Appelli da sottoscrivere

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Appelli da sottoscrivere

Vedi tutti gli articolo di questo soggetto.

Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 04 Gennaio 2005 - 12:22

L'appello che segue ? stato sottoscritto sia da cingalesi che da tamil presenti in Italia, uniti nell'affrontare le difficolt? delle leggi sull'immigrazione in un momento cos? tragico. E' importante sottoscriverlo e dargli forza, per cercare di incidere realmente sulle procedure inumane della Bossi-Fini. E' inoltre importante monitorare costantemente gli organi predisposti onde evitare il rimpatrio forzoso di chi in Italia ci vive da anni.

Leggete e aderite!

APPELLO PER AGEVOLARE IL RIENTRO E LA PARTENZA DEGLI IMMIGRATI RESIDENTI IN ITALIA E ORIGINARI DEI PAESI COLPITI DAL MAREMOTO IN ASIA

Le cifre crescenti di morti e dispersi che giungono dall'Asia meridionale danno via via che i giorni passano la misura di una tragedia impensabile fino a qualche giorno fa, e che ha coinvolto cittadini di vari paesi del mondo; da qui possiamo solo immaginare le enormi difficolt? in cui versano ora i sopravvissuti, spesso lasciati senza soccorso e ancora intenti a seppellire i corpi dei loro cari morti. Parenti e amici di quelle persone lontane colpite da morte e distruzione vivono e lavorano intorno a noi, nelle nostre citt?: pi? numerosi gli immigrati da Sri Lanka e India, ma sicuramente anche provenienti dagli altri Paesi coinvolti. Anch'essi si trovano ad affrontare - oltre allo shock della distruzione del proprio Paese e della perdita di parenti e amici - ostacoli legati alle leggi sull'immigrazione, se recatisi in patria per le vacanze di fine anno ora debbano rientrare e magari abbiano perso tutto nella tragedia, o se per gravi motivi intendano recarsi l? in questi giorni. Come segno tangibile di sostegno nei loro confronti, e nello spirito delle dichiarazioni del Ministro Pisanu, il quale ha dichiarato di voler agevolare il rientro degli immigrati da quei Paesi, proponiamo, come comunit? di immigrati qui residenti, come associazioni antirazziste e di solidariet?, come partiti e come societ? civile, i seguenti atti, da adottare rapidamente vista la gravit? della situazione:

Segue ...



Leggi tutto... (4176 byte rimanenti) Stampa la notizia: APPELLO PER AGEVOLARE IL RIENTRO NEI PAESI ORIGINARI COLPITI DALLO TSUNAMI
Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 31 Dicembre 2004 - 14:21

Il comunicato del Comitato Immigrati in Italia completa idealmente la sollecitazione promossa da Bloggersperlapace e dalla Rete Artisti contro le guerre a favore delle popolazioni asiatiche colpite dallo tsunami. Cosa far? il governo per gli immigrati?

CII
in lotta
Comitato Immigrati in Italia

30 dicembre 2004

Premessa per gli auguri di un nuovo anno

A 4 giorni dal maremoto nel sud est asiatico, che come noto ha colpito milioni di esseri umani distruggendo intere aree popolate, il Comitato Immigrati in Italia, coinvolto nel dolore, manifesta commosso la totale solidariet? con le famiglie trascinate in questa apocalittica tragedia.



Leggi tutto... (4248 byte rimanenti) Stampa la notizia: Comitato Immigrati in Italia al Governo
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 28 Dicembre 2004 - 17:14

Di seguito alcuni degli appelli a favore delle popolazioni colpite dal sisma a noi pervenuti oggi.

UPDATE: ALL'INTERNO I COMUNICATI STAMPA E GLI APPELLI DI Rock no war, Mani Tese, Islamic Relief Italia e internazionale, Save the children, JVP Italia, Senza Confine, Medici senza Frontiere e l'aggiornamento UNHCR

UNHCR Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

SRI LANKA: L'UNHCR ASSISTE LE VITTIME DEL DISASTRO

La missione dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Sri Lanka ha messo a disposizione le proprie scorte di aiuti nei depositi locali per fornire immediata assistenza alle vittime del devastante maremoto di domenica scorsa che ha causato migliaia di vittime, feriti e sfollati.

