Appelli da sottoscrivere

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Nome Soggetto: Appelli da sottoscrivere

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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 15 Ottobre 2011 - 15:01

 

 

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE
http://15ottobre.wordpress.com


MANIFESTAZIONE NAZIONALE  A ROMA

PEOPLES OF EUROPE , RISE UP!


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Corteo da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni

- ore 14.00 -

 
 

Dalla Bolivia alla Tanzania, dal Canada, da Tirana in Albania a Tijuana in Messico, dall’Alaska alla Palestina: la Giornata mondiale di mobilitazione di domani, 15 Ottobre, vede 952 città in 82 Paesi uniti per il cambiamento globale (united for global change) come proclama lo slogan condiviso dalle milioni di persone che scenderanno in strada contemporaneamente per protestare contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali appoggiate dai governi nazionali, e per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione, del welfare.

Anche in Italia sono centinaia le iniziative preparatorie che si stanno organizzando in questi giorni nelle piazze e in luoghi simbolici per le vertenze cittadine. Mobilitazioni che domani 15 Ottobre confluiranno tutte nella manifestazione nazionale di Roma dove, a partire da piazza della Repubblica, centinaia di migliaia di persone daranno vita ad un corteo che attraverserà le vie della Capitale.

La manifestazione nazionale di Roma, aperta dai due striscioni PEOPLE OF EUROPE RISE UP (IN PIU’ LINGUE) e CAMBIAMO L'EUROPA, CAMBIAMO L'ITALIA, vedrà in testa i protagonisti delle lotte più emblematiche contro degli effetti delle politiche in atto e contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia che esse stanno generando.
 
La manifestazione, articolata in spezzoni organizzati dalle diverse componenti del Coordinamento 15 Ottobre, attraverserà la città a partire dalle 14.00 passando per V.Cavour, V.dei Fori Imperiali, il Colosseo, V.Labicana e V.E.Filiberto. Nel corso del corteo  una parte dei manifestanti darà vita ad “accampate” in piazze e luoghi limitrofi al percorso, senza che si creino difficoltà per il passaggio del corteo stesso. Gli studenti si concentreranno alle ore 12.00 in Piazzale Aldo Moro dal quale muoveranno per Piazza della Repubblica per unirsi al corteo. Iniziative creative si svolgeranno a lato del corteo. Gli occupanti e gli artisti del teatro Valle  animeranno con piccole performance il camion che precederà il loro spezzone.

Il corteo giungerà a P.zza S.Giovanni dove, in una prima fase, si svolgeranno brevi interventi di protagonisti di esperienze di lotta in corso nel Paese. Successivamente, sei TIR con amplificazione si dislocheranno in diversi punti  piazza per facilitare una discussione tra i presenti sulle lotte contro la crisi e le proposte di uscita da essa.  

La grande manifestazione nazionale non sarà che una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, necessario per cambiare l’Italia e il nostro continente e restituire democrazia, partecipazione, diritti.
 
Roma, 14 ottobre 2011
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Venerdì, 15 Aprile 2011 - 08:01

 

 

Presidi contro la guerra a Trieste

 

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 Presidi contro la guerra in Libia si sono svolti anche a Trieste (vedi foto), a Gradisca davanti al CIE e ad Aviano davanti alla base militare, in concomitanza con la giornata contro la guerra indetta da varie associazioni pacifiste, tra cui Emergency e Tavola della Pace. In occasione del presidio a Trieste è stato annunciato uno sciopero della fame promosso dai Beati Costruttori di Pace.

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 

 

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Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 17 Marzo 2011 - 12:05

 

Aggiornamento:  Il consolato scrive: "Alitalia comunica che domani 17 marzo 2011 c'e' disponibilita' di posti su due voli per l'Italia con partenza da Osaka alle ore 14 e alle ore 17.  Gli interessati possono presentarsi ai banchi accettazioni Alitalia al quarto piano del Kansai International Airport.  Per informazioni tel. 072 456.5216."  Ma per partire occorrono oltre 5000 euro per due persone con bagaglio minimo consentito. L.M.


ALITALIA E I CITTADINI ITALIANI
IN GIAPPONE
 
 
 
Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,
 
 
ho appena ricevuto un appello del gruppo di concittadini in Giappone, circa 120 persone e le loro famiglie residenti in modo stabile nel paese del grave disastro, che fa riferimento alla community web Giappone Forum su facebook: 
 
 
L'appello divulgato da Adamo Lussana, addetto stampa del forum, si rivolge ai giornalisti italiani per segnalare l'inqualificabile trattamento commerciale riservato ai connazionali residenti da ALITALIA, la nostra compagnia aerea di bandiera, che sta applicando prezzi eccezionali gravati di tutti i rincari possibili sulla base dell'urgenza a persone e intere famiglie, che partono sapendo di dover lasciare anche una vita intera alle proprie spalle.
 
