

Artisti contro guerre
Di seguito c'è la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.
Vedi tutti gli articolo di questo soggetto.
Inviato da : edvino.ugolini -
Sabato, 21 Agosto 2010 - 12:59
Artisti per il Pakistan
L'Associazione Penombre Onlus ha attivato un conto corrente per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dalle inondazioni in Pakistan. Gli estremi del conto sono i seguenti: IT42 M050 1812 1010 0000 0120 190 presso Banca Etica filiale di Padova, con la causale "Emergenza Pakistan". Altri fondi saranno raccolti in occasione delle prossime iniziative della Rete Artisti di cui l'Associazione Penombre fa parte.
Edvino Ugolini Associazione Penombre Onlus - Rete Artisti contro le guerre
![]() |
Inviato da : edvino.ugolini -
Mercoledì, 14 Luglio 2010 - 09:50
APRIAMO TUTTE LE FRONTIERE
MENTRE SI FESTEGGIA L'AMICIZIA CON I NOSTRI VICINI DELLA SLOVENIA E CROAZIA, ALLE NOSTRE FRONTIERE I DISPERATI VENGONO RESPINTI E CON IL BENESTARE DEL NOSTRO GOVERNO RINCHIUSI NEI CAMPI DI DETENZIONE. L'EUROPA NON DEVE ESSERE UNA FORTEZZA INESPUGNABILE MA UNA COMUNITA' DISPOSTA AD ACCOGLIERE CHIUNQUE VENGA DA PAESI IN GUERRA O DA SITUAZIONI DI ESTREMA POVERTA'. QUESTO DI FATTO NON SUCCEDE E MIGLIAIA DI PROFUGHI CONTINUANO A BUSSARE INVANO ALLE NOSTRE PORTE. SI SPENDONO INVECE MILIONI DI EURO PER LE SPESE MILITARI E PER MANTENERE LE NOSTRE MISSIONI MILITARI ALL'ESTERO. COME MOVIMENTO PER LA PACE ABBIAMO RIBADITO ANCHE AI TEMPI DEL GOVERNO PRODI CHE LE MISSIONI MILITARI SONO INUTILI E PESANO NON SOLTANTO ECONOMICAMENTE MA RICHIEDONO UN PREZZO IN VITE UMANE SENZA RISOLVERE I PROBLEMI DEI PAESI CHE CON IL PRETESTO DELLA PACIFICAZIONE LE NOSTRE TRUPPE CONTRIBUISCONO AD OCCUPARE. CI RIVOLGIAMO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AFFINCHE' INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO PER PORRE FINE AI RESPINGIMENTI E ALLE MISSIONI MIITARI ALL'ESTERO. COME GARANTE DELLA COSTITUZIONE EGLI HA L'OBBLIGO DI SALVAGUARDARE I PRINCIPI FONDAMENTALI, FRA CUI IL RIPUDIO DELLA GUERRA ED IL RISPETTO DEI DIRITTI DELL'UOMO. IL NOSTRO APPELLO E' UNA VOCE CHE OLTREPASSA I CONFINI PER PORTARE LA SPERANZA ANCHE IN QUEI SITI DOVE I DIRITTI DELL'UOMO VENGONO QUOTIDIANAMENTE CALPESTATI.
FERMIAMO LA POLITICA DEI RESPINGIMENTI! NO ALLE MISSIONI MILITARI!
