Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 28 Luglio 2010 - 08:40

 

Una settimana per la pace

 

A 65 anni dal lancio della prima bomba atomica su

Hiroshima e Nagasaki,

chiediamo insieme il diritto alla vita e una vita di diritti:

 

 

1 - 4 agosto 2010 : CAMPO GIOVANILE DI PAX CHRISTI a Trieste

                              vi parteciperà il gruppo di pacifisti di ritorno dalla Bosnia,   

                              interverrà don Nandino Capovilla

 

2 agosto 2010:       LETTURE DI PACE E MEDITAZIONE

                              davanti al Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez di Trieste

 

3 agosto 2010:       Campo giovanile di Pax Christi:

                              Incontro conviviale presso l'associazione Arià di Opicina (Trieste)

 

5 agosto 2010:       Parrocchia di Valmaura a Trieste

                              Accoglienza dei partecipanti a PACE IN BICI

                         Arrivo della biciclettata pacifista Capodistria - Trieste

                              Incontro conviviale e riflessioni

 

6 - 9 agosto 2010:  PACE IN BICI

                       con i BEATI COSTRUTTORI DI PACE,

                              Percorso in bicicletta da Trieste ad Aviano,

                              attraverso tutta la regione, con tappe a Gorizia, Udine, Pordenone,

                              per incontrarsi in amicizia e riflettere sulla pace

 

8 agosto 2010:        Al Giardino di via S.Michele a Trieste 

                              Incontro con Thomas FAZI, autore del libro e del documentario

                              "STANDING ARMY"

                              sulle basi militari USA in Italia.

                               A cura di ANDANDES / Giardini urbani in gioco,

                              Ass. Senza Confini Brez Meja

                              Coordinamento contro le guerre

 

9 agosto 2010:        Aviano : PACE IN BICI conclusione del percorso di pace



Stampa la notizia: settimana della pace
Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 14 Luglio 2010 - 09:51

 

Forum sociale europeo: Istanbul 1-4.7.2010

 

 

Si è concluso con l'assemblea finale il 6° forum sociale europeo. Nei tre giorni precedenti le maggiori iniziative sono state:

 

  • - La manifestazione di sabato 3 luglio a cui hanno partecipato diecimila persone e che ha attraversato il centro di Istanbul fino a Piazza Taksim.
  • - La manifestazione davanti al centro di detenzione per migranti a cui hanno partecipato circa duecento persone.
  • - La manifestazione delle donne in Piazza Taksim a conclusione della Carovana delle donne partita da Skopje.
  • - I seminari ed i workshop che si sono tenuti da giovedì a sabato nelle aule dell'Università su tematiche riguardanti: educazione, lavoro, ambiente e clima, movimenti antimperialisti, migranti, pace e guerra, solidarietà tra est e ovest.
  • - Inoltre durante tutta la durata del forum si sono tenuti banchetti delle associazioni e concerti nel Parco di Macka nelle vicinanze dell'Università.

 

Nella dichiarazione finale è stata lanciata la proposta per una giornata di mobilitazione il 29 settembre e inoltre per un'assemblea europea in ottobre o novembre a Parigi.

Nel corso dell'assemblea finale oltre ad altre proposte riguardanti varie tematiche è stato proposto da parte della Rete Artisti contro le guerre un festival per l'acqua da svolgersi nell'estate 2011 nel Kurdistan turco.

Edvino Ugolini

Rete Artisti


Stampa la notizia: Forum sociale europeo
Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 14 Luglio 2010 - 09:50

 

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APRIAMO TUTTE LE FRONTIERE

 

 

 

MENTRE SI FESTEGGIA L'AMICIZIA CON I NOSTRI VICINI DELLA SLOVENIA E CROAZIA, ALLE NOSTRE FRONTIERE I DISPERATI VENGONO RESPINTI E CON IL BENESTARE DEL NOSTRO GOVERNO RINCHIUSI NEI CAMPI DI DETENZIONE. L'EUROPA NON DEVE ESSERE UNA FORTEZZA INESPUGNABILE MA UNA COMUNITA' DISPOSTA AD ACCOGLIERE CHIUNQUE VENGA DA PAESI IN GUERRA O DA SITUAZIONI DI ESTREMA POVERTA'. QUESTO DI FATTO NON SUCCEDE E MIGLIAIA DI PROFUGHI CONTINUANO A BUSSARE INVANO ALLE NOSTRE PORTE. SI SPENDONO INVECE MILIONI DI EURO PER LE SPESE MILITARI E PER MANTENERE LE NOSTRE MISSIONI MILITARI ALL'ESTERO. COME MOVIMENTO PER LA PACE ABBIAMO RIBADITO ANCHE AI TEMPI DEL GOVERNO PRODI CHE LE MISSIONI MILITARI SONO INUTILI E PESANO NON SOLTANTO ECONOMICAMENTE MA RICHIEDONO UN PREZZO IN VITE UMANE SENZA RISOLVERE I PROBLEMI DEI PAESI CHE CON IL PRETESTO DELLA PACIFICAZIONE LE NOSTRE TRUPPE CONTRIBUISCONO AD OCCUPARE.