L'ambasciata italiana in Giappone ha divulgato il consiglio agli italiani residenti di partire, ed effettivamente dalle testimonianze su Facebook presso gli aereoporti principali c'è un addetto della nostra Ambasciata. Il quale però non ha alcun indirizzo nazionale e non può agire se ad una famiglia di 4 - 5 persone (ad esempio: madre, padre, 2 figli e un anziano) mancasse il denaro per rimpatriare.
 
 
Dov'è il Ministro Frattini ???? (domando io)
 
A quanto risulta dal comunicato del Lussana, inoltre, i voli diretti in Italia sono stati tutti spostati da Tokio ad Osaka, con ulteriore aggravio di costi e difficoltà per gli italiani, che per raggiungere la nuova destinazione di partenza devono percorrere circa 450/500 chilometri con mezzi e costi propri (il biglietto costa circa 100 euro a persona).
 
I sottoscrittori, un piccolo gruppo di circa 120 persone e tra questi i firmatari del comunicato che hanno dato la propria disponibilità ad essere intervistati dalla stampa italiana, sono tutti residenti abituali del paese del sol levante, e famiglie composte da marito/moglie di nazionalità giapponese. 
 
In almeno un caso (una donna) mi è stata segnalata apprensione per il visto di ingresso in Italia del partner giapponese.
 
Alcuni lamentano inoltre gli altissimi costi per trasportare l'amico per tutta la vita, il proprio cane/gatto, che abbandonato morirebbe di stenti e temono la diversa normativa italiana in tema di vaccinazioni, pur assicurando di voler espletare tutte le formalità richieste dal nostro paese.
 
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IL COMUNICATO:: in corso di continuo aggiornamento di firme e recapiti, può essere scaricato a questo link: 
 
 
 
LA RICHIESTA DEI CONNAZIONALI:: la facoltà di rientrare in Italia in tempi brevi a prezzi popolari e non con le attuali tariffe.
 

Loredana Morandi
Presidente di Artists Against War Italia

 

Originale al link:  Al Ministro Frattini: Alitalia e gli italiani in Giappone

 

***

 

Appello Italiani in Giappone

- la rassegna -


Sono contenta di leggere che anche i ragazzi di Giappone Forum sono soddisfatti di aver sollevato un polverone sui costi Alitalia in una mezza giornata. Ne approfitto per ringraziare Adamo Lussana, che in video è simpaticissimo, per avermi coinvolta in questa battaglia per il ritorno a casa dei nostri connazionali in Giappone.

Aggiungo solo un personalissimo ".. e per fortuna che ci sono le femministe", compreso certamente soltanto dai miei più cari amici e da coloro che conoscono i 30 mesi della mia battaglia per la "vita".  L.M.
 
 
 
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Originale al link:  Appello Italiani in Giappone - la Rassegna

 



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdì, 29 Ottobre 2010 - 14:36

 

Un appello che è da sostenere. L'Italia non può e non deve vietare alle organizzazioni umanitarie dell'Onu di avvicinare profughi e migranti giunti sulle nostre coste. L.M.COMUNICATO STAMPA  -  CS93-2010 AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE ALL’ITALIA DI PORRE FINE ALLE ESPULSIONI DI MASSA Amnesty International ha chiesto alle autorita’ italiane di verificare con urgenza se le 68 persone soccorse in mare e poi rinviate forzatamente in Egitto in 48 ore abbiano avuto la possibilita’ di richiedere protezione internazionale. Le 68 persone, che erano a bordo di un’imbarcazione che ne trasportava in tutto 131, erano state intercettate il 26 ottobre dalle autorita’ italiane nei pressi della coste siciliane. Secondo quanto dichiarato inizialmente da un ufficiale italiano, le persone a bordo si erano identificate come palestinesi. Le autorita’ italiane le avevano trasferite a Catania e trattenute tutte, compresi 44 minori, in un impianto sportivo per oltre 24 ore, sostenendo che la loro detenzione era necessaria per svolgere le procedure di identificazione e organizzare i rinvii. La sera del 27 ottobre, le autorita’ italiane hanno espulso 68 di loro verso Il Cairo, in Egitto, con un volo charter, affermando che si trattava effettivamente di ‘migranti irregolari’ egiziani e non palestinesi. Secondo Amnesty International, questa espulsione di massa sembra essere stata condotta senza riguardo per il diritto delle persone di chiedere asilo e in violazione degli obblighi dell’Italia derivanti dal diritto e dagli standard internazionali in materia di rifugiati e di diritti umani. L’organizzazione chiede alle autorita’ italiane di chiarire se e come siano state identificate le persone in questione, come siano stati determinati la loro eta’ e i possibili bisogni di protezione, se siano state informate del loro diritto di chiedere asilo e se siano state presentate domande di asilo. ‘A tutte le persone soccorse in mare deve essere data la possibilita’ di chiedere asilo e le loro richieste devono essere valutate nell’ambito di un’equa e soddisfacente procedura’ – ha dichiarato John Dalhuisen, vicedirettore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. ‘Vi e’ la preoccupazione che in questo caso a nessuna persona, comprese le 68 rinviate forzatamente, sia stata data una simile possibilita’’.  A organizzazioni come l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Save The Children e la Croce rossa italiana e’ stato negato l’accesso alle persone portate sulla terraferma, nonostante le ripetute richieste. Queste organizzazioni fanno parte di un progetto finanziato dal governo italiano e dall’Unione europea, che ha lo scopo di fornire assistenza immediata a chiunque arrivi sulle coste siciliane in condizioni di difficolta’. Ad Amnesty International risulta che questa sia stata la prima volta dal 2005 che in Italia viene negato l’accesso all’Acnur dopo una richiesta ufficiale. Del gruppo portato a terra, 19 persone sono state arrestate per reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, mentre 44 sono state identificate come minori e trasferiti ai servizi sociali. Sebbene le persone identificate come minori non siano state espulse in modo sommario, Amnesty International ritiene che siano state detenute per oltre 24 ore, senza accesso a un’assistenza specializzata. ‘Nella fretta di procedere alle espulsioni, le autorita’ italiane stanno ignorando le consuete procedure e gli standard internazionali per la protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo’ – ha aggiunto Dalhuisen. ‘Le autorita’ italiane devono immediatamente porre fine alle espulsioni sommarie di massa di cittadini stranieri’. FINE DEL COMUNICATORoma, 29 ottobre 2010   Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa 



