Autority - Parlamento

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Nome Soggetto: Autority - Parlamento

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Inviato da : edvino.ugolini - Domenica, 13 Febbraio 2011 - 10:36

 

 

Berlusconi: "persona indegna". 

 

 

Non si capisce come il Presidente Napolitano abbia potuto promulgare una legge come quella del "legittimo impedimento", secondo la quale il premier Berlusconi non potrebbe seguire i processi a suo carico, in quanto impegnato dagli impegni istituzionali. E non si capisce neanche come la Corte Costituzionale abbia potuto prendere sul serio tale legge.Il comportamento di Berlusconi è una vergogna per l'intero paese. Egli ha costituito una maggioranza di persone succubi che approvano leggi inique.

Inoltre questo Parlamento non lavora perché approva quasi solo leggi del Governo. Berlusconi attacca la magistratura in modo spavaldo, pensando più ai propri problemi che a quelli degli italiani. Tutto questo è sinonimo di una persona indegna della carica che ricopre. In nessuna nazione occidentale un personaggio come Berlusconi  potrebbe sedere in Parlamento o al Governo.  Il Presidente della Repubblica ha dunque il dovere di tutelare l'onore della nazione e di conseguenza il dovere di denunciare questa indegnità con un messaggio alle Camere con l'invito a scegliere un premier più degno. 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre 



Stampa la notizia: Appello al Presidente Napolitano
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 31 Maggio 2010 - 15:38

 

 

 

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Vaticano, dolore per attacco a flottiglia
Nessun italiano ferito. Frattini, inchiesta e' indispensabile

S.Sede, dolore per attacco a flottiglia (ANSA) - ROMA, 31 MAG - Grande preoccupazione e dolore sono stati espressi dalla Santa Sede per l'attacco di Israele alla flottiglia di Ong diretta a Gaza. Intanto, la Farnesina ha detto che i quattro o cinque italiani che partecipavano alla spedizione umanitaria verso la Striscia di Gaza non sono stati coinvolti nell'assalto israeliano e stanno bene. Per il ministro Frattini ''E' indispensabile che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti''.


FRATTINI DEPLORA UCCISIONE CIVILI, "SERVE INCHIESTA"

(AGI) - Roma, 31 mag. - Franco Frattini deplora "in modo assoluto l'uccisione di civili" e chiede l'apertura di un'inchiesta per capire cosa sia accaduto durante l'assalto israeliano alle navi di aiuti umanitari dirette a Gaza.
  Frattini dice di aver appreso "con grande sconcerto di questa azione militare" che considera "inaccettabile e grave in senso assoluto, indipendentemente dalle motivazioni della flottiglia: Quando si uccidono dei civili e' sempre un atto grave e ingiustificabile".
  "E' indispensabile" ha aggiunto, "che un'inchiesta accerti la verita' dei fatti, che ancora non sono chiari". Secondo il capo della Farnesina "questo fatto non deve, pur nella sua assoluta gravita', pregiudicare l'andamento dei negoziati di pace e la soluzione finale per il Medio Oriente.
  Quello che non bisogna fare e' lasciarsi prendere dalla tentazione di far saltare il tavolo della pace in Medio Oriente. Sarebbe una tragedia ugualmente grave". L'Italia ha chiesto spiegazioni all'ambasciata israeliana. "Il mio capo di gabinetto ha gia' parlato questa mattina e ha chiesto spiegazioni all'ambasciatore israeliano, il quale si e' rimesso al rapporto ufficiale del portavoce dell'esercito israeliano" ha aggiunto Frattini "che lascia pero' aperti troppi interrogativi. Israele deve dare spiegazioni e lo dice l'Italia che in Europa e' il suo miglior amico". A chi gli chiedeva se il governo italiano protestera' formalmente con Israele, il titolare della Farnesina ha risposto: "faremo quello che fa l'Europa. E' indispensabile che un'inchiesta seria e dettagliata accerti la verita' e che l'Europa venga associata per essere informata direttamente di quello che sara' accertato". Il capo della diplomazia italiana ha ribadito l'appello "che ha fatto piu' volte l'Ue affinche' nella striscia di Gaza martoriata e sofferente possano arrivare senza ostacoli, salvo ovviamente i controlli di sicurezza, gli aiuti umanitari che sono necessari".


