Appelli da sottoscrivere

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Appelli da sottoscrivere

Vedi tutti gli articolo di questo soggetto.

Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 24 Marzo 2005 - 20:29






Terri Schiavo
una battaglia per la vita

Una piccola raccolta dai siti di contro informazione e le petizioni da firmare da leggere all'interno, per prima quella di MoveOn pac a questo link:

http://www.moveonpac.org/grandstanding/

Disabled activists stage a protest calling for continued care and feeding of Terri Schiavo during a protest at the Thompson Center Plaza in Chicago, Illinois. Schiavo, the brain-damaged woman caught in a right-to-die controversy, weakened but clung to life as final pleas were made to save her 12 days after her feeding lifeline was cut(AFP/Getty Images/Scott Olson)

UPDATE 30 marzo

la protesta dei grandi disabili

Disabled activists stage a protest calling for continued care and feeding of Terri Schiavo during a protest at the Thompson Center Plaza in Chicago, Illinois. Schiavo, the brain-damaged woman caught in a right-to-die controversy, weakened but clung to life as final pleas were made to save her 12 days after her feeding lifeline was cut(AFP/Getty Images/Scott Olson)



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 04 Marzo 2005 - 21:01

Giuliana Sgrena ? libera!

now ...


 
Giuliana ? libera! La notizia ? di pochi minuti fa, passata da Al Jazeera e poi rilanciata immediatamente dalla Rai, che ne ha dato notizia all'interno delle proprie trasmissioni. Naturalmente le Agenzie nazionali hanno battuto la notizia in fretta e furia e gi? ora va su tutti i tg. Sapremo tutto al pi? presto e, anche se ci si deve immediatamente attivare per evitarle interrogatori stressanti da "voi sapete chi", ora pi? che mai si deve lavorare per la liberazione degli altri ostaggi e per un Iraq finalmente libero dagli americani.


NICOLA CALIPARI

La comunit? dell'Associazione Argon Bloggersperlapace e la Rete degli Artisti contro le guerre, profondamente colpiti, si uniscono al dolore della famiglia di Nicola Calipari, poliziotto italiano ucciso da una raffica di 300 proiettili americani mentre accompagnava all'aereoporto Giuliana Sgrena appena liberata, ed invitano il Governo italiano al ritiro delle truppe dall'Iraq.

Loredana Morandi
Ass.ne Argon Bloggersperlapace
Rete Artisti contro le guerre

Seguono articoli e comunicati ricevuti ...


 



Stampa la notizia: GIULIANA E' LIBERA! UCCISO NICOLA CALIPARI DAGLI AMERICANI
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 19 Febbraio 2005 - 12:16



Stampa la notizia: FOR GIULIANA
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 16 Febbraio 2005 - 18:05








Palestina



Afghanistan



Afghanistan



Iraq - Hilla Ospital
bambino ferito dalle cluster bomb americane



Iraq - Hilla Ospital
bambina ferita dalle cluster bomb americane



Iraq - Falluja 



SEE ALSO
http://www.ilmanifesto.it/pag/sgrena/fotobambini/tumb/

All'interno: avvisi e comunicati dai movimenti e dalle parti sindacali (Telestreet, Peacelink, Tavolo Migranti Bologna, Cantieri Sociali, Federazione Stampa e SinCobas). Dichiarazioni di: Malabarba (Prc), Boco (Verdi), Bordon (Margherita) la dichiarazione di voto dell'Unione (DS, Margherita, Sdi, Repubblicani Europei).