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Inviato da : edvino.ugolini - Sabato, 28 Agosto 2010 - 21:41

"Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come "punizione" pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di "esempio", 99 colpi di frusta)".

"I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato".

"Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare.

Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani". "Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane".

 

Firmatari: Marc Bressant (scrittore, Grand Prix du Roman de l'Académie Française),,Luc Ferry (filosofo, ex ministro francese della Pubblica Istruzione), Viviane Forrester (scrittrice), Max Gallo (storico, scrittore, membro dell'Académie Française), Marek Halter (scrittore), Alexandre Jardin (scrittore), Julia Kristeva (psicanalista, scrittore), Edgar Morin (sociologo, filosofo), Gilles Perrault (scrittore), Nicolas Rey (scrittore), Elisabeth Roudinescu (scrittrice, Università di Parigi VII), Daniel Salvatore Schiffer (filosofo, scrittore), Michel Serres (filosofo, membro dell'Académie Française), Gilbert Sinoué (scrittore), Michel Wieviorka (sociologo, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales).



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledì, 14 Aprile 2010 - 19:39

 

 

 http://www.giustiziaquotidiana.it/public/emergency.jpg

IO STO CON EMERGENCY

 

SABATO 17 - ore 14,30
Appuntamento in piazza San Giovanni ROMA

 

Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.

Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.

IO STO CON EMERGENCY

 

Sabato a Piazza Navona ci sarà anche la Tavola della pace


L'Italia riapra subito
l'ospedale di Emergency


Flavio Lotti: "L'attacco a Emergency è un attacco a tutti i costruttori di pace"


(1) Riaprire l'ospedale di Emergency in Afghanistan,
(2) liberare i tre italiani e i sei afgani arrestati il 10 aprile,
(3) assicurare pieno sostegno a tutti gli operatori umanitari italiani che operano in Afghanistan.

Sono questi i primi tre obiettivi che deve assumere il governo italiano per ridare un minino di credibilità alla nostra presenza in Afghanistan. Nel nome del rispetto del diritto internazionale dei diritti umani, della legalità e dei doveri che corrispondono ad ogni buon governo.

La Tavola della pace, impegnata nella preparazione del Forum della Pace e della Marcia per la pace Perugia-Assisi del prossimo 16 maggio, chiede a tutti i responsabili della politica italiana di fare ogni sforzo per chiudere rapidamente questa gravissima vicenda.

Berlusconi deve intervenire di persona. Non bastano una lettera del ministro, un ambasciatore e un magistrato. E' necessaria un'azione rapida ed energica. Si è già perso troppo tempo. Invece di prendere le distanze, di seminare dubbi e di gettare fango su chi si assume personalmente la responsabilità di soccorrere le vittime della guerra, il governo italiano deve agire con determinazione sollecitando anche l'immediato intervento dell'Unione Europea e dell'Onu. Ogni governo ha il dovere costituzionale di difendere i suoi cittadini e in particolare quelli che sono impegnati in operazioni di pace, di solidarietà e di cooperazione.

