Palestina

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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 07 Giugno 2010 - 09:35

Da Reporters sans frontiers ...

 

ISRAELE: Comunicazione interrotta con la stampa

 

Pubblicato il da Pasquale

Reporters sans frontiéres  chiede alle autorità israeliane di segnalare la lista di giornalisti arrestati durante l’assalto e di indicare i loro luoghi di detenzione.

Si contano più di 15 giornalisti stranieri, che si trovavano a bordo della flotta umanitaria che non si riescono ancora a raggiungere direttamente.

• Il reporter Svetoslav Ivanov e il cameraman Valentin Vassilev, della televisione bulgara BTV.

Muna Shester dell’agenzia KUNA (Kuwait News Agency).

Talat Hussain, presentatore pachistano di Aaj TV.

• Il corrispondente Paul McGeough e la fotoreporter Kate Geraghty del Sydney Morning Herald.

• Il corrispondente Abbas Nasser e il  cameraman Isaam Zaatar d’Al-Jazeera.

Mario Damolin, freelancer per la Frankfurter Allgemeine Zeitung. (Secondo informazioni recenti, Mario Damolin sarebbe detenuto a  Be’er Scheva).

David Segarra di teleSUR.

Ayse Sarioglu, reporter del quotidiano Taraf.

Murat Palavar, reporter del quotiano islamico Yeni Safak (Nouvel Aube).

• La responsabile dei servizi stranieri di TVNET, Sümeyye Ertekin, il produttore di trasmissione Ümit Sönmez e il cameraman, Ersin Esen.

Inoltre il 31 maggio 2010 l’equipe di Al-Jazeera è stato aggredito da cittadini israeliani dopo una conferenza stampa del ministro della difesa israeliano sull’assalto alla flotta umanitaria tenuta nel porto di Ashdod. Il giornalista Walid Al-Omri, direttore dell’ufficio di Al-Jazeera nei territori palestinesi è stato ferito. Questa aggressione fa seguito alle critiche violente dei media israeliani contro la televisione araba.

 

***

 

ISRAELE: Almeno 60 giornalisti detenuti in Israele

Reporters sans frontières ribadisce il proprio appello alle autorità israeliane affinché siano liberati i giornalisti che accompagnavano la flotta umanitaria destinata a Gaza. Dalle ultime informazioni raccolte dall’organizzazione, almeno 60 giornalisti stranieri si trovavano a bordo.

“Ricordiamo che i giornalisti si trovavano sul posto per fare il loro lavoro, cioè seguire gli avvenimenti. Non possono essere dunque confusi in alcun modo con gli attivisti. 300 passeggeri stanno per essere espulsi, mentre i giornalisti sono tuttora detenuti. Chiediamo alle autorità israeliane che siano rimessi in libertà tutti i giornalisti detenuti e la restituzione del loro materiale che, per il momento, è stato confiscato dai militari”, ha dichiarato l’organizzazione.

300 passeggeri della flotta, attualmente all’aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, saranno espulsi oggi. Tra loro si contano diversi giornalisti.

Reporters sans frontières ha inoltre appreso che l’equipe di Al-Jazeera, il cui corrispondente Abbas Nasser e il cameraman Isaam Zaatar sono stati espulsi da Israele.

Reporters sans frontières ha contato 16 detenuti presso il centro di detenzione di Be’er Scheva: Svetoslav Ivanov, Valentin Vassilev, (BTV), Muna Shester, (Kuwait News Agency(KUNA)), Talat Hussain, (Aaj TV), Paul McGeough, Kate Geraghty, (Sydney Morning Herald), Mario Damolin, (Frankfurter Allgemeine Zeitung), David Segarra, (teleSUR), Ayse Sarioglu (Taraf), Murat Palavar, Hakan Albayrak, (Yeni Safak), Sümeyye Ertekin, Ümit Sönmez, Ersin Esen (TVNET), Ashwad Ismail et Samsul Kamal Abdul Latip, (Astro Awani).

Reporters sans frontières ha cercato più volte di entrare in contatto con loro, ma per il momento senza successo.

 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 17:54

 

 

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Aggressione contro i manifestanti alla fine del corteo di Roma.

Non è affatto la prima volta.

Sarebbe meglio, molto meglio per tutti, che fosse l'ultima....



Riceviamo e pubblichiamo una lettera di denuncia su quanto accaduto ieri sera a Roma al termine della manifestazione contro l'attacco alla Freedom flottiglia diretta a Gaza

A conferma di quanto accaduto ci sono poi altre testimonianze di manifestanti che tornavano dal corteo. In un altro caso due tipi in moto che avevano "puntato" con pessime intenzioni due donne arabe con bambini e una bandiera palestinese in mano, sono però dovuti scappare a tutto gas gridando "Viva Israele" perchè nei pressi era sopravvenuto un gruppo di compagni niente affatto bendisposti nei loro confronti.

Il fatto è avvenuto su via Barberini, un centinaio di metri prima di quanto denunciato dalla lettera che segue . Il sindaco Alemanno e le autorità continuano a "coccolare" questi gruppi squadristi legati ai settori oltranzisti della comunità ebraica romana mentre continuano a parlare di un mai avvenuto "assalto al ghetto" nella manifestazione di lunedi scorso. La verità non è manipolabile all'infinito e la pazienza dei giusti non è infinita.