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 07 Febbraio 2005 - 18:43





Appeal Giuliana Sgrena - Arabic Text




Stampa la notizia: Arabic test appeal Giuliana Sgrena
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Febbraio 2005 - 19:10

Giuliana Sgrena

''Liberate una delle voci ancora libere di descrivere la realt? dell'Iraq''

Il testo integrale dell'appello del 'Manifesto'

E' stato trasmesso in sintesi dalla tv araba al Jazeera: ''Giuliana ? sempre stata alleata del popolo iracheno''

 Roma, 6 feb. (Adnkronos) - ''Ci rivolgiamo agli uomini che hanno rapito la nostra Giuliana Sgrena e chiediamo loro di liberarla, non solo per un atto di generosita' e misericordia ma perche' Giuliana e' sempre stata una giornalista che si e' sempre battuta per la pace e dunque e' sempre stata alleata del popolo iracheno''. Comincia cosi' il testo integrale dell'appello del 'Manifesto' trasmesso in sintesi da Al Jazeera.
''I suoi articoli sul 'manifesto' hanno sempre espresso opposizione alla guerra di occupazione condotta dagli Stati Uniti e dalla coalizione internazionale che questa guerra ha appoggiato -prosegue il testo- Tenerla prigioniera e farle del male equivarrebbe a danneggiare gravemente la causa dell'Iraq agli occhi del mondo e darebbe ragione a chi sostiene la necessita' di portare 'la democrazia e la liberta'' al mondo arabo-musulmano con la violenza delle armi''.
''Il manifesto non lo crede e non lo ha mai creduto. 'Il Manifesto' e' un giornale indipendente, pacifista per tradizione, che ha sempre criticato duramente la 'guerra preventiva' di Bush. Perche', anche grazie agli occhi di Giuliana, ha visto e vede le sofferenze che ogni giorno vengono inflitte agli iracheni sotto occupazione, donne e bambini innanzi tutto, e ha voluto sempre darne conto''.
''Un compito difficile, nella follia delle armi che si e' impossessata del mondo ma che un esito negativo della vicenda di Giuliana renderebbe ancora piu' difficile -ancora ribadisce 'Il Manifesto'- E l'Iraq resterebbe ancora piu' solo. Affrettate la liberazione di Giuliana Sgrena, ve ne preghiamo in nome del popolo iracheno che volete difendere. Liberate una delle voci che ancora sono libere di descrivere la realta' dell'Iraq per quello che e' e che ancora si oppongono a ogni tirannia''. 
 
http://www.adnkronos.com/Esteri/2005/Settimana06da31-01a06-02/sgrena_appello_manifesto_060205.html

VIDEO ANSA DEL 6 FEBBRAIO 2005
http://www.ansa.it/main/notizie/videonews/30secondi/2005-02-05_3966237.html

SEGUONO I COMUNICATI DI: UCOII, Nello Margiotta per Peacelink, Natan Never dalla Palestina, Comitato Cittadino Napoli contro la guerra, Megachip, Fiom Nazionale, Partito Umanista, PLMI, Beati costruttori di pace, Comitati Genova, Forum del Teatro, Fulvio Grimaldi. Per gli appelli vedi anche:

L'appello degli Artisti:
http://www.siatec.net/bloggersperlapace/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=738

La rassegna e i comunicati del 5 febbraio:
http://www.siatec.net/bloggersperlapace/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=734



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 05 Febbraio 2005 - 14:56

Giuliana

February 5, 2005
From ?il manifesto?, Italy

Dear Giuliana, please forgive us for writing you a letter that you won?t be able to read right away, but only later, when you phone us as you?ve been doing every day, to tell us, as you were planning to do yesterday, what you were going to write about from Iraq for this morning's edition of the newspaper.

Please forgive us if we have put you on the front page. Today, you are the news, and our job, the best part of our job, is to say what happens, including what lies in the shadows, what isn?t apparent or ?official?, what happens to flesh-and-blood people. Our job is a job on the border line and, for that reason, as a Mexican writer used to say, ?one of the jobs worth doing?. Sometimes it?s reduced to simple daily routine, and it?s up to us to make something real of it. That?s why you are in Iraq now, as you were many other times. A country you love, not abstractly, but because you love its people, tormented by so many years of war, tyranny, embargo, terrorism. That?s why you decided to run the risk always run when the official dispatches are pushed to one side and you leave the hotel. That?s why you preferred to go out and look for the truth, with its difficult ambiguities. In this sense, we are ?in the wrong?, truly and rightly so.

