Movimenti

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Movimenti

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Inviato da : edvino.ugolini - Martedý, 05 Aprile 2011 - 21:08

 

ISOLE   D' ITALIA

 

In questo momento l'Italia è divisa in due isole, sia in senso fisico che metaforico, quella dei famosi, che è superfluo commentare, e quella dei disperati, che arrivano dai paesi del Nord Africa, fuggendo da guerre e miseria. Quello che sta succedendo a Lampedusa si può definire soltanto con una parola: vergognoso.

Il Governo italiano non ha il coraggio di seguire la linea dura, ossia quella del respingimento immediato dei così detti clandestini, e non ha però nemmeno la volontà e la capacità di accogliere degnamente gli immigrati, indipendentemente dal motivo che li ha spinti a raggiungere le nostre sponde, intraprendendo viaggi che spesso sono delle vere e proprie odissee.

In questo frangente anche l'Unione Europea ha dimostrato la più totale indifferenza e inadempienza. Questo comportamento non è degno di una comunità.

Il plauso va come sempre alla gente comune che di propria iniziativa ha assistito le persone abbandonate al loro destino, che è quello di finire in un altro campo per poi alla fine essere respinti, dopo false promesse e inutili attese. E questa è la vera faccia della fortezza Europa.

Edvino Ugolini

 



Stampa la notizia: Isole d'Italia
Inviato da : edvino.ugolini - Venerdý, 11 Marzo 2011 - 17:26

 

Nonostante le condizioni meteorologiche non proprio invitanti, si è svolta anche quest'anno per la seconda volta l'iniziativa per la giornata dei migranti, dichiarata universalmente in tale data. Come in altre città italiane ed europee, anche a Trieste si sono svolte piazze tematiche su vari argomenti riguardanti i diritti dei migranti: lavoro, sanatoria, scuola, CIE, guerre e rifugiati.

L'iniziativa centrale si è svolta in Via delle Torri, dove un centinaio di persone tra immigrati ed aderenti al Comitato Primo Marzo hanno assistito alla lettura di comunicati e ad una performance teatrale. Contemporaneamente si è svolta a Monfalcone una manifestazione per ricordare il giovane bengalese morto qualche giorno fa alla Fincantieri. La giornata è stata anche l'occasione per chiamare a raccolta tutte le persone che hanno a cuore le sorti dei nostri amici immigrati in questo grave momento di sconvolgimenti e conflitti sociali e per rivolgere un invito particolare ai garanti della Costituzione ed alle forze politiche, affinché vengano modificate le norme sull'asilo e sui permessi di soggiorno ed altresì le norme per gli immigrati clandestini, che ancora oggi in attesa di essere espulsi, vengono trattenuti nei così detti CIE, Centri di Espulsione ed Identificazione.

 



Stampa la notizia: Primo marzo giornata dei migranti a Trieste
Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 01 Gennaio 2011 - 10:25

 

Forum dei migranti 2010

- Bruxelles 18 dicembre 2010 -


Appello all'UE per la ratifica della Convenzione Internazionale per i diritti dei migranti.

 

Il 18 dicembre in occasione della Giornata per i diritti dei migranti indetta dalle Nazioni Unite si è tenuto a Bruxelles il Forum Sociale dei Migranti.


Il forum serviva anche alla preparazione delle attività nel'ambito del prossimo Forum Mondiale Sociale che si terrà a Dakar dal 30 gennaio al 11 febbraio 2011.


Al forum hanno partecipato associazioni per i diritti dei migranti e sindacati provenienti per la maggior parte da Belgio, Olanda e Francia.


Il forum era centrato sui seguenti punti:


- La situazione dei migranti e le loro richieste d'asilo nell'area del Maghreb.


- La questione dell'allargamento delle frontiere dell'UE e le derivanti conseguenze.


- L'impatto che ha avuto il lavoro delle associazioni impegnate nel sostegno dei migranti.