Il Forum Palestina

 

Vedi anche:

 

Roma, 4 giugno. La Palestina occupa Trinità dei Monti

(foto: Alessia Leonello, Graffiti press)

 

(foto: di Alessia Leonello, Graffiti press)

 

LA LETTERA **********

 

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A conferma di quanto accaduto ci sono altre testimonianze di manifestanti che tornavano dal corteo. In un altro caso due tipi in moto che avevano "puntato" due donne arabe con bambini per le loro attività squadristiche, hanno dovuto scappare a tutto gas gridando "Viva Israele" perchè nei pressi era sopravvenuto un gruppo di compagni niente affatto bendisposti nei loro confronti. Il fatto è avvenuto su via Barberini, un centinaio di metri prima di quanto denunciato dalla lettera

Dodici ore dopo, ancora non ci credo. Ancora mi girano le palle. Ancora quel senso di incazzatura, frustrazione, rabbia. Saranno i 3 mesi di corso sulla non violenza, la comunicazione orizzontale e tutte le belle parole che poi ti chiedi a cosa sono servite.

Alla manifestazione ieri eravamo veramente . Poche bandiere, qualche slogan, mamme velate con bambini nel passeggino, qualcuno vende fischietti, qualcun altro una kefiah, più una rimpatriata di amici che altro. Una bella atmosfera. Dopo un’oretta di chiacchiere, il corteo si muove, direzione piazza del Popolo. Da piazza della Repubblica risaliamo via Orlando, poi scendiamo a piazza Barberini, due chiacchiere, una birra. A Trinità dei Monti ormai ci siamo tutti sciolti. Dietro di noi, un’armata di carabinieri in assetto antisommossa “e che deve succedere??”. Ci fanno quasi pure ridere.

Dai, sono le sette e mezzo, io e Sergio decidiamo di rincamminarci verso la stazione. Prendiamo la metro? No dai, è bello, facciamo due passi per Roma.

Risaliamo via di Quattro Fontane, poi svoltiamo per tornare a piazza S. Susanna. Sempre in chiacchiera. Nessun distintivo, nessuna bandiera. Siamo due passanti come tanti altri, l’idea nemmeno mi sfiora il cervello.

All’incrocio con la piazza, quattro pischelli in motorino, scarabeo, polo col colletto rialzato, casco a “scodella”, ci chiedono, senza nemmeno troppo fingere di fare gli attori, se “le strade erano libere, la manifestazione è passata, è finita, ma voi venite da lì”. Non ci torna, ma lì per lì non ci pensiamo. Certo, salta agli occhi che mai avrebbero pensato di unirsi alla manifestazione. Io, ingenuamente, penso che forse “volevano solo evitarci”, a noi zecche comuniste che manifestiamo per quel popolo ancora più zecca e comunista dei palestinesi.

Proseguiamo, arriviamo in piazza S. Susanna, svoltiamo a destra per via Orlando.

Succede in un attimo.

Il ragazzetto dal colletto rialzato si avvicina da dietro, finge una telefonata al cellulare. Sergio lo vede con la coda dell’occhio, io sento solo un botto, il botto del casco sulla testa di Sergio. Agguanta Sergio da dietro e inizia a colpirlo violentemente con il casco. Lo stringe, lo butta a terra sul marciapiede e continua a picchiarlo con il casco, gli tira dei calci in petto. È un pestaggio in piena regola.

Io inizio ad urlare. Non mi viene in mente di strapparlo, di tirargli un calcio, nonostante tiri calci per sei ore alla settimana, ma urlo come una pazza, lo inseguo in quei tre metri tra marciapiede, macchine parcheggiate e strada. Accanto, in strada, gli altri tre lo aspettano in motorino. Lui, finita la sua bravata, urla un “Forza Israele” che suona più fuori luogo che mai, monta in sella e scappano. Dieci secondi di terrore. Di rabbia, di un’aggressione più inutile e gratuita che mai.

Rimaniamo lì, nella folla dei passanti, increduli, mentre spiego al 113 che sì siamo stati aggrediti, no non ci siamo fatti male, sì ho preso la targa “però non so se è giusta”, “è giusta o no?!” mi fa il poliziotto al telefono, ma che ne sooooo gli vorrei urlare, dov’eravate voi, quando fino a 5 minuti fa eravamo ricoperti di carabinieri e nemmeno una scorta al corteo che si scioglie. Aspettiamo inutilmente una fantomatica volante che “è in arrivo”. Dopo un’ora decidiamo di andarcene, ormai non c’è più nessuno.

Una bravata del cazzo, un’azione finto-dimostrativa di pischelli che non sanno nemmeno di cosa parlano, ma che non hanno niente di meglio da fare durante il giorno probabilmente. Non i fasci di Casa Pound, non gli scontri in piazza con il Forum Palestina, no. 4 sedicenni dalla testa bacata, occhi neri di odio de che non se sa, che per fare i fighetti del pomeriggio e avere qualcosa da raccontare agli amichetti di Ponte Milvio il sabato sera, decidono di improvvisarsi piccole SS e di colpire un ragazzo e una ragazza. Isolati. Poveri scemi, mica vanno a colpire il corteo, mica vanno a rompere le scatole agli organizzatori, mica scelgono i cristoni bardati di kefieh. No. Scelgono due così. Che se non eravamo noi, sarebbe stato qualcun altro dopo di noi.

Fa incazzare, ma fa anche paura.

Attenti, stiamo attenti d’ora in poi, che qui, zecche, froci e tutti quanti, siamo a rischio “punizione” gratuita. Che qui c’è una parte della società che si sente autorizzata, intoccabile, impunita, ad andare in giro a picchiare chi “devia”, mossi da un’ignoranza che spaventa, da un odio montato a tavolino che fa impressione. Sarebbero ridicoli, se non andassero in giro a fare male.