M. O.: BAN KI-MOON E' SCONVOLTO"

(AGI) Ginevra, 31 mag. - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si e' detto sconvolto per l'assalto alla flotta umanitaria.Sono sconvolto" e "condanno questa violenza", ha detto Ban Ki-moon in una conferenza stampa nella capitale ugandese dopo l'apertura della conferenza sulla Corte Penale Internazionale. In precedenza la responsabile dell'Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay si era detta "sconvolta" per l'assalto israeliano e profondamente preoccupata per le restrizioni militari di Israele su Gaza. Bia


M. O.: HEZBOLLAH, "DA ISRAELE UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'"

(AGI) - Beirut, 31 mag. - Per Hezbollah l'attacco alla flotta umanitaria e' "un premeditato crimine contro l'umanita'". "E' necessario un intervento della comunita' internazionale.
  "Questo crimine mostra al mondo la brutalita' di Israele" ha detto il deputato libanese Hassan Fadlallah, "e il modo con cui si comportano con i civili inermi. Una nuova voce nel lungo elenco dei massacri di civili in Palestina e in Libano".


M. O.: SARKOZY, FORZA SPROPORZIONATO; CONVOCATO AMBASCIATORE

(AGI) Parigi, 31 mag. - Nicolas Sarkozy ha espresso ha condannato l'uso sproporzionato della forza" da parte israeliana. Il presidente francese ha espresso la sua profonda "emozione" davanti alle tragiche conseguenze dell'operazione militare israeliana e ha chiesto un'inchiesta sull'accaduto.
  "Deve essere fatta piena luce sulle circostanze di questa tragedia, che sottolinea l'urgenza del rilancio del processo di pace". Intanto la Francia ha convocato l'ambasciatore israeliano. Bia


M. O.: LEGA ARABA, CRIMINE CHE METTE A RISCHIO COLLOQUI PACE


(AGI) Doha - Il segretario generale della Lega araba, Amr Mussa, ha definito l'assalto israeliano alla flottiglia pacifista diretta a Gaza "un crimine". Mussa ha avvertito che ora sono a rischio i negoziati di pace indiretti mediati dagli Usa. Sar


M. O.:PROFONDO RAMMARICO CASA BIANCA, CHE ESAMINA CIRCOSTANZE

(AGI) Washington, 31 mag. - La Casa Bianca esamina "le circostanze" relative all'assalto israeliano alla flotta umanitaria. Lo ha detto un portavoce che ha anche espresso il profondo rammarico dell'amministrazione Usa per la perdita di vite umane (AGI) Bia

 



Stampa la notizia: Fredoom Flotilla: le notizie in Italia
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 16 Marzo 2009 - 21:25

E tutto d'un tratto: "il coro"... sfido: 33 missioni internazionali in 21 paesi...

 

http://img213.imageshack.us/img213/1691/esercitoitalianologo.jpg

L'esercito senza soldi Fermi elicotteri e autoblindo

«Troppi 184 mila uomini, bisogna tagliare»
 