"Le dimensioni della tragedia sono cos? immani e sconvolgenti che faremo tutto il possibile per unirci allo sforzo della comunit? internazionale nel portare aiuto pi? rapidamente possibile alle vittime di questa enorme catastrofe naturale. Gli aiuti dell'UNHCR sono normalmente destinati alle persone in fuga da guerre e persecuzioni, ma in questo caso di tratta di un'emergenza e la popolazione locale ha bisogno di aiuto ora" ha affermato l'Alto Commissario per i rifugiati Ruud Lubbers.

L'UNHCR sta fornendo 18mila teloni di plastica, 17mila materassini di plastica e kit di altri aiuti non alimentari per 2mila famiglie, che contengono set per cucinare, taniche di plastica, zanzariere e vestiario. L'organizzazione non governativa tedesca Stichting Vluchteling - che collabora con l'UNHCR nei programmi in favore dei rifugiati - ha annunciato ieri che attraverso una speciale raccolta di fondi potrebbe riuscire a coprire 200mila dei circa 280mila dollari necessari per l'assistenza.

In un incontro tra governo dello Sri Lanka e agenzie delle Nazioni Unite tenutosi ieri mattina nella capitale Colombo, ? stato stabilito che l'UNHCR concentrer? i propri sforzi sulla consegna degli aiuti nelle aree dell'est del paese, in passato colpite dalla guerra e nelle quali l'UNHCR ha uffici e accesso.

Sono complessivamente sette gli uffici dell'UNHCR in Sri Lanka, paese nel quale l'agenzia ? impegnata da quasi vent'anni nell'assistenza degli sfollati e dei rifugiati di ritorno dall'esilio.

L'entit? complessiva dell'impatto del disastro in Sri Lanka ? ancora sconosciuta poich? i sistemi di comunicazione nell'isola sono saltati. Le informazioni dalle aree pi? remote, nelle quali l'accesso ? pi? difficile, sono scarse. L'UNHCR sta fornendo immediatamente tutto il sostegno umanitario possibile in attesa che ulteriore assistenza internazionale giunger? nel paese. L'agenzia sta inoltre collaborando nell'ambito del team delle agenzie ONU nel sostenere il governo dello Sri Lanka a far fronte alla tragedia e sta sostenendo il coordinamento dell'intervento d'emergenza anche a livello locale.

Ieri l'UNHCR ha ricevuto notizie su un gruppo di mille rifugiati provenienti dallo Sri Lanka che si trovano nel campo di Keelputhupattu, nella regione indiana del Tamil Nadu, colpiti dallo tsunami ma che fortunatamente non hanno registrato vittime. I rifugiati si sono trasferiti in un ostello di missionari cristiani a Pondicherry e l'UNHCR ha in programma di effettuare quanto prima una missione da Chennai, per valutarne la situazione.

L'UNHCR ? inoltre in attesa di ricevere notizie sulle condizioni di circa 80 rifugiati e richiedenti asilo nel remoto arcipelago indiano delle isole Andamane. -- 28 dicembre 2004



Leggi tutto... (33546 byte rimanenti) Stampa la notizia: EMERGENZA E AIUTI AI POPOLI COLPITI DAL MAREMOTO
Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 24 Dicembre 2004 - 17:28

Per gli internettiani questo ? un periodo all'insegna del "troian natalizio", io registro 5 attacchi ogni 20 minuti... Ecco i nostri auguri!




Un augurio con l'invito ai pacifisti e ai politici italiani ad abbandonare le falsit? e a lavorare pi? seriamente per la Pace, senza ricercare indiscriminatamente fama o potere personale a discapito delle povert? del mondo, qui in italia, come nei paesi martoriati dai conflitti.

Loredana Morandi aka Lunadicarta

***



GLI AUGURI DI barbutONE alias il regista Simone Barbuti
CLICCA SULLA FOTO !