È questo il desolante panorama di questo paese.

Stiamo attenti.


Costanza Pasquali Lasagni

 



Stampa la notizia: Roma 4 giugno: Aggressione contro i manifestanti
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 17:18

 

Le foto che seguono sono state pubblicate via facebook da  Kalbimin Şehri Kudüs

Il fotografo è certamente un eroe, per aver conservato intatta la sua macchina fotografica. Altri hanno perso telecamere, telefonini ed altri effetti personali e/o altri mezzi di comunicazione con l'esterno.

 

 

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vedi le altre ...

 



Leggi tutto... (2250 byte rimanenti) Stampa la notizia: Gaza Flotilla, le foto dei feriti e dei morti
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 11:19

 

Notizie dalla Terra Santa

bollettino indipendente di www.TerraSantaLibera.org

5 GIUGNO 2010

 


 
Gravissimo attacco su "Il Foglio" di Giuliano Ferrara di oggi, 5 giugno 2010 (documento in PDF), a TerraSantaLibera.org e InfoPal.it con il chiaro intento di dividere le forze.E' da un po' che tali attacchi, sia su siti web filosionisti palesi, o mascherati come la Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione), che su stampa e televisione, cercano di fare il vecchio classico gioco del "divide et impera".Peccato per loro che il giochetto sia datato e che i siti web presi di mira siano invece coalizzati per rigettare le accuse e contrattaccare alle diffamazioni.
 

 

The Turkish prime minister Erdogan said

he does not see Hamas as a terrorist organization,

but as a resisting group struggling for its own land

.........(...vai al link, in inglese...).........

 

ANKARA – Hürriyet Daily News - Friday, June 4, 2010

 

***

 

Erdogan, Nirenstein, Il Foglio,

RaiNews24 e la nuova inquisizione

 

 

La Nirenstein, Il Foglio, RaiNews24, con nani e ballerine al seguito, chiederanno anche la chiusura internazionale dei siti e testate giornalistiche turche, accusando tutti di "antisemitismo"??? Ci sarà da ridere.

Ma chi si credono di essere? I nuovi dittatori dello Stato Libero di Bananas?

Se siamo in regime di inquisizione e caccia alle streghe, devono dirlo chiaramente e assumersi le responsabilità delle loro azioni.

Perchè cari signori, le bugie hanno le gambe corte.

Una campagna di odio e falsa informazione è in atto, nel nostro Paese, ai danni di alcuni cittadini, siti web e della libertà d'informazione.

Questa istigazione all'odio verso siti cristiani e/o islamici, di "sinistra" e di "destra"colpevoli solo di lasciare spazio a idee e posizioni, contestabili finchè si vuole, ma legittime in uno Stato di Diritto democratico, è un'atto di violenza e discriminazione senza precedenti, che non siamo disposti a subire.

Certo deve dare molto fastidio, a "qualcuno", chiamiamoli i "conducenti della locomotiva", il fatto che molte persone si siano accorte che il divide et impera della divisione in schemi di pensiero, politici e confessionali, rigidi e faziosi, su questioni vitale importanza per gli equilibri mondiali e la libertà dei popoli, faccia solo il gioco dell'invisible empire e della lobby che lo dirige dietro le quinte.

Ma il fatto che si debbano stabilire alleanze e coalizioni, fra tutte le forze antagoniste allo strapotere imperiale usraeliano e delle colonie asservite, è cosa detta anche pochi giorni fa da Mons. Capucci, persona non certo accusabile di antisemitismo biologico.

L'Italia comunque, anche se in mano ai camerieri più fedeli di Sion, non è Israele. Perchè se questi personaggi, di basso profilo giornalistico, alcuni dei quali ex di AN (di quel Fini che ha firmato il finanziamento di 300mila euro al CDEC), si possono permettere di portare avanti campagne stampa così virulente e cariche d'odio (cosa che noi non ci sogneremmo mai difare) lo devono ad una Costituzione che permette loro libertà di pensiero e d'espressione (quale che sia il loro quoziente intellettivo e capacità espositiva): ma tale diritto non può essere rivendicato solo da una parte e negato ad altri.  La legge è uguale per tutti. O no?!?

C'è poi un'altra considerazione da fare, molto semplice e che non necessita grandi conoscenze, ma solo di un briciolo di buon senso:

- nessuno può ragionevolmente giudicare qualche libro o testo, nel bene o nel male, senza averne presa visione, averlo letto, analizzato. Questo vale per la Bibbia, come per il Talmud o il Corano, La Divina Commedia, i Gialli della Mondadori, o i racconti di fantascienza di Urania. E neppure i così detti Falsi Procolli di Sion, o il Manifesto Statutario di Hamas, come i Diari di Anna Frank, sono esenti da tale elementare considerazione: non posso giudicare ciò che non conosco, solo per sentito dire.

 

La Storia nei secoli è piena di tragici avvenimenti, di popoli trascinati in guerre, o "missioni di pace" come si dice oggi, per ignoranza dei fatti o sulla base di dati contraffatti (vedi la guerra in Iraq, giustificata con la storia delle "armi di distruzione di massa", messa in giro dai Servizi, rivelatasi poi un falso clamoroso, che è costato la vita a migliaia e migliaia di persone ed una situazione di destabilizzazione totale come quella attuale); da Troia a Fallujah se ne sono sentite di tutti i colori, ma per capire la verità non basta leggere l'editoriale di qualche scribacchino di terza fila, ci vuole di più.