CI RIVOLGIAMO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AFFINCHE' INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO PER PORRE FINE AI RESPINGIMENTI E ALLE MISSIONI MIITARI ALL'ESTERO. COME GARANTE DELLA COSTITUZIONE EGLI HA L'OBBLIGO DI SALVAGUARDARE I PRINCIPI FONDAMENTALI, FRA CUI IL RIPUDIO DELLA GUERRA ED IL RISPETTO DEI DIRITTI DELL'UOMO.

IL NOSTRO APPELLO E' UNA VOCE CHE OLTREPASSA I CONFINI PER PORTARE LA SPERANZA ANCHE IN QUEI SITI DOVE I DIRITTI DELL'UOMO VENGONO QUOTIDIANAMENTE CALPESTATI.

 

FERMIAMO LA POLITICA DEI RESPINGIMENTI!

NO ALLE MISSIONI MILITARI!

 

RETE ARTISTI CONTRO LE GUERRE

 



Stampa la notizia: Apriamo le frontiere
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 13 Giugno 2010 - 20:14

Il volto vero del Medioriente: il cieco menefreghismo. I re sauditi sono i custodi delle principali moschee in Gerusalemme, le moschee ci sono ancora, mentre i palestinesi muoiono anche oggi. L.M.

 

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- Rivelazione del Times -


L'Arabia Saudita concede a Israele
corridoio arereo per bombardare l'Iran

 
 
 
Riad ha ceduto a Israele uno stretto corridoio aereo per consentire ai jet con la 'stella di David' di bombardare gli impianti nucleari iraniani. Lo rivela il Times, secondo cui l'Arabia Saudita ha gia' effettuato i test per abbassare le sue difese aeree e garantire il passaggio indisturbato dei bombardieri.

"I sauditi hanno dato il permesso agli israeliani di passare e guarderanno altrove", ha detto una fonte della Difesa aerea statunitense nell'area. "Hanno gia' fatto i test per assicurarsi che i loro caccia non si allertino e non venga abbattuto alcun (aereo). Tutto questo con l'accordo del Dipartimento di Stato (Usa)".

Fonti in Arabia Saudita hanno confermato che, in caso Israele decida un'azione, nei circoli militari del regno wahabita si da' per scontato che l'accordo ci sia: nonostante la tensione tra i due governi, Israele e Arabia Saudita -scrive il quotidiano- condividono l'odio per il regime di Teheran e un identico timore per le ambizioni nucleari dell'Iran.

"Tutto lo sappiamo: li lasceremo passare e non vedremo nulla", ha detto un fonte.

I quattro principali obiettivi sarebbero gli impianti di arricchimento dell'uranio di Natanz e Qom, l'impianto di stoccaggio di gas a Isfahan e il reattore ad acqua pesante ad Arak.

Obiettivi secondari includono il reattore ad acqua leggera di Bushehr, che sara' in grado di produrre plutonio per uso militare una volta completato.

Gli obiettivi sono a 2.250 chilometri da iIraele, al limite estremo del raggio d'azione del loro bombardieri, anche con rifornimento aereo.

Ma un corridoio aperto nel nord dell'Arabia Saudita accorcerebbe in modo significativo la distanza.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141873
 
 
L'articolo sul Times online
 
 
June 12, 2010

Saudi Arabia gives Israel clear skies
to attack Iranian nuclear sites



Hugh Tomlinson
 
 
Saudi Arabia has conducted tests to stand down its air defences to enable Israeli jets to make a bombing raid on Iran’s nuclear facilities, The Times can reveal.

In the week that the UN Security Council imposed a new round of sanctions on Tehran, defence sources in the Gulf say that Riyadh has agreed to allow Israel to use a narrow corridor of its airspace in the north of the country to shorten the distance for a bombing run on Iran.

To ensure the Israeli bombers pass unmolested, Riyadh has carried out tests to make certain its own jets are not scrambled and missile defence systems not activated. Once the Israelis are through, the kingdom’s air defences will return to full alert.
Related Links

“The Saudis have given their permission for the Israelis to pass over and they will look the other way,” said a US defence source in the area. “They have already done tests to make sure their own jets aren’t scrambled and no one gets shot down. This has all been done with the agreement of the [US] State Department.”

Sources in Saudi Arabia say it is common knowledge within defence circles in the kingdom that an arrangement is in place if Israel decides to launch the raid. Despite the tension between the two governments, they share a mutual loathing of the regime in Tehran and a common fear of Iran’s nuclear ambitions. “We all know this. We will let them [the Israelis] through and see nothing,” said one.

The four main targets for any raid on Iran would be the uranium enrichment facilities at Natanz and Qom, the gas storage development at Isfahan and the heavy-water reactor at Arak. Secondary targets include the lightwater reactor at Bushehr, which could produce weapons-grade plutonium when complete.