***

PREGHIERA ALLA STORIA

OIKOS - LOGOS / CASA - PAROLA
Specchio del mondo, microcosmo, soffice verde-spazio
respiro ristoratore, sorgente vivida,
sapore antico di libert?,
spazio interno, mare pulsante,
nido dove l?uccello lascia le sue piume
e il suo odore,
tana del polpo, lastricato di artistiche pietruzze,
arnia dove sussurrano pensieri matematici,
casa mia, dove i miei figli dormono abbracciati

OIKOS - LOGOS
 
Non fa rumore la preghiera dei bambini,
non inquina il desiderio d?amore,
se il futuro fosse, la realizzazione dei desideri;
non nostalgia ma magia pura,
per levare il dolore e il veleno
dal mare mortificato, dal sole malato,
per togliere l?amaro in bocca,
placare l?agguato della morte,
risanare le rondini soffocate,
annullare la polvere della storia
legare le energie in un abbraccio cosmico

OIKOS - LOGOS, CASA - PAROLA.

CARLA GUIDI dal testo "Come le bestie"  2004


***

Buon Natale a tutti...

 
....MA PROPRIO A TUTTI
 
bambino iraq.jpg
RICCARDO (SAMMY)

***

Augurio per l'anno a venire?

Se gli uomini capissero
che la pace illumina la vita
che l'altro ? tuo fratello
e la guerra te ne priva
che peggio delle rovine
sono la disperazione e la solitudine.
Se gli uomini capissero
l?importanza della vita
e la recondita gioia
di essere parte
di questo miracolo.
Se gli uomini capissero
che la notte
? solo l?altra faccia
del giorno
e che gli incubi
sono solo il risvolto
dei sogni.
Se gli uomini capissero
che il bene
rimane come eterna traccia
del loro passaggio
lungo questo breve sentiero
chiamato Terra.
Se gli uomini capissero?

Edvino Ugolini

***

 
Betlemme, chiesa della Nativit?
 
Spegni la guerra, accendi la Pace
 
Umanit? piagata
non piangere pi?!
Dal Primo Tabernacolo
? nato Ges?.
Egli ti porta nel suo Natale in dono:
gioia, speranza e del Padre
il perdono.
Prendi per mano
il vicino fratello,
e insieme a lui cammina
verso un mondo pi? bello,
fatto di comprensione,
di amore e
di condivisione.
 
Spegni il rumore della guerra!
Accendi il silenzio della Pace.

Caterina, Legionaria di Maria

Natale 2004

***

Cara Loredana
tanti, tanti auguri di serenit? da parte mia e di mia moglie.
Con affetto

Pino ed Alma De Lucia



Leggi tutto... (11107 byte rimanenti) Stampa la notizia: AUGURI DA TUTTI NOI E GLI AUGURI RICEVUTI
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 04 Dicembre 2004 - 22:43





Nell'ultima settimana ? stato ospite della comunit? kurda di Roma e dell'Uiki Onlus Ali Dogan, del CRADHOM - Centre de Recherche et d'Action pour les Droits humains en Mediterranee. 
Il gruppo romano degli Artisti, ed in particolare Loredana Morandi e Emilio Leofreddi, hanno avuto il piacere di incontrare Ali Dogan, in Italia accompagnato da Arnaud giovane attivista e cameraman, per rilasciare una intervista a sostegno della causa politica kurda in Turchia, anche a titolo di adesione all'appello per una amnistia generale a favore dei detenuti politici della minoranza etnica lanciato in questi giorni.
Aver conosciuto Dogan ? stato per noi un vero piacere, di cui siamo particolarmente grati al mio amico Hilmas, membro dell'Uiki.