 

Detto questo, è facile comprendere come sia molto pericoloso invocare la soppressione di questo o quel libro, di questo o quel testo, di questa o quella testata web. Ogni limitazione in tal senso è una regressione di civiltà, è voler tornare a periodi oscurantisti che si ritenevano superati, è voler sopprimere la capacità di discernimento e conoscenza dell'essere umano.Deve essere la forza della ragione, comprovata, a prevalere su ingiustizie e falsità.

Non bisogna giammai che sia  la sola ragione della forza,  coercitiva e violenta, anche se esercitata con i sofisticati mezzi moderni del discredito a mezzo stampa, a "democraticamente" prevalere prepotentemente su uomini, fedi e idee.

In questo senso, tutta la campagna di caccia alle streghe, scatenata e coordinata in queste settimane da giornali, tv e politicanti, è, dal dopoguerra a oggi, la più pericolosa tentazione totalitaria che l'Italia e l'Europa abbiano fronteggiato.

Se noi, uomini e donne, liberi pensatori, libere penne e anime libere, non saremo pronti, indipendentemente dalle differenze che ci contraddistinguono, a difendere questo nostro diritto all'informazione e all'espressione, a 360 gradi, e non saremo capaci di  rivendicare  i nostri inalienabili  diritti naturali  al  discernimento, alla critica, all'analisi, al libero arbitrio, allora non saremo neppure degni di reputarci esseri umani, e sarà giusto essere invece trattati, come già fanno, da "animali parlanti"...

 

Redazionale del 5 giugno 2010

di FFP, aggiornato alle ore 16.47

 



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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 11:10

Bravissimi !

 

Plusieurs manifestations

pro-palestiniennes en France

 

Par Flore Galaud

05/06/2010 | Mise à jour : 23:07 Réactions (198

 

5.000 personnes à Paris, 2.000 à Nice, Mulhouse et Marseille : nombreux sont ceux qui ont répondu présents samedi à l'appel de dizaines d'organisations politiques, syndicales et religieuses pour dénoncer l'assaut meurtrier d'Israël sur la flottille humanitaire.

Des manifestations pro-palestiniennes pour dénoncer l'assaut meurtrier lundi de l'armée israélienne sur une flottille en route pour Gaza a rassemblé samedi des milliers de personnes dans plusieurs villes de France.

A Paris, quelque 5.000 personnes selon la police, avaient ainsi répondu à l'appel de dizaines d'organisations politiques, syndicales et religieuses. Le cortège - parti de la place de la Bastille - ne comprenait au départ qu'un demi-millier de personnes mais la foule a rapidement grossi dans l'après-midi.

Il y a toutefois eu des dissensions entre militants politiques et religieux. Le Parti de Gauche (PG), composé notamment de dissidents du parti socialiste, a ainsi annoncé dans l'après-midi avoir «quitté la manifestation pour Gaza en refusant le mélange entre politique et religion». «Contrairement aux accords pris, des organisations religieuses ont été autorisées à s'intercaler dans le cortège des organisations politiques», a expliqué le PG.

 

Youcef Benberdal dans le cortège

Cette manifestation parisienne était programmée depuis plusieurs jours à l'appel d'un Collectif national pour une «paix juste et durable entre Palestiniens et Israéliens» regroupant partis politiques de gauche, organisations syndicales et humanitaires et associations musulmanes ou juives.

Une maquette en carton-pâte d'un paquebot ouvrait la manifestation, tandis que des jeunes agitaient des drapeaux turcs et de l'Autorité palestinienne.

Youcef Benberdal, un des dix militants français qui se trouvaient sur les bâteaux arraisonnés par l'armée israélienne, et membre du Comité de bienfaisance et de secours aux Palestiniens (CBSP), une ONG française de la mouvance islamiste, était présent dans le cortège.

 

2.000 personnes à Nice et Mulhouse

D'autres manifestations ont eu lieu un peu partout en France, notamment à Nice, où quelque 2.000 personnes selon la police, la plupart vêtues de blanc, se sont rassemblées dans le centre-ville. L'appel à venir participer à ce rassemblement avait été diffusé via le réseau religieux musulman des salles de prières et des mosquées. Une première manifestation d'environ 150 personnes, militants de partis de gauche, avait eu lieu dans la matinée. A Mulhouse, la police a également compté 2.000 manifestants, tout comme à Marseille, où les manifestants ont défilé vers la préfecture et le consulat d'Israël derrière une banderole «contre la colonisation et l'apartheid en Palestine».

La mobilisation était moindre à Toulouse (300 personnes) et à Montpellier, où les manifestants étaient au nombre de 500 selon la police. Ils ont réclamé des sanctions internationales contre Israël, la levée du blocus de Gaza et l'annulation d'un projet d'implantation de terminal fruitier sur le port voisin de Sète par l'Israélien Agrexco.

Entre un demi-millier et un millier de personnes ont par ailleurs manifesté à Bordeaux à l'appel de plusieurs organisations pro-palestinienne telles que le Comité Action Palestine, l'Association culturelle solidaire de Posof et Ici et Là Bas.

 

Le Figaro

 

LIRE AUSSI :

» INTERVIEW - Goldnadel : «Le blocus de Gaza sera maintenu»

» BLOG - Les conséquences de cet assaut meurtrier

» EN IMAGES - La colère gronde dans les pays musulmans

» FOCUS - Le blocus de Gaza, «punition collective» de la population

 



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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Giugno 2010 - 11:00

 

Israel, Nazi propaganda chief Göebbels would have been proud of you

 

By William Bowles

 

 

June 4, 2010 4 June, 2010 — Creative-i

"According to IHH official Omer Yagmur, who spoke to the doctors, 19-year-old Furkan Dogan was killed by four bullets to the head — all fired at close range — and one bullet into his chest, also fired at close range.