The targets lie as far as 1,400 miles (2,250km) from Israel; the outer limits of their bombers’ range, even with aerial refuelling. An open corridor across northern Saudi Arabia would significantly shorten the distance. An airstrike would involve multiple waves of bombers, possibly crossing Jordan, northern Saudi Arabia and Iraq. Aircraft attacking Bushehr, on the Gulf coast, could swing beneath Kuwait to strike from the southwest.

Passing over Iraq would require at least tacit agreement to the raid from Washington. So far, the Obama Administration has refused to give its approval as it pursues a diplomatic solution to curbing Iran’s nuclear ambitions. Military analysts say Israel has held back only because of this failure to secure consensus from America and Arab states. Military analysts doubt that an airstrike alone would be sufficient to knock out the key nuclear facilities, which are heavily fortified and deep underground or within mountains. However, if the latest sanctions prove ineffective the pressure from the Israelis on Washington to approve military action will intensify. Iran vowed to continue enriching uranium after the UN Security Council imposed its toughest sanctions yet in an effort to halt the Islamic Republic’s nuclear programme, which Tehran claims is intended for civil energy purposes only. President Ahmadinejad has described the UN resolution as “a used handkerchief, which should be thrown in the dustbin”.

Israeli officials refused to comment yesterday on details for a raid on Iran, which the Prime Minister, Binyamin Netanyahu, has refused to rule out. Questioned on the option of a Saudi flight path for Israeli bombers, Aharaon Zeevi Farkash, who headed military intelligence until 2006 and has been involved in war games simulating a strike on Iran, said: “I know that Saudi Arabia is even more afraid than Israel of an Iranian nuclear capacity.”

In 2007 Israel was reported to have used Turkish air space to attack a suspected nuclear reactor being built by Iran’s main regional ally, Syria. Although Turkey publicly protested against the “violation” of its air space, it is thought to have turned a blind eye in what many saw as a dry run for a strike on Iran’s far more substantial — and better-defended — nuclear sites.

Israeli intelligence experts say that Egypt, Saudi Arabia and Jordan are at least as worried as themselves and the West about an Iranian nuclear arsenal.Israel has sent missile-class warships and at least one submarine capable of launching a nuclear warhead through the Suez Canal for deployment in the Red Sea within the past year, as both a warning to Iran and in anticipation of a possible strike. Israeli newspapers reported last year that high-ranking officials, including the former Prime Minister Ehud Olmert, have met their Saudi Arabian counterparts to discuss the Iranian issue. It was also reported that Meir Dagan, the head of Mossad, met Saudi intelligence officials last year to gain assurances that Riyadh would turn a blind eye to Israeli jets violating Saudi airspace during the bombing run. Both governments have denied the reports. 
 
 
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article7148555.ece
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 11 Giugno 2010 - 17:37

 

 

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Stampa la notizia: Milano: Freedom Flotilla - Festival della LibertÓ
Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 11 Giugno 2010 - 17:33

 

 

あなたには守ってくれるものがなくなるだろう

— メドガー・エヴァーズからミシシッピ州の市民活動家へ 
               1963年6月12日 暗殺される直前 —

                        アリス・ウォーカー

 
 
私の胸は張り裂けそうだ。だがそうなったって構いはしない。

ち なみに、これらの言葉を書き付けたすぐ後に、私は泣くことができた。椅子や棒で抵抗を試みた、ガザに支援物資を運ぶ無防備の平和活動家を イスラエル特殊部隊が襲撃したことを知って以来、できなかったことだ。善良になることの意味を知ることに感謝している;自由船団の人々が、時として、地上 で最も汚れなき人々であったことを、私は知っている。彼らは黙って傍観せず、そして残酷で不断な他者の破壊を見張り、その状況に対して身体以外の非武装を 維持した。破壊に彼ら自身を捧げること無く。平和、疎外、正義、女性、有色人種、キューバ人、動物たち、インディアンの人々、そして彼女、この惑星のため のデモと抗議の日々:学生時代に始まる若年の頃から、このような人々を知る、長い歴史があることに私は感謝している。

私はメドガーの声明 にある、あまりに勇敢であまりに純粋な誠実さに嗚咽した。ミシシッピにある、私が早晩住むことになるだろう場所からそれほど離 れていない車庫で、彼が銃弾に倒れたことに泣いた。「黒人差別をなくせ」と書いたTシャツの箱を腕にして。想像するだにおぞましい、米陸軍の人種差別的扱 いのもとで訓練を受けたにもかかわらず、彼は最後まで解放軍の平和な兵士であることを貫いた。たとえ目一杯の微笑みを通してでさえ、私は泣き、そして悲し みが止むことはないだろう。彼が残した美しい若奥様、マーリー・エヴァーズのために。彼女自身は今まで通り強く、真実の闘争に集中した。そして彼らの子ど もたちのために。運命によって彼らが父親を無くしたとき、まだ理解できていなかったかもしれない。正義のための闘争のあの特殊な局面では、私たちが捧げる 準備のあった生命を失う危険を冒しているだけではなく、子どもたちの生命までもが危険に晒されていたことを私たちの誰も想像できなかった。