Al? Dogan ? persona squisita e disponibilissima, nonostante egli sia un personaggio internazionale conosciutissimo proprio perch? impegnato per i diritti della minoranza kurda in Turchia. In rete ? possibile infatti leggere ed ascoltare in voce alcuni degli interventi sostenuti a congressi internazionali sui diritti delle minoranze nel bacino del Mediterraneo e, argomento ancor pi? interessante per noi bloggers, sulla facilit? di accesso ai sistemi tecnologici e alla rete internet per i popoli mediorientali con particolare riferimento alla questione migranti.
Dogan, nella sua intervista ha voluto porre tre domande sostanziali. La prima sull'entrata della Turchia in Europa e sui progressi della democratizzazione nel paese a questo fine. La Turchia apparentemente non ? pi? quella di una volta, ma noi italiani sappiamo che la questione kurda ? assolutamente fondamentale sia risolta in modo tale da consentire una convivenza democratica interna fra tutte le etnie. Il paese mediorientale incuneato geograficamente ha appena risolto il conflitto politico interno, con la seconda celebrazione e l'assoluzione di Leyla Zana e dei suoi tre colleghi. Ma Ocalan ? ancora detenuto in uno dei pi? severi carceri del pianeta e, nonostante una identica richiesta/condanna europea a ricelebrare nuovamente il processo, il leader resta confinato sull'isola ove ? sito il supercarcere. Questi sono valori, che non possono essere acquistati con l'offerta di ospitare tv italiane sul territorio nazionale, bens? con una vera volont? democratica.
La seconda domanda verteva sulla ripresa delle ostilit? militari turche contro coloro che, della minoranza kurda, sono identificati dallo stato come il nemico interno per ragioni etniche e politiche. Questo drammatico effetto, alla luce della posizione turca nel conflitto iracheno e sui precedenti mai scomparsi dei "guardiani del villaggio", sorta di squadracce in grado di sfollare interi piccoli centri abitati e di impossessarsi delle terre e delle case di propriet? della popolazione con metodo sistematico ai danni della minoranza kurda, ? davvero preoccupante e tale da non favorire un ingresso immediato della Turchia nell'Unione Europea.
Presto l'indagine giornalistica di Ali Dogan sar? concessa ai media televisivi e raggiunger? la Turchia, una parte dell'Iran e molti altri paesi raggiungendo moltissime persone. Ali inoltre mi ha promesso di farmi pervenire del materiale divulgabile in rete, anche se credo di aver scoperto un suo piccolo segreto telematico: il sito da cui ho tratto il logo in alto:
www.dozame.org.
Concludo questo mio primo articolo sui nostri rapporti con il Cradhom, invitandovi a leggere e a sottoscrivere l'appello che segue, con la terza domanda posta a me e ad Emilio da Ali Dogan: "Quale il messaggio degli Artisti italiani per gli Artisti kurdi e turchi?" Certamente quello di fare ogni sforzo per lavorare insieme, artisti turchi e kurdi senza distinzioni, perch? nel bello, nella musica ed in ogni momento dell'arte non v'? distinzione perch? l'Arte parla direttamente all'animo umano. Noi Artisti contro le guerre siamo aperti a sostenervi nel lavoro collettivo di democratizzazione del vostro paese. 
Doza me. Doza Weye!

Loredana Morandi



Leggi tutto... (4072 byte rimanenti) Stampa la notizia: Appello per una amnistia generale dei detenuti kurdi turchi
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 20 Novembre 2004 - 18:01

NO ALLA PENA DI MORTE !

di Loredana Morandi

Oggi la Corte di Giustizia afghana ha condannato a morte Reza Khan, uno dei banditi che uccise Maria Grazia Cutuli e i suoi tre colleghi.
Ecco questo ? un momento per l'intero movimento pacifista nel quale dare una importante testimonianza di Amore verso i Popoli martoriati delle terre di conflitto, con il dichiarare a gran voce il nostro NO alla pena di morte, per quegli uomini che pure hanno ucciso.
Soldi per i pacifisti ce ne sono sempre pochi, ma varrebbe davvero la pena di tappezzare l'Afghanistan e anche l'Iraq di manifesti con questo slogan. Forse l'amore pu?, se non cancellare, almeno attenuare il profondo dolore e la rabbia di questi popoli che si sono visti strappare tutto. Maria Grazia era una giornalista ed esercitava il duro lavoro del reporter di guerra. A me, classe '63 che ha visto la morte da vicino qui in Italia, piace immaginarla nella sua redazione, intenta a scrivere un pezzo proprio come questo. Contro la pena di morte e per la vita. Ringrazio profondamente la fede della famiglia della collega scomparsa per aver pronunciato per prima le bellissime parole: "Siamo contro la pena di morte" .
La guerra ? sempre un vissuto terribile. Per chiunque, ma in modo particolare per le donne colpite negli affetti o contro la famiglia.
Oggi, insieme alle ferali notizie sugli scontri in tutto l'Iraq, giunge anche la notizia della liberazione di Teresa Borcz Khalifa, l'operatrice umanitaria rapita dalla resistenza irachena. Alcuni giorni fa alcune notizie ipotizzavano l'uccisione della 54enne polacca, sposata ad un iracheno e residente in Iraq da un trentennio. Siamo felici per lei di questa conclusione. Cessa la sua sofferenza e, come ? stato anche per le nostre due Simone, sembra che ella abbia dichiarato di essere stata trattata bene dai suoi sequestratori.
Altre due donne muoiono oggi in Iraq, sono Amal Abdel-Hamid al-Maamalji, funzionaria del ministero dei lavori pubblici e la sua segretaria. Con loro, crivellati di colpi, sono morti anche l'autista e una guardia del corpo.
Questi episodi di violenza contro le donne, la scomparsa di Maria Grazia, uccisa da banditi che volevano derubarla e l'uccisione di Margaret l'operatrice umanitaria, uccisa pochi giorni fa nonostante l'amore profuso alla popolazione indigente, devono indurre in particolar modo le DONNE di tutto il pianeta a RIBELLARSI di fronte a tale stato di sudditanza nei confronti dell'interesse economico.


