Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 11:28

Per l'Italia è stata arrestata la giornalista Angela Lano di Infopal.

 

Reporters Without Borders: 15 journalists still missing

 

Bethlehem - Ma'an - Reporters Without Borders is urging the Israeli authorities to release a list of the journalists who were arrested during Monday's raid on the humanitarian flotilla and to say where they are being held.

There were at least 15 foreign journalists travelling with the flotilla who still cannot be reached directly, the Paris-based media watchdog said. These are the names of the journalists known to have been aboard the flotilla:

• Reporter Svetoslav Ivanov and cameraman Valentin Vassilev of Bulgarian television station BTV
• Muna Shester of the Kuwait News Agency (KUNA)
• Talat Hussain, a presenter with Pakistan’s Aaj TV
• Sydney Morning Herald correspondent Paul McGeough and photographer Kate Geraghty
• Al Jazeera correspondent Abbas Nasser and cameraman Isaam Zaatar
• Mario Damolin, a freelancer working for the Frankfurter Allgemeine Zeitung
• David Segarra of TeleSUR
• Reporter Ayse Sarioglu of the daily Taraf
• Reporter Murat Palavar of the Islamist daily Yeni Safak (New Dawn)
• TVNET foreign news chief Sümeyye Ertekin, producer Ümit Sönmez and cameraman Ersin Esen

An Al Jazeera TV crew was meanwhile attacked by Israeli citizens in the port of Ashdod Monday after the Israeli defense minister gave a news conference about the attack on the flotilla. Walid Al-Omri, Al Jazeera’s bureau chief in the Palestinian territories, was injured in the attack, which followed virulent criticism of the Qatar-based TV station in the Israeli media.
 

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=288951

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 11:22

 

 

Incursione contro la “Gaza Flotilla”

 Aggressione contro tutti noi

 

di Jonathan Cook

 (Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Nazareth, 31 maggio 2010

È del tutto stupefacente come Israele sia stato in grado di creare nelle ultime 12 ore una interruzione di notizie, proprio come aveva fatto durante il suo attacco contro Gaza 18 mesi fa, in cui le nostre principali organizzazioni di comunicazione hanno spontaneamente permesso ai portavoce israeliani di intervenire incontestati. 

Come sono stati uccisi molti civili durante l’attacco all’alba da parte di Israele contro la flottiglia che portava aiuti contro l’embargo a Gaza?  Noi ancora non lo sappiamo. Quanti sono stati feriti? Le vostre supposizioni sono tanto valide quanto le mie. Gli attivisti che portavano aiuti erano armati di fucili? Sì, afferma Israele. Erano in combutta con al-Qaeda e Hamas? Certamente, afferma Israele. I militari hanno agito con ragionevolezza? Naturalmente, hanno dovuto affrontare un linciaggio, afferma Israele.

Se avevamo bisogno di una qualche prova della condizione per cui giornalisti televisivi occidentali sono semplicemente stenografi del potere, la BBC, la CNN ed altri ce l’hanno ampiamente fornita. Mark Regev, capo della propaganda di Israele, ha assegnato solo a se stesso le onde radio dell’etere. I passeggeri sulle navi, nel frattempo, sono stati rapiti da Israele e sono impotenti a fornire un versione alternativa degli avvenimenti. Noi prevediamo che rimarranno costretti al silenzio fino a che Israele sarà sicura di avere impostato bene la sua agenda delle notizie. Allora, prima di essere sommersi dall’hasbara, dalla disinformazione di Israele, è opportuno reiterare pochi semplici fatti:

I soldati di Israele hanno invaso queste navi in acque internazionali, mandando in frantumi il diritto internazionale, e, uccidendo civili, hanno commesso crimini di guerra. Le controaccuse da carte dei comandi israeliani che i loro soldati hanno dovuto rispondere ad un tentativo di “linciaggio” da parte dei civili devono venire respinte con il disprezzo che meritano.  