/../

"The Mavi Marmara was bombed right in front of our eyes. They threw the wounded into the water" — Yücel Köse, 'Israel killed more than 9, threw wounded into sea, witnesses say’, Zaman Today (Turkey), 4 July 2010

As the true nature of the massacre on the Mavi Marmara becomes apparent now that witnesses can speak out, so too is the scale of the pre-planned propaganda blitz conducted by the Israelis, a blitz that was launched in tandem with the armed attack.

Clearly planned well in advance of the attack (right down to paintball guns)—and with the able assistance of the Western media—Israel has shown how reality can be manipulated; day turned into night, wrong into right, black into white.

Just how well the Western media covers for the actions of the rogue state of Israel can be seen by comparing the BBC report, also from Turkey, with the Zaman Today article quoted from above.

Titled 'Gaza activists receive enthusiastic welcome in Turkey’ the BBC article mentions none of the atrocities allegedly committed by Israeli commandos. Instead, we get one quote from British activist Sarah Colbourne who told the BBC:

"I couldn’t even count the amount of ships that were in the water. It was literally bristling with ships, helicopters and gunfire. It was horrific, absolutely horrific." (see the Guardian piece below for a comparison)

The BBC piece opens with the following:

"Turkish planes carrying hundreds of activists from the Gaza-bound aid flotilla intercepted by Israeli forces have arrived in Istanbul from Israel.

"The activists returned to an enthusiastic welcome led by Turkey’s Deputy Prime Minister Bulent Arinc.

"The bodies of nine people killed when Israeli commandos took control of the six aid vessels were also flown in.

"Earlier, PM Benjamin Netanyahu said Israel had "no choice" but to storm the ships on Monday."

"Took control"? Even Netanyahu describes it as storming the ships but good ol’ Auntie Beeb has to downplay the atrocity even as the two descriptions sit side-by-side!

And once again the BBC article reveals what it’s concerns really are, protecting the interests of the Empire. In a sidebar we read:

"By holding them until now, Israel has only prolonged this public relations disaster." — 'AT THE SCENE’, By Jonathan Head, BBC News, Istanbul

As always, as far as the BBC is concerned the atrocity is no more than a PR problem and not only for the Israelis, as revealing the true nature of the attack also reveals the BBC’s craven use of Israeli propaganda.

"The lie can be maintained only for such time as the State can shield the people from the political, economic and/or military consequences of the lie. It thus becomes vitally important for the State to use all of its powers to repress dissent, for the truth is the mortal enemy of the lie, and thus by extension, the truth becomes the greatest enemy of the State." – Dr. Joseph M. Goebbels, Nazi minister of propaganda

Quoting Netanyahu under the sub-head of 'Vicious mob’

"In Israel, Prime Minister Netanyahu dismissed criticism of the raid as "international hypocrisy".

"He said the soldiers had been met by a "vicious mob" and had acted to defend themselves.

"He said it was Israel’s duty to prevent rockets and other weapons being smuggled into Gaza to Hamas by Iran and others.

"The flotilla, he argued, was not aiming to deliver humanitarian aid to Gazans but was trying to break the blockade.

""This was not a love boat, this was a boat of hate," Mr Netanyahu said." 'Gaza activists receive enthusiastic welcome in Turkey’

The parallels with Nazi propaganda techniques are no accident as are the connections between Nazi Germany and the then nascent state of Israel. Connections that are well documented. Indeed, the unit that carried out the attacks on the Gaza Freedom Flotilla, Shayetet 13 owes its existence to Italian Fascists, in particular Fiorenzo Capriotti who was hired to form and train Shayetet 13.

"The fledgling Israeli state later turned to Italy to ask for help with military training, which the government was not willing to supply officially. The Italian government therefore got in touch with veterans of Mussolini’s short-lived Italian Social Republic (RSI): young men who had the technical skills required, but did not belong in the new political system.

"The veterans – including people like Capriotti who would have joined the RSI if they could have – had no qualms about helping the Zionists, with whom they shared a deep hostility towards the British.

/../

"In 1992, Fiorenzo Capriotti was appointed "honorary commander" of Shayetet 13 by Ami Ayalon, then commander of the Israeli navy, with a special mention of the "glorious" Decima Mas. Capriotti died last year, at the age of 99, a revered figure among Italian neo-Fascists, who would go in pilgrimage to visit him."[1]

There you have it. The BBC is complicit in spreading blatant lies about the tragic events of 31 May, 2010. In the words of Norman Finkelstein,

Israel is now a lunatic state. It’s a lunatic state with between 2 and 300 nuclear devices. It is threatening war daily against Iran, and against Hezbollah in Lebanon. Hezbollah in Lebanon has all ready stated on several occasions that if Israel attacks it will retaliate in kind. Things are getting out of control. We have to ask ourselves a simple basic fundamental question. Can a lunatic state like Israel be trusted with 2 to 300 nuclear devices, when it is now threatening its neighbors Iran and Lebanon with an attack? These are serious issues!" — 'Israel is now a lunatic state’

The degree to which the BBC censors news and insists on pushing the Israeli line can be seen not only from the Zaman Today piece quoted from at the beginning, which contradicts BBC 'coverage’ on almost every account but also in yesterday’s Guardian (3/6/10) we have the testimony of the first English participant in the Freedom Flotilla to return home, Sarah Colborne.