Segue un articolo tratto da Repubblica



Leggi tutto... (3301 byte rimanenti) Stampa la notizia: NO ALLA PENA DI MORTE
Inviato da : Admin - Venerdý, 22 Ottobre 2004 - 13:22

Mi permetto di inserire questa news anche se non ha strettamente a che fare con la pace....penso sia importante (nel caso provveder? a cancellarla)Dominique ? un ragazzo afro-americano di 24 anni. E? stato condannato a morte quando aveva da poco compiuto 18 anni., accusato per un omicidio avvenuto durante una rapina. Catturato con la violenza e sottoposto ad un interrogatorio senza che gli fosse concesso di vedere un avvocato, ha subito un processo ingiusto. Dominique sar? giustiziato il 26 Ottobre. Servono milioni di firme...e ce ne sono solo 4000. Firma la petizione ([url]http://www.petitiononline.com/dgreen/petition.html [/url] ) ! Se volete sapere di pi? su Dominiqie, visitate il sito [url]http://www.santegidio.org/it/pdm/dominiq.htm[/url] Questa ? una sua poesia: Ho trovato una mano che mi aiuta Una spalla forte a cui appoggiarmi Un sorriso gentile che mi rallegra Un'amicizia buona da cui dipendere A volte temo che possa dissolversi Anche se ? sempre nei miei pensieri Mentre passo i miei giorni Intrappolato nel buio Ne hanno portato via un altro Un amico che non rivedr? pi?. Sono debole, sto impazzendo Che cosa posso fare? Troppe cose, a catena, non vanno Troppe per poterle contare Non riesco pi? a sopportarle ... e tu? Dominique Green, 9 febbraio 1996 dalla prigione della contea Harris - Hudston [url] http://www.petitiononline.com/dgreen/petition.html [/url]


Stampa la notizia: Pena di morte...aiutiamo Dominique !!!
Inviato da : alessiopeterpan - Mercoledý, 20 Ottobre 2004 - 23:24

Salviamo Dominique Green !

Dominique Green ha  30 anni

? afro-americano
? povero
? condannato a morte

Dominique ? il primo che abbiamo conosciuto, il primo di tanti amiciVogliamo salvare la sua vitaAiutaci ad aiutare Dominique, aiutaci a fermare la pena di morte

Immagina di avere 18 anni, di essere cresciuto per strada e di essere nero, nei sobborghi di Houston, Texas.
Immagina di avere genitori separati che non ci stanno e che quando il giudice chiede cosa fare di te tua madre dica: ?potete anche toglierlo dalla circolazione?.
Immagina di sognare di far parte di un gruppo musicale e di imparare a suonare la chitarra e invece di trovarti come amici alcuni che cercano soldi facili, con altri due ragazzi neri, pi? decisi di te, e un bianco. Immagina una sera maledetta e che viene sparato un unico colpo, che uno viene ferito e poi muore.
Immagina che dopo un po? arrestano tutti e non ci sono testimoni oculari. Che si scarica sul pi? debole del gruppo la colpa. Che l?avvocato d?ufficio ? come se non esistesse. Che il pubblico ministero, forse perch? ha fretta, fa finta che hai confessato, e che c?? un processo in cui il giudice non si preoccupa di fermare nessun eccesso razzista.

Il risultato ? che tu sei condannato a morte. A 18 anni.

