Azioni di Pace

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Azioni di Pace

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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 15 Aprile 2011 - 07:41

 

Migranti: iniziativa Comitato 1 marzo a Trieste

 

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Il Comitato Primo Marzo di Trieste ha svolto ieri una piazza tematica su lavoro e scuola con pannelli e materiale informativo sulla situazione lavorativa degli immigrati, sulla sanatoria e sulla scuola. La piazza, questa volta con il conforto di una temperatura mite, ha accolto un centinaio di persone che hanno ravvivato con striscioni e palloncini gialli un pomeriggio ordinario di una città ordinaria. Le prossime iniziative del Comitato Primo Marzo riguarderanno invece l’emergenza immigrati che si è venuta a creare negli ultimi tempi.

Edvino Ugolini

Comitato Primo Marzo Trieste

 

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 29 Marzo 2011 - 20:51

 

 

 TRIESTE PRESIDIO PER LA PACE

 

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Un presidio contro l'intervento militare in Libia si è svolto a Trieste promosso dal Coordinamento contro le guerre e dal Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci.

 

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Da parte degli organizzatori è stato condannato l'intervento militare in cui è coinvolto anche il nostro paese e vi è stata l'adesione alla giornata di mobilitazione il 2 aprile.

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 



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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 07 Marzo 2010 - 22:31

 

 

 Sciopero Migranti a Trieste
 

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Centinaia di persone tra cui moltissimi immigrati hanno partecipato alle iniziative per il primo marzo che a Trieste sono iniziate già in prima mattinata con una colazione collettiva seguita da danze ed interventi. A seguire un giro poetico attravesro le piazze di Trieste con letture poetiche da parte di donne immigrate coordinate da Sofia Quintero.
 
Nel pomeriggio l'azione si è spostata in Piazza Sant'Antonio da dove è partito un corteo / concerto con lo scopo simbolico di cancellare dai muri le scritte ed i simboli razzisti. Azione che seguita a distanza dalla polizia ha buon esito. Dopo le cancellazioni ci si è ritrovato tutti quanti in Piazza Ponterosso da dove è partito il corteo. Prima della partenza interventi e distribuzione dei simboli dell'amicizia da parte di un gruppo di donne moldave.
 
Il corteo si è snodato attraverso il centro accompagnato dalle note e dai tamburi dei musicisti di strada che sono intervenuti ad hoc per rallegrare la comitiva. Il corteo è arrivato dopo due ore in Piazza Unità dove si è svolto un presidio finale. Nel frattempo una piccola delegazione è stata accolta dal Prefetto di Trieste che ha ascoltato le ragioni dei manifestanti e le loro richieste per quanto riguarda una maggiore attenzione ai problemi dei lavoratori immigrati. In serata festa finale all'Ethnoblog con musica e stuzzichini. Si rimanda alla prossima riunione perché il primo marzo deve essere tutto l'anno.
 
Edvino Ugolini
Rete Artisti

 



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 31 Gennaio 2009 - 17:52

Grandissimi i ragazzi del No Dal Molin. Però non s'è visto neppure un comunicato sull'occupazione pacifica dell'Aereoporto.

Update: Rettifica, il comunicato stringatissimo è passato alle 14.00 alle liste di movimento. Ad ogni modo mi complimento perché han ben curato le relazioni con la stampa, infatti l'evento è seguito dalle maggiori testate italiane e da Global Project. Ad ogni modo un rinforzino non guasta, ed io ho appena sentito Pippo Magnaguagno, che mi ha inserito nella lista stampa. Da questo momento anche da questo sito seguiremo le operazioni del presidio dei compagni del No Dal Molin!

 

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Vicenza: occupata la base Usa il movimento 'No Dal Molin' torna a protestare

 

Sono tornati alla carica. Il tempo passa, ma non fa cambiare la convinzione che quella base là non s'ha da fare. Così gli attivisti del movimento 'No Dal Molin' sono entrati sabato mattina  nei terreni dell'aeroporto vicentino dove deve sorgere la nuova base militare Usa, occupandoli.

Anche se le ruspe stanno ormai spianando la strada alla futura Camp Ederle 2. Con un blitz, circa 400 dimostranti, hanno aperto un varco nella recinzione, hanno fatto irruzione nell'area civile dell'aeroporto Dal Molin, occupando un fazzoletto di terra di fronte (ma separato dalle reti) alla pista.