Chiudere il Centro chirurgico di Lashkar-gah vuol dire abbandonare la popolazione civile nella morsa della guerra e mettere in pericolo tutti gli operatori umanitari. In questo senso, l'attacco all'ospedale di Emergency è un attacco a tutti i costruttori di pace.

Per questo, sabato prossimo, dobbiamo essere in tanti. A Roma, in Piazza Navona, alle ore 14.30. Con tutti i colori dell'arcobaleno.

Ps. L'Italia è il paese che ha la responsabilità di coordinare la ricostruzione della Giustizia in Afghanistan e per questo obiettivo ha già speso diverse decine di milioni di euro.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 14 aprile 2010

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledì, 22 Aprile 2009 - 09:53

A seguire il testo originale in lingua inglese... (original english follow)

 

Presidente Ahmadinejad, discorso originale pronunciato alla Durban Review Conference on racism a Ginevra

 

Da http://www.presstv.ir

 

Testo del discorso pronunciato dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza sul razzismo della Durban Review, tenutasi il 20 aprile a Ginevra.

Signor Presidente, onorevole segretario generale delle Nazioni Unite, onorevole Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, signore e signori.

durban2_1Ci siamo riuniti a seguito della conferenza di Durban contro il razzismo e la discriminazione razziale per cercare di agire concretamente in nome della nostra causa, che è sacra e umanitaria.Nel corso degli ultimi secoli l'umanità ha attraversato grandi dolori e grandi sofferenze. Durante il Medio Evo, pensatori e scienziati sono stati mandati a morte. A quell'epoca è seguita l'era della schiavitù e della tratta. Persone innocenti sono state prese prigioniere a milioni, separate dalle loro famiglie e dai loro cari e deportati in Europa ed in America nelle peggiori condizioni di vita che si possano immaginare. Un periodo oscuro, cui non furono ignote le occupazioni, i saccheggi ed i massacri di persone innocenti.

Sono passati molti anni prima che le nazioni insorgessero e combattessero per la loro libertà e per la loro autodeterminazione: hanno pagato un prezzo molto alto nel farlo. Milioni di persone hanno perso la vita per cacciare le potenze opccupanti e per stabilire governi indipendenti e nazionali. Tuttavia non trascorse molto tempo prima che le potenze rapaci imponessero due guerre all'Europa, due guerre che hanno afflitto anche parte dell'Asia e dell'Africa. Queste guerre terribili sono costate la vita a cento milioni di persone ed hanno lasciato il retaggio di devastazioni imponenti. Il fare tesoro della lezione impartita dalle occupazioni, dagli orrori e dai crimini di quelle guerre avrebbe senz'altro rappresentato una luce di speranza per le epoche a venire.Ma le potenze vincitrici si sono autonominate conquistatrici del mondo, ignorando o minacciando i diritti delle altre nazioni con l'imposizione di leggi ed accordi internazionali oppressivi.

Signore e signori, prendiamo un momento in esame il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è uno dei retaggi della prima e della seconda guerra mondiale. Quale logica regola un organismo i cui partecipanti hanno diritto al veto incrociato? Una logica simile come può non confliggere con i valori spirituali o umanitari? Non contrasta con i principi accettati di giustizia, uguaglianza davanti alla legge, amore e dignità umana? Non rappresenta una discriminazione, un'ingiustizia, una violazione ai diritti umani, un'umiliazione che colpisce la maggioranza delle nazionalità e dei paesi sovrani?

Per quanto riguarda la salvaguardia della pace e della sicurezza internazionali, il Consiglio di Sicurezza è l'organo decisionale più importante del mondo. Come possiamo aspettarci una giustizia ed una pace effettive, quando di fatto le discriminazioni sono legalizzate e gli stessi organi legislativi sono in preda alla coercizione e alla forza, piuttosto che avere come guida la giustizia e i diritti?

La coercizione e l'arroganza sono all'orgine dell'oppressione e della guerra. Anche se oggi molti sostenitori di fatto del razzismo condannano con parole e slogan la discriminazione razziale, un gruppo ristretto di potenze può ancora decidere per tutte le altre nazioni tenendo conto dei propri interessi ed a propria discrezione, e può facilmente violare tutte le leggi e tutti i valori umani, cosa già verificatasi.Dopo la seconda guerra mondiale si è fatto ricorso all'aggressione militare per privare un popolo intero della propria terra, col pretesto delle sofferenze patite dagli ebrei, e sono stati inviati migranti dall'Europa, dagli Stati Uniti e da altre parti del mondo al fine di istituire un governo assolutamente razzista nella Palestina occupata. In concreto, nel tentativo di porre rimedio alle conseguenze del razzismo in Europa, si è aiutata la costruzione in Palestina della più crudele, repressiva e razzista forma di governo.

