Tavola della Pace

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Tavola della Pace

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 29 Marzo 2011 - 20:26

 

 

Appello della Tavola della pace
 
 
Libia, Siria, Palestina, Bahrein, Yemen, Oman, Afghanistan, Iraq, Somalia, Costa d’Avorio, Darfur,…

 
Cessate il fuoco!
Fermiamo la guerra, la violenza e la repressione.
Difendiamo i diritti umani!


Contro tutti i dittatori e i loro regimi. No al cinismo e all’indifferenza. Basta con il commercio delle armi. Solidarietà con i giovani e i popoli in lotta per la libertà, la giustizia e la democrazia nel Mediterraneo e nel mondo arabo. Protezione, accoglienza e asilo per i profughi e gli sfollati. Costruiamo una politica di pace e giustizia.

Invece delle bombe: la politica. Invece della dittatura: la democrazia. Invece degli affari: i diritti umani. Invece della violenza: la nonviolenza. Invece della propaganda: l’informazione. Invece dell’indifferenza: la partecipazione. Invece dei respingimenti: l’accoglienza. Invece del petrolio: le energie rinnovabili.


Prime adesioni: Tavola della pace, Acli, Agesci, Arci, Cgil, Articolo 21, Libera–Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Cipsi, Cnca, Emmaus Italia, Pax Christi, Associazione per la pace, Focsiv, Banca Etica, Legambiente, Centro per la pace Forl“/Cesena, Beati i Costruttori di pace, Movimento Federalista Europeo, Forum Trentino per la pace, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, Flare, Terra del fuoco, Reds-Rete degli Studenti Medi, Uds- Unione degli Studenti, Udu-Unione degli Universitari.



25 marzo 2011

www.perlapace.it



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 01 Dicembre 2010 - 19:04

 

Il 29 novembre, l'Onu celebra la Giornata Internazionale di Solidarietà con il popolo Palestinese

Una buona occasione per riflettere sulla situazione dei palestinesi e sulla violenza che ancora oggi gli viene inflitta. Una violenza continua, quotidiana, spesso nascosta dai grandi mezzi d'informazione.

 

10 notizie sui palestinesi
che la TV ti ha nascosto

 

a cura di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

1. Privati da oltre sessant'anni della libertà, 4 milioni di palestinesi sono costretti a vivere sotto il peso dell'occupazione militare israeliana. 2.2 milioni hanno meno di 18 anni. Più di 1.800.000 palestinesi vivono da rifugiati nella propria terra. Quasi 3 milioni vivono in Giordania, Libano e Siria. Più di 20.000 palestinesi vivono rinchiusi in un campo profughi nel Città Santa di Gerusalemme.

2. Dall'inizio del 2010, l'esercito israeliano ha ferito 1074 palestinesi (in prevalenza giovani e bambini) che protestavano contro l'occupazione, contro l'espansione degli insediamenti e contro la costruzione del muro. Nel 2009 ne sono stati feriti 764.

3. Da quando il 26 settembre è finita la moratoria sulla costruzione di insediamenti nei territori occupati, i coloni israeliani hanno costruito 1650 case nuove, poco meno del totale di quelle costruite nel 2009.

4. Ai palestinesi invece non è permesso di costruire o ingrandire la propria casa in tanta parte della propria terra. Dal 24 novembre le autorità israeliane hanno abbattuto 18 case palestinesi e una moschea. 54 persone sono state gettate per la strada.

5. Il 23 novembre un gruppo di coloni israeliani accompagnati dalla polizia israeliana si sono impossessati di un palazzo palestinese di tre appartamenti di Gerusalemme. Tre famiglie palestinesi con 5 bambini sono finiti per strada. In luglio i coloni israeliani hanno fatto lo stesso con le case di altre 29 persone e otto famiglie. Osservatori internazionali parlano di "pulizia etnica".

6. Nella settimana tra il 10 e il 23 novembre, l'esercito israeliano ha condotto 57 incursioni e arresti di palestinesi nelle città e nei villaggi della West Bank e a Gerusalemme. Un po' meno della media settimanale che nel 2010 è di 93 incursioni e arresti.

7. Dall'inizio dell'anno i coloni hanno aggredito i contadini palestinesi o distrutto le loro proprietà agricole, sradicando e bruciando migliaia di ulivi secolari, in media 6 volte alla settimana. Questa settimana (10 e il 23 novembre) le aggressioni sono state 7, una al giorno.