何 物もメドガーを護らなかった。そして私たちを防衛するものは何も無い。私たち自身と、間違いなく私たち自身でもあると認識する他者への愛以外に は何も無い。私たちの生き方以外には何ものも、私たちを護ることはできない。私たちはどのように生きてきただろうか;愛と慈悲による戦いだけが、私たちを 保証する唯一の盾である。それでも、私たちが心から孤独を思い知る瞬間は、私たちの生存が究極的な危機にあるときに、私たちの政府がそこにいないというこ と、それが衝撃の一つだ。とりわけ、私たちのために制度があるという幻想を持ち、心から溶け込んでいたならば。有り難いことに、私は一度もそうした錯覚を 持つには至らなかった。そして、すべての平和の証明、すべての非暴力的衝突は汚れなき供物である。私はこのことに後悔はない。

昨年12 月、ガザに支援物資を運び込む CODEPINKの奔走をサポートするため、カイロにいたときに私は折り悪く流感に伏し、それほど捧ぐことができな かった。ホテルのベッドに身を横たえ、エジプトがフリーダムマーチに同行するためにやって来た1400人のガザ入りを拒否したことで、街の周囲でなにが起 こっているのかについての他の活動家たちの報告をきいていた。私は多くの痛ましいことを耳にしたが、たった一つだけ私が羨望に近いものを感じたのは、フラ ンス人活動家たちが一斉に彼らの大使館の前に詰めより、大使が外へ出て、建物の外で快適なキャンプ生活ができるよう取りはからうと、彼らに話したことだっ た。異郷の地における、彼の国の活動家たちのためのこの小さな意志表示は、深く私を感動させた。数十年前、攻撃されそうな隣人、キューバを護ろうと、看 板、スローガン、そして歌を掲げた凍える生徒たちと教師たちのデモ隊に、ケネディのホワイトハウスの誰かが(恐らくコックだろう)コーヒーを差し入れた時 と同様の感動を味わった。

イスラエルは私たちの友人たちをどこに収容したのだろう?私は一晩中、このことを考えていた。彼らが船の上で殺 害し、傷づけた者たちは?「私の」 政府は、 彼らの遺体を尊重することに対して、十分な主張ができるだろうか?傷つけられ、生き残った者に対する治療と看護を要求できるだろうか?看護だけではなく、 彼らが受けるに値する親切心と敬意は?もしこのささやかで全うなことを政府ができなければ、この惑星を守り、癒すための何の益が政府にはあるのか?困窮に 対する支援の試みは対立的ではなく、自由船団の活動家たちは他の、より正式なチャンネルを通すべきであると、米国のスポークスマンが国連で意見を述べるの を聞いた。(正確な引用ではない。)これは半世紀前に学生たちが人種隔離政策を止めさせようとして、弾丸、首縄、爆弾を受けていた時に、大学の理事が忠告 したこととほとんど同じである。私は、この人間が全く漠然と述べたことに恥ずかしさを感じた。(人が他者による辱めを許容できる程度に):人が期待した、 何の役にも立たない遠い過去からの声。

特殊部隊は平和活動家の攻撃を受け、すべては武装した襲撃者の「リンチ(私刑)」のようだった、と いう虐殺についてのイスラエルのスピン(ねつ 造)は、 レッド・フォックス*のジョークを思い出せた。(*Redd Foxx 黒人のアメリカ人コメディアン、俳優)その下品さにも関わらず、私はレッド・フォックスが大好きだ。妻は他の女性とベッドにいる夫の浮気現場を取り押さえ た。恐らくパンツの中に性欲を迸らせながら、夫は言う「そうかい。どうぞ君の嘘つきのお目々を信じるがいいさ!」もしこれがイスラエル政府に例える手段で なければ、悲劇ではなく、興があるものであったことだろう。そして私たちのメディアが、この非道な襲撃による、監禁、負傷、死亡の被害者の批判を企ててい なければ。

さて、何をすべきだろうか?ローザ・パークス**はバスの前方に座った。(**Rosa Parks アフリカ系アメリカ人の市民活動家)マーティン・ルーサー・キング・ジュニアは彼女の勇気ある行動に続いて、彼自身の勇気を伴い、響き渡る、慈悲深い声を 使って、アラバマ州モンゴメリーの人々のバス会社に対する不断のボイコットを喚起した;会社は例えバスが空であっても、有色人種の人々を前方に座らせるこ とを拒んでいた。今度は私たちの番だ。私たちが一斉に良心を前面に示し、私たちの唯一のバス、人生の前方に腰をおろす時がきた。

今日のパ レスチナとイスラエル間の局面は、どのような様相を呈しているだろうか?数十年間、だらだらと引き延ばされてきたこの“行き詰まり”。地 球上のあ らゆるところで、人類全体が正義を擁護すべく行動したならば、この“紛争”は一週間で終わりを迎えるだろう。もしかすると私たちはそれを学んでいるのだ! 人類はローザ・パークスの孫、マーティン・ルーサー・キング・ジュニアの孫のように見えるだろう。私たちが人生を平和と幸せに費やすことができるところに だけ、お金を費やしているように見えるかもしれない