RETE ARTISTI CONTRO LE GUERRE
![]() |
Inviato da : Lunadicarta -
Martedì, 01 Giugno 2010 - 09:08
Artists Against War Italia
APPELLO! Alle popolazioni civili e le sue organizzazioni, alle autorità locali, nazionali e internazionali: IN NOME DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: FERMIAMO LO STATO D’ISRAELE! Ciò che è accaduto stamattina 31 maggio 2010 nelle acque internazionali del Mare Mediterraneo è un atto di pirateria e di assassinio da parte di uno Stato contro Civili di tutto il mondo. Un commando militare dello Stato di Israele ha assalito una delle navi della Flottiglia Free Gaza con pacifisti a bordo e assassinato e ferito oltre una decina di persone il cui scopo era quello di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza rompendo l’assedio di Israele alla popolazione di Gaza e denunciandone l’ illegitimità. Come artisti, operatori socio-culturali, di cooperazione internazionale, di scambi interculturali, di percorsi nuovi della formazione e di pace, imploriamo che i responsabili di tali atti vengano immediatamente deferiti alla corte internazionale di giustizia e che il genocidio e la pulizia etnica della popolazione palestinese da parte dello stato di Israele venga fermata con ogni mezzo dalle autorità competenti immediatamente! CHIEDIAMO ALLE POPOLAZIONI CIVILI DEL MONDO E ALLE LORO ORGANIZZAZIONI DI BOICOTTARE ECONOMICAMENTE E CULTURALMENTE ISRAELE COME GIÀ ACCADUTO CON IL SUDAFRICA DELL’APARTHEID CON SUCCESSO E DI PREMERE SULLE AUTORITÀ COMPETENTI AFFINCHÉ IL DIRITTO INTERNAZIONALE VENGA RIPRISTINATO SUL TERRITORIO DELLA PALESTINA STORICA! L’assalto alla Flottiglia umanitaria Free Gaza e l’assassinio e il ferimento di pacifisti internazionale confermano, purtroppo, la brutale volontà della politica coloniale (genocidio e pulizia etnica), terroristica e guerrafondaia dello Stato di Israele contro la popolazione palestinese, le popolazioni limitrofe e di chiunque sostiene i palestinesi o si oppone alla sua politica, che si sta reiterando da più di un secolo come movimento sionista e poi come Stato. Questo è in tutti i sensi inaccettabile, ripugnante e da fermare immediatamente. Tutto ciò costituisce un crimine contro l’umanità. Denunciamo per ciò le lacune della Comunità Internazionale nei confronti dello stato di Israele, che tenta di annientare l’esistenza del popolo palestinese come entità ideale e fisica. Denunciamo l’uso di atti di guerra continui (Libano, Gaza per ricordare solo gli ultimi due) - con uso anche di munizionamento DU e di armi proibite - da parte dello stato di Israele che stanno pregiudicando il futuro della intera regione inclusa la popolazione presente sul suolo dell’attuale Stato di Israele. Ricordiamo alla Comunità Europea e alle Autorità della Comunità Internazionale la loro responsabilità storica e attuale verso i circa 5 milioni di rifugiati palestinesi nel mondo e lo status irrisolto della Palestina storica. La popolazione palestinese è da decenni militarmente, economicamente, socialmente, fisicamente e psicologicamente oppressa, incarcerata, torturata e assassinata e il perpetuarsi di questa situazione nega ogni buon senso umano. Riteniamo pretestuoso ogni giustificazione dello Stato di Israele riguardante la sopravvivenza della popolazione presente sul suo suolo. Riteniamo nel contesto politico-storico lo stato israeliano responsabile anche delle perdite umane e della disumanizzazione della stessa società civile israeliana. Riteniamo l’attuale situazione di occupazione e aggressione nel Medio-Oriente particolarmente pericolose perché incita a conflitti, guerre e terrorismi nel mondo. L’attuale situazione mette a repentaglio ogni lavoro e risorsa impegnati in percorsi di cooperazione, sviluppo umano e di pace e mette a rischio il futuro della società civile mondiale. Cam Lecce, Joerg Gruenert del DEPOSITO DEI SEGNI Onlus, Pescara – Italia. english version
Artists Against War Italy
APPEAL! To civil populations and their organisations, and local, national, and international authorities: IN THE NAME OF THE INTERNATIONAL LAW: LET US STOP THE STATE OF ISRAEL! What happened this morning 31 May 2010 in the international waters of the Mediterranean Sea is an act of piracy and murder by a State against Civilians from all over the world. A military commando of the State of Israel has assaulted one of the ships of Free Gaza fleet with pacifists on board; they have murdered and injured more than ten people, whose purpose was to bring humanitarian aids to the Palestinian population of Gaza, break the siege of Israel on the population of Gaza, and expose its illegitimacy. As artists, socio-cultural operators of international cooperation, intercultural exchanges, new education and peace processes, we implore that those who have committed these acts are immediately deferred to the International Court of Justice and the genocide and ethnic cleansing of the Palestinian population