Il governo di Israele ha approvato l’arrembaggio di queste navi di aiuti, tramite squadre speciali di commandos. Costoro erano armati con fucili automatici per “calmare” i civili imbarcati, e non con strumenti idonei a disperdere la folla in caso di resistenza. Qualsiasi siano state le circostanze della contrapposizione, Israele deve essere tenuta responsabile per avere inviato forze militari e sprezzantemente avere messo in pericolo le vite di tutti i civili a bordo, comprese quelle di un bambino e di una sopravvissuta all’Olocausto.   

Israele non ha alcun diritto a controllare il mare di Gaza come proprie acque territoriali e di bloccare i convogli di aiuti che arrivano per questa via. Così agendo, fornisce la prova che è ancora in atto una occupazione belligerante dell’enclave e del milione e mezzo dei suoi abitanti. E se sta ancora occupando Gaza, allora, secondo il diritto internazionale, Israele è responsabile del benessere degli abitanti di Gaza. Dato che l’embargo ha imposto ai Palestinesi della Striscia un regime alimentare da fame negli ultimi quattro anni, Israele da tanto tempo dovrebbe essere portata sul banco degli imputati per avere commesso crimini contro l’umanità.   

Oggi, Israele ha scelto di dirigere la sua aggressione mortale non solo contro i Palestinesi sotto occupazione, ma anche contro la stessa comunità internazionale. 

Si decideranno finalmente i nostri leader a muoversi all’azione?

 

Jonathan Cook è uno scrittore e giornalista residente a Nazareth, Israele. I suoi ultimi libri sono “Israel and the Clash of Civilisations: Iraq, Iran and the Plan to Remake the Middle East”  [Israele e lo scontro di civiltà: Iraq, Iran e il piano per ristrutturare il Medio Oriente] (Pluto Press) e “Disappearing Palestine: Israel's Experiments in Human Despair [Sparizioni in Palestina: esperimenti di Israele nelle scomparse di uomini](Zed Books). Il suo sito web a: www.jkcook.net.



Stampa la notizia: Incursione contro la Gaza Flotilla - Aggressione contro tutti noi di J. Cook
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 11:16

LA RACHEL CORRIE NAVIGA VERSO GAZA!

 
Roma, 01 giugno 2010 Nena News - La nave pacifista «Rachel Corrie» procede la sua navigazione verso Gaza decisa a sfidare il blocco navale israeliano, nonostante il bagno di sangue dell’altra notte sul traghetto turco «Marmaris» dove i soldati israeliani hanno ucciso nove attivisti della «Freedom Flotilla».      

«La Rachel Corrie sta andando verso Gaza e non si fermerà. Siamo gente normale, molti di noi non sono nemmeno più giovani e certo molti sono spaventati, ma non ci fermeremo. Non portiamo armi, tutti a bordo ha firmato una dichiarazione che dice che non porta armi con sè. Se (gli israeliani,ndr) arrivano, ci stenderemo sul ponte della nave a mani alzate e ci faremo arrestare». Lo ha dichiarato a CNRmedia Mary Hughes, del coordinamento «FreeGaza».      

Israele sostiene che sono due le imbarcazioni pacifiste che si stanno dirigendo verso Gaza e il vice ministro della difesa Matam Vilnai ha ribadito che le forze armate interveranno di nuovo. Stavolta però, spiegano i media israeliani, non verranno attuati blitz armati, come quello dell’altra notte sfociato in una strage, ma verranno usate tecnologia e altri sistemi, non meglio precisati per bloccare le navi.     

«Non ci faremo intimidire – ha proclamato Hughes - loro hanno il potere, le armi, gli elicotteri, le navi da guerra, sappiamo che possono fermarci, che possono arrestarci e anche ucciderci, ma ogni volta che lo fanno scopriamo che ci sono sempre più persone ! che vogliono arrivare a Gaza. Continuiamo a ricevere telefonat! e di gente che ci chiede quando organizzeremo i prossimi viaggi ». (red) Nena News
 
NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 11:11

 

 

Movimento Federalista Europeo

Comunicato stampa del MFE sull'attacco militare israeliano

 

Il Movimento Federalista Europeo condanna l'azione militare di Israele e chiede una nuova iniziativa di pace europea per il Medio Oriente

L'intervento militare israeliano in acque internazionali contro le navi che portavano aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, ingiustificato nei fini e sproporzionato nei mezzi usati, ha inasprito le tensioni che percorrono il Medio Oriente, allontanando da Israele l’unico alleato islamico – la Turchia –, e aggravato i pericoli che incombono sulla pace mondiale.