それは、ガザ及びヨルダン川西岸地区の占領を終わらせるための、イスラエルに対するボ イコット、負の投資、制裁措置(BDS)をサポートするだろ う。そしてこの取り組みによって痛みを和らげ、何世代にもわたって不当に扱われてきた人々の悲しみに寄り添い始める。さらにこの行動は、イスラエルが道を 踏み外したことを私たちが見てきたということ、しばしば愛をもって呼びかけてきたということ、そして聞き入れられてこなかったということを、イスラエルに 気付かせるかもしれない。実際今まで、中傷、侮辱、そしてあまりにも頻繁な身体的危害と出くわすためだけに、私たちは手を差し伸べてきた。

人間性へのいかなる虐待、人間性の低下、人間性へ与える屈辱から、援助を撤退させ、無効にし、そして抑制する。

これが私たちに出来ること。我ら人民;最終的にすべての権力を持つ。我ら人民;決して勝てると信じることを忘れてはならない。

我ら人民。(我ら人民 We the people:アメリカ憲法前文)

それは絶えず私たちのもとにあり続けた;政府の移り変わりを監視しながら。そして、これからも絶えずあり続ける。



アリス・ウォーカーは詩人、小説家、フェミニスト、そして活動家。彼女の受賞作品は一千万部を突破している。

The Electronic Intifada, 4 June 2010
http://electronicintifada.net/v2/article11319.shtml


Stampa la notizia: You will have no protection  - Alice Walker, The Electronic Intifada
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 07 Giugno 2010 - 09:35

Da Reporters sans frontiers ...

 

ISRAELE: Comunicazione interrotta con la stampa

 

Pubblicato il da Pasquale

Reporters sans frontiéres  chiede alle autorità israeliane di segnalare la lista di giornalisti arrestati durante l’assalto e di indicare i loro luoghi di detenzione.

Si contano più di 15 giornalisti stranieri, che si trovavano a bordo della flotta umanitaria che non si riescono ancora a raggiungere direttamente.

• Il reporter Svetoslav Ivanov e il cameraman Valentin Vassilev, della televisione bulgara BTV.

Muna Shester dell’agenzia KUNA (Kuwait News Agency).

Talat Hussain, presentatore pachistano di Aaj TV.

• Il corrispondente Paul McGeough e la fotoreporter Kate Geraghty del Sydney Morning Herald.

• Il corrispondente Abbas Nasser e il  cameraman Isaam Zaatar d’Al-Jazeera.

Mario Damolin, freelancer per la Frankfurter Allgemeine Zeitung. (Secondo informazioni recenti, Mario Damolin sarebbe detenuto a  Be’er Scheva).

David Segarra di teleSUR.

Ayse Sarioglu, reporter del quotidiano Taraf.

Murat Palavar, reporter del quotiano islamico Yeni Safak (Nouvel Aube).

• La responsabile dei servizi stranieri di TVNET, Sümeyye Ertekin, il produttore di trasmissione Ümit Sönmez e il cameraman, Ersin Esen.

Inoltre il 31 maggio 2010 l’equipe di Al-Jazeera è stato aggredito da cittadini israeliani dopo una conferenza stampa del ministro della difesa israeliano sull’assalto alla flotta umanitaria tenuta nel porto di Ashdod. Il giornalista Walid Al-Omri, direttore dell’ufficio di Al-Jazeera nei territori palestinesi è stato ferito. Questa aggressione fa seguito alle critiche violente dei media israeliani contro la televisione araba.

 

***

 

ISRAELE: Almeno 60 giornalisti detenuti in Israele

Reporters sans frontières ribadisce il proprio appello alle autorità israeliane affinché siano liberati i giornalisti che accompagnavano la flotta umanitaria destinata a Gaza. Dalle ultime informazioni raccolte dall’organizzazione, almeno 60 giornalisti stranieri si trovavano a bordo.

“Ricordiamo che i giornalisti si trovavano sul posto per fare il loro lavoro, cioè seguire gli avvenimenti. Non possono essere dunque confusi in alcun modo con gli attivisti. 300 passeggeri stanno per essere espulsi, mentre i giornalisti sono tuttora detenuti. Chiediamo alle autorità israeliane che siano rimessi in libertà tutti i giornalisti detenuti e la restituzione del loro materiale che, per il momento, è stato confiscato dai militari”, ha dichiarato l’organizzazione.

300 passeggeri della flotta, attualmente all’aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, saranno espulsi oggi. Tra loro si contano diversi giornalisti.

Reporters sans frontières ha inoltre appreso che l’equipe di Al-Jazeera, il cui corrispondente Abbas Nasser e il cameraman Isaam Zaatar sono stati espulsi da Israele.