Tempi di vacche magre anche per i soldati italiani. Anzi, non solo vacche magre: per loro si tratta ormai in molti casi di una vera lotta per la sopravvivenza. I tagli al bilancio dello Stato colpiscono soprattutto la macchina militare, con ripercussioni molto pesanti tra l'altro sulla capacità di impatto nel mondo per l'intera politica estera italiana. Per far comprendere la gravità della crisi per le casse dell'Esercito gli alti comandi fanno un esempio molto concreto. «È noto che uno dei veicoli più utilizzati ed apprezzati dalle nostre missioni all'estero in zone di conflitto è l'autoblindo Lince del-l'Iveco, che li fornisce anche ad altri eserciti, specialmente europei. Ottimo per la corazza a forma di tartaruga a difesa dalle mine nel terreno. Veloce e maneggevole. Ne abbiamo ordinati 1.150, che verranno consegnati a scaglioni entro il 2012. Al momento ne sono operativi 530. Di questi 243 sono impiegati dal nostro contingente in Afghanistan, altri 33 da quello in Libano. Ma ora ci troviamo nelle situazione per cui ben 180 mezzi sono guasti. E mancano i fondi per le riparazioni», sostengono ai comandi Interforze di Verona e quelli responsabili dell'intera logistica militare alla caserma centrale di Roma. Quattro conti, e non è difficile valutare le conseguenze dei tagli. Ogni Lince costa infatti 210.000 euro più iva. E si parla solo del mezzo nudo. Se si aggiunge l'equipaggiamento di base (radio, gps, climatizzatori, eccetera), neppure troppo sofisticato, la somma lievita a 290.000 euro più iva. La manutenzione, specie in regioni operative, supera i 15.000 euro annuali.
«Bloccare in garage 180 Lince significa dunque immobilizzare un capitale che oltrepassa facilmente i 54 milioni di euro. Noi contiamo di poter riparare con spesa relativamente bassa nel breve periodo una cinquantina di veicoli. Ma per altri 130 mancano decisamente i soldi», affermano i responsabili del parco macchine centrale.
Stesso ragionamento vale per gli elicotteri. L'Esercito ne possiede 246. All'estero ne sono stati inviati 23 (9 in Afghanistan, 6 in Libano, 8 nei Balcani). È inutile dilungarsi sulla validità dell'elicottero in zone operative, inclusi i casi di interventi d'urgenza per calamità naturali, dove i primi ad essere messi fuori uso sono gli aeroporti. Ma anche in questo caso la carenza di finanziamenti limita l'esercizio. «Per mantenere in efficienza tutti i nostri elicotteri abbiamo chiesto 110 milioni di euro annuali. Ne abbiamo ricevuti 15 per il 2009 e 10 per il 2010. Per fortuna le spese relative ai mezzi spediti nelle missioni all'estero vengono pagate con i fondi speciali stanziati di volta in volta dal Parlamento, altrimenti non potremmo neppure garantire quel servizio», spiegano i responsabili elicotteristi.
Un programma speciale è stato approntato anche per i piloti. Affinché possano operare necessitano di almeno 60 ore di volo di addestramento all'anno. Ma unicamente coloro che vengono impiegati in missione (si parla di poche decine) godono di un tale trattamento. Per gli altri le ore di volo variano tra 30 e zero. Solo il 30 per cento degli elicotteri è oggi considerato operativo.
«La situazione è semplicemente drammatica. Il nostro Esercito non solo non riesce a pianificare investimenti di lungo periodo, ma non può neppure permettersi il livello di efficienza attuale, che è già basso e in netta picchiata. Ne risente in modo estremamente grave la nostra politica estera. Perché, se è vero che oggi le missioni militari in ambito Nato, Onu o altro, sono diventate importantissime per qualsiasi Paese che aspiri ad un ruolo internazionale, con le risorse a disposizione l'Italia è inevitabilmente destinata a contare sempre meno», sostiene Barbara Contini, membro della Commissione Difesa del Senato per il Pdl, esperta di missioni all'estero per essere stata a lungo nella ex Jugoslavia e governatrice a Nassiriya. E aggiunge, riferita ai tagli del 4 per cento agli stanziamenti per l'Esercito decisi nell'agosto scorso dalla Finanziaria: «Quei tagli non si dovevano fare. I nostri soldati ricevono per il 2009 oltre 800 milioni di euro in meno rispetto al 2008 e con prospettive di tagli maggiori per i prossimi anni. Ciò significa che la voce Difesa rappresenta oggi lo 0,66 per cento del nostro prodotto interno lordo. Troppo basso. Non sogno neppure di guardare ai bilanci americani, dove gli stanziamenti dedicati ai militari sono ben oltre il 4 per cento del Pil. Ma riterrei giusto uniformarci alle medie dei Paesi Nato, che sono circa il 2 per cento», aggiunge la senatrice.
Un discorso il suo che raccoglie consensi in modo trasversale tra coloro che, nelle due Camere, si occupano di esercito e missioni all'estero. Tecnici e militari stanno letteralmente facendo i salti mortali per adattare le poche risorse disponibili alle richieste della politica. «Da quando venne abolita la leva, in pratica dal 1996, si è lavorato per definire che dimensione avrebbero dovuto avere le nuove forze della difesa italiana. E nel piano 2004-5 è stato deciso che il nostro Esercito avrebbe avuto in tutte le sue articolazioni non oltre 190.000 uomini. Oggi ne contiamo 184.271. Ma con il budget attuale sono troppi, non li possiamo mantenere. Diminuendo i soldi a disposizione siamo costretti a tagliare. E la nostra logica è semplice: delle tre voci di spesa — stipendi, investimenti ed esercizio — andiamo soprattutto a decurtare quest'ultimo, che significa meno addestramento, meno esercitazioni con i nostri alleati. Insomma un esercito poco pronto», ammettono ancora gli ufficiali della logistica.
E i responsabili di fanteria e truppe corazzate sono ancora più specifici: «Abbiamo chiesto 70 milioni di euro per gli addestramenti ordinari di circa 80.000 uomini, per lo più spese di carburanti e munizionamento. Ma dal 2006 ne abbiamo ricevuti 2 all'anno, 68 in meno di quelli richiesti. Che possiamo fare?». Una delle conseguenze più dirette è che gli addetti alla contraerea non sparano praticamente più. Per le missioni estere si dipende interamente dai finanziamenti straordinari. Ma c'è già chi pensa a come ottimizzare le forze dei circa 9.100 uomini impegnati in 33 missioni per 21 Paesi (di cui 8.700 in zone operative). Perché anche in questi scenari i tagli si fanno sentire. In Afghanistan da 2.400 soldati italiani si è già passati a 2.795 e il numero potrebbe salire ancora per garantire le elezioni previste in agosto. Gli stanziamenti dal primo gennaio al 30 giugno 2009 sono di 242 milioni e 368 mila euro, circa 10 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Un modo per risparmiare potrebbe essere chiudere la piazza di Kabul (dove ora si trovano circa 500 soldati) e concentrare l'intero contingente ad Herat.
I quasi 2.500 uomini impiegati nel Libano meridionale hanno ricevuto per i primi sei mesi del 2009 circa 192 milioni di euro, pari in media ad un milione al mese in meno rispetto al 2008. «Un contingente costoso e sovradimensionato », sostenevano diversi rappresentati di maggioranza ed opposizione del Senato dopo una recente visita sul posto. E c'è chi progetta di ridurre il contingente di «alcune centinaia di uomini» per poterli rendere disponibili nel caso si proponesse una forza internazionale di pace tra Israele e la striscia di Gaza.