E' tempo di ripensare il processo di pace alle sue radici. L'occupazione militare dei territori palestinesi che perdura dal 1967, il blocco della striscia di Gaza, che è di fatto una “prigione a cielo aperto” per più di un milione di persone, il rifiuto di riconoscere il diritto dei palestinesi ad un proprio Stato, la continua diffusione di nuovi insediamenti di coloni nei territori occupati non solo impediscono una soluzione politica della questione palestinese, ma condannano Israele ad una persistente insicurezza e a un crescente isolamento internazionale; più in generale, fanno il gioco dei movimenti fondamentalisti e contribuiscono all'instabilità di tutto il Medio Oriente.

L'unica soluzione ragionevole e possibile, nell'interesse di Israele, dei palestinesi e della pace nella regione e nel mondo, in grado di portare alla sconfitta di tutte le minacce estremiste, è quella della coesistenza di due Stati, reciprocamente riconosciuti e legittimati, con l'attribuzione a Gerusalemme dello status di “città aperta”, sotto garanzia dell'ONU. Una soluzione che tuttavia può essere considerata durevole solo nella prospettiva di lungo periodo di un’unificazione federale di tutti gli Stati del Medio Oriente, l'unica strada che può portare a una pace stabile e permanente per tutti i popoli di quell'area. Non si tratta affatto di una prospettiva utopica e illusoria, come il cinismo travestito da realismo vorrebbe far credere, ma dell'unica realistica strada per garantire la pace e ancora di più quella delle generazioni future.

Nello stesso tempo occorre accelerare i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea, per evitare che sia attratta nell’orbita dell’estremismo islamico. La Turchia è un paese che da quasi un secolo ha compiuto la scelta della laicità dello Stato, introducendo per la prima volta in un paese di fede islamica il principio della separazione tra religione e politica. Inoltre, essa occupa una posizione di avanguardia nel mondo islamico per quanto riguarda l’affermazione – che per il momento resta incompleta – dei principi dello Stato di diritto e della democrazia rappresentativa. Come l’integrazione dell’Europa centro-orientale è stata la risposta al crollo dei regimi comunisti, così l’integrazione di un grande paese musulmano nell’Unione europea rappresenta la risposta a coloro che non solo nel mondo islamico, ma anche in Occidente, puntano sullo scontro delle civiltà.

E' tempo di una nuova iniziativa europea di pace per il Medio Oriente, che si ispiri a una grande visione strategica. Ma anche in questo caso, come in quello della crisi finanziaria ed economica mondiale in corso, un’azione efficace esige una svolta nell'assetto istituzionale dell'Unione. E' necessario che i paesi disposti a trasferire a livello sovranazionale, dopo la moneta, anche la politica estera e la difesa procedano celermente verso la fondazione della Federazione europea. E' tempo di decidere e di agire, perché ogni giorno che passa la crisi può diventare incontrollabile e, di fronte a questa eventualità, l’Europa non si deve trovare impotente e divisa.

 

***

 

Giuristi Democratici: Ferma condanna
per l'atto di pirateria del governo israeliano
contro la missione Freedom Flotilla per Gaza



Pubblicato da Redazione 31-05-2010 18:18
 

I Giuristi Democratici condannano l'atto di pirateria compiuto, in gravissima violazione del diritto internazionale, dal governo israeliano al largo di Gaza, in acque internazionali, che è costato la vita a un numero ancora imprecisato di pacifisti inermi, massacrati dalle truppe israeliane mentre cercavano di recare aiuto alla popolazione di Gaza.
Rinnoviamo il nostro appoggio alla freedom flotilla che, nella latitanza degli Stati, in particolare dell'Unione europea, si è assunta il doveroso compito di ripristinare le norme del diritto internazionale e di alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza.