"There was live ammunition flying around and I could hear the sounds of the bullets flying and the whirr of the helicopter blades as people were dropped down onto the roof. What I saw was guns being used by the Israelis on unarmed civilians. I saw a bullet wound in someone’s head. It was very clear it was live ammunition."'British survivor of Gaza flotilla raid: 'Israelis ignored SOS calls’, The Guardian, 3 June, 2010[2]

Surely the BBC is complicit in Israeli war crimes and should stand in the dock alongside those responsible for the Gaza Freedom Flotilla massacre?

Note

1. See 'An Italian Fascist Founded the Unit which Attacked the Freedom Flotilla’ By Miguel Martínez

2. See the video: 'Sarah Colborne insists that troops fired live ammunition at activists’

See also, ''Mad dog’ diplomacy – A cornered Israel is baring its teeth’ By Jonathon Cook

:: Article nr. 66668 sent on 05-jun-2010 17:25 ECT www.uruknet.info?p=66668

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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 05 Giugno 2010 - 12:33

 

Se la coscienza del Diritto non grida di fronte a questo, allora l'umanità è perduta... L.M.

 
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Gaza flotilla attack: Autopsies reveal
intensity of Israeli military force

 
 
 
• Victims found with up to six gunshot wounds
• Israel 'about to lose a friend' warns Turkey's US envoy


    * Robert Booth, Harriet Sherwood in Gaza City and Justin Vela in Istanbul
    * guardian.co.uk, Friday 4 June 2010 22.00 BST
    * Article history

Gaza flotilla Mavi Marmara The autopsy results reveal the extent of force used by Israeli commandos aboard the Mavi Marmara (pictured). Photograph: Reuters

The autopsy results released today by the Turkish authorities after the Israeli attack on the Gaza flotilla reveal in chilling detail the intensity of the military force unleashed on the multinational convoy.

Each of the nine victims on the Mavi Marmara in international waters off the coast of Israel in the early hours of Monday morning was shot at least once and some five or six times with 9mm rounds.

The results also reveal how close the fighting was. Dr Haluk Ince, chair of Turkey's council of forensic medicine (ATK), said: "Approximately 20cm away was the closest. In only one case was there only one entrance wound. The other eight have multiple entrance wounds. [The man killed by a single shot] was shot just in the middle of the forehead with a distant shot."

The details emerged as Turkey warned that it may reconsider its diplomatic ties with Israel unless it receives an apology.

The deputy prime minister, Bulent Arinc, warned: "We may plan to reduce our relations with Israel to a minimum."

Namid Tan, the ambassador to Washington, warned that Israel was "about to lose [a] friend". He repeated calls for an independent investigation of the raid and end its blockade against Gaza.

Asked if Turkey might break off relations, he said: "We don't want this to go to that point." But he added: "The government might be forced to take such an action."

Speaking at the funeral of the youngest activist, prime minister Tayyip Erdogan accused Israel of betraying its religion. "You killed 19-year-old Furkan Dogan brutally. Which faith, which holy book can be an excuse for killing him?" he asked.

According to the scientists at the ATK, Dogan, who held US and Turkish citizenship was shot five times – from close range in the right side of his nose, in the back of the head, in the back and twice in the left leg.

The oldest victim was 60-year-old Ibrahim Bilgen, a Turkish politician, engineer and activist who was married with six children. He had been shot once in the right temple, once in the right side of his chest, once in the back and once in the hip.

Cetin Topcuotlu, a 54-year old former Taekwondo champion who worked as a coach for the Turkish national team, was shot three times – once in the back of his head, once in his hip and once in his belly. His wife, Cigden, who was with him on the Mavi Marmara said at his funeral on Thursday she would take part in further flotillas to Gaza with her son.

The detail of the wounds came as yet more survivors returned to the UK and gave their account of the attacks.

In a hastily arranged press conference in central Londonshortly after his Turkish airlines plane touched down at Heathrow, Ismail Patel, the 47-year-old chairman of the Friends of al-Aqsa, condemned what he called "the cold-blooded murder and killing of our colleagues". He said: "These deaths were avoidable and I lay the blame squarely with the Israelis."

Israel has previously said its troops had been left with no choice after they came under attack from activists armed with knives and iron bars when they were dropped by helicopter on to the ship.

Patel claimed that as soon as the Israeli Defence Force helicopter appeared above the Mavi Marmara, "it started using immediately live ammunition" without any warning being issued.

After the first victim fell the white flag was raised, he said, but Israeli forces continued firing. "I think the Israeli soldiers were shooting to kill because most of the people who died were shot in the top part of their bodies," he said. He believed that later victims were injured in their legs after a "tactical move" by the commandos to wound rather then kill.

Alex Harrison, a Free Gaza activist who was on the smaller Challenger yacht, which was crewed mainly by women, said the Israelis used rubber bullets, sound bombs and tasers against them.

"Two women were hooded, they had their eyes taped," she said, describing how the yacht was quickly overwhelmed. "We stood and tried to obstruct the armed, masked men and maintained no other defence and still they used violence."

Harrison, 32, from Islington, north London, also witnessed the Mavi Marmara being stormed from above by helicopter and said the Israelis started firing before their troops touched down on the boat.

"I have seen some selective footage that the Israelis have chosen to put out suggesting that we responded with violence," she said. "You must remember that these are unarmed civilians on their own boat in the middle of the Mediterranean. People picked up what they could to defend themselves against armed, masked commandos who were shooting."

The violence was "initiated by the Israelis on a massive scale," she said, adding she was pleased her colleagues on the Rachel Corrie, an Irish vessel, were continuing to Gaza this weekend.

"I am thrilled they are going," she said. "They know exactly what risks they face. They are doing what our government's haven't and I thank them."