Un momento significativo è stato il minuto di silenzio dedicato alle vittime delle politiche migratorie messe in atto dai paesi europei e la testimonianza in video conferenza dei migranti del Maghreb.


E' stata discussa soprattutto sia a livello plenario che a livello di seminario la questione della Convenzione per i diritti dei migranti.


I partecipanti hanno rivolto l'appello ai paesi dell'UE per la ratifica della Convenzione.


Un appello è stato rivolto anche ai paesi del Maghreb per il rispetto della Convenzione.

Bruxelles, 21 dicembre 2010



Stampa la notizia: Forum dei migranti: 18 dicembre 2010
Inviato da : edvino.ugolini - Martedý, 24 Agosto 2010 - 12:51

21 settembre: Giornata mondiale per la pace e inizio delle iniziative per il 50° anniversario della marcia per la pace Perugia-Assisi

29 settembre: Giornata di mobilitazione europea contro la crisi indetta dal forum sociale europeo



Stampa la notizia: Appuntamenti di settembre
Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 14 Luglio 2010 - 09:51

 

Forum sociale europeo: Istanbul 1-4.7.2010

 

 

Si è concluso con l'assemblea finale il 6° forum sociale europeo. Nei tre giorni precedenti le maggiori iniziative sono state:

 

  • - La manifestazione di sabato 3 luglio a cui hanno partecipato diecimila persone e che ha attraversato il centro di Istanbul fino a Piazza Taksim.
  • - La manifestazione davanti al centro di detenzione per migranti a cui hanno partecipato circa duecento persone.
  • - La manifestazione delle donne in Piazza Taksim a conclusione della Carovana delle donne partita da Skopje.
  • - I seminari ed i workshop che si sono tenuti da giovedì a sabato nelle aule dell'Università su tematiche riguardanti: educazione, lavoro, ambiente e clima, movimenti antimperialisti, migranti, pace e guerra, solidarietà tra est e ovest.
  • - Inoltre durante tutta la durata del forum si sono tenuti banchetti delle associazioni e concerti nel Parco di Macka nelle vicinanze dell'Università.

 

Nella dichiarazione finale è stata lanciata la proposta per una giornata di mobilitazione il 29 settembre e inoltre per un'assemblea europea in ottobre o novembre a Parigi.

Nel corso dell'assemblea finale oltre ad altre proposte riguardanti varie tematiche è stato proposto da parte della Rete Artisti contro le guerre un festival per l'acqua da svolgersi nell'estate 2011 nel Kurdistan turco.

Edvino Ugolini

Rete Artisti


Stampa la notizia: Forum sociale europeo
Inviato da : edvino.ugolini - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 14:22

 

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In occasione della Festa della Repubblica

 

 Piazza per i diritti, per la pace, contro le guerre

 

Contro la logica delle parate militari e dell'esibizionismo bellico

- Per i diritti alla cultura, all'istruzione, alla salute, all'accoglienza:

NO ALLE SPESE MILITARI

- Per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan

 

Manifestiamo in Piazza Goldoni

mercoledì 2 giugno

a partire dalle ore 10.30

 

 

Inoltre, alle ore 16

alla Casa del Popolo - Circolo ARCI STELLA,

Sottolongera via Masaccio 24 (bus 35)

 

Riflessioni sulla pace, diritti e costituzione - Materiali informativi - concerto di gruppi musicali - chioschi enogastronomici

 

Aderiscono:

Associazione Penombre / Rete Artisti contro le guerre, Associazione Senza Confini - Brez Meja, Circolo ARCI Stella - ARCI Nova Provinciale, Circolo cinematografico Charlie Chaplin, Cobas Scuola, Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci , Coordinamento contro le guerre di Trieste , FICC (Fed. Ita. Circoli Cinema) Centro Regionale FVG, FLC (Fed. Lavoratori Conoscenza) CGIL, Unione degli Studenti Trieste  

 



Stampa la notizia: Festa della Repubblica contro le guerre e le missioni militari
Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 26 Febbraio 2009 - 11:37