Lorenzo Cremonesi
15 marzo 2009

Il Corriere Sera

 



Stampa la notizia: L'esercito italiano senza soldi. Fermi elicotteri e autoblindo
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 02 Marzo 2009 - 15:39

La cosa importante è che questo denaro non entri mai nelle casse di Israele.

Preparatevi, perché faranno di tutto pur di accalappiare il bottino ricco.

 

Tra mille difficoltà si decidono gli aiuti a Gaza

AsiaNews - ‎59 minuti fa‎

La conferenza dei “donatori” che si svolge oggi, deciderà interventi per almeno 2,8 miliardi di dollari. Ma all’annunciata volontà di ricostruire si intersecano problemi politici legati alla qualifica di terrorista che l’Occidente dà a Hamas, ...

L'Unità - LA 7 - il Giornale - ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale

Stampa la notizia: Gaza: l'Italia promette 100 milioni di dollari per la ricostruzione
Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 05 Febbraio 2009 - 23:11

 

Polemiche dopo l'approvazione al Senato dell'emendamento della Lega al ddl sicurezza
Rosy Bindi promette "un'opposizione durissima", Finocchiaro: "spaventoso manifesto ideologico"

La Cei sugli immigrati clandestini
"Noi non denunceremo nessuno"

La Cgil invita i medici all'obiezione. Gino Strada: "Garantire assistenza a tutti senza distinzioni"

ROMA - Reazioni e polemiche all'approvazione del ddl sicurezza al Senato, in particolare sull'emendanmento della Lega che di fatto consente ai medici di denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. Dopo la protesta di Medici senza frontiere che parla di una "legge contro la Costituzione", interviene anche la Cei, contraria alla norma: "Alla Chiesa competerà sempre di aiutare le persone in pericolo di vita. Le leggi sono votate secondo le regole della democrazia, ma noi continueremo ad aiutare poveri immigrati non regolari", dice monsignor Domenico Segalini.

E il leader della Fp Cgil, Carlo Podda invita i sanitari "all'obiezione" e alla "disobbedienza civile" se il provvedimento dovesse essere approvato in via definitiva alla Camera. Mentre Rosy Bindi, vicepresidente di Montecitorio, promette "un'opposizione durissima". Il governo, ha detto Bindi, "straccia la Costituzione che riconosce il diritto alla salute come un diritto della persona, un diritto di tutti, compresi gli stranieri e i clandestini".