E? la storia di Dominique Green, afro-americano che da 9 anni sta nel braccio della morte in Texas, prima a Huntsville, adesso a Livingston. Mancata difesa, discriminazione all?interno del gruppo, razzismo: almeno queste sono le gravi lacune del processo e le ragioni di un appello che in questi giorni, ancora una volta, in Texas, una corte ha rifiutato.
Dall?agosto del 1993, Dominique si trova nel braccio della morte. Ci racconta cosa significhi crescere in carcere aspettando la morte. Ci ha parlato di amicizie fortissime nate durante la sua prigionia, interrotte brutalmente dalle esecuzioni, accrescendo una sofferenza divenuta intollerabile. Ci ha spinto all?amicizia. Nella sua prima lettera scriveva: ?... sono prigioniero nel braccio della morte... ho bisogno di qualcuno che voglia aiutarmi. Ho pensato che voi siete in grado di aiutarmi a trovare qualcuno che abbia tempo di scrivermi o di sostenermi, perch? io negli ultimi tempi non sapevo proprio come chiedere aiuto o amicizia.."

Dominique oggi ? un?altra persona. Resiste alla violenza di ieri e a quella di oggi nel braccio della morte provando a vivere ?al contrario?: si sveglia presto, la notte, per leggere, dipingere, scrivere poesie. Riposa, se pu?, di giorno. E come pu?, con altri, ha creato a Livingston un gruppo di sostegno per i detenuti pi? giovani, che li aiuta a non impazzire e a non accettare la sfida disumanizzante della violenza. Attraverso le sue lettere la Comunit? di Sant?Egidio ? entrata pi? in profondit? nell?universo del braccio della morte e da questo primo, intenso rapporto ? nata la Campagna mondiale per una Moratoria universale delle esecuzioni capitali. Perch? nessuno sia pi? giustiziato, negli Usa e nel mondo.
La difesa per salvare una vita ? molto difficile, ma ? una battaglia decisiva: perch? ogni vita ? un valore e per ridare fiducia a chi si trova sotto la minaccia dell?esecuzione capitale. ? una premessa decisiva per diminuire la violenza spezzando la spirale della disperazione e della sfiducia.

Sul sito della Comunit? di Sant'Egidio si pu? aderire all'appello internazionale per salvarlo:http://www.santegidio.org/it/pdm/news/ap_dominique.htm



Stampa la notizia: Salviamo Dominique Green
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 26 Settembre 2004 - 23:55



ART 11
Sana e Robusta
COSTITUZIONE

ti invitano a:

****************************
STIAMO per andar via!


****************************

Presidio permanente di fronte a palazzo Chigi
Tutti i giorni
dalle 19:30 alle 22:30
da mercoled? 22 settembre.

"STIAMO per andar via" ? un presidio costante e nonviolento: tutte le sere donne e uomini faranno sit-in, esporranno messaggi pacifisti, scritte luminose, porteranno magliette luminose per ricordare che l'Italia ripudia la guerra, raccoglieranno firme che verranno consegnate al presidente del Consiglio in persona.

Il presidio, pur nella vicinanza che sente con i quattro ostaggi di "Un ponte per..." e "Intersos", vuole tenere distinta la questione dei rapimenti con la richiesta forte:

STOP ai bombardamenti e
RITIRO immediato delle truppe italiane dall'Iraq.

Vi invitiamo a partecipare numerosi e a farlo in modo creativo.
(Re)inventatevi per affermare che l'Italia deve ritirarsi dall'Iraq.

STIAMO per andar via perch? siamo stanchi di dire ed ascoltare parole scontate, ma andar via dall'Iraq ? necessario e noi stiamo fissi davanti a questo luogo di potere per manifestarlo.

STIAMO per andar via perch? crediamo sia necessario trovare modalit? pi? ferme di dimostrare il dissenso e vorremmo coinvolgervi nel praticarle.

STIAMO per andar via perch? siamo stanchi di dire ed ascoltare parole scontate, ma andar via dall?Iraq ? necessario e noi stiamo fissi davanti a questo luogo di potere per manifestarlo.

STIAMO per andar via perch? crediamo sia necessario trovare modalit? pi? ferme di dimostrare il dissenso e vorremmo coinvolgervi nel praticarle.