Dear Giuliana, each time you left - each time any of us leaves - for a mission in a ?difficult? zone, we would meet to discuss what had to be done, but also to wonder about the meaning of the mission, if it was worth doing. The answer has always been, and will always be the same: "It's worth doing, and we need to do it in order to understand and make other people understand, because on our part it's needed, for the people who must be in this world, but without being prisoners in it?.

And it?s a fine thing, truly beautiful, to have the chance to see and describe life in absolute freedom. This is the story of our newspaper for which we accept the price of a somewhat insecure existence or, worse, risking unpleasant encounters. It?s a privilege we keep firm hold of; it would be easy to give up, but terribly sad, and an act of violence against who we are.

Dear Giuliana, you are now in the hands of unknown people who see themselves as hostile. It?s not even worth telling you that it?s as if we were there with you, together with so many other people, including all those who phoned yesterday or came to the paper. We hardly need to tell you, you know it already. And you?ll find a way of telling the people who are holding you how senseless their act is, as you did when you explained to us and everyone the folly of war, of a 'democracy' imposed by the force of arms, of terrorism - in the same words you have used in our newspaper for all these years.

Right now, with those closest to you and your friends, we are concerned. Yet we launch no appeal, we foreswear nothing, and we implore nothing from anyone. We hope only that the great solidarity expressed for you in the last few hours can become concrete action. Those who unleashed the folly that has now come to visit itself on you, have a duty to act to get you free in the shortest time possible. Those who hold you should listen to you and realise you are the enemy of no-one.

Dear Giuliana, some people are already saying that your abduction is a sign of retribution, against us as pacificists and left-wing journalists. They tell us we should repent. We are sure you repent not a single comma of what you wrote. Four our part, we won't disappoint you, that?s for sure. Rather, as far as we can from here, we prefer to share the fear of the moment, and to do so together. This is the only ?weapon? we have and the only one we would like to see in the world. It?s the way you are, and the way we are.

Dear Giuliana, today, we are meeting in a square in Rome to defeat fear together, just as we did when we marched to stop the war or to say that we reject the inhumanity it has brought. It will be as if we were together, just as we are with you now, even if only in thought.

We look forward to hearing from you.

For now, a big hug from us all, and see you soon.
From ?il manifesto?, Italy



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 13 Gennaio 2005 - 09:42

20 gennaio 2005: Giorno internazionale di digiuno e della preghiera per pace e la democrazia

Questa idea ? stata ispirata dal Mahatma Gandhi il cui lavoro, sotto forma di resistenza nonviolenta, ha contribuito a liberare l'India da una delle forze pi? potenti di quel tempo, l'impero britannico.

Il 20 gennaio 2005, il sig. Bush prender? l'ufficio del presidente degli Stati Uniti per la seconda volta. Molta gente mette in discussione la legittimit? della sua presidenza dopo che abbia vinto due termini nelle elezioni vicine cariche di oppressione intenzionale dell'elettore, da parte dei membri del partito repubblicano.

Nel suo primo termine, il sig. Bush ha messo gli Stati Uniti ed il mondo in pericolo con la sua aggressione inutile, il suo stubbornness prideful ed il suo rifiuto per esercitarsi nell'arte della diplomazia, mentre trascurava di ascoltare la volont? dei cittadini americani, cos? come la Comunit? internazionale.

? tempo per la gente degli Stati Uniti ed i nostri amici nella Comunit? internazionale di pregare per pace e la democrazia. Di conseguenza associatevi, prego, a questa azione di resistenza nonviolenta.

Il 20 gennaio, associatevi ad un giorno della preghiera e di digiuno per la pace e la democrazia.

Non andare a lavorare. Datti malato, trascorri un giorno di vacanza, o trova il modo di evitare il lavoro quel giorno. Se siete membri di un sindacato, chiedete alla vostra unione per dichiarare un giorno di sciopero. Se siete un proprietario di affari, chiudete il vostro commercio per un giorno e date ai vostri impiegati un giorno di festa.

Non spendete soldi. Se siete americani o in tensione in un paese che ha partecipato alla guerra nell'Iraq, non spendete alcun soldo in quel giorno. L'economia corporativa che ha sostenuto questa guerra deve ottenere un messaggio. Se provenite da un paese che non ha partecipato alla guerra, non comprate il mercato americano o altre merci importate quel giorno, ma soltanto quelle fatte nel vostro paese.