Il consiglio di Sicurezza ha contribuito a consolidare il regime di occupazione e lo ha sostenuto per sessant'anni, consentendo agli occupanti di commettere ogni sorta di atrocità. Ancora più deplorevole è il fatto che molti governi occidentali e quello degli Stati Uniti si siano impegnati a difendere questi razzisti intenti a perpetrare un genocidio, mentre le coscienze risvegliate e le menti più libere del mondo condannano l'aggressione, le brutalità ed i bombardamenti contro i civili perpetrati a Gaza. I sostenitori di Israele, a fronte di questi crimini, o approvano o tacciono.

Cari amici, illustri delegati, signore e signori. Quali sono le cause prime delle guerre statunitensi contro l'Iraq, o dell'invasione dell'Afghanistan?Quali motivazioni hanno sostenuto l'invasione dell'Iraq, se non l'arroganza del governo statunitense, le crescenti pressioni esercitate dai ricchi e dai potenti per espandere la propria sfera di influenza per perseguire gli interessi di gigantesche aziende produttrici di armi a scapito di una nobile cultura con migliaia di anni di storia alle spalle, la volontà di eliminare tutte le minacce, potenziali o pratiche che fossero, dei paesi arabi contro il regime sionista, e quella di controllare e saccheggiare le risorse energetiche del popolo iracheno?

Per quale motivo quasi un milione di persone sono state uccise o ferite, ed altri milioni sono state strappate alla loro terra? Per quale motivo il popolo iracheno ha avuto danni per centinaia di miliardi di dollari? E perché il popolo americano è stato tassato per miliardi come risultato di queste azioni militari? L'aggressione all'Iraq non è stata forse progettata dai sionisti e dai loro uomini nel governo statunitense di allora, insieme ai paesi produttori di armi e ai detentori delle ricchezze? L'invasione dell'Afghanistan ha forse riportato la pace, la sicurezza e la prosperità economica nel paese?Gli Stati Uniti e i loro alleati non si sono limitati a fallire, nel loro intento di limitare la produzione di stupefacenti in Afghanistan; negli anni della loro presenza in Afghanistan le colture si sono perfino moltiplicate. La questione essenziale è: quali sono le responsabilità e le colpe del governo statunitense che decise l'invasione, e dei suoi alleati?

[Gli statunitensi ed i loro alleati] rappresentano forse tutti i paesi del mondo? Hanno ricevuto un mandato? Sono stati autorizzati dai popoli del mondo ad intromettersi ovunque, ed in modo particolare nella nostra regione? Questi comportamenti non sono forse un chiaro esempio di egocentrismo, di razzismo, di discriminazione, di prevaricazione nei confronti della dignità e dell'indipendenza delle nazioni?

Signore e signori, chi è responsabile per la crisi economica mondiale attualmente in atto? Da dov'è cominciata la crisi? Dall'Africa, dall'Asia o dagli Stati Uniti, paese dal quale si è diffusa in Europa e nei paesi alleati?

Per molto tempo il loro potere politico ha imposto all'economia internazionale regolamentazioni economiche inique. Hanno imposto un sistema finanziario e monetario privo di autentici meccanismi di supervisione internazionali a nazioni e governanti che non avevano alcun ruolo nelle campagne o nelle politiche repressive. Non permettevano neppure ai loro cittadini di supervisionare o controllare le politiche finanziarie messe in atto. Hanno introdotto una quantità di leggi e di regolamenti contrari a tutti i valori morali, al solo scopo di proteggere gli interessi dei detentori di ricchezze e di potere.

Gli Stati Uniti, inoltre, hanno imposto una visione dell'economia di mercato e della concorrenza che negava molte opportunità economiche cui invece sarebbe giusto accedessero anche gli altri paesi del mondo. Hanno scaricato i loro problemi sugli altri, mentre l'ondata della crisi imperversava infliggendo alla loro economia migliaia di miliardi di dollari di perdite. In questi stessi giorni, stanno iniettando centinaia di miliardi di dollari di denaro liquido preso dalle tasche dei loro cittadini e da quelli di altre nazioni in banche, compagnie ed istituzioni finanziarie sulla via del fallimento, complicando ulteriorimente la situazione per la loro economia e per il loro popolo. Stanno semplicemente pensando a come mantenere il loro potere e la loro ricchezza. Non potrebbe importargliene meno dei popoli del mondo; non si interessano neppure del loro.

Signor Presidente, signore e signori, l'origine del razzismo sta nell'ignorare che l'essenza dell'esistenza umana è data dal fatto che l'uomo è la creatura prediletta di Dio. Il razzismo è anche il risultato dell'allontanamento dall'autentico percorso della vita umana e dagli obblighi che, nel mondo creato, spettano al genere umano; un allontanamento che impedisce una consapevole devozione verso Dio rendendo incapaci di pensare al significato profondo della vita o al percorso verso la perfezione che sono i principali testimoni della presenza divina, e di valori immanenti che hanno ristretto l'orizzonte delle prospettive umane ad interessi effimeri e limitati, divenuti l'unico campo di azione. Ecco perché il potere del Male ha preso forma ed ha esteso il suo dominio, togliendo a tutti la possibilità di accedere ad opportunità di sviluppo eque e giuste.