I Giuristi Democratici condannano l'atto di pirateria compiuto, in gravissima violazione del diritto internazionale, dal governo israeliano al largo di Gaza, in acque internazionali, che è costato la vita a un numero ancora imprecisato di pacifisti inermi, massacrati dalle truppe israeliane mentre cercavano di recare aiuto alla popolazione di Gaza.
Rinnoviamo il nostro appoggio alla freedom flotilla che, nella latitanza degli Stati, in particolare dell'Unione europea, si è assunta il doveroso compito di ripristinare le norme del diritto internazionale e di alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza. Rendiamo onore alle vittime innocenti del terrorismo di Stato israeliano.
Questo ennesimo crimine contro l'umanità deve trovare la risposta compatta della comunità internazionale, con l'adozione immediata di sanzioni contro Israele ai sensi dell'art. 41 della Carta delle Nazioni Unite.
Il blocco contro Gaza, che costituisce anch'esso un crimine contro l'umanità, deve essere immediatamente levato.
I responsabili dell'atroce crimine devono essere giudicati dalla Corte Penale Internazionale, che potrebbe intervenire ai sensi delle norme del suo Statuto istitutivo, (pur se Israele, evidentemente non a caso, non ha mai ratificato il Trattato di Roma, istitutivo della C.P.I.), in particolare dell'art. 12, lett. /a/, che prevede, qualora il crimine avvenga a bordo di una nave, la competenza della Corte, purché lo Stato di registrazione della nave stessa sia Stato Parte del Trattato di Roma.

I Giuristi Democratici si impegnano a collaborare alla redazione e presentazione di una richiesta in tale senso al Procuratore presso la Corte penale internazionale e, stante la presenza su quelle navi di cittadini italiani, propongono la presentazione all'Autorità Giudiziaria Italiana di un'istanza per il perseguimento dei responsabili del reato commesso nei confronti di quei cittadini italiani, a sensi dell'art. 10 c.p., previa sollecitazione di richiesta in tal senso al Ministro della Giustizia, o di querela da parte delle persone offese, cittadini italiani.

31 Maggio 2010.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI 



Stampa la notizia: Gaza Flotilla: i comunicati Movimento Federalista Eu e Giuristi Democratici
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 10:59

 

 

Dopo la strage e il sequestro delle navi della pace, la Tavola della pace, la Piattaforma delle Ong per il Medio Oriente - Associazione delle Ong Italiane e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani invitano tutti a firmare l'appello "Io sto con la pace".

Appello
Io sto con la pace!

Prima la strage e il sequestro delle navi della pace. Dopo le condanne. E poi? Ci sono due modi per uscire da questa tragica vicenda.

Il primo è quello più ovvio. Che, spenti i riflettori mediatici, tutto continui come prima, con più violenza, odio e tensioni in circolazione non solo nel Medio Oriente. Nel silenzio e nell'inazione generale. In attesa che un altro scontro sanguinoso, più cruento di quelli che continuano tutti i giorni in Terra Santa, desti la nostra attenzione. Fino ad ora è sempre stato così, anche dopo le peggiori tragedie.

Il secondo è quello più difficile. Che questo shock convinca i responsabili della politica nazionale e internazionale a dire basta, a mettere fine al blocco di Gaza e all'occupazione e a costringere israeliani e palestinesi a chiudere subito questo conflitto nel rispetto del diritto e della legalità internazionale. E' tempo di cambiare l'approccio. La situazione è intollerabile e, come abbiamo visto, estremamente pericolosa. Non intervenire seriamente oggi è da irresponsabili perchè siamo e saremo sempre di più coinvolti.

Per evitare la catastrofe, è necessario che tutte le donne e gli uomini consapevoli, attivi nella società civile come nelle istituzioni, uniscano i propri sforzi agendo con determinazione, continuità e lungimiranza. Ci sono molte cose che si possono e si debbono fare qui e la: alleviare le sofferenze, difendere i diritti umani, promuovere il dialogo, sostenere le forze di pace, esigere che la Rai metta a confronto le idee e le proposte, premere sui parlamenti e sui governi.