E l'hanno avuta vinta: perchè dopo un paio d'ore di trattative, l'Enac - proprietario dell'area occupata, in gestione all'ex società Aeroporti vicentini - ha chiarito che al momento non era interessata allo sgombero. Il questore di Vicenza, Giovanni Sarlo, che aveva chiesto e ottenuto rinforzi a Padova dal reparto mobile della polizia, ha così richiamato gli uomini in tenuta anti sommossa, lasciando dentro il Dal Molin solo un piccolo numero di agenti.

Una conclusione che gli anti-base Usa hanno salutato come una vittoria. I manifestanti si sono quindi organizzati per restare nel Dal Molin ad oltranza. Davanti all'ingresso civile dello scalo hanno eretto un nuovo tendone, per rinnovare il presidio alla struttura dove dovrà sorgere la nuova base che ospiterà i 3-4000 soldati della 173/a Brigata aviotrasportata dell'esercito americano, oggi divisa tra il capoluogo berico e la Germania.

I dimostranti occupano un'area separata con una recinzione dalla parte militare, dove vi sono un paio di vecchie palazzine, un hangar e un cortile in cemento. Ma stamane era già bastata la loro irruzione per far interrompere, in via precauzionale, l'attività di alcuni operai della coop 'Cmc' di Ravenna che stavano lavorando sulla pista. L'occupazione si è svolta in modo pacifico, ma dopo una serie di trattative infruttuose con le forze dell'ordine anche i manifestanti si apprestavano al peggio, ovvero a quello che avrebbe potuto essere il confronto fisico con polizia e carabinieri nel caso dello sgombero forzoso. La svolta invece è arrivata con l'intervento del liquidatore della società Aeroporti vicentini, Mario Martello, e dell'assessore comunale alla pace, Giovanni Giuliari.

Presi contatti con l'Enac, a livello nazionale e locale, i due si sono sentiti rispondere che l'Ente per l'aviazione civile non aveva al momento interesse a che l'area venisse sgomberata. Così le forze di polizia si sono ritirate, e i 'No dal Molin' hanno potuto cantar vittoria. I comitati anti base avevano già occupato l'aeroporto una prima volta, il 14 giugno 2007, subito dopo che l'ambasciatore americano Ronald Spogli aveva dato notizia dell'autorizzazione scritta per la base data dal governo italiano a quello statunitense.

Ciò che resta da valutare sono le eventuali conseguenze penali di questo nuovo blitz dei contrari alla base. Trenta di loro dovranno già comparire davanti ai giudici il 17 giugno prossimo, dopo essere stati rinviati a giudizio per l'incursione nel Palazzo della Prefettura del 16 gennaio 2008.

 
 



Stampa la notizia: No Dal Molin! Il Futuro Ŕ nelle nostre mani: Fermarli Tocca a Noi!
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 11 Novembre 2008 - 18:59

 

Inedito!
 
 
 
L'appello per la liberazione di Giuliana Sgrena divulgato da Loredana Morandi alla comunità dei bloggers internazionali

 

 

 
 
Di seguito il testo originale e una traccia della conversazione che ne seguì sul tavolo di discussione arabo internazionale. Un dibattito prevalentemente in lingua araba, per il quale io fui supportata da alcuni amici e colleghi palestinesi in Italia.
 
 
Il cucchiaio italiano non esiste ...
 
Loredana Morandi
 


Stampa la notizia: Inedito: l'appello per la Sgrena divulgato dalla Morandi
Inviato da : yodapace - Domenica, 29 Giugno 2008 - 00:57

Secondo me dare cultura e arte è una azione di pace. Vi volevo girare questa lettera arrivata a Liberazione sullo stato dell'accademia in Italia, un sapere asservito al potere che poi bombarda chi non può difendersi con bombe a frammentazione.

 Salviamo la cultura, arte libera e di pace per tutti. Renato.

Da Liberazione 25 Giugno 2008

 In che stato è l'arte in Italia!