 

 

Appello : « Il peggior nemico del sapere non è l’ignoranza ma l’illusione del sapere »

 

Appello a un contro-summit europeo a Louvain in Belgio

lundi 2 février 2009, par Vague européenne

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« C’è crisi » è la frase più pronunciata in questi ultimi mesi. Si, c’è crisi. Una crisi economica attraversa la società. Ma la crisi è anche sociale, culturale, ambientale, in una parola è generale. Se l’implosione del sistema economico e finanziario è oggi utilizzata come argomento per accelerare la mercificazione delle nostre vite, dei beni e dei sevizi pubblici, precarizzando ancor più il lavoro, noi non stiamo a guardare.

In Grecia, i giovani e i lavoratori sono insorti, in tutti gli spazi pubblici, contro il loro governo corrotto e le sue riforme neo-liberali. In Spagna non si contano più le facoltà occupate negli ultimi anni, mobilitate contro il “Processo di Bologna”. In Italia, da più di quattro mesi, il mondo dell’educazione è in rivolta e le facoltà costruiscono, giorno dopo giorno, un’altra riforma del sistema universitario. In Francia, i liceali, gli insegnanti e i ricercatori manifestano contro le riforme del governo sull’educazione, come gli studenti l’anno passato contro la legge sull’autonomia delle università (LRU). Dalla Germania è stata lanciata l’idea di un « Global week of action » con al centro il tema dell’educazione.

Tutte queste mobilitazioni si oppongono a delle riforme che non sono né settoriali, né nazionali, ma il perseguimento di logiche neoliberali imposte su scala mondiale. Assistiamo a una privatizzazione selvaggia dell’istruzione e all’asservimento dell’insegnamento superiore ai poteri economici. I movimenti debordano largamente dal quadro universitario e dal mondo dell’educazione. Le barriere mentali, fisiche e tecniche che i governanti costruiscono coscienziosamente a colpi di manganello e di fumi mediatici non sono che il mezzo per restringere le nostre libertà, la nostra emancipazione, le nostre aspirazioni. Ci stiamo riunendo progressivamente nella stessa direzione : un’opposizione radicale alla svendita dei beni comuni.

Noi vogliamo fare delle università dei luoghi d’incontro, di scambio, di sapere libero e emancipatore. L’educazione è indissociabile dalla socializzazione.

Le misure politiche che ci impongono e ci chiudono in questo progetto di società, attraverso la trasformazione dei sistemi dell’educazione, fanno parte di quel percorso che ha portato al Processo di Bologna : accordo firmato e adottato nel 1999 dai governi di 46 stati europei.

Il 28 e 29 aprile a Louvain e Louvain La Neuve in Belgio si riunisce, come ogni due anni, la conferenza ministeriale del Processo di Bologna per « valutare i progressi compiuti e le nuove misure da mettere in atto » e per fare il punto sulle riforme universitarie già entrate in vigore e su quelle ancora da approvare. Hanno chiesto l’opinione degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori, del personale, dei lavoratori d’Europa ?

Per fare il bilancio di questo Processo, oltre ai ministri dell’educazione, saranno presenti dei « membri consultivi » come Business Europe (organizzazione patronale europea) e l’ESU (European Student Union).

AGIAMO ORA !!!

L’istruzione è come la libertà : non la si dà, la si prende !

Incontriamoci a Louvain.

I potenti di tutta Europa si riuniscono per parlare della nostra educazione, del nostro futuro e noi, che concretamente viviamo e costruiamo questa società, non possiamo mancare a questo appuntamento. Ci troviamo davanti ad un’occasione unica per contestare questo Processo, per unire lo slancio delle mobilitazioni locali in un’ottica che oltrepassi le frontiere nazionali, per cominciare a costruire e a condividere un sapere libero e accessibile a tutti, lontano dalle logiche economiche.