Raccoglietevi in gruppi per pregare e digiunare per pace e la democrazia. Potete partecipare a questo evento a qualunque religione vi appartenga, o persino se siete un agnosticico o un ateio. Se non pregate, passate il tempo pensando al risultato positivo e pacifico che vorreste realizzare per il mondo.

Insieme, i nostri pensieri positivi possono contribuire a guarire il mondo ed i nostri atti della non-cooperazione con la struttura corporativa di alimentazione li metteranno sull'avviso, che non accetteremo la loro guerra e la loro soppressione della democrazia.

"Quando despair, mi ricordo di che interamente con storia il senso della verit? e dell'amore ha vinto sempre. Ci sono stati tyrants ed assassini e per un certo tempo sembrano invincible ma alla fine, cadono sempre - pensi esso, SEMPRE." -- Mohandes K. Gandhi

Per mostrare il vostro sostegno questa idea, firmi prego la petizione qui: http://www.petitiononline.com/pray120/petition.html



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 08 Gennaio 2005 - 18:21




SCIOPERO DELLA FAME
ad oltranza 



CONTRO LA CORRUZIONE E IL MONOPOLIO SULLA
CASA DELLA PACE DI ROMA
 
presidio al Campidoglio
tutti i giorni orario 10,30 - 12,30
 
- Conferenza Stampa -
 
domenica 9 gennaio 2005 ore 10,30
ai piedi della scalinata.
 


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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 04 Gennaio 2005 - 20:16

Questa ? una situazione terribile.

IL RISCHIO DI SFRUTTAMENTO DEI MINORI NEL SUD-EST ASIATICO:
OGGI NE PARLANO TUTTI, FINALMENTE! E POI?

Milano, 4 gennaio 2005

Le Nazioni Unite, i Governi e numerose organizzazioni non governative a livello internazionale hanno avviato iniziative a favore dei bambini vittime della catastrofe asiatica.

Mani Tese ribadisce che l?impegno a favore dei nuovi orfani del Sud-est asiatico deve essere portato avanti affidandosi alle organizzazioni locali, promuovendo il sostegno e la crescita delle intere comunit? in cui i bambini vivono.

Mani Tese, forte dei suoi 40 anni di esperienza di lavoro in India, sente il dovere di far sentire la voce di chi lavora sul campo a favore dell?infanzia: "E? necessario tornare al pi? presto alla normalit?", dice Paul Baskar, direttore di Peace Trust, una ONG indiana che Mani tese da anni sostiene in progetti volti all?eliminazione dello sfruttamento del lavoro minorile "Nell?area costiera del Tamil Nadu, dove operiamo, ci sono molti bambini ? continua Baskar ? i cui genitori sono stati portati via dall?acqua. Ora si trovano nei campi allestiti per i profughi, ma bisogna organizzare al pi? presto per loro un?alternativa. Una casa, in cui offrire loro un sostegno psicologico e poter ritrovare un ambiente sereno per dimenticare quanto hanno vissuto in questi giorni."

Peace Trust ha attivato una rete di comunicazione e di informazione, attraverso la radio, per denunciare il rischio dell?abuso sulla libert? dei minori. ? fondamentale fornire a queste realt? le risorse necessarie affinch? possano organizzare le proprie attivit?, e far s? che il maggior numero possibile di minori sia assistito in modo adeguato, salvaguardandone l?incolumit? fisica e psicologica, per quanto possibile dopo un dramma delle dimensioni di quello vissuto.

Tra le azioni immediate, individuate come prioritarie da Peace Trust e che Mani Tese intende sostenere: 1. l?identificazione dei minori vittime; 2. l?assistenza psicologia e sanitaria; 3. azioni rivolte all?ospitalit? dei bambini.

Peace Trust vuole istituire una struttura residenziale per accogliere i bambini orfani dei distretti di Nagapattinam e Caddalore, che potranno all?interno della stessa Special Home riprendere al pi? presto a frequentare la scuola.



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