by the state of Israel is stopped with all means by competent authorities now! WE ASK THE CIVIL POPULATIONS OF THE WORLD AND THEIR ORGANIZATIONS TO ECONOMICALLY AND CULTURALLY BOYCOTT ISRAEL, AS IT WAS SUCCESSFULLY DONE WITH SOUTH AFRICA OF APARTHEID AND MAKE PRESSURE ON COMPETENT AUTHORITIES SO THAT THE INTERNATIONAL LAW IS RESTORED ON THE TERRITORY OF HISTORICAL PALESTINE! The assault to the humanitarian Free Gaza fleet and murder and injuring of international pacifists confirm, unfortunately, the brutal will of the colonial (genocide and ethnic cleansing), terroristic, and warmongering policy of the State of Israel against the Palestinian population, bordering populations, and anyone supporting the Palestinians or opposing the Israeli policy, which has been reiterating from more than a century as Zionist movement and then as a State. This is totally unacceptable, repugnant, and has to be stopped now. This is a crime against humankind. For this reason, we denounce the gaps of the International Community against the State of Israel, which is trying to cancel the existence of the Palestinian people as an ideal and physical entity. We denounce the use of continuous war acts (Lebanon and Gaza to remind just the last two) – with the use also of DU ammunitions and prohibited weapons – by the State of Israel, which are badly affecting the future of the entire region, including the population living within the borders of the present State of Israel. We remind the European Union and Authorities of the International Community about their historical and present responsibility towards the 5 million Palestinian refugees in the world and the unsolved status of historical Palestine. The Palestinian population has been militarily, economically, socially, physically, and psychologically oppressed, imprisoned, tortured, and murdered for decades, and the perpetuation of this situation denies any human common sense. We believe that any justification of the State of Israel regarding the survival of the population living within its territory is an alleged one. We believe that, in this political-historical context, that the State of Israel is also causing victims and the dehumanization of the Israeli civil society. We believe that the present situation of occupation and aggression in the Middle East is particularly dangerous, as it urges to conflicts, wars, and terrorism in the world. The present situation is jeopardizing all work and resources focusing on cooperation, human development, and peace and is jeopardizing the future of the world civil society.
Pescara – Italy. http://www.depositodeisegni.org ![]() |
Inviato da : Lunadicarta -
Lunedì, 31 Maggio 2010 - 18:03
Artists Against War Italia RETE ARTISTI COMUNICA IL COORDINAMENTO DEGLI ARTISTI E GIURISTI DI ARTISTS AGAINST WAR ITALIA INVITA IL GOVERNO ITALIANO A CONVOCARE IN PATRIA IL PROPRIO AMBASCIATORE, NON ESSENDO SUFFICIENTE LA SEMPLICE CONVOCAZIONE DELL’AMBASCIATORE ISRAELIANO A CAUSA DELLA GRAVISSIMA VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE SUL TERRORISMO MARITTIMO APPROVATA A ROMA IL 10 MARZO 1988. L’ATTACCO DELLA MARINA ISRAELIANA CONTRO LE NAVI DELLA FREEDOM FLOTILLA E’ INOLTRE UNA GRAVISSIMA VIOLAZIONE AL DIRITTO DI TRANSITO INOFFENSIVO IN ACQUE INTERNAZIONALI COME DETERMINATO DALLA CONVENZIONE DI GINEVRA, UNCLOS E ALTRI TRATTATI. LA RETE ARTISTI CONDANNA L’ATTACCO OMICIDA CONTRO INERMI PACIFISTI SU UN’IMBARCAZIONE CIVILE.
Artists Against War Italy THE NET OF ARTISTS CONVEYS THE COORDINATION OF THE ARTISTS AND LAWYERS OF ARTISTS AGAINST WAR ITALY INVITES THE ITALIAN GOVERNMENT TO CALL BACK HIS AMBASSADOR BECAUSE IT’S NOT ENOUGH TO CALL THE ISRAELI AMBASSADOR FOR THE SERIOUS VIOLATION OF THE CONVENTION ABOUT THE SEA TERRORISM APPROVED IN ROME ON 10.3.1988.
THE ATTACK OF THE ISRAELI NAVY AGAINST THE FREEDOM FLOTILLA IS ALSO A VIOLATION AGAINST THE RIGHT OF THE FREE TRANSIT IN INTERNATIONAL WATERS DECIDED BY THE CONVENTION OF GENEVE, UNCLOS AND OTHER AGREEMENTS. THE NET OF ARTISTS CONDEMNS THE ATTACK AGAINST UNARMED PACIFISTS ON A CIVIL SHIP. ![]() |
Inviato da : edvino.ugolini -
Domenica, 23 Maggio 2010 - 12:27
In occasione della Festa della Repubblica In piazza per i diritti, per la pace, contro le guerre Contro la logica delle parate militari e dell'esibizionismo bellico Per i diritti alla cultura, all'istruzione, alla salute, all'accoglienza: no alle spese militari Per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan
Edvino Ugolini Rete Artisti contro le guerre ![]() |
Inviato da : Lunadicarta -
Lunedì, 10 Maggio 2010 - 09:13
Missione di pace in Palestina 20-26 aprile 2010
Un gruppo composto da una quarantina di persone e guidato da Luisa Morgantini ha visitato i luoghi simbolo della Palestina e alcune località israeliane dove forte è la componente araba. Importante soprattutto la partecipazione alla conferenza internazionale di Bilin dal 21 al 23 aprile.