L'anno scorso siamo andati a Gerusalemme per vedere la situazione, ascoltare i due popoli e riflettere sulle nostre responsabilità. Pochi giorni fa abbiamo nuovamente marciato da Perugia ad Assisi per rinnovare il nostro impegno per la pace e la giustizia. Oggi invitiamo tutti a dire:

Io ci sto! E voglio fare la mia parte.


1 giugno 2010

Invia la tua adesione a:
segreteria@perlapace.it - fax 075/5739337

 



Stampa la notizia: Tavola della Pace: Firma l'Appello !
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 01 Giugno 2010 - 09:08

 

 

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Artists Against War Italia

 

APPELLO!


Alle popolazioni civili e le sue organizzazioni, alle autorità locali, nazionali e internazionali:


IN NOME DEL DIRITTO INTERNAZIONALE:
FERMIAMO LO STATO D’ISRAELE!


Ciò che è accaduto stamattina 31 maggio 2010 nelle acque internazionali del Mare Mediterraneo è un atto di pirateria e di assassinio da parte di uno Stato contro Civili di tutto il mondo. Un commando militare dello Stato di Israele ha assalito una delle navi della Flottiglia Free Gaza con pacifisti a bordo e assassinato e ferito oltre una decina di persone il cui scopo era quello di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza rompendo l’assedio di Israele alla popolazione di Gaza e denunciandone l’ illegitimità.

Come artisti, operatori socio-culturali, di cooperazione internazionale, di scambi interculturali, di percorsi nuovi della formazione e di pace, imploriamo che i responsabili di tali atti vengano immediatamente deferiti alla corte internazionale di giustizia e che il genocidio e la pulizia etnica della popolazione palestinese da parte dello stato di Israele venga fermata con ogni mezzo dalle autorità competenti immediatamente!


CHIEDIAMO ALLE POPOLAZIONI CIVILI DEL MONDO
E ALLE LORO ORGANIZZAZIONI
DI BOICOTTARE ECONOMICAMENTE E CULTURALMENTE ISRAELE
COME GIÀ ACCADUTO CON IL SUDAFRICA DELL’APARTHEID CON SUCCESSO
E
DI PREMERE SULLE AUTORITÀ COMPETENTI
AFFINCHÉ IL DIRITTO INTERNAZIONALE VENGA RIPRISTINATO SUL TERRITORIO DELLA PALESTINA STORICA!


L’assalto alla Flottiglia umanitaria Free Gaza e l’assassinio e il ferimento di pacifisti internazionale confermano, purtroppo, la brutale volontà della politica coloniale (genocidio e pulizia etnica), terroristica e guerrafondaia dello Stato di Israele contro la popolazione palestinese, le popolazioni limitrofe e di chiunque sostiene i palestinesi o si oppone alla sua politica, che si sta reiterando da più di un secolo come movimento sionista e poi come Stato. Questo è in tutti i sensi inaccettabile, ripugnante e da fermare immediatamente. Tutto ciò costituisce un crimine contro l’umanità.

Denunciamo per ciò le lacune della Comunità Internazionale nei confronti dello stato di Israele, che tenta di annientare l’esistenza del popolo palestinese come entità ideale e fisica.

Denunciamo l’uso di atti di guerra continui (Libano, Gaza per ricordare solo gli ultimi due) - con uso anche di munizionamento DU e di armi proibite - da parte dello stato di Israele che stanno pregiudicando il futuro della intera regione inclusa la popolazione presente sul suolo dell’attuale Stato di Israele.


Ricordiamo alla Comunità Europea e alle Autorità della Comunità Internazionale la loro responsabilità storica e attuale verso i circa 5 milioni di rifugiati palestinesi nel mondo e lo status irrisolto della Palestina storica. La popolazione palestinese è da decenni militarmente, economicamente, socialmente, fisicamente e psicologicamente oppressa, incarcerata, torturata e assassinata e il perpetuarsi di questa situazione nega ogni buon senso umano.

Riteniamo pretestuoso ogni giustificazione dello Stato di Israele riguardante la sopravvivenza della popolazione presente sul suo suolo.

Riteniamo nel contesto politico-storico lo stato israeliano responsabile anche delle perdite umane e della disumanizzazione della stessa società civile israeliana.