Cara "Liberazione", sono preoccupata. Per lo stato dell'arte nel nostro Paese. Mi è capitato di comparare due spettacoli di danza, uno italiano e uno cinese. La Cina mi ha emozionato, l'Italia mi ha annoiato, anzi prima della noia mi sono anche arrabbiata per lo stato delle nostre cose. Si commemoravano i 60 anni dell'Accademia nazionale di danza. Era tutto molto scintillante, ma si sentiva che mancava l'anima. Le musiche di Bach, Mozart, Didjane (soprattutto Didjane, lo hanno massacrato) non sono servite a salvare una situazione che era sotto gli occhi di tutti. Ossia docenti e allievi stavano timbrando il cartellino, ma di danza sentita non c'era quasi nulla. La situazione è molto grave, lo dico da appassionata, da italiana, noi abbiamo delle istituzioni come appunto l'Accademia nazionale di danza, ma anche l'Accademia d'arte drammatica o il Centro di cinematografia che versano in condizioni disperate. Le strutture non ci sono, non sono moderne e pian piano si sta perdendo anche l'aurea di autorevolezza. Prima si faceva l'Accademia perché formava seriamente, ora i docenti sono senza stimoli e alcuni non hanno più voglia di preparare. Questo ha una ricaduta sugli allievi che una volta usciti dall'Accademia non sanno più che fare, l'Accademia non forma più vere professionalità. Uno scrittore che amo molto e scrive per voi, Christian Raimo, sull'Accademia di danza (ma anche le altre) ha scritto una volta: «E' una crisi di progetto, determinata da una mancanza di investimento». Certo mancano i soldi, ma spesso anche la volontà dei docenti di mettersi in gioco. Un po' come è successo ad alcuni nostri politici di sinistra (guardate che razza di opposizione sta facendo Veltroni! E' ridicola). Invece di commemorare, non sarebbe meglio rimboccarsi le maniche e lavorare di più? In un certo senso l'Accademia di danza, quella di cinema sono lo specchio di quello che sta succedendo in questo paese. La cultura si sta svuotando di valori, di umanità e di vere emozioni. E sta diventando elitaria. Entrare in Accademia, ma anche solo assistere ad uno spettacolo di danza costa troppo. Nureyev è stato un ragazzo povero e sapeva cosa voleva dire vivere con duecento grammi di pane al giorno. Ma è diventato il più grande ballerino del mondo. Temo che questo in Italia non potrà mai succedere finché un sistema di docenza e scelta elitaria sussisterà. E intanto i nostri migliori ballerini fuggono all'estero. Che peccato!

Lettera firmata via e-mail

 

(Renato devi postare il link all'articolo, per piacere) 

Ecco il link lettera sullo stato dell'arte Liberazione

http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=25/06/2008

 

Scusate il ritardo

 

(grazie Renato, aggiorno io il post ^__^ 

 



Stampa la notizia: Per una cultura non asservita
Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 20 Giugno 2008 - 07:06

 

Io aderisco e da oggi 20 giugno 2008 sarò in sciopero della fame, anche se raggiungerò a piazza Navona gli amici dell'Associazione Umanista Mondo Senza Guerre, solo dopo il concerto di Marco Chiavistrelli a piazza Barberini dove si tiene il presidio contro le morti bianche sul lavoro.

Update.. si vede che sono giorni pieni pieni per me, a piazza Barberini è andato molto bene ed io a piazza Navona ci sono andata, ma per leggere di nuovo bloggersperlapace e verificare la data! Fortuna che con oggi gli esami dei gemelli son terminati e io posso smettere di studiare fino a tardi la sera.. Ad ogni modo, visto che sono in sciopero della fame, ho deciso di proseguire fino a domenica ore 24. La causa è degna..  

Di seguito la lettera di Cecilia de Toma, contenente tutti i dati per aderire all'appello e alle iniziative collegate.

Lu'

 

 

Ciao cara! come stai?! ^__^
Come saprai domenica 22 ci sarà una giornata mondiale di sciopero della fame."NON MANGIAMO OGGI PER NON MANGIARCI LE MANI DOMANI!"Potete aderire mettendo una foto sul sito:
http://www.nenasili.cz/it/1495_22-giugno-2008-giornata-mondiale-dello-sciopero-della-fame Per dare ancora più forza alla protesta nonviolenta contro il progetto statunitense dello "Scudo spaziale". Si propone a tutti un gesto semplice ma significativo: non mangiare per un giorno per opporsi alle guerre stellari e dire ai potenti del mondo: "Smettetela di alimentare la macchina della guerra e cominciate a nutrire la gente!" E' scandaloso che miliardi di dollari vengano destinati alle spese militari, quando con scelte diverse si potrebbero risolvere i problemi della fame, della mancanza d'istruzione e dell'ambiente.