Il risultato di tutto questo è stato lo scatenarsi di un razzismo che rappresenta ora una serissima minaccia per la pace tra le nazioni e che ha disseminato di ostacoli ovunque, nel mondo, il cammino verso la costruzione di una convivenza pacifica. Senza dubbio il razzismo simboleggia un'ignoranza profondamente radicata nella storia ed è segno indubitabile di frustrazione nello sviluppo della società umana.

Per questo è importantissimo identificare le manifestazioni del razzismo nelle situazioni o nelle società afflitte dall'ignoranza deliberata o dalla mancanza di conoscenza. Questa crescente consapevolezza generale, insieme alla comprensione del significato profondo dell'esistenza umana, è il principale strumento per combattere le manifestazioni razziste, e testimonia sia la centralità del genere umano nel creato, sia il fatto che la soluzione del problema del razzismo passa dalla riscoperta dei valori morali e spirituali ed in definitiva dalla propensione alla devozione verso un Dio onnipotente.

La comunità internazionale deve cominciare a muoversi collettivamente per stimolare questa consapevolezza nelle società più depresse, laddove l'ignoranza data dal razzismo ancora prevale, in modo da fermare la diffusione di questo malevolo contagio.Cari amici, il razzismo che la comunità universale si trova ad affrontare oggi sta offuscando, in questo inizio del terzo millennio, l'immagine dell'umanità.

 

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  N.B.: il guerrafondaio israeliano usa i colori della pace, esattamente come a lui insegnato dalla SS Goebbels nel famoso discorso a Norimberga sull'addossare tutte le responsabilità di una guerra ai pacifisti.

 

Il sionismo mondiale impersona un tipo di razzismo che falsamente si richiama alla religione, e che abusa dei sentimenti religiosi per mascherare il proprio odioso ed orribile volto. E'molto importante dunque mettere in luce gli obiettivi politici di alcune tra le potenze mondiali e di coloro che controllano enormi ricchezze ed enormi interessi in tutto il mondo. Costoro mobilitano tutte le loro risorse, la loro influenza economica e politica e tutti i media del mondo per sostenere, invano, il regime sionista e per diminuirne in piena malafede l'indegnità e la vergogna.

Qui non si tratta di una semplice questione di ignoranza, e questo brutto modo di agire non può essere contrastato semplicemente con l'azione dei consolati. Occorre fare sforzi concreti perché gli abusi dei sionisti e dei loro sostenitori politici ed internazionali arrivino alla fine, nel rispetto della volontà e delle aspirazioni dei popoli. I governi devono ricevere incoraggiamento e sostegno nella loro lotta vòlta a stadicare questo razzismo barbaro ed a promuovere una riforma globale nei meccanismi che regolano le relazioni internazionali.

Non c'è dubbio che tutti voialtri siate consapevoli delle cospirazioni intessute da alcune potenze e dalle conventicole sioniste contro i traguardi e contro gli obiettivi di questa conferenza. Purtroppo esistono una vasta opera letteraria e molte prese di posizione in sostegno dei sionisti e dei loro crimini. Ed è vostro compito, onorevoli rappresentanti delle nazioni, svelare queste macchinazioni che vanno contro ogni valore ed ogni principio umano.

Deve essere chiaro che boicottare quest'assemblea, che ha un'enorme importanza internazionale, significa sostenere nei fatti questo palese esempio di razzismo. Difendere i diritti umani significa innanzitutto difendere il diritto di tutti i popoli di partecipare alla pari in tutti i processi decisionali internazionali di una qualche importanza, senza subire l'influenza di questa o di quella potenza mondiale.

In secondo luogo, è necessario ripensare le organizzazioni internazionali esistenti ed i regolamenti che le fanno funzionare. Questa conferenza è una specie di esperimento e l'opinione pubblica mondiale di oggi e di domani trarrà precise conclusioni sulle nostre decisioni e sulle nostre azioni.

Signor Presidente, signore e signori, il mondo sta attraversando mutamenti rapidi ed epocali. Le relazioni di potere sono diventate deboli e fragili. Possiamo sentire scricchiolare i pilastri del sistema mondiale. Le istituzioni politiche ed economiche più importanti sono sull'orlo del collasso. Si sta avvicinando una crisi mondiale per la politica e per la sicurezza. Il peggiorare della crisi economica mondiale, per la quale non si intravedono prospettive di miglioramento, dimostra la montante ondata di cambiamenti globali di portata molto ampia. Ho spesso sottolineato l'importanza di correggere la rotta sulla quale il mondo viene a tutt'oggi mantenuto ed ho anche messo in guardia sulle conseguenze che qualunque ritardo nell'affrontare questo compito di fondamentale responsabilità potrebbe portare con sé.