Appelliamo dunque le assemblee generali, i movimenti, le facoltà occupate, i collettivi, le organizzazioni sindacali e politiche e tutte le persone ad un CONTRO-SUMMIT EUROPEO. Condividiamo le nostre esperienze e le nostre strategie, stabiliamo una rete, diamo alle nostre rivolte dappertutto in Europa un soffio ancora più forte.

Fate circolare (e tradurre) questo appello in tutte le assemblee generali delle università, in tutti i coordinamenti nazionali dei movimenti, nelle facoltà occupate, in tutti i luoghi d’istruzione e di lavoro.

WWW.LOUVAIN2009.COM



Stampa la notizia: 28 e 29 Aprile Contro Summit Europeo a Louvain - Louvain La Neuve (Belgio)
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 07 Febbraio 2009 - 11:56

Ricevo da Enrico (clochard) e trasmetto, suoi i commenti ...

 

barcone_migranti

 

Speciale pacchetto sicurezza - La società nell’ombra del sospetto

Meno sicurezza e libertà per tutti. La cultura della minaccia e del sospetto sulla testa dei migranti

 

Per il momento è stato solo il Senato a dare il via libera al disegno di legge 733, che modifica in senso restrittivo le già pesanti norme contenute nella Legge Bossi Fini, ma non è difficile immaginare la posizione espressa dalla Camera quando sarà chiamata a pronunciarisi. Anzi, il Ministro dell’Interno Maroni, come se non bastasse, ha annunciato di voler riproporre, proprio in sede di discussione nell’altra aula del Parlamento, il punto, ritenuto qualificante, che prevede l’allungamento dei tempi di detenzione nei Centri di Identificazione ed Espulsione fino a 18 mesi.

Il provvedimento sulla sicurezza, nel suo complesso, interroga il futuro di una società attraversata da una crisi che, a detta dello stesso management del capitalismo mondiale, pervade incontrovertibilmente il sistema, ed è strutturale. Ci interroga quindi su quali saranno gli scenari della società che viene, sulle risposte che, in questo cambio di paradigma epocale, dobbiamo attenderci. Certo che l’inizio, dalla parte del legislatore, non prefigura nulla di buono.

Ma si tratta di un disegno compiuto? Il legislatore è uno spietato architetto o piuttosto uno sciocco incapace?Il pacchetto sicurezza racconta una realtà in cui emerge la continua rincorsa, il continuo tentativo, anche attraverso la produzione normativa, di addomesticare la mobilità, di agire sui corpi, sulle menti, sulla vita, di restringerne gli spazi di libertà. Tutto il complesso di norme approvate dal Senato, ma anche quelle in precedenza già entrate in vigore - il primo decreto legge contenete l’aggravante di reato per gli irregolari, i decreti legislativi su ricongiungimenti e diritto d’asilo - hanno questo risvolto profondamente intrecciato al tema del sospetto, della minaccia, del ricatto che agisce permanentemente sui soggetti in questione.L’immigrato è disegnato come un potenziale criminale, questo è ovvio già da tempo, il pacchetto sicurezza va solo ad alimentare, con il suo alto valore simbolico, questa costruzione del nemico, del pericolo potenziale sempre imminente. Ma non solo, dall’altra parte ogni medico diventa una potenziale spia, un sospetto delatore. Questo punto del pacchetto sicurezza è particolarmente rilevante (e drammatico). Ovvio che la soppressione del divieto di segnalazione con la sicurezza poco ha a che vedere. Semmai, il suo effetto più immediato, rischia di essere proprio quello di rendere tutti più insicuri, di mettere a rischio la salute dei migranti e della collettività intera. Ma c’è un altro risvolto non di poco conto. Il rapporto di confidenza ed empatia che sta alla base della relazione tra curato e curante, diventa precario, instabile, rischioso, potenzialmente controproducente. Centinaia di migliaia tra medici e personale ospedaliero, insieme alle più importanti organizzazioni di ordine o umanitarie, hanno dichiarato la loro indisponibilità ad accettare questo ruolo: disobbediremo dicono, continueremo nel nostro lavoro curando chi vogliamo quando vogliamo, ma questo non basta a vanificare il diffondersi del timore del sempre imminente rischio di essere segnalati e quindi espulsi.Precarietà della vita appunto, cultura del sospetto, rischio, incertezza, ricatto e minaccia che agiscono in maniera permanente sulla vita, sul corpo, perfino sulla malattia.