Ti do un appuntamento x domenica 22 dalle 12 alle 20 a piazza Navona. Ci saranno stand, raccolta firme e faremo anche noi una partita come l'Italia agli Europei, per fischiare ed espellere le armi nucleari dall'Europa!

Si possono vedere al link: www.nonviolenza.net/testimonials/gli spot e le interviste integrali di adesione di numerosi altri testimonials della campagna:

Dario Fo - Premio Nobel per la Letteratura - Fiorello: Showman, conduttore e cantante - Frankie Hi Energy: Cantante - Francesco Sarcina: Cantante del gruppo Vibrazioni - Ringo: DJ - Rezophocni: collettivo musicisti - Eugenio Finardi: Cantautore - Piero Pelù: Cantautore- Enrico Bertolino

e di altri personaggi della politica e della cultura:Giorgio Schultze, Portavoce del Nuovo Umanesimo

Angelo Baracca: Fisico Nucleare - Noam Chomsky - scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense - Nichi Vendola Presidente della Regione Puglia - Vittorio Agnoletto Europarlamentare politico e medico italiano.

Vi aspetto te e tutti i meravigliosi artisti per la pace!

UN ABBRACCIONE!
Cecilia
Ass. Umanista Mondo Senza Guerre

 



Stampa la notizia: Sciopero della Fame Mondiale
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 17 Luglio 2007 - 11:02

Si ? svolta l'assemblea del Comitato No Dal Molin presso il Presidio permanente. All'assemblea hanno partecipato vari comitati nazionali e anche internazionali. Dopo aver fatto il punto sulla situazione ? stato deciso di organizzare in concomitanza con l'inizio dei lavori un campeggio dal 8 al 15 settembre, durante il quale sono previste azioni di disturbo e di disobbedienza civile. Sono state proposte dal Comitato Disarmiamoli anche iniziative in occasione del 4 novembre, festa delle Forze Armate. Lo stesso Comitato ha proposto di concentare le iniziative su tre basi: Vicenza, Cameri e Camp Darby. Oltre agli interventi da parte dei comitati contro le basi e per i diritti dei cittadini vi sono stati interventi anche da parte di politici invitati per l'occasione.
 
Edvino Ugolini



No Dal Molin: Incontro Nazionale 14 Luglio:
?RESISTEREMO UN MINUTO IN PIU'?

foto di Edvino Ugolini per la Rete Artisti contro le guerre

Trentacinque gradi all'ombra; centinaia di persone presenti; cinque ore di dibattito; trentanove interventi, delegazioni da tutta Italia, dall'estero e due veterani dell'esercito statunitense: sono questi i numeri dell'incontro nazionale tenutosi ieri al Presidio Permanente No Dal Molin di Vicenza. Un'incontro che ha visto, ancora una volta, decine di realt? provenienti da tutta Italia al fianco dei tanti vicentini che vogliono continuare a battersi contro la costruzione di una nuova installazione militare nel proprio territorio.

?Con i vicentini non c'? soltanto solidariet?, c'? piena condivisione?, hanno sottolineato i rappresentanti del movimento No Tav valsusino; ed ? questo
lo spirito che ieri ha legato le tante persone giunte al Presidio. Nonostante le tante differenze - anagrafiche, geografiche, politiche - un unico obiettivo lega tra loro realt? vicentine e non: la determinazione nel voler fermare la realizzazione di un nuovo strumento di guerra che porter? morte e distruzione all'estero e comprometter? irrimediabilmente il territorio ed i beni comuni della citt? berica.

Ed ? da questa condivisione che nasce la volont? di costruire, collettivamente, una settimana di lotta il prossimo settembre, dall'otto al quindici; in quei giorni a Vicenza saranno allestiti dei campeggi per ospitare quanti vorranno sostenere le iniziative della comunit? locale; e in quei giorni verranno costruite mobilitazioni ed iniziative volte ad impedire l'inizio dei lavori.