Cei: Aiutare chi è in difficoltà. Dice monsignor Segalini, vescovo di Palestrina e segretario della commissione Cei per le migrazioni: "Il mio cuore di pastore mi dice di aiutare chi è in difficoltà e non sono obbligato a denunciare nessuno". Così, continua, "le indicazioni che daremo alle realtà di base sono quelle del rispetto delle leggi ma al di sopra di tutto c'è il rispetto della salute", "continueremo a mettere al caldo i barboni" ha aggiunto. Quindi, ha spiegato il responsabile Cei per l'immigrazione, bisogna valutare in questo specifico frangente "oltre le strettezze delle leggi le capacità del cristiano". Compito di un medico, aggiunge, "è quello di assistere chi soffre senza guardare ala religione, al colore della pelle o se è un condannato a morte".
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 02 Febbraio 2009 - 13:09

Vergogna gioventù italiana. E non ditemi che non devo arrabbiarmi, se leggo certi forum di nulla facenti e nulla pensanti dediti all'onanismo ...

 

La confessione shock dei tre ragazzi che sabato notte hanno dato fuoco a un indiano
Famiglie "per bene", una serata di birre e droghe, la "bravata" per vincere la noia


"Un'emozione forte per finire la serata
così abbiamo acceso quel barbone"


dal nostro inviato CARLO BONINI


bruciato_per_noiaNETTUNO - Racconta Luca, diciannove anni, che la decisione di "farsi l'indiano" l'hanno presa quando restava un euro di benzina sul contatore del self service notturno appena fuori Nettuno. Con Francesco, ventinove anni, e il ragazzino di sedici che era con loro, hanno tirato fuori una delle bocce di birra da mezzo litro che gli avevano fatto compagnia per tutta la notte e quell'euro di verde l'hanno infilato lì dentro.

Sì, proprio lì dentro, anziché nel serbatoio della Twingo nera su cui avevano ossessivamente ronzato, come ogni sabato, tra Anzio e Nettuno, tra Nettuno e Anzio.

Ma sì, "il razzismo non c'entra", "solo uno scherzo al barbone", "una bravata", dice ai carabinieri Luca, il primo e per il momento il solo a sciogliersi in una confessione che i militari ritengono "piena".

Diciannove anni, una vita da studente in una casa dignitosa di "una famiglia apposto" di Nettuno. Uno schizzo di rabbia e adrenalina, "un'emozione per chiudere la serata", per vincere la noia di un sabato sera qualunque e non farla passare liscia a quel tipo dalla pelle olivastra con cui si erano "attaccati" poco prima delle 4 del mattino, quando la Twingo nera aveva raggiunto il piazzale della stazione e Navtej Singh Sidhu aveva avuto la sfortuna di incrociare i suoi passi con quelle tre ombre barcollanti. "Eravamo fatti di alcol e hashish", dice ancora Luca. Ma abbastanza lucidi da provocare un disgraziato. Il primo che capitava. Navtej. Gli si fanno sotto in due. Gli chiedono soldi, lo insultano. Singh li manda al diavolo. Loro girano i tacchi, ma solo per promettere che non finisce lì. Il distributore di benzina notturno è lontano pochi chilometri.

Il lavoretto da fare all'indiano - dice Luca - è un'idea di Francesco, 29 anni. Con la boccia di benzina gli inzupperanno gli stracci che gli coprono le gambe. Con una bomboletta di vernice spray grigia gli imbratteranno il viso. Poi, lo "accenderanno". Così, tanto per fargliela fare addosso. "Perché - giura Luca - l'idea era di spegnerlo subito". L'idea, forse. Perché le cose, come è noto, vanno diversamente. Alle 4 del mattino, quando la Twingo nera torna sul piazzale della stazione, Navtej, sfinito dalla stanchezza, si è già accucciato da un po' su una delle panchine dell'atrio. Dei tre ragazzi, Luca rimane alla macchina. Francesco e il più piccolo entrano nella stazione deserta e gli si avventano contro. Lo "accendono" e si "sorprendono" nel vederlo ridotto a una torcia umana che, gridando, cerca la salvezza verso il piazzale. Scappano. Il tempo di risalire sulla Twingo, rollarsi un'altra canna per calmarsi un po' e andarsene a dormire che ancora non albeggia.

