gaza e per il riconoscimento del legittimo diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà. 

Roma, 31 luglio 2010

Dal Forum Palestina

Per adesioni: ufficiostampaflotilla@gmail.com



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:41

"Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come "punizione" pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di "esempio", 99 colpi di frusta)".

"I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato".

"Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare.

Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani". "Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane".

 

Firmatari: Marc Bressant (scrittore, Grand Prix du Roman de l'Académie Française),,Luc Ferry (filosofo, ex ministro francese della Pubblica Istruzione), Viviane Forrester (scrittrice), Max Gallo (storico, scrittore, membro dell'Académie Française), Marek Halter (scrittore), Alexandre Jardin (scrittore), Julia Kristeva (psicanalista, scrittore), Edgar Morin (sociologo, filosofo), Gilles Perrault (scrittore), Nicolas Rey (scrittore), Elisabeth Roudinescu (scrittrice, Università di Parigi VII), Daniel Salvatore Schiffer (filosofo, scrittore), Michel Serres (filosofo, membro dell'Académie Française), Gilbert Sinoué (scrittore), Michel Wieviorka (sociologo, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales).



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:40

 

In un recente incontro a Roma le realtà convenute hanno deciso di avviare immediatamente una campagna di sensibilizzazione politica, finalizzata alla partecipazione alla nuova flottiglia internazionale con una o più navi italiane, composte da attivisti italiani ed in grado di trasportare il materiale umanitario che verrà raccolto od acquistato. La riunione ha espresso anche il proprio sostegno alle iniziative ed ai convogli che si muoveranno per raggiungere Gaza via terra come quello dell'Organizzazione Viva Palestina che partirà il 18 settembre.

I partecipanti all'incontro hanno infine deciso di procedere alla realizzazione di un coordinamento tra tutte le realtà organizzate ed i singoli attivisti che si riconoscono negli obiettivi della Freedom Flotilla 2: sostenere concretamente la popolazione sottoposta all'embargo e rompere l'assedio di Gaza per affermare i diritti del popolo palestinese.

Il coordinamento rivolge un forte appello a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell'associazionismo e della solidarietà internazionale, ai movimenti pacifisti e antimilitaristi, a tutti gli uomini e le donne impegnati per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, affinché aderiscano e sostengano la Freedom Flotilla 2 e tutte le iniziative per la fine dell'assedio dei Palestinesi di Gaza e per il riconoscimento del legittimo diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà. 

Edvino Ugolini

 

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 21 Agosto 2010 - 12:59

 

 

 art_200

 

Artisti per il Pakistan 

 

 

L'Associazione Penombre Onlus ha attivato un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dalle inondazioni in Pakistan.

 Gli estremi del conto sono i seguenti:

IT42 M050  1812  1010 0000 0120 190 presso Banca Etica filiale di Padova, con la causale "Emergenza Pakistan". Altri fondi saranno raccolti in occasione delle prossime iniziative della Rete Artisti di cui l'Associazione Penombre fa parte.

 

Edvino Ugolini

Associazione Penombre Onlus - Rete Artisti contro le guerre

 



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