?Ma se il lavori dovessero iniziare prima - ha sottolineato Francesco Pavin del Presidio - noi saremo pronti a mobilitarci per ostacolarli ed interromperli. Alle tante realt? italiane che ci sostengono - ha proseguito - chiediamo di sostenerci immediatamente, costruendo iniziative nei propri territori, blocchi della viabilit?, momenti di solidariet??. Un appello a cui i tanti presenti venuti da tutta Italia non si sono sottratti: ?la vostra lotta ? la nostra lotta?, hanno sottolineato in tanti.



Un'incontro, quello del 14 luglio, che ha rafforzato il vasto movimento che si batte contro la costruzione della nuova base Usa; un movimento che ha saputo unire il rifiuto della guerra alla difesa della terra, e che ? sempre pi? determinato nel non accettare le imposizioni di un Governo - quello italiano - che si ? riempito per mesi la bocca con concetti come riduzione delle servit? militari e partecipazione delle comunit? locali, ma che in queste settimane ha dimostrato di aver preso strade completamente diverse.

?Nessuna firma ci ferma?, recitava lo striscione esposto un mese fa, quando l'ambasciatore statunitense Spogli annunciava la firma di Prodi in calce alla concessione dell'aeroporto Dal Molin agli Usa. Ieri i vicentini hanno avuto la conferma di non essere soli; il Dal Molin ? ancora una questione nazionale, e la vicenda ? tutt'altro che chiusa.

Presidio Permanente, Vicenza, 15 luglio 2007


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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 08 Giugno 2007 - 18:13







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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 17 Maggio 2007 - 10:07


Di seguito un testo con alcuni spunti di riflessione intorno alla manifestazione del 9 giugno in occasione della visita di Bush in Italia.
Esso vuole essere il contributo costruttivo di alcune realt? politiche a tutto il movimento e sar? distribuito in occasione dell'assemblea di preparazione della manifestazione che si terr? venerd? 18 alle 16,30 presso la Facolta' di Lettere la Sapienza.
Naturalmente le altre realt? individuali e collettive che lo condividono sono invitate a far pervenire la propria adesione e ad attivizzarsi per la riuscita della mobilitazione del 9 giugno.


 

QUALCHE RIFLESSIONE SUI CONTENUTI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 9 GIUGNO CONTRO LA VISITA DI BUSH A ROMA

 


Cari compagni,

nel contribuire alla mobilitazione contro la visita di Bush, avvertiamo il bisogno di sottolineare alcune cose. E? nostra decisa convinzione che vada raccolto quello sdegno particolare che suscita in vasti strati della popolazione la venuta di un personaggio cos? sfrontato che ? arrivato perfino a vantarsi per la strage di Falluja, condotta con le bombe al fosforo, per le torture nel lager di Abu Graib, per il carcere di Guantanamo.

 E giustamente anche molti elettori del governo Prodi saranno preoccupati ?e forse altrettanto indignati- per l?accoglienza che questo governo, pur presentandosi diverso da quello guidato da Berlusconi, riserva al pi? evidente fautore della ?guerra infinita? contro chi solo accenna a volersi sottrarre allo scambio ineguale, al dominio delle monete forti, alla rapina delle materie prime, al debito usuraio e agli ?aggiustamenti? strutturali imposti dal FMI, allo sfruttamento a prezzi stracciati della forza lavoro.

Sarebbe per? un grave errore pensare di poter intercettare le simpatie di questo elettorato omettendo di denunciare o attenuando un aspetto ?sicuramente sgradevole- del rapporto di Bush con Prodi. Bush ? sicuramente la punta di lancia della nuova aggressivit? imperialista sul mercato mondiale, ma il nostro capitalismo, rappresentato dal governo Prodi, non aderisce a questa aggressivit? perch? subordinato, costretto, come se fosse condizionato da cattive compagnie.

Il suo massimo dissenso consiste nella richiesta di un imperialismo pi? policentrico, dentro il quale poter meglio ridefinire le quote dei vantaggi.

Stesso discorso ? da farsi in relazione all?Europa che collabora competitivamente con gli Usa tentando di costituirsi in polo alternativo in grado di sottrarre in prospettiva la leadership alla potenza imperialista oggi prevalente.