8. Nonostante il ritiro del 2005, Israele continua a controllare tutti gli aspetti fondamentali della vita di 1,5 milioni di palestinesi che abitano nella Striscia di Gaza. Dall'inizio del 2010, 58 palestinesi sono stati uccisi e 233 feriti. La maggioranza erano civili. Prima dell'inizio dell'assedio, dalla Striscia di Gaza entravano e uscivano in media 650 persone al giorno. Oggi ne passano 340. I palestinesi di Gaza hanno la corrente elettrica solo per 12 ore al giorno. L'acqua arriva nelle case ogni due giorni, per poche ore. E in alcune zone arriva solo ogni 5 giorni.

9. Ai palestinesi non è concesso di circolare liberamente nella propria terra. Il muro di 700 km costruito dagli israeliani nella West Bank separa molti palestinesi dai loro terreni, dai posti di lavoro e dai familiari. Il resto lo fanno una serie di coprifuoco, circa 600 posti di blocco e altri ostacoli. Per spostarsi spesso i palestinesi devono chiedere un permesso che spesso non arriva. A molti palestinesi viene così negata la possibilità di accedere alla terra, al lavoro, alle strutture scolastiche e ai servizi di base.

10. Israele continua a negare ai palestinesi l'accesso all'acqua, intralciando lo sviluppo socioeconomico e ponendo a repentaglio la loro salute. Un palestinese può utilizzare al massimo 70 litri di acqua al giorno, meno del minimo necessario. Un israeliano ne consuma 4 volte di più. L'esercito israeliano ha ripetutamente distrutto le cisterne di raccolta di acqua piovana usate dai palestinesi con la motivazione che erano state costruite senza permesso.

Piccolo decalogo delle cose che possiamo fare per la pace in Medio Oriente: (1) rafforzare il dialogo e la conoscenza reciproca con il popolo palestinese e con il popolo israeliano; (2) alleviare le sofferenze del popolo palestinese e ricostruire la fiducia e la speranza nella pace; (3) vigilare sulle violazioni e il rispetto della dignità e dei diritti umani; (4) sostenere i familiari delle vittime palestinesi e israeliane; (5) collaborare con tutti coloro che operano per la pace in Israele e nei territori palestinesi occupati; (6) contribuire a rafforzare le istituzioni locali palestinesi; (7) promuovere l'incontro e il dialogo tra israeliani e palestinesi; (8) sensibilizzare i giovani sui problemi del Medio Oriente e coinvolgerli in iniziative di solidarietà e di pace; (9) chiedere la fine della vendita di armi e la denuclearizzazione del Medio Oriente; (10) rafforzare l'impegno politico dell'Italia e dell'Unione Europea per la pace in Medio Oriente.

Perugia, 29 novembre 2010


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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 02 Giugno 2010 - 10:59

 

 

Dopo la strage e il sequestro delle navi della pace, la Tavola della pace, la Piattaforma delle Ong per il Medio Oriente - Associazione delle Ong Italiane e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani invitano tutti a firmare l'appello "Io sto con la pace".

Appello
Io sto con la pace!

Prima la strage e il sequestro delle navi della pace. Dopo le condanne. E poi? Ci sono due modi per uscire da questa tragica vicenda.

Il primo è quello più ovvio. Che, spenti i riflettori mediatici, tutto continui come prima, con più violenza, odio e tensioni in circolazione non solo nel Medio Oriente. Nel silenzio e nell'inazione generale. In attesa che un altro scontro sanguinoso, più cruento di quelli che continuano tutti i giorni in Terra Santa, desti la nostra attenzione. Fino ad ora è sempre stato così, anche dopo le peggiori tragedie.

Il secondo è quello più difficile. Che questo shock convinca i responsabili della politica nazionale e internazionale a dire basta, a mettere fine al blocco di Gaza e all'occupazione e a costringere israeliani e palestinesi a chiudere subito questo conflitto nel rispetto del diritto e della legalità internazionale. E' tempo di cambiare l'approccio. La situazione è intollerabile e, come abbiamo visto, estremamente pericolosa. Non intervenire seriamente oggi è da irresponsabili perchè siamo e saremo sempre di più coinvolti.

Per evitare la catastrofe, è necessario che tutte le donne e gli uomini consapevoli, attivi nella società civile come nelle istituzioni, uniscano i propri sforzi agendo con determinazione, continuità e lungimiranza. Ci sono molte cose che si possono e si debbono fare qui e la: alleviare le sofferenze, difendere i diritti umani, promuovere il dialogo, sostenere le forze di pace, esigere che la Rai metta a confronto le idee e le proposte, premere sui parlamenti e sui governi.