STIAMO per andar via perch? andarsene dall?Iraq ? l?unico modo per abbassare il livello di violenza e noi vogliamo ricordare ogni giorno al nostro governo che stiamo dalla parte della pace.

STIAMO per andar via e staremo per andar via finch? la gravit? della situazione resta cos? alta, indipendentemente da quello che ci tocca e dai cambiamenti apparenti.

STIAMO per andar via e per ogni giorno che questa guerra non va via vogliamo impegnarci per costruire una pace che resti.

STIAMO per andar via perch? ci? che succede ? pi? grande di noi, sembra travolgerci, e c?? bisogno di punti fermi per la pace.

STIAMO per andar via ? quello che risponderemo quando ci chiederanno di andarcene, ma noi resteremo. E torneremo qui, tutti i giorni.

"ART 11 - Sana e Robusta COSTITUZIONE"
sono liberi cittadini nonviolenti

Sei un Art. 11 Bloggerperlapace di Sana e Robusta COSTITUZIONE?

VIENI VIA ANCHE TU !



Stampa la notizia: ART. 11 SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE: STIAMO PER ANDAR VIA!
Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 15 Settembre 2004 - 14:19






BAGHDAD IN PIAZZA
PER
SIMONA, SIMONA, RA'AD E MAHNAZ


Baghdad 15 set. - Hanno marciato in centinaia per chiedere la liberazione delle due Simone e dei loro colleghi Ra'ad Al? e Mahnaz, l'ingegnere e il medico iracheno. La grande manifestazione si ? svolta nonostante il clima di guerriglia che si respira a Baghdad, ed ? stata organizzata dalle Organizzazioni Non Governative e della Societ? Civile. Un lungo corteo di persone ha attraversato la zona adiacente la sede cittadina di Un Ponte Per..., costeggiato l'Hotel Palestine e si ? conclusa a Piazza del Paradiso, la piazza della "statua" di Saddam che noi tutti ricordiamo.
Le proporzioni della mobilitazione, i numerosissimi appelli, le dichiarazioni dei leader religiosi inducono a legittimare la sensazione, comune a milioni di italiani, che induce a credere ad una "gestione" politico-ricattatoria dell'intera vicenda ostaggi ad opera di frange di resistenza legate a doppio filo con i "servizi". E lo stesso rapimento ? di fatto una follia, anche considerando il solo sequestro della donna medico irachena, unica ad opporre una resistenza ai sequestratori, nell'emergenza umanitaria contingente al conflitto. Se devo essere sincera io distinguo, fra azioni legittime e azioni illegittime, dal primigenio attentato all'acquedotto di Baghdad, che mise in ginocchio la popolazione civile ma non l'esercito americano, servito per l'acqua direttamente con le autobotti. Proliferano i siti web dell'orrore e con rapidit? scompaiono dalla rete, mentre l'Iraq ? un luogo di dolore e centinaia di persone continuano a morire in questi giorni, per attentati o azioni di guerriglia. Oggi sono stati ritrovati i corpi straziati di tre ostaggi turchi e giunge notizia dell'abbandono di una societ? giordana, il cui personale ? stato rapito in precedenza. Miracoli dalemiani al Parlamento Europeo: il baffino nazionale ha lanciato un appello per il cessate il fuoco, effetti di tutto il dolore del mondo...

LIBERI 750 PRIGIONIERI DI ABU GHRAIB: Questa mattina le forze di occupazione statunitensi hanno rilasciato 750 fra i detenuti del carcere degli orrori. Il carcere attualmente detiene ancora circa 2000 persone, ma la mobilitazione planetaria impedir? il ripetersi dei dolorosi eventi. Non possiamo sapere se fra le persone liberate ci siano o meno alcuni, che hanno subito maltrattamenti o violenze. Dandone notizia vogliamo partecipare alla gioia dei loro cari nel momento della liberazione, senza altro aggiungere. L.M.
UPDATE: Sembra che realmente siano state liberate circa 245 persone. La notizia di agenzia conclude con la "promessa", che ne saranno liberate delle altre...



Stampa la notizia: Manifestazioni a Baghdad - Abu Ghraib liberi 750 prigionieri
 
web design
by
PointNet
Un altro progetto MAX s.o.s.
Crediti Powered by MDPro