Il controllo, il governo, passano attraverso tutto questo. Per la verità il governo delle migrazioni passa anche attraverso la tortura visto che le prime minacce, i migranti che ambiscono all’Europa, le subiscono nel deserto che separa la Libia (nota per gli abusi sui detenuti) dagli altri paesi dell’Africa. In questi giorni il Parlamento italiano ha approvato anche un accordo di amicizia con questo Stato.

Da un lato quindi c’è l’alto valore simbolico di un provvedimento che solo dal punto di vista della retorica ha a che vedere con la sicurezza, dall’altro invece, c’è l’effetto perverso di tutte le disposizioni che contiene, da quelle che permettono l’iscrizione angrafica (per tutti, anche per i cittadini italiani) solo a fronte dell’idoneità dell’alloggio, a quelle che introducono il permesso di soggiorno a punti, in cui il punteggio è commisurato, oltre che alla buona condotta, anche alla propensione all’integrazione, all’assimilazione dei valori si dice: addomesticare, normalizzare, regolamentare attraverso il ricatto, su questa scivolosa frontiera si muove il governo della vita.Ma ancora, dello stesso valore, simbolico e perverso, sono le disposizioni che introducono il reato di ingresso e soggiorno irregolare - anche se a fronte dell’impossibilità di incarcerare centinaia di migliaia di pesone la sanzione prevista è una semplice, seppur costosissima, multa - o quelle che introducono una tassa, un contributo si dice, su ogni pratica di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno.Questo ultimo punto è un’altro tra quelli particolarmente rilevanti del provvedimento. A fronte di un sistema burocratico lento ed illogico - in media un permesso viene consegnato dopo ben 291 giorni - ai migranti si chiede di pagare per sé e per i propri familiari, una tassa che varierà da 80 a 200 euro (quindi fino a 800 euro per una famiglia di quattro persone) per ricevere un permesso che di norma, viene consegnato scaduto.

Cosa produrrà tutto questo? Le tensioni e le contraddizioni in cui è immersa la nostra società non sono certo cosa nuova. Ma quali scenari abbiamo davanti? Che reazioni possiamo immaginare dal punto di vista sociale davanti in questo quadro? C’è un diffuso e generalizzato desiderio di protezione, ne parlano a Davos gli ex-potenti della terra quando discutono l’uscita dalla crisi, ce lo raccontano le cronache di Lampedusa, di Milano (la reazione dopo l’omicidio di Abba), di Castelvolturno. Ma la società è un insieme molteplice e complesso di spinte. Dall’altro lato infatti ci sono le vicende di Nettuno, di Civitavecchia, quelle meno recenti di Pianura, le iniziative contro la costruzione delle moschee e quelle che in generale hanno una stretta correlazione con il razzismo, ad insegnarci come ciò che abbiamo davanti possa sempre essere una realtà di segno ambivalente. Ciò che emerge è un nuovo scenario che parla il linguaggio della difesa, della protezione, del rifiuto, ma che, a seconda delle condizioni storiche, culturali, materiali che si presentano, può assumere i caratteri brutali del razzismo (questo paese sembra veramente travolto da un’emergenza in questo senso), della chiusura identitaria, o comunitaria, oppure quelli della liberazione, della cooperazione, della solidarietà.Di certo, questo è ovvio, in questo contraddittorio scenario, è necessario prender parte, sporcarsi le mani.

Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa

 



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 22 Gennaio 2009 - 19:19

Ricevo e trasmetto l'appello, scusandomi per il ritardo..