Segue su La Repubblica




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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 31 Gennaio 2009 - 16:04

Ricevo da Doriana e trasmetto l'appello dell'Anpi ...
 
 
Carissime amiche e amici tutti,

sono stata chiamata telefonicamente ieri da Massimo Rendina, Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia della Provincia di Roma.
Vale forse la pena ricordare che è giornalista, docente universitario di Scienza e tecnica della comunicazione, che ha diretto il primo telegiornale della Rai, azienda dove è stato direttore centrale per le tecnologie avanzate, curando la sperimentazione della tv a colori e gli studi per la trasmissione via satellite, l'alta definizione e i "servizi aggiuntivi" teletext e telesoftware, che è stato comandante partigiano durante la lotta di Liberazione, attualmente membro del Comitato scientifico dell'Istituto "Luigi Sturzo" per le ricerche storiche sulla Resistenza, che ha scritto il Dizionario della Resistenza italiana pubblicato da Editori Riuniti nel 1995. E vale la pena forse ricordare anche che l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia della Provincia di Roma è un ente morale riconosciuto dallo Stato (Decreto Luogotenenziale del 5/4/1945, n. 224), che associa i partigiani e coloro che hanno partecipato a vario titolo alla guerra di liberazione (militari, deportati, IMI) e che, per statuto, svolge un'attività di valorizzazione e di informazione sull'apporto dato dai partigiani e dalla Resistenza alla libertà, alla democrazia e al nuovo ordinamento costituzionale.
Il lungo preambolo credo sia significativo: accoratamente e con modestia unica, questo anziano signore chiede solidarietà e partecipazione a questa iniziativa, che vi allego, come me l'ha inoltrata. Ho promesso che avrei dato tutto il mio aiuto. Grazie e buone giornate. Confido nella divulgazione a tutte e tutti e possa essere spunto per iniziative comuni, non solo a Roma.
 
Doriana Goracci
Capranica (Vt)
 
 
 
anpi
 
La presentazione di una legge in Parlamento
che parifica mediante la decorazione del Tricolore
i combattenti per la Libertà e i Fascisti


COMUNICATO di Roma e Lazio con preghiera di divulgazione
Date: Fri, 30 Jan 2009 16:44:46 +0100

La presentazione di una legge (1360) in Parlamento che parifica mediante la decorazione del Tricolore i combattenti per la Libertà e i fascisti asserviti ai nazisti; la improprietà del linguaggio della politica del centro destra e la sua confusione strumentale e falsificante della storia del '900 e della Guerra di Liberazione inducono le associazioni della Resistenza, i partiti che derivano dal CLN, sindacati dei lavoratori, l'ARCI, associazioni e movimenti della società civile a denunciare con sdegno la provocazione antistorica e offensiva nei confronti del popolo italiano.

Un'assemblea popolare indetta per il giorno Sabato 7 febbraio 2009 alle ore 10:00 nel Teatro Italia, via Bari 18 - Roma , riaffermerà i valori della Costituzione nata dalla Resistenza e rinnoverà il ricordo delle vittime dovute al nazifascismo.

 



Stampa la notizia: Associazione Nazionale Partigiani Italia: Assemblea 7 febbraio 2009
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 27 Gennaio 2009 - 20:01

Ricevo e trasmetto ...

 

 

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Dal giuramento d’Ippocrate:
Giuro di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, nteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato


APPELLO
DIVIETO DI SEGNALAZIONE

siamo medici ed infermieri, non siamo spie

 

Le organizzazioni firmatarie esprimono preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all’Assemblea del Senato, volto a sopprimere il comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”.

Il suddetto comma 5 attualmente prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
Questa disposizione normativa è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l’art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La “logica” della norma non è solo quella di “aiutare/curare l’immigrato irregolare”, ma anche quella di dare piena attuazione all’art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese – nello specifico – quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero. Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie.
Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa “marginalizzazione sanitaria” di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute.
Appare pertanto priva di significato l’ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l’applicazione di principi normativi di portata fondamentale.
La cancellazione di questo comma vanificherebbe inoltre un’impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l’utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più “efficiente” in termini di economia sanitaria.

Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:

- spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;

- incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti, ...);

- creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;

- avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;

- produrrà un significativo aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno verosimilmente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati.