Reporters sans frontières ha contato 16 detenuti presso il centro di detenzione di Be’er Scheva: Svetoslav Ivanov, Valentin Vassilev, (BTV), Muna Shester, (Kuwait News Agency(KUNA)), Talat Hussain, (Aaj TV), Paul McGeough, Kate Geraghty, (Sydney Morning Herald), Mario Damolin, (Frankfurter Allgemeine Zeitung), David Segarra, (teleSUR), Ayse Sarioglu (Taraf), Murat Palavar, Hakan Albayrak, (Yeni Safak), Sümeyye Ertekin, Ümit Sönmez, Ersin Esen (TVNET), Ashwad Ismail et Samsul Kamal Abdul Latip, (Astro Awani).

Reporters sans frontières ha cercato più volte di entrare in contatto con loro, ma per il momento senza successo.

 

 



Stampa la notizia: ISRAELE e la STAMPA INTERNAZIONALE
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 17:54

 

 

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Aggressione contro i manifestanti alla fine del corteo di Roma.

Non è affatto la prima volta.

Sarebbe meglio, molto meglio per tutti, che fosse l'ultima....



Riceviamo e pubblichiamo una lettera di denuncia su quanto accaduto ieri sera a Roma al termine della manifestazione contro l'attacco alla Freedom flottiglia diretta a Gaza

A conferma di quanto accaduto ci sono poi altre testimonianze di manifestanti che tornavano dal corteo. In un altro caso due tipi in moto che avevano "puntato" con pessime intenzioni due donne arabe con bambini e una bandiera palestinese in mano, sono però dovuti scappare a tutto gas gridando "Viva Israele" perchè nei pressi era sopravvenuto un gruppo di compagni niente affatto bendisposti nei loro confronti.

Il fatto è avvenuto su via Barberini, un centinaio di metri prima di quanto denunciato dalla lettera che segue . Il sindaco Alemanno e le autorità continuano a "coccolare" questi gruppi squadristi legati ai settori oltranzisti della comunità ebraica romana mentre continuano a parlare di un mai avvenuto "assalto al ghetto" nella manifestazione di lunedi scorso. La verità non è manipolabile all'infinito e la pazienza dei giusti non è infinita.


Il Forum Palestina

 

Vedi anche:

 

Roma, 4 giugno. La Palestina occupa Trinità dei Monti

(foto: Alessia Leonello, Graffiti press)

 

(foto: di Alessia Leonello, Graffiti press)

 

LA LETTERA **********

 

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A conferma di quanto accaduto ci sono altre testimonianze di manifestanti che tornavano dal corteo. In un altro caso due tipi in moto che avevano "puntato" due donne arabe con bambini per le loro attività squadristiche, hanno dovuto scappare a tutto gas gridando "Viva Israele" perchè nei pressi era sopravvenuto un gruppo di compagni niente affatto bendisposti nei loro confronti. Il fatto è avvenuto su via Barberini, un centinaio di metri prima di quanto denunciato dalla lettera

Dodici ore dopo, ancora non ci credo. Ancora mi girano le palle. Ancora quel senso di incazzatura, frustrazione, rabbia. Saranno i 3 mesi di corso sulla non violenza, la comunicazione orizzontale e tutte le belle parole che poi ti chiedi a cosa sono servite.

Alla manifestazione ieri eravamo veramente . Poche bandiere, qualche slogan, mamme velate con bambini nel passeggino, qualcuno vende fischietti, qualcun altro una kefiah, più una rimpatriata di amici che altro. Una bella atmosfera. Dopo un’oretta di chiacchiere, il corteo si muove, direzione piazza del Popolo. Da piazza della Repubblica risaliamo via Orlando, poi scendiamo a piazza Barberini, due chiacchiere, una birra. A Trinità dei Monti ormai ci siamo tutti sciolti. Dietro di noi, un’armata di carabinieri in assetto antisommossa “e che deve succedere??”. Ci fanno quasi pure ridere.

Dai, sono le sette e mezzo, io e Sergio decidiamo di rincamminarci verso la stazione. Prendiamo la metro? No dai, è bello, facciamo due passi per Roma.

Risaliamo via di Quattro Fontane, poi svoltiamo per tornare a piazza S. Susanna. Sempre in chiacchiera. Nessun distintivo, nessuna bandiera. Siamo due passanti come tanti altri, l’idea nemmeno mi sfiora il cervello.

All’incrocio con la piazza, quattro pischelli in motorino, scarabeo, polo col colletto rialzato, casco a “scodella”, ci chiedono, senza nemmeno troppo fingere di fare gli attori, se “le strade erano libere, la manifestazione è passata, è finita, ma voi venite da lì”. Non ci torna, ma lì per lì non ci pensiamo. Certo, salta agli occhi che mai avrebbero pensato di unirsi alla manifestazione. Io, ingenuamente, penso che forse “volevano solo evitarci”, a noi zecche comuniste che manifestiamo per quel popolo ancora più zecca e comunista dei palestinesi.

Proseguiamo, arriviamo in piazza S. Susanna, svoltiamo a destra per via Orlando.