 

SGOMBERO AL CSOA COX 18

IMPORTANTE STAMATTINA A MILANO!!!
 
Aggiornamento in diretta dai compagn* presenti al presidio davanti al Conchetta:

La polizia ha occupato tutto lo stabile, compreso l'archivio Primo Moroni e la libreria, e non è possibile entrare. Hanno blindato il quartiere con tutte le specie di polizia e si sta creando un presidio con tutte le compagne ed i compagni disponibili.
Si ricorda a tutti che anche il Torricelli/Circolo dei malfattori è sotto sgombero e che si prevede possa succedere qualcosa entro i primi giorni di febbraio.
Chiunque possa muoversi si rechi subito davanti al Cox 18 in via Conchetta o almeno diffonda la notizia il più possibile per assicurare una presenza crescente davanti al centro!!!

Gli Aggiornamenti sui siti:


http://indymedia.lombardia.org
http://cox18.noblogs.org/

Ascolta Radio onda d'urto www.radioondaurto.org

presidio_coxLa foto presidio zona via Torricelli-conchett a (da sud) scattata intorno alle ore 15.00

(dalla viva voce dei manifestanti)
 
Tirava una brutta aria ma dopo si sono tranquillizzati (le forze dell'ordine. ..). La teppa dell'insicurezza pubblica si era preparata bene. Un sacco di carabinieri dentro via conchetta e nei dintorni. Vie bloccate, vigili dappertutto a fare un gran casino nel traffico. Croce rossa ben posizionata.
Almeno 300 persone coinvolte (ma probabilmente di più) nel tentativo di sgombero per ora congelato. Tira comunque aria di tempesta. Poche le persone
coinvolte nel presidio. La radio parla (poco fa) di oltre 200 persone in manifestazione verso palazzo Marino. Se c'è qualcuno che si sente di sinistra stia con le antenne alzate e ci si prepari a partecipare in massa alle iniziative, che sicuramente si stanno preparando. Iniziative che saranno sicuramente pacifiche e determinate.
saluti
 

Da Indymedia Lombardia:

 

Questa mattina alle 7 la polizia interveniva senza mandato per sgomberare il csoa cox 18, bloccando le strade circostanti ed impedendo l' accesso allo stabile che, fra le altre cose, ospita la libreria calusca e l' archivio Primo Moroni. Data l'assenza di un mandato gli avvocati sono riusciti a bloccare tutto e ad avviare una negoziazione.
Attuamente prevederebbe la "custodia" dei locali da parte del comune ma senza sgombero o sequestro finche' non si pronuncia un giudice. Conseguentemente al tentativo di sgombero si è tenuto un presidio di resistenti e solidali ed un corteo è arrivato fino a palazzo marino.

Aggiornamenti:
- Il presidio continua ad oltranza
- Arrivato il corteo a Palazzo Marino
- radio onda d'urto , diretta radiopopolare
- Partito il corteo verso Palazzo Marino

Appuntamenti:
- ore 15.30/16 presidio di fronte a palazzo marino

Dal NewsWire:
- L'appello di Maysa moroni

 



Stampa la notizia: Sgombero al Csoa Cox 18 via Conchetta - Milano
Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 08 Gennaio 2009 - 21:16

 

Per commemorare la morte dello studente greco Alexandros è stato affisso uno striscione sul portone del Consolato Onorario della Grecia, sul canale di Ponterosso a Trieste. Il 6 gennaio è stata la data in cui ricorre un mese esatto dall'assassinio di Alexandros, caduto per il fuoco della Polizia greca.

Lo striscione affisso recitava: "Atene 06/12/08 Alexandros Grigoropoulos Puntare sui giovani!" lo stesso che il 12 dicembre scorso fu portato fin sotto il consolato da un gruppo di studenti e solidali durante lo sciopero generale.

 

Non dimentichiamo Alexandros!

 

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Stampa la notizia: Trieste: Un Mese dalla Morte di Alexandros
 
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