Both Harrison and Patel criticised the British authorities for failing to provide sufficient consular assistance while the activists were detained in an Israeli prison in Beersheva.

Patel said he was not visited by anyone from the British mission and Harrison said the consul told her that Israeli officials had prevented him visiting captured Britons.

"I did see the British consul," Harrison said. "He told me that he had sitting outside the prison all day ... asking for access and not been given it. I see that as an insult from Israel to the British, that they were denying the British consul the right that citizens have. I also see it as a sign that the British don't have the strength to stand up to Israel."

Foreign Secretary William Hague confirmed that a total of 34 of the activists on the aid flotilla were British, with all but two of them having been sent to Turkey by the Israeli authorities.

In Gaza City, the de facto Hamas prime minister, Ismail Haniyeh, told crowds of worshippers at Friday prayers that Israel's blockade was in its final stages.

"Now not only Gazans speak of the blockade, but also the [UN] security council and the international community. Everyone is demanding the siege be lifted."
 

The nine victims


Cengiz Alquyz, 42

Four gunshot wounds: back of head, right side of face, back, left leg

Ibrahim Bilgen, 60

Four gunshot wounds: right chest, back, right hip, right temple

Cegdet Kiliclar, 38

One gunshot wound: middle of forehead

Furkan Dogan, 19

Five gunshot wounds: nose, back, back of head, left leg, left ankle

Sahri Yaldiz

Four gunshot wounds: left chest, left leg, right leg twice

Aliheyder Bengi, 39

Six gunshot wounds: left chest, belly, right arm, right leg, left hand twice

Cetin Topcuoglu, 54

Three gunshot wounds: back of head, left side, right belly

Cengiz Songur, 47

One gunshot wound: front of neck

Necdet Yildirim, 32

Two gunshot wounds: right shoulder, left back
 
 


Stampa la notizia: IOF - le 5 esecuzioni sommarie di pacifisti: l'articolo del Guardian
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 05 Giugno 2010 - 12:15

 

 

Condemn the Israeli Freedom Flotilla Massacre!
Release All Detained Activists!
Deliver All the Confiscated Aid!
End U.S. Aid to Israel!
END THE ILLEGAL BLOCKADE AND SIEGE OF GAZA NOW!

Sign the Petition Now: http://www.iacenter.org/palestine/flotillamassacrepetition


Be part of the international opposition to the blockade of Gaza. Make your voice heard! The International Action Center urges you to sign a petition demanding justice in the wake of Israel's latest brutality -- the massacre of 9 or more unarmed activists by the Israeli army in international waters north of Gaza. Your message will go to President Barack Obama, Secretary of State Hillary Clinton, Vice President Joe Biden, Congressional leaders, U.N. Secretary General Ban, members of the U.N. Security Council, U.N. member states, and the President, Prime Minister, and Cabinet of Israel along with Major media representatives and the International Red Cross.

The killed and wounded activists were part of a 750-member delegation on a six-boat flotilla attempting to bring humanitarian aid to the besieged people of Gaza.

Representing 40 different countries and led by the Free Gaza Movement and Insani Yardim Vakfi, a Turkish organization, the flotilla carried some 10,000 tons of humanitarian aid, including medical and construction supplies. A recent World Health Organization report states that the health of Gaza's population continues to deteriorate as a result of a three-year Israeli blockade -- a form of collective punishment unleashed by Israel after Hamas took electoral power in the area.

Some 70 miles off the Israeli coast, Israeli naval vessels surrounded the convoy on May 31. In an act of piracy, masked Israeli commandoes slid down ropes from helicopters onto the largest of the ships. Journalists aboard the ship reported that the troops started firing before they even touched down. Passengers aboard the ship were waving white flags at the time of the invasion.

According to reports, the Israeli navy seized all six ships and have imprisoned or deported all the other participants.

Protests broke out around the world in condemnation of the massacre. In cities across the U.S., the IAC organized and participated in protests denouncing the U.S. for providing military and other material support to client-state Israel. The Obama administration has pledged at least $30 billion in military aid to Israel over the next 10 years.

While many Middle Eastern and European governments denounced the attack, the U.S. response was tepid. According to the New York Times, the White House released a statement expressing "regrets about the loss of life." (May 31)

These continued attacks on the Palestinian people and their allies will only increase the call for boycott, divestment and sanctions against Israel. Indeed, the massacre has sparked a world-wide uprising of resistance to the blockade, and many more, larger aid flotillas are being organized to challenge this Israeli state-terrorist piracy. This most recent atrocity exposes not only the ruthlessness of the settler Israeli state -- and the U.S. as its sponsor -- but also shows the steadfastness and determination of people around the world to free Palestine. We must keep up the pressure to demand a free Palestine!

Sign the Petition Now: http://www.iacenter.org/palestine/flotillamassacrepetition

Petition Text:

To:  President Barack Obama, Secretary of State Hillary Clinton, Vice President Joe Biden, Congressional leaders, U.N. Secretary General Ban, members of the U.N. Security Council, U.N. member states, and the President, Prime Minister, and Cabinet of Israel

cc: Major media representatives, International Red Cross

Condemn the Israeli Freedom Flotilla Massacre!
Release All Activists Detained in Israeli Jails!
Deliver All the Confiscated Aid!
End All U.S. Aid to Israel!
END THE ILLEGAL SIEGE AND BLOCKADE OF GAZA NOW!

I am writing to demand justice in the wake of Israel's latest brutality -- the massacre of 9 or more unarmed activists by the Israeli army in international waters north of Gaza. The activists were part of a 750-member delegation on the six-boat Gaza Freedom Flotilla attempting to bring humanitarian aid to the besieged people of Gaza.