Riteniamo l’attuale situazione di occupazione e aggressione nel Medio-Oriente particolarmente pericolose perché incita a conflitti, guerre e terrorismi nel mondo.

L’attuale situazione mette a repentaglio ogni lavoro e risorsa impegnati in percorsi di cooperazione, sviluppo umano e di pace e mette a rischio il futuro della società civile mondiale.


Cam Lecce, Joerg Gruenert del DEPOSITO DEI SEGNI Onlus, Pescara – Italia.



english version

 


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Artists Against War Italy

 

 

APPEAL!

 


To civil populations and their organisations, and local, national, and international authorities:


IN THE NAME OF THE INTERNATIONAL LAW:
LET US STOP THE STATE OF ISRAEL!
 

What happened this morning 31 May 2010 in the international waters of the Mediterranean Sea is an act of piracy and murder by a State against Civilians from all over the world. A military commando of the State of Israel has assaulted one of the ships of Free Gaza fleet with pacifists on board; they have murdered and injured more than ten people, whose purpose was to bring humanitarian aids to the Palestinian population of Gaza, break the siege of Israel on the population of Gaza, and expose its illegitimacy.

As artists, socio-cultural operators of international cooperation, intercultural exchanges, new education and peace processes, we implore that those who have committed these acts are immediately deferred to the International Court of Justice and the genocide and ethnic cleansing of the Palestinian population by the state of Israel is stopped with all means by competent authorities now!


WE ASK THE CIVIL POPULATIONS OF THE WORLD AND THEIR ORGANIZATIONS
TO ECONOMICALLY AND CULTURALLY BOYCOTT ISRAEL,
AS IT WAS SUCCESSFULLY DONE WITH SOUTH AFRICA OF APARTHEID
AND
MAKE PRESSURE ON COMPETENT AUTHORITIES
SO THAT THE INTERNATIONAL LAW IS RESTORED ON THE TERRITORY OF HISTORICAL PALESTINE!
 

The assault to the humanitarian Free Gaza fleet and murder and injuring of international pacifists confirm, unfortunately, the brutal will of the colonial (genocide and ethnic cleansing), terroristic, and warmongering policy of the State of Israel against the Palestinian population, bordering populations, and anyone supporting the Palestinians or opposing the Israeli policy, which has been reiterating from more than a century as Zionist movement and then as a State. This is totally unacceptable, repugnant, and has to be stopped now. This is a crime against humankind.

For this reason, we denounce the gaps of the International Community against the State of Israel, which is trying to cancel the existence of the Palestinian people as an ideal and physical entity.

We denounce the use of continuous war acts (Lebanon and Gaza to remind just the last two) – with the use also of DU ammunitions and prohibited weapons – by the State of Israel, which are badly affecting the future of the entire region, including the population living within the borders of the present State of Israel.

We remind the European Union and Authorities of the International Community about their historical and present responsibility towards the 5 million Palestinian refugees in the world and the unsolved status of historical Palestine. The Palestinian population has been militarily, economically, socially, physically, and psychologically oppressed, imprisoned, tortured, and murdered for decades, and the perpetuation of this situation denies any human common sense.

We believe that any justification of the State of Israel regarding the survival of the population living within its territory is an alleged one.

We believe that, in this political-historical context, that the State of Israel is also causing victims and the dehumanization of the Israeli civil society.

We believe that the present situation of occupation and aggression in the Middle East is particularly dangerous, as it urges to conflicts, wars, and terrorism in the world.

The present situation is jeopardizing all work and resources focusing on cooperation, human development, and peace and is jeopardizing the future of the world civil society.



Cam Lecce, Joerg Gruenert from DEPOSITO DEI SEGNI Onlus,

Pescara – Italy. http://www.depositodeisegni.org



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 18:03

 

 

 

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Artists Against War Italia


RETE ARTISTI COMUNICA

IL COORDINAMENTO DEGLI ARTISTI E GIURISTI DI ARTISTS AGAINST WAR ITALIA INVITA IL GOVERNO ITALIANO A CONVOCARE IN PATRIA IL PROPRIO AMBASCIATORE, NON ESSENDO SUFFICIENTE LA SEMPLICE CONVOCAZIONE DELL’AMBASCIATORE ISRAELIANO A CAUSA DELLA GRAVISSIMA VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE SUL TERRORISMO MARITTIMO APPROVATA A ROMA IL 10 MARZO 1988. 
 