Succede in un attimo.

Il ragazzetto dal colletto rialzato si avvicina da dietro, finge una telefonata al cellulare. Sergio lo vede con la coda dell’occhio, io sento solo un botto, il botto del casco sulla testa di Sergio. Agguanta Sergio da dietro e inizia a colpirlo violentemente con il casco. Lo stringe, lo butta a terra sul marciapiede e continua a picchiarlo con il casco, gli tira dei calci in petto. È un pestaggio in piena regola.

Io inizio ad urlare. Non mi viene in mente di strapparlo, di tirargli un calcio, nonostante tiri calci per sei ore alla settimana, ma urlo come una pazza, lo inseguo in quei tre metri tra marciapiede, macchine parcheggiate e strada. Accanto, in strada, gli altri tre lo aspettano in motorino. Lui, finita la sua bravata, urla un “Forza Israele” che suona più fuori luogo che mai, monta in sella e scappano. Dieci secondi di terrore. Di rabbia, di un’aggressione più inutile e gratuita che mai.

Rimaniamo lì, nella folla dei passanti, increduli, mentre spiego al 113 che sì siamo stati aggrediti, no non ci siamo fatti male, sì ho preso la targa “però non so se è giusta”, “è giusta o no?!” mi fa il poliziotto al telefono, ma che ne sooooo gli vorrei urlare, dov’eravate voi, quando fino a 5 minuti fa eravamo ricoperti di carabinieri e nemmeno una scorta al corteo che si scioglie. Aspettiamo inutilmente una fantomatica volante che “è in arrivo”. Dopo un’ora decidiamo di andarcene, ormai non c’è più nessuno.

Una bravata del cazzo, un’azione finto-dimostrativa di pischelli che non sanno nemmeno di cosa parlano, ma che non hanno niente di meglio da fare durante il giorno probabilmente. Non i fasci di Casa Pound, non gli scontri in piazza con il Forum Palestina, no. 4 sedicenni dalla testa bacata, occhi neri di odio de che non se sa, che per fare i fighetti del pomeriggio e avere qualcosa da raccontare agli amichetti di Ponte Milvio il sabato sera, decidono di improvvisarsi piccole SS e di colpire un ragazzo e una ragazza. Isolati. Poveri scemi, mica vanno a colpire il corteo, mica vanno a rompere le scatole agli organizzatori, mica scelgono i cristoni bardati di kefieh. No. Scelgono due così. Che se non eravamo noi, sarebbe stato qualcun altro dopo di noi.

Fa incazzare, ma fa anche paura.

Attenti, stiamo attenti d’ora in poi, che qui, zecche, froci e tutti quanti, siamo a rischio “punizione” gratuita. Che qui c’è una parte della società che si sente autorizzata, intoccabile, impunita, ad andare in giro a picchiare chi “devia”, mossi da un’ignoranza che spaventa, da un odio montato a tavolino che fa impressione. Sarebbero ridicoli, se non andassero in giro a fare male.


È questo il desolante panorama di questo paese.

Stiamo attenti.


Costanza Pasquali Lasagni

 



Stampa la notizia: Roma 4 giugno: Aggressione contro i manifestanti
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 17:18

 

Le foto che seguono sono state pubblicate via facebook da  Kalbimin Şehri Kudüs

Il fotografo è certamente un eroe, per aver conservato intatta la sua macchina fotografica. Altri hanno perso telecamere, telefonini ed altri effetti personali e/o altri mezzi di comunicazione con l'esterno.

 

 

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vedi le altre ...

 



Leggi tutto... (2250 byte rimanenti) Stampa la notizia: Gaza Flotilla, le foto dei feriti e dei morti
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 11:19

 

Notizie dalla Terra Santa

bollettino indipendente di www.TerraSantaLibera.org

5 GIUGNO 2010

 


 
Gravissimo attacco su "Il Foglio" di Giuliano Ferrara di oggi, 5 giugno 2010 (documento in PDF), a TerraSantaLibera.org e InfoPal.it con il chiaro intento di dividere le forze.E' da un po' che tali attacchi, sia su siti web filosionisti palesi, o mascherati come la Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione), che su stampa e televisione, cercano di fare il vecchio classico gioco del "divide et impera".Peccato per loro che il giochetto sia datato e che i siti web presi di mira siano invece coalizzati per rigettare le accuse e contrattaccare alle diffamazioni.
 

 

The Turkish prime minister Erdogan said

he does not see Hamas as a terrorist organization,

but as a resisting group struggling for its own land

.........(...vai al link, in inglese...).........

 

ANKARA – Hürriyet Daily News - Friday, June 4, 2010

 

***

 

Erdogan, Nirenstein, Il Foglio,

RaiNews24 e la nuova inquisizione

 

 

La Nirenstein, Il Foglio, RaiNews24, con nani e ballerine al seguito, chiederanno anche la chiusura internazionale dei siti e testate giornalistiche turche, accusando tutti di "antisemitismo"??? Ci sarà da ridere.