Una tentazione in tal senso prospetta che al corteo del 9 giugno potremmo avere una maggiore partecipazione, occultando o minimizzando che


  • -il governo Prodi conferma orgogliosamente la presenza delle ?nostre? truppe specializzate in ben 24 paesi;
  • -l?Italia ? uno dei ?7 Grandi?, ? socio cio? del club esclusivo dei paesi dominanti;
  • -l?Italia compartecipa alle basi NATO e mantiene sue costosissime basi militari altrettanto minacciose contro i paesi che intendono sottrarsi alla rapina, nel mentre procede ad un riarmo in proprio che solo dei buontemponi possono ritenere puramente difensivo;
  • -il capitalismo italiano gode a tutti gli effetti di manodopera a salari bassissimi nei Balcani, in Cina, in India, in Nigeria, ricatta i ?propri? lavoratori con la minaccia costante di trasferire le produzioni in questi paesi, e impone condizioni capestro di lavoro agli immigrati che fuggono da quei veri e propri inferni cui esso abbondantemente contribuisce.

Se per inseguire una maggiore partecipazione all?immediato non si dice che Bush e Prodi sono compagni di merenda!, cio? si evita di dire che un governo come quello di Prodi non ? riportabile sulla buona strada con un?opposizione dialettica, ma merita tutta la nostra intransigente opposizione (con le forme di lotta e su obiettivi consigliabili dai rapporti di forza, ma nondimeno opposizione intransigente), dobbiamo essere consapevoli di pagare poi dei prezzi come gi? ? avvenuto.

Il prezzo ? quello di incoraggiare per l?ennesima volta l?illusione che, sconfitto l?imperialismo ?peggiore? ce ne sia uno ?migliore?, che aprirebbe i cosiddetti spiragli per le riforme e con cui poter trattare, magari con un interventismo non militare ma ?veramente? umanitario.

 Il prezzo ? quello di vedere di nuovo rifluire le mobilitazioni di protesta, quando ?come nel caso della spedizione in Libano- ad essere in primo piano ci sono le nostre missioni militari, che diventano magicamente umanitarie o di pace.

 

Il prezzo ? quello di contribuire a far vedere sempre l?imperialismo in casa altrui, ma mai in casa propria, ? quello cio? di non combatterlo nel suo complesso. E? quello di comportarsi come quei cristiani che si illudono di sbarazzarsi della Chiesa alla morte del Papa, ostinandosi ancora a non voler capire che morto un Papa se ne fa un altro.

 E? quello di comportarsi come quelli che si battono contro i rifiuti nel loro quartiere addossando la colpa al quartiere vicino.

Viceversa, questa occasione ?che attirer? senza dubbio l?attenzione di un gran numero di lavoratori, disoccupati, precari, immigrati- ci fornisce la possibilit? in concreto di meglio precisare qual ? la reale differenza tra Berlusconi e Prodi, cio? nella sostanza nessuna.

 Berlusconi fu orgoglioso di essere stato invitato da Bush a Washington, Prodi ? orgoglioso di aver invitato Bush a Roma. Ne ? orgoglioso non perch? ? stupido o gioca a perdere, ma per i motivi strutturali sopra esposti.

Questa precisazione risulter? un po? sgradita agli indecisi, ma aggiunger?, con la forza dell?esempio concreto, un tassello importante per separarsi dall?eterna altalena, sostenuta da un politicismo di sinistra sempre pi? imbelle e drogato dall?elettoralismo, tra male peggiore e male minore.

Infine ? da tener presente che una mobilitazione radicale contro tutti gli imperialismi, a cominciare da quello di casa propria, pu? rappresentare il miglior sostegno per i proletari dei paesi periferici che resistono armi in pugno contro le aggressioni, in quanto essa segnala che ci sono ben altri alleati oltre una borghesia nazionale che spesso li rinchiude in un vicolo cieco rispetto alla prospettiva di una vera liberazione dal dominio capitalistico.

 

Circolo internazionalista Torino ? Collettivo internazionalista Napoli ? Comitato di lotta internazionalista Torino ? Gruppo Comunista Rivoluzionario ? Pagine Marxiste ? Red Link




Leggi tutto... (10 byte rimanenti) Stampa la notizia: 9 giugno contro Bush - venerd? 18 maggio ore 16,30 La Sapienza Roma
 
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