L’ATTACCO DELLA MARINA ISRAELIANA CONTRO LE NAVI DELLA FREEDOM FLOTILLA E’ INOLTRE UNA GRAVISSIMA VIOLAZIONE AL DIRITTO DI TRANSITO INOFFENSIVO IN ACQUE INTERNAZIONALI COME DETERMINATO DALLA CONVENZIONE DI GINEVRA, UNCLOS E ALTRI TRATTATI.
 
LA RETE ARTISTI CONDANNA L’ATTACCO OMICIDA CONTRO INERMI PACIFISTI SU UN’IMBARCAZIONE CIVILE.

 

 

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Artists Against War Italy



THE NET OF ARTISTS CONVEYS

THE COORDINATION OF THE ARTISTS AND LAWYERS OF ARTISTS AGAINST WAR ITALY INVITES THE ITALIAN GOVERNMENT TO CALL BACK HIS AMBASSADOR BECAUSE IT’S NOT ENOUGH TO CALL THE ISRAELI AMBASSADOR FOR THE SERIOUS VIOLATION OF THE CONVENTION ABOUT THE SEA TERRORISM APPROVED IN ROME ON 10.3.1988.

 

THE ATTACK OF THE ISRAELI NAVY AGAINST THE FREEDOM FLOTILLA IS ALSO A VIOLATION AGAINST THE RIGHT OF THE FREE TRANSIT IN INTERNATIONAL WATERS DECIDED BY THE CONVENTION OF GENEVE, UNCLOS AND OTHER AGREEMENTS.
 
THE NET OF ARTISTS CONDEMNS THE ATTACK AGAINST UNARMED PACIFISTS ON A CIVIL SHIP.  
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 17:21

 
 
 
19 assassinati tra i pacifisti
che portavano aiuti a Gaza,
tra cui 15 turchi
 
 

Scritto il 2010-05-31 in News

Paltimes.net. Il secondo canale della tv israeliana conferma che i morti ammazzati dai militari israeliani tra i partecipanti alla Flotilla sono 19, mentre i feriti sono circa 60, alcuni dei quali in gravi condizioni.

L'Ente di soccorso turco IHH afferma che 15 vittime sono turche, tra cui anche un parlamentare della Repubblica di Turchia. Tutte le vittime risulterebbero essere state condotte in ospedali dell'Entità Sionista.

Sempre il secondo canale afferma che Shaykh Raed Salah è gravemente ferito, colpito da un proiettile alla testa e a un piede.

A seguito di queet'orribile massacro, Turchia, Grecia, Francia, Danimarca, Spagna, Svezia e Giordania hanno convocato i rispettivi ambasciatori israeliani per condannare duramente un crimine commesso contro innocenti che stavano portando aiuti alla popolazione embargata di Gaza.



Alcuni comunicati stampa dalle ong
 
 
B'Tselem
 
Press Release – for immediate publication – 31.5.2010

Open an immediate investigation into the action to gain control of the flotilla to Gaza

Israeli human rights group B’Tselem demands that an immediate, independent and effective investigation be made into the circumstances of the military action taken to gain control of the ships, which led to the death and injury of dozens of activists. The investigation must be conducted by non-military officials.

Among the issues to be investigated are whether the army used proportionate force, whether the forces were trained to cope with this type of event, were they equipped with the correct means, what open-fire regulations were given to the soldiers, and whether alternative options were considered.

The IDF Spokesperson claims that extreme violence was used against the soldiers by activists on the boat. This information is based solely on statements of soldiers. However, before reaching conclusions, the investigation must consider the testimonies of all eyewitnesses to the events, including persons who participated in the flotilla who are currently in custody in Israel.

For additional information: Sarit Michaeli, B’Tselem


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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 16:39

 

 

 Tavola della Pace
 
 
Chiediamo verità e non menzogna.
L'Italia condanni questo atto criminale!