Oggi, in questa preziosa occasione, vorrei ribadire a tutti i leader politici, a tutti i pensatori e a tutti i popoli del mondo rappresentati in questo incontro, a tutti coloro che desiderano la pace e la prosperità economica che le politiche economiche mondiali basate sull'ingiustizia sono giunte alla fine del loro cammino. Lo stallo cui si è giunti era inevitabile, a causa della logica vessatoria che sta alla base di queste politiche.

Alla base del controllo condiviso degli affari mondiali ci sono invece aspirazioni nobili, incentrate sugli esseri umani e sul primato d'Iddio Onnipotente, che rendono vano ogni politica ed ogni piano che vada contro la volontà vera dei popoli. La vittoria del giusto sull'ingiusto e l'instaurazione di un sistema globale basato sulla giustizia costituisce la promessa d'Iddio Onnipotente e dei suoi profeti, ed ha rappresentato un obiettivo comune per tutti gli esseri umani nelle diverse società e nelle diverse generazioni che si sono succedute nella storia. La realizzazione di un futuro come questo dipende dalla consapevolezza della creazione e dalla fede dei credenti.

La costruzione di una società globale rappresenta infatti il raggiungimento di un nobile obiettivo, rappresentato dall'instaurazione di un sistema comune globale che dovrà funzionare con la partecipazione di tutti i popoli del mondo ai processi decisionali più importanti; la costruzione di una società globale è anche la radice stessa di questo sublime obiettivo.

Le competenze scientifiche e tecniche e le tecnologie di comunicazione hanno prodotto una capacità di comprensione comune e diffusa ovunque nella società mondiale, ed hanno anche fornito il terreno necessario all'edificazione di un sistema comune. Adesso tocca agli intellettuali, ai pensatori ed ai politici del mondo farsi carico delle proprie responsabilità storiche, credendo fermamente nella base di cui dispongono.Voglio anche porre l'accento sul fatto che il liberalismo occidentale ed il capitalismo sono arrivati alla fine, perché non sono riusciti a percepire la vera essenza del mondo e degli esseri umani.

Hanno imposto i loro obiettivi e le loro direttive agli esseri umani. Non esiste in essi alcun riguardo per i valori umani e per quelli divini, per la giustizia, la libertà, l'amore e la fratellanza; hanno basato la vita sulla competizione estrema, ponendo avanti a tutto gli interessi materiali individuali e di gruppo.Adesso dobbiamo fare tesoro del passato sforzandoci tutti insieme di affrontare le sfide del presente, e a questo proposito, in conclusione, vorrei guidare la vostra gentile attenzione su due questioni importanti.

In primo luogo, è assolutamente possibile cambiare in meglio la situazione mondiale presente. Sarà possibile farlo soltanto attraverso la cooperazione di tutti i paesi, che permetterà di ottenere il meglio dalle competenze e dalle risorse esistenti. Partecipo a questa conferenza perché sono convinto dell'importanza delle questioni affrontate, del fatto che è nostra comune responsabilità difendere i diritti dei popoli a fronte del sinistro fenomeno del razzismo, e perché è importante che io stia con voi, i responsabili del mondo.

In secondo luogo, tenendo conto dell'inefficienza del sistema politico, economico e di sicurezza internazionale, è necessario non perdere di vista i valori divini ed umani, facendo costante riferimento ad un'autentica definizione di essere umano basata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti di tutti i popoli in ogni parte del mondo e riconoscendo gli errori commessi in passato da chi controllava il pianeta. Occorre intraprendere azioni comuni per la riforma dei sistemi esistenti.Sotto questo aspetto è fondamentale riformare rapidamente il funzionamento del Consiglio di Sicurezza, eliminando l'istituto discriminatorio rappresentato dal diritto di veto, e cambiare il sistema finanziario e monetario mondiale.E' evidente che il non comprendere quanto questi cambiamenti siano urgenti significherà affrontare ritardi a caro prezzo.

Cari amici, fate attenzione al fatto che muoversi in direzione favorevole alla giustizia e alla dignità umane è come seguire la corrente rapida di un fiume. Non dimentichiamo l'essenza dell'amore e degli affetti. La prospettiva del futuro promesso all'umanità rapprsenta una grande risorsa che può tenerci uniti nella costruzione di un mondo nuovo.