L'anno scorso siamo andati a Gerusalemme per vedere la situazione, ascoltare i due popoli e riflettere sulle nostre responsabilità. Pochi giorni fa abbiamo nuovamente marciato da Perugia ad Assisi per rinnovare il nostro impegno per la pace e la giustizia. Oggi invitiamo tutti a dire:

Io ci sto! E voglio fare la mia parte.


1 giugno 2010

Invia la tua adesione a:
segreteria@perlapace.it - fax 075/5739337

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 16:39

 

 

 Tavola della Pace
 
 
Chiediamo verità e non menzogna.
L'Italia condanni questo atto criminale!



Flavio Lotti: L'Italia condanni a chiare lettere questo atto criminale. Convochi l'ambasciatore d'Israele. E poi s'impegni davvero per chiudere definitivamente il conflitto israelo-palestinese.

Come si definisce l'uccisione di 15 persone inermi e disarmate? Cosa pensiamo se a compiere questa strage di innocenti è un commando inviato dal governo di uno stato democratico? Come si definisce l'aggressione armata in acque internazionali ad una serie di navi civili cariche di aiuti umanitari?

Lo chiedo a me stesso e a tutti i responsabili della politica e dell'informazione del nostro paese perché ad un atto criminale non se ne aggiunga un altro. Come deve reagire un paese democratico di fronte ad un simile massacro?

Quello che non può e non deve assolutamente accadere è che le menzogne, la propaganda e le strumentalizzazioni abbiano il sopravvento sulla verità, sulla legalità e sul bisogno di giustizia.

Di fronte a tanto orrore e a tanta illegalità il mondo civile deve reagire con fermezza e lucidità. Chiediamo al governo italiano di condannare a chiare lettere quanto è accaduto e continua ad accadere anche in queste ore. L'Italia deve convocare immediatamente l'ambasciatore d'Israele a Roma per esprimere tutta l'indignazione del popolo italiano. Chiediamo l'intervento immediato dell'Italia, dell'Europa e dell'Onu. Chiediamo che la nostra diplomazia si mobiliti in tutte le sedi europee e internazionali per ottenere l'immediato rilascio dei pacifisti e il dissequestro di tutti i beni trasportati dalla flotta della libertà che devono poter raggiungere il porto di Gaza. Chiediamo al Segretario Generale dell'Onu e all'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, l'apertura immediata di un'inchiesta internazionale su quanto sta accadendo.

E, ancora, insieme ad Articolo 21, chiediamo al mondo dell'informazione e in particolare alla Rai di fare fino in fondo il suo mestiere di servizio pubblico, organizzando subito un dibattito in prima serata, consentendo agli italiani di sapere cosa è accaduto, perché è accaduto, chi sono i responsabili, cosa bisogna fare per costruire la pace in Medio Oriente e quali sono le nostre responsabilità.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 31 maggio 2010

Tavola della Pace
Via della Viola, 1
06122 Perugia

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 14 Dicembre 2005 - 19:58

 

Forum della Pace di Gorizia

(nella foto l'inaugurazione della mostra di Danilo Dolci)

Si ? concluso il Forum della Pace organizzato dal CRELP di Gorizia con una conferenza di Johan Galtung (professore di Ricerca sulla pace e i conflitti all'Universit? di Oslo e consigliere presso le Nazioni Unite); Carlo Gubitosa (giornalista e scrittore); Elisa Marincola (Inter Press Service); Alberto Gasparini (direttore Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia).
Nella giornata di ieri di ? svolta nel pomeriggio una conferenza sull'immigrazione a cui hanno partecipato tra gli altri Gianfranco Schiavone (Servizio per la Pace, Solidariet?, Associazionismo); Jean-L?onard Touad? (giornalista); Fulvio Vassallo Paleologo (Universit? di Palermo); Roberto Pignoni (autore).

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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 03 Settembre 2005 - 00:41






11 settembre 2005

Marcia Perugia-Assisi



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 25 Agosto 2005 - 19:05






11 settembre 2005

Marcia Perugia-Assisi
per la giustizia e la pace

Dal 14 al 16 settembre 2005 si svolger? a New York, presso la sede delle Nazioni Unite, un vertice dei Capi di stato di tutto il mondo dedicato alla lotta alla povert? e alla riforma dell?Onu.

Il Vertice si terr? in occasione del 60? anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, a cinque anni dal Vertice del Millennio che aveva visto tutti i leader del mondo sottoscrivere la ?Dichiarazione del Millennio? contenente precisi impegni per promuovere la pace, la sicurezza e la giustizia nel mondo. Il Vertice sar? il pi? grande e importante incontro multilaterale del 2005.

Secondo il Segretario generale dell?Onu, Kofi Annan, il 2005 dovr? essere l?anno del cambiamento delle Nazioni Unite per consentire a questa organizzazione di affrontare adeguatamente le sfide e i problemi del nostro tempo.