Flavio Lotti: L'Italia condanni a chiare lettere questo atto criminale. Convochi l'ambasciatore d'Israele. E poi s'impegni davvero per chiudere definitivamente il conflitto israelo-palestinese.

Come si definisce l'uccisione di 15 persone inermi e disarmate? Cosa pensiamo se a compiere questa strage di innocenti è un commando inviato dal governo di uno stato democratico? Come si definisce l'aggressione armata in acque internazionali ad una serie di navi civili cariche di aiuti umanitari?

Lo chiedo a me stesso e a tutti i responsabili della politica e dell'informazione del nostro paese perché ad un atto criminale non se ne aggiunga un altro. Come deve reagire un paese democratico di fronte ad un simile massacro?

Quello che non può e non deve assolutamente accadere è che le menzogne, la propaganda e le strumentalizzazioni abbiano il sopravvento sulla verità, sulla legalità e sul bisogno di giustizia.

Di fronte a tanto orrore e a tanta illegalità il mondo civile deve reagire con fermezza e lucidità. Chiediamo al governo italiano di condannare a chiare lettere quanto è accaduto e continua ad accadere anche in queste ore. L'Italia deve convocare immediatamente l'ambasciatore d'Israele a Roma per esprimere tutta l'indignazione del popolo italiano. Chiediamo l'intervento immediato dell'Italia, dell'Europa e dell'Onu. Chiediamo che la nostra diplomazia si mobiliti in tutte le sedi europee e internazionali per ottenere l'immediato rilascio dei pacifisti e il dissequestro di tutti i beni trasportati dalla flotta della libertà che devono poter raggiungere il porto di Gaza. Chiediamo al Segretario Generale dell'Onu e all'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, l'apertura immediata di un'inchiesta internazionale su quanto sta accadendo.

E, ancora, insieme ad Articolo 21, chiediamo al mondo dell'informazione e in particolare alla Rai di fare fino in fondo il suo mestiere di servizio pubblico, organizzando subito un dibattito in prima serata, consentendo agli italiani di sapere cosa è accaduto, perché è accaduto, chi sono i responsabili, cosa bisogna fare per costruire la pace in Medio Oriente e quali sono le nostre responsabilità.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 31 maggio 2010

Tavola della Pace
Via della Viola, 1
06122 Perugia

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 16:04

 
 
 
UN PONTE PER ...

MARINA ISRAELIANA ATTACCA LA FLOTTIGLIA DELLA PACE

 


Roma, 31 maggio - Questa mattina, alle ore 4.30, col favore del buio della notte, la Marina israeliana ha attaccato la Freedom Flotilla in acque internazionali con navi ed elicotteri, causando decine di morti e feriti tra gli attivisti per i diritti umani a bordo della nave turca Mavi Marmara. Una strage inutile che osserviamo con dolore.

Un Ponte per... e la redazione di Osservatorioiraq.it sono in contatto con attivisti della Flotilla per documentare l'accaduto e per organizzare azioni di mobilitazione e di sostegno in Italia.

Un Ponte per... chiede al Governo Italiano, a tutte le istituzioni nazionali, europee e internazionali:

-    che lo Stato di Israele venga ricondotto al rispetto del diritto internazionale e delle convenzioni che regolano i rapporti fra Stati;
-    che venga fermamente condannata l'operazione israeliana in quanto illegale;
-    che tutti gli attivisti e le attiviste, insieme alle navi e al materiale sequestrato, vengano rilasciati immediatamente.

Le sei navi della Freedom Flottilla, con a bordo centinaia di attivisti internazionali,  navigavano pacificamente verso Gaza per portare materiale indispensabile alla sopravvivenza della popolazione palestinese della Striscia, come attestato dagli ispettori internazionali prima della partenza della flotta.

Ribadiamo che le barche che componevano la Flottiglia erano in tutto e per tutto PACIFICHE, LEGALI E UMANITARIE ed erano dirette a sostenere la popolazione di Gaza, stremata da un assedio che dura ormai da più di tre anni.

 



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