![]()
Report della settimana
20 aprile
Visita e incontro alla sede dell’ONU a Gerusalemme, dove un funzionario ha illustrato la divisione dei territori occupati e la situazione odierna del muro che li divide dal territorio israeliano. Dopo l’incontro visita del sito a Gerusalemme est dove sono state demolite alcune case palestinesi per fa posto ad un insediamento di coloni israeliani. Accanto a questo sito resiste ancora una casa che è stata occupata dai coloni, mentre i suoi legittimi proprietari sono costretti a vivere in una tenda nel cortile della casa. A seguire visita al centro storico di Gerusalemme.
![]()
21 aprile
Conferenza internazionale di Bilin, villaggio al centro dell’attenzione per via delle manifestazioni contro il muro che si svolgono regolarmente da cinque anni a questa parte. Questa quinta conferenza organizzata dal locale Comitato Popolare ha portato a Bilin attivisti da tutto il mondo e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’autorità palestinese e di organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali. Questa quinta conferenza era dedicata alla memoria di Bassem, un ragazzo palestinese di Bilin ucciso un anno fa dai militari israeliani durante una manifestazione contro il muro.
![]()
22 aprile
Mentre il resto del gruppo si è recato nella Valle del Giordano io e altri abbiamo partecipato ai lavori della conferenza che ha visto lo svolgimento di tre workshop su tre temi fondamentali:
- Il network internazionale - Gli aspetti giuridici della lotta contro il muro - La campagna di boicottaggio BDS Vedi www.internationalpopularstruggle.org
![]() La seconda parte della giornata ha visto i partecipanti dividersi in tre gruppi che si sono recati nelle seguenti località:
- Gerusalemme - Betlemme - Valle del Giordano
![]()
Io ero nel gruppo di Betlemme, dove negli ultimi tempi fervono i lavori per la costruzione del muro, soprattutto nelle località di Al Walaja e Beit Jala e dove si svolgono azioni dirette non violente da parte di attivisti internazionali insieme ai palestinesi. In questa occasione il nostro gruppo composto da una ventina di persone si è diretto verso una casa alla periferia di Betlemme dove le ruspe hanno spianato il cortile per preparare le fondamenta del muro. A poche centinaia di metri dalla casa il gruppo è stato bloccato dai militari israeliani che hanno sbarrato la strada con del filo spinato. Dopo circa quattro ore di faccia a faccia con i soldati è arrivato l’ordine di sgomberare e il gruppo si è dovuto allontanare.
![]() 23 aprile
Giornata conclusiva della conferenza di Bilin con le relazioni dei singoli gruppi che hanno svolto i workshop. Le conclusioni sono state fatte da Luisa Morgantini che aveva anche aperto i lavori. Dopo la conferenza si è svolta la manifestazione unitaria contro il recinto nei pressi di Bilin che ha visto la partecipazione di circa 500 persone. Durante la manifestazione i dimostranti sono stati attaccati dai militari con gas lacrimogeni e bombe stordenti. Dopo mezz’ora di ripetuti attacchi i manifestanti sono stati costretti a ritirarsi. Alla fine un ferito grave tra i manifestanti, un ragazzo israeliano che è stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno, e vari intossicati. Nel pomeriggio si è svolta a Gerusalemme un’altra manifestazione nel sito che il gruppo aveva visitato il primo giorno e che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, per lo più attivisti israeliani, che protestavano contro gli insediamenti dei coloni e la demolizione delle case palestinesi.
![]() 24 aprile
Visita a Nablus. Prima tappa campo profughi di Balata alla periferia di Nablus, dove vivono 25.000 persone. Incontro con i responsabili del campo che hanno illustrato la situazione. Secondo incontro con l’Associazione HSA (Human Supporters Association) che opera all’interno del campo a favore soprattutto dei bambini e delle donne, nonché delle famiglie delle vittime della seconda Intifada. Ci sono vari progetti in collaborazione con il CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) come ad esempio la creazione di una rivista in arabo e inglese (Our Voice, Youth Magazine) e un campo estivo a cui partecipano 400 ragazzi e nel corso del quale vengono svolte attività di danza popolare, teatro e musica (vedi www.humansupporters.org e www.cissong.org). A seguire visita del centro storico di Nablus. In serata un incontro a Gerusalemme con due rappresentanti del Parents Circle, un’associazione dei parenti delle vittime del conflitto e a cui aderiscono circa 700 famiglie sia palestinesi che israeliane.