Hanno espresso posizioni analoghe gli Ordini ed i Collegi che rappresentano, su base nazionale, le principali categorie di operatori impegnati nell’assistenza socio-sanitaria alle persone immigrate: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).

Per le ragioni sopraesposte rivolgiamo un sentito appello affinché i senatori di qualunque schieramento respingano la citata proposta emendativa all'art. 35 del Dlgs.286/98 e comunque, nell’incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti specifici, chiediamo che l’articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale formulazione.

Si prega di comunicare SUBITO l’adesione all’appello
prima del 29 all’indirizzo mail: ombretta.scattoni@rome.msf.org
Per informazioni: 06/4486921 – 329/9636533

Primi firmatari
Medici senza Frontiere (MSF)
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM)
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI)
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 22 Gennaio 2009 - 17:54

 

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FNSI Serventi Longhi a Gaza con l'IFJ

 

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

 

Roma, 22 gennaio 2009

Prot. n. 010

 

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

 

logofnsi“Una delegazione della Federazione Internazionale dei giornalisti, della quale fa parte la Fnsi, è partita stamane dal Cairo per Gaza dove verificherà i problemi che la recente tragica guerra ha determinato sia dal punto di vista umanitario sia per quanto riguarda l’informazione, dopo i bombardamenti delle sedi di tv, radio e giornali palestinesi.

La delegazione è guidata dal presidente e dal segretario della Ifj Jim Boumelha e Aidan White e ne fa parte, tra gli altri, Paolo Serventi Longhi, ex segretario della Federazione della Stampa italiana e membro dell’esecutivo Ifj. I giornalisti della Ifj incontreranno i responsabili delle istituzioni civili di Gaza e le rappresentanze dei giornalisti palestinesi e terranno sabato prossimo 24 gennaio al Cairo una conferenza stampa”.

foto FNSI

 



Stampa la notizia: FNSI - Serventi Longhi a Gaza con l' IFJ
Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 16 Gennaio 2009 - 14:28

 

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HANNO ZERO SPACCATO!

 

O meglio, che l'abbiano tutti quelli che meritano! Chi, sensibile tanto quanto me, ieri ha visto Anno Zero ha preso una solenne arrabbiatura per i tagli del traduttore al palestinese di Gaza, il ragazzo che ha perduto un nipote e il fratello (e degli altri non sa..), soccorso dalla giornalista palestinese di La7, Rula Jebreal, che ha immediatamente recuperato il "mal tolto" informandone in lingua araba il ragazzo, che è apparso umile e commosso nel suo racconto.

Arrabbiatura inoltre per l'invito, voluto da mamma Rai a suscitare scandalo, della suffraggetta dello IOF (Israel Occupation Force) e la sua istrionica e ansimante difesa (fin isterica e con occhi roteanti) del bombardamento di civili e bambini innocenti in nome e per conto di uno Stato, che oggi e da 22 giorni sta massacrando una intera popolazione da 60 anni. Israele sta realmente creando numerose possibilità di vedere nuovi kamikaze, tra coloro che hanno perso tutto e hanno perduto anche tutti i familiari. Se da un lato, nella militessa è comprensibile il trauma di essere vittime di un attentato kamikaze, da qui a non interrogarsi affatto su chi abbia attentato alla tua vita è folle, e aggiungerei anche "pilotato", probabilmente dal rabbinato integralista e reazionario di Israele. Infatti, io stessa posso testimoniare, di aver letto dozzine di storie familiari e vite distrutte dietro ogni singolo kamikaze. Rammento che mi colpì fino alle lacrime il suicidio di una studentessa di giurisprudenza venticinquenne, che per mano dello IOF aveva perduto il padre e due fratelli e che li vendicò facendosi esplodera su un bus di linea. L'integralismo religioso è sempre sbagliato, ma si fonda soprattutto sulla disperazione, ed in Israele certamente qualcuno ha perduto la luce della summa di ogni religione del pianeta: "Non fare agli altri".