Per fare del mondo un posto migliore, pieno di amore e di benedizioni, un mondo privo di povertà e di odio, che raccolga la crescenti benedizioni d'Iddio Onnipotente e la retta gestione operata da esseri umani nella loro completezza, stringiamoci tutti le mani, per l'amicizia e per la costruzione di un mondo nuovo.

La ringrazio signor Presidente, ringrazio il Segretario Generale e tutti i signori partecipanti per aver avuto la pazienza di starmi ad ascoltare. Molte grazie.

iononstoconoriana.blogspot

 



Leggi tutto... (21676 byte rimanenti) Stampa la notizia: Ahmadinejad - Testo Originale del Discorso a Durban 2
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 12 Aprile 2009 - 10:27

 

art_200

 

La Rete Artisti contro le guerre

Augura a tutti

 

Buona Pasqua

 

e informa che questo sito è in corso di lavori per l'installazione del nuovo forum

 



Stampa la notizia: Auguri da Artists Against War Italia
Inviato da : Lunadicarta - Martedì, 24 Marzo 2009 - 19:28

 

Cub - Confederazione Cobas - SdL intercategoriale

 

VOI G14
CON I RESPONSABILI DELLA CRISI

NOI
CON I LAVORATORI, I DISOCCUPATI, I PRECARI

 

SABATO 28 MARZO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Corteo da Piazza della Repubblica - partenza ore 15.00

 

Saranno decine di migliaia le persone che sabato 28 marzo confluiranno a Roma per la manifestazione nazionale indetta in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 prevista nella capitale. CUB, COBAS e SdL, cioè il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso l’iniziativa con l’obiettivo di sostenere la piattaforma di lotta per non pagare la crisi, varata dalla Assemblea nazionale dei tre sindacati del 7 febbraio scorso.

Punti centrali della Piattaforma: blocco dei licenziamenti; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all’80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori “atipici”, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi.

Gli oltre 70 pullmann e i due treni speciali che sono attesi per sabato non porteranno a Roma unicamente operai, lavoratori della scuola, del pubblico impiego, precari pubblici e privati, ma anche disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, studenti, giovani dei centri sociali.

Il corteo si terrà sul percorso classico delle grandi manifestazioni sindacali – da Piazza della Repubblica a Piazza Navona – nonostante la Questura di Roma abbia tentato in ogni modo, senza riuscirci, di dirottarla in ossequio al Protocollo “ammazzacortei” siglato a Roma da Sindaco, Prefetto, partiti politici e Cgil, Cisl e Uil. Verrà aperto da migliaia di precari di tutti i settori, seguiti dai lavoratori dei Trasporti in lotta anche per difendere il diritto di sciopero. Seguiranno poi i sindacati di base, le forze sociali, gli studenti, le forze politiche.

Roma, 24 marzo 2009


SdL intercategoriale - Confederazione Cobas - CUB

 



Stampa la notizia: Cub - Cobas - SdL: Manifestazione Nazionale sab. 28 marzo 2009 a Roma
Inviato da : Lunadicarta - Giovedì, 19 Marzo 2009 - 11:26

 

 

Il manifesto libri

20 marzo 2009
 
Vittorio Arrigoni
 
GAZA
RESTIAMO UMANI
 
dicembre 2008 - gennaio 2009
 
 
 arrigoni.gaza.restiamo.umani
 
Dal 20 marzo in edicola e in libreria
pp. 128 euro 7 oltre il manifesto
 
 
Durante l'ultima offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, Vittorio Arrigoni è stato l'unico italiano che, in qualità di testimone oculare, sia riuscito a raccontare - dalle colonne del manifesto - gli orrori, le sofferenze e le conseguenze dell'operazione "Piombo fuso".
 
Pacifista dell'International solidarity movement, scrittore e autore del blog guerrilla radio, durante le tre settimane di bombardamenti scattati il 27 dicembre scorso, Arrigoni ha aiutato i paramedici palestinesi a soccorrere i civili e ha raccolto le storie della popolazione con cui tuttora vive. Ha rappresentato una voce unica, in un panorama informativo quasi completamente azzerato dalla censura israeliana, che ha vietato alla stampa l'accesso alla Striscia per tutta la durata delle operazioni militari.
 
Il ruolo della propaganda di guerra e il coinvolgimento di civili innocenti sono tra i temi centrali delle riflessioni di Arrigoni, che abbiamo raccolto in forma di diario nel volume "Gaza. Restiamo umani" (pp. 128, euro 7), con prefazione di Michele Giorgio e postfazione di Tommaso Di Francesco.
 
Il libro sarà in edicola e in libreria dal 20 marzo.
 
Una parte dei ricavi sarà devoluta al Palestinian center for democracy and conflict resolution, impegnato nella protezione dell'infanzia a Gaza.
 
Ufficio stampa
Michelangelo Cocco
Antonio Conte
 
Segreteria di redazione
Francesca Landini
06/5881496
 
 
 


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