![]()
25 aprile
Visita a Haifa. Prima tappa nel villaggio palestinese di Jisl Zarqa (Ponte Blu) posto sul mare in una splendida cornice. Seconda tappa a Haifa nel Centro Culturale Mossawa, dove abbiamo incontrato Jafar Farah direttore del centro. Il Centro Mossawa è in primo luogo un centro studi che dispone di spazi espositivi ed è un luogo d’incontro tra arabi ed ebrei. Il centro elabora anche progetti di carattere economico e analisi sugli aspetti discriminatori delle leggi vigenti in Israele. In serata visita della città di Jaffa. Durante la cena conviviale incontro con alcuni membri dell’Associazione Combattenti per la Pace composta sia da israeliani che da palestinesi impegnati in iniziative di pace volte al dialogo tra le due parti. Nella stessa giornata si sono svolte manifestazioni a Silwan nei pressi di Gerusalemme contro una marcia dei coloni e a Betlemme contro la demolizione delle case.
![]()
26 aprile
Visita a Hebron. Prima tappa al Rehabilitation Committee fondato nel 1996 e che si occupa della ristrutturazione delle case palestinesi nel centro storico della città, le cui origini risalgono addirittura a 5.500 anni fa. La città che conta più di 220.000 abitanti vive una situazione particolare in quanto nel suo centro si sono insediati circa 400 coloni che di fatto hanno creato una divisione nel cuore della città. Il centro storico è sotto controllo militare israeliano e ben 1500 militari vengono impiegati per dividere i residenti palestinesi dai coloni. Dal 1996 ad oggi il Comitato ha ristrutturato 900 case (vedi www.hebronrc.org). A seguire visita del centro storico di Hebron. Nel pomeriggio visita al Centro Antiviolenza sulle donne di Mehwar a Beit Sahour nei pressi di Betlemme. Questo centro unico nel suo genere è finanziato dal Governo italiano. A seguire visita a Betlemme nella zona dove è stato eretto il muro.
le foto dell'attacco alla manifestazione
![]()
Conclusioni
Per concludere un mio pensiero che riassume un po’ questa esperienza che sicuramente avrà un seguito almeno per quanto mi riguarda. A distanza di otto anni quando sono stato per la prima volta in Palestina durante la seconda Intifada, la situazione è peggiorata notevolmente. Proprio nel 2002 è iniziata la costruzione del muro che non è ancora finita e negli ultimi anni gli insediamenti dei coloni sono aumentati a dismisura occupando illegittimamente vaste aree dei territori palestinesi. Questo purtroppo è un dato negativo. Resta sempre la speranza e la volontà di cambiare le cose, come si è visto nel caso di Bilin, dove da cinque anni la popolazione manifesta contro il muro e che è diventata un simbolo della lotta popolare e della resistenza non violenta. Inoltre sempre più israeliani, ancora una minoranza però, prendono le parti dei palestinesi perché hanno capito che il loro futuro è inscindibile da quello dei loro fratelli palestinesi.
Edvino Ugolini Rete Artisti contro le guerre
![]() |
Inviato da : Lunadicarta -
Sabato, 24 Aprile 2010 - 10:00
Artists Against War Italia
Attaccata la Conferenza Internazionale Nonviolenta a Bi'lin (Palestina)
- Da Edvino Ugolini poeta di Trieste, presente sul posto, riceviamo :
il numero cellulare di Edvino Ugolini è +39 349 xxx xxxx.
per Artists Against War Italia Loredana Morandi
![]() |
Inviato da : Lunadicarta -
Venerdì, 16 Aprile 2010 - 13:44
Artists Against War Italia
Gli Artisti contro le guerre, saranno presenti ai presidi organizzati a Roma e in tutta Italia a sostegno dell'associazione Emergency per la liberazione dei membri italiani e afghani sequestrati dal Governo Karzai.
|
Inviato da : Lunadicarta -
Sabato, 20 Marzo 2010 - 06:25
![]()
IL SEPOLCRO ARTISTICO Mostra d’Arte Contemporanea a cura Antonio Zimarino
RES EXTENSA
inaugurazione giovedi 1 aprile 2010 ore 18:00, interventi Chiesa di San Giovanni Battista di Penne
![]() |