La Lucia Annunziata, dopo il battibecco con Santoro, ha alzato i tacchi e lasciato lo studio di registrazione. Certo lui, Santoro, non è un raffinato e la frase del ".. cerchi crediti da qualcuno.." poteva risparmiarsela, perché, nonostante le critiche giunte dai vertici Rai, lui non è riuscito comunque ad uscirne del tutto pulito. Tutto troppo spettacolare, dalla Manuela Dviri con il suo falso buonismo, al forse voluto "taglio del traduttore". 

depleted_uranium 

Weapon of Mass Destruction: per quelli che non hanno capito, la trasmissione di Anno Zero di ieri ha dichiarato e sancito, con il consenso di tutti, che le armi al Fosforo Bianco nonostante siano bandite dal almeno 30 anni, sono usate contro i palestinesi per creare la "cortina fumogena" di giorno e per "illuminare" il territorio di notte. 30 anni! Non ieri, capito? Aggiungo io: così "di giorno" i palestinesi non riescono a scappare dalle bombe ad alta penetrazione all'uranio depleto, dalle DIME e altro, e "di notte" sono liberi di morire bruciati nei ricoveri di fortuna, dopo essere stati sfollati e imbrancati dentro palazzine e capannoni che poi, con tutta probabilità, saranno bombardati. (nella foto il visibile chiarore suscitato dall'esplosione di una bomba a Gaza, senza bisogno di ulteriore illuminazione).

Con Santoro convengo soltanto sull'appello al partito socialista europeo e sulla spedizione per direttissima di Veltroni a Gaza, invece che in Africa (anche se lì c'è davvero tanto bisogno). Perché se un errore politico abbiam fatto è stato quello di voler vedere il "veltrusconi", senza accorgerci del più realistico "veltrufini" filosionista e ipocrita.

D'Alemah, nonostante gli annosi grattacapi nazionali, non smentisce il suo cuore palestinese (l'ho fotografato pure io agli eventi della comunità romana), e merita il plauso degli ambasciatori arabi con una lettera del 12 gennaio a firma di Libia, Egitto, Lega Araba, Algeria, Arabia Saudita, Emirati, Iraq, Kuwait, Marocco, Mauritania, Oman, Qatar, Siria, Sudan, Tunisia e il delegato dell’Autorità palestinese.

 

bambiniebrei

 

Bravissimi e concreti i ragazzi di Milano. Davvero: hanno mostrato il cuore e non hanno prestato mai il fianco. C'è da essere orgogliosi di loro. Una ultima noticina sulla preghiera in Milano: non si tratta affatto di un caso isolato, perché a tutte le manifestazioni del tavolo Migranti si è manifestata questa esigenza a Roma, a Milano, a Torino e ovunque in Italia si è tenuta una manifestazione per i Permessi di Soggiorno.

In tema di educazione gli israeliani la sanno molto, troppo lunga ed io lascio che sia la sola foto a parlare sui suoi metodi.

Grande Vauro, cui è bastato mostrare alto il cuore del "partito dei Vignettisti" dell'intero pianeta, per fare un vero figurone. Travaglio: lo confesso, non l'ho letto e mi sono persa tutti gli articoli a commento. Ed alla trasmissione ha parlato, per giustizia, del trasferimento del procuratore Apicella e degli altri pm di Salerno. Ergo non potrei dire come la pensa, ma ieri aveva iniziato un pezzetto dei suoi, sul fil della lama, subito interrotto dall'intervento della giornalista di La7. Mi aggiornerò...

Update sulla Lucia Annunziata: Adnkronos sostiene che il copyright sull'abbandono delle trasmissioni televisive sia di Berlusconi. Io sto seguendo i commenti e non vedo Santoro troppo censurato, tutto sommato. Mi sembra piuttosto che sia in atto una precisa volontà censoria sulle verità di guerra israeliane e sulle morti ingiuste dei palestinesi civili. Avete notato: sia la Annunziata, sia la soldatessa dello IOF, che quasi tutte le persone che hanno parlato a favore di Israele hanno dato segnali evidenti di squilibrio, maleducazione (l'Annunziata ha affermato "sono una stronza") e di isteria. Così, con l'isteria, l'Annunziata risquote il suo credito...

Nota Bene: state osservando un fenomeno non raro. Esattamente come un fenomeno astronomico, affacciandovi alla finestra del mondo dell'informazione monopolizzata potrete osservare l'asse trasversale politico filo sionista. Sullo stesso identico asse si muove la trasversalità filo massonica delle corruttele politico/economiche. I bus di Genova hanno la stessa provenienza e la loro comparsa in italia e in altri luoghi del mondo è evidentemente pilotata ad uso e consumo di Israele, come lo sono le fasi di interregno israeliano e alla poltrona della Casa Bianca.

L.M.



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