Ma chi si credono di essere? I nuovi dittatori dello Stato Libero di Bananas?

Se siamo in regime di inquisizione e caccia alle streghe, devono dirlo chiaramente e assumersi le responsabilità delle loro azioni.

Perchè cari signori, le bugie hanno le gambe corte.

Una campagna di odio e falsa informazione è in atto, nel nostro Paese, ai danni di alcuni cittadini, siti web e della libertà d'informazione.

Questa istigazione all'odio verso siti cristiani e/o islamici, di "sinistra" e di "destra"colpevoli solo di lasciare spazio a idee e posizioni, contestabili finchè si vuole, ma legittime in uno Stato di Diritto democratico, è un'atto di violenza e discriminazione senza precedenti, che non siamo disposti a subire.

Certo deve dare molto fastidio, a "qualcuno", chiamiamoli i "conducenti della locomotiva", il fatto che molte persone si siano accorte che il divide et impera della divisione in schemi di pensiero, politici e confessionali, rigidi e faziosi, su questioni vitale importanza per gli equilibri mondiali e la libertà dei popoli, faccia solo il gioco dell'invisible empire e della lobby che lo dirige dietro le quinte.

Ma il fatto che si debbano stabilire alleanze e coalizioni, fra tutte le forze antagoniste allo strapotere imperiale usraeliano e delle colonie asservite, è cosa detta anche pochi giorni fa da Mons. Capucci, persona non certo accusabile di antisemitismo biologico.

L'Italia comunque, anche se in mano ai camerieri più fedeli di Sion, non è Israele. Perchè se questi personaggi, di basso profilo giornalistico, alcuni dei quali ex di AN (di quel Fini che ha firmato il finanziamento di 300mila euro al CDEC), si possono permettere di portare avanti campagne stampa così virulente e cariche d'odio (cosa che noi non ci sogneremmo mai difare) lo devono ad una Costituzione che permette loro libertà di pensiero e d'espressione (quale che sia il loro quoziente intellettivo e capacità espositiva): ma tale diritto non può essere rivendicato solo da una parte e negato ad altri.  La legge è uguale per tutti. O no?!?

C'è poi un'altra considerazione da fare, molto semplice e che non necessita grandi conoscenze, ma solo di un briciolo di buon senso:

- nessuno può ragionevolmente giudicare qualche libro o testo, nel bene o nel male, senza averne presa visione, averlo letto, analizzato. Questo vale per la Bibbia, come per il Talmud o il Corano, La Divina Commedia, i Gialli della Mondadori, o i racconti di fantascienza di Urania. E neppure i così detti Falsi Procolli di Sion, o il Manifesto Statutario di Hamas, come i Diari di Anna Frank, sono esenti da tale elementare considerazione: non posso giudicare ciò che non conosco, solo per sentito dire.

 

La Storia nei secoli è piena di tragici avvenimenti, di popoli trascinati in guerre, o "missioni di pace" come si dice oggi, per ignoranza dei fatti o sulla base di dati contraffatti (vedi la guerra in Iraq, giustificata con la storia delle "armi di distruzione di massa", messa in giro dai Servizi, rivelatasi poi un falso clamoroso, che è costato la vita a migliaia e migliaia di persone ed una situazione di destabilizzazione totale come quella attuale); da Troia a Fallujah se ne sono sentite di tutti i colori, ma per capire la verità non basta leggere l'editoriale di qualche scribacchino di terza fila, ci vuole di più.

 

Detto questo, è facile comprendere come sia molto pericoloso invocare la soppressione di questo o quel libro, di questo o quel testo, di questa o quella testata web. Ogni limitazione in tal senso è una regressione di civiltà, è voler tornare a periodi oscurantisti che si ritenevano superati, è voler sopprimere la capacità di discernimento e conoscenza dell'essere umano.Deve essere la forza della ragione, comprovata, a prevalere su ingiustizie e falsità.

Non bisogna giammai che sia  la sola ragione della forza,  coercitiva e violenta, anche se esercitata con i sofisticati mezzi moderni del discredito a mezzo stampa, a "democraticamente" prevalere prepotentemente su uomini, fedi e idee.

In questo senso, tutta la campagna di caccia alle streghe, scatenata e coordinata in queste settimane da giornali, tv e politicanti, è, dal dopoguerra a oggi, la più pericolosa tentazione totalitaria che l'Italia e l'Europa abbiano fronteggiato.

Se noi, uomini e donne, liberi pensatori, libere penne e anime libere, non saremo pronti, indipendentemente dalle differenze che ci contraddistinguono, a difendere questo nostro diritto all'informazione e all'espressione, a 360 gradi, e non saremo capaci di  rivendicare  i nostri inalienabili  diritti naturali  al  discernimento, alla critica, all'analisi, al libero arbitrio, allora non saremo neppure degni di reputarci esseri umani, e sarà giusto essere invece trattati, come già fanno, da "animali parlanti"...

 

Redazionale del 5 giugno 2010

di FFP, aggiornato alle ore 16.47

 



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