Data l?importanza dell?avvenimento, la Tavola della pace ha deciso di convocare una nuova edizione della Marcia per la pace Perugia-Assisi e dell?Assemblea dell?Onu dei Popoli nell?immediata vigilia del Vertice. La prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi si svolger? dunque domenica 11 settembre 2005.

La Marcia Perugia-Assisi sar? parte di una giornata mondiale di mobilitazione della societ? civile indetta su proposta della Tavola della pace per accrescere la pressione sui governi che parteciperanno al Summit delle Nazioni Unite.

Tavola della pace

Segue il Programma della
Marcia Perugia Assisi e dell'Onu dei Popoli (8/10 settembre a Terni)



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Inviato da : alessiopeterpan - Mercoledý, 20 Ottobre 2004 - 15:39

Fiaccolata nazionale
SABATO 23 OTTOBRE a Gubbio (Pg)
PARTENZA ORE 18.00 ARRIVO ORE 21.00

La fiaccolata ?Non c?? pace senza giustizia?, promossa da Altrocioccolato con la collaborazione della Tavola della pace, vuole essere un appuntamento di continuit? con la marcia Perugia-Assisi per sottolineare le radici della cultura della pace e della nonviolenza, tentare una saldatura tra il movimento del commercio equo e solidale e tanti enti per la pace e organizzazioni attive sul territorio d?Italia.Il missionario Arturo Paoli concluder? la fiaccolata.Informazioni: www.altrocioccolato.org Bottega ?L?arcobaleno? tel.075/9275884 Email: arcobalenogubbio@virgilio.itpossibilit? di dormire in sacco a pelo o in famiglia. Tel. 075/9275884 (dalle ore 9.00 alle 13.00- dalle 16.00 alle 19.00 dal luned? pomeriggio al sabato)VI ASPETTIAMO!!!Chi ? Arturo Paoli?Arturo Paoli nasce a Lucca in Via Santa Lucia il 30 novembre 1912. Laureato in lettere a Pisa nel 1936, entra in seminario e viene ordinato sacerdote nel 1940. Partecipa tra il ?43 e il ?44 alla Resistenza e svolge la sua missione sacerdotale a Lucca fino al 1949, quando viene chiamato a Roma come vice-assistente della Giovent? di Azione Cattolica, su richiesta di Mons.Montini, poi di Papa Paolo IV. Si scontra con i metodi e l?ideologia di Luigi Gedda, presidente dell?Azione Cattolica e, all?inizio del 1954, riceve l?ordine di lasciare Roma per imbarcarsi come cappellano su una nave Argentina destinata al trasporto degli emigranti. Qui incontra un piccolo fratello della fraternit? di Lima, Jean Saphores, che Arturo assister? in punto di morte. A seguito di questo incontro, decide di entrare nella congregazione religiosa ispirata a Charles de Foucauld e vive il periodo di noviziato a El Abiodh, al limite del deserto, in Algeria.Fratel Arturo ha operato prima in Argentina, poi in Venezuela, quindi in Brasile dove nel 1987 ha fondato l?associazione Fraternit? e Alleanza, un ente filantropico, senza fini di lucro, con progetti sociali rivolti al bene materiale e morale dei poveri.Lontano ma presente, l?impegno religioso e sociale nel sud del mondo non impedisce a Fratel Arturo di vivere appassionatamente gli avvenimenti italiani e lucchesi: a Lucca nel 1995 il Sindaco Lazzarini gli consegna il Diploma di Partigiano.Il 29 novembre 1999 a Brasilia, l?Ambasciatore d?Israele gli consegna il pi? alto riconoscimento attribuito a cittadini non ebrei: Giusto fra le Nazioni, per aver salvato nel 1944 a Lucca la vita a un giovane ebreo. Per questo, il nome di fratel Arturo "salvatore non solo della vita di una persona, ma anche della dignit? dell?umanit? intera", ? inciso nel muro d?Onore dei Giusti A Yad Vashem.Il 9 febbraio 2000, a Firenze, la Regione Toscana, su iniziativa del suo Presidente Vannino Chiti, alla presenza del Cardinale di Firenze Silvano Piovanelli e del Rabbino di Firenze, Joseph Levi, festeggia il 60? anniversario del suo sacerdozio.Tra i suoi numerosi scritti ricordiamo: Dialogo della liberazione 1970 Il grido della terra 1976, testimoni della speranza, 1989; il sacerdote e la donna, 1996; della mistica discorde 2002.Note: Fonte Tavola della Pace



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