Representing 40 different countries and led by the Free Gaza Movement and Insani Yardim Vakfi, a Turkish organization, the flotilla carried some 10,000 tons of humanitarian aid, including medical and construction supplies. A recent World Health Organization report states that the health of Gaza's population continues to deteriorate as a result of a three-year Israeli blockade -- a form of collective punishment unleashed by Israel after Hamas took electoral power in the area.

Some 70 miles off the Israeli coast, Israeli naval vessels surrounded the convoy on May 31. In an act of piracy, masked Israeli commandoes slid down ropes from helicopters onto the largest of the ships. Journalists aboard the ship reported that the troops started firing before they even touched down. Passengers aboard the ship were waving white flags at the time of the invasion.

According to reports, the Israeli navy seized all six ships and have imprisoned or deported all the other participants.

Protests broke out around the world in condemnation of the massacre. In cities across the U.S., protests denounced the U.S. for providing military and other material support to client-state Israel. The Obama administration has pledged at least $30 billion in military aid to Israel over the next 10 years.

While many Middle Eastern and European governments denounced the attack, the U.S. response was tepid. According to the New York Times, the White House released a statement expressing "regrets about the loss of life." (May 31) These continued attacks on the Palestinian people and their allies will only increase the call for boycott, divestment and sanctions against Israel. Indeed, the massacre has sparked a world-wide uprising of resistance to the blockade, and many more, larger aid flotillas are being organized to challenge this Israeli state-terrorist piracy. This most recent atrocity exposes not only the ruthlessness of the settler Israeli state -- and the U.S. as its sponsor -- but also shows the steadfastness and determination of people around the world to free Palestine.

Condemn the Israeli Freedom Flotilla Massacr
Release All Activists Detained in Israeli Jails!
Deliver All the Confiscated Aid!
End All U.S. Aid to Israel!
END THE ILLEGAL SIEGE AND BLOCKADE OF GAZA NOW!

Sincerely,
(your signature will be added here)

Sign the Petition Now: http://www.iacenter.org/palestine/flotillamassacrepetition

 



Stampa la notizia: IAC Center: Firmate La Petizione
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 05 Giugno 2010 - 12:02

 

 

Do your part!

Dear President Obama,

...I urge you to not meet with the Israeli PM on June 1st in response to Israel's illegal attack on the humanitarian maritime aid convoy to Gaza. The Israeli commando units, employing thin excuses, attacked the ships in intenational waters, killing over 10, injuring dozens of international civilians, and endangering hundreds others, including American citizens.

I further urge you to call for the immediate lifting of the siege on Gaza. There will never be peace before the people in Gaza live in dignity.

Thank you,

 

Contact the White House | The White House

 



Stampa la notizia: Write to President Obama
Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 05 Giugno 2010 - 11:51

 

 

 
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USA: «BLOCCO INSOSTENIBILE, SITUAZIONE DEVE ESSERE CAMBIATA»

Israeliani intercettano la Rachel Corrie
si attende l'abbordaggio


Unità della marina hanno circondato la nave irlandese al largo della cose di Gaza


LARNACA - La nave irlandese «Rachel Corrie», in navigazione verso la Striscia di Gaza, ha ignorato finora le richieste della marina israeliana di cambiare rotta e dirigersi verso il porto Ashdod (sud di Israele). Le forze israeliane «non avranno altra scelta se non quella di abbordare la nave» se continuerà a puntare verso la Striscia di Gaza ha confermato il capitano Aryi Shalicar, dell'ufficio stampa delle forza armate israeliane. «Sono quattro ore che proviamo a contattare l'equipaggio per chiedere di cambiare la rotta verso Ashdod (sud di Israele) di non violare il blocco (imposta da Israele attorno alla Striscia di Gaza), ma per ora non c'è cooperazione». «Se non avremo altra scelta, abborderemo la nave per fermarla, perchè questo è il nostro compito», ha aggiunto.
 
ISPEZIONE - «Israele - ha ripetuto il portavoce militare - non ha problemi a far attraccare la Rachel Corrie ad Ashdod e ad aiutare poi l'equipaggio a trasferire gli aiuti a Gaza» via terra. Ha tuttavia aggiunto che occorrerà prima «ispezionare il carico, per verificare che non vi siano esplosivi o munizioni». Israele ha imposto severe restrizioni attorno alla Striscia di Gaza, fin dall'avvento al potere nell'enclave palestinese degli islamico-radicali di Hamas, nel 2007. Gli attivisti, tuttavia, considerano illegittimo tale blocco, la cui revoca è chiesta con crescente insistenza anche da diversi attori della comunità internazionale: tanto più dopo il sanguinoso blitz di lunedì compiuto dalle forze speciali israeliane contro una flottiglia guidata dalla nave turca Mavi Marmara che cercava a sua volta di forzare l'embargo.
 
PROIBIZIONE - Venerdì sera il ministero degli Esteri irlandese e quello israeliano avevano delineato un'ipotesi di accordo affinchè l'ultima nave della Freedom Flotilla decisa a superare il blocco potesse attraccare ad Ashdod con la garanzia israeliana dell'apertura di un corridoio via terra attraverso il quale lo stesso equipaggio avrebbe potuto poi consegnare il suo carico di aiuti a Gaza, previ i controlli di sicurezza. Ma gli attivisti filo-palestinesi a bordo hanno fatto sapere di non volervi aderire. «Noi - ha dichiarato nella notte per telefono dalla nave uno dei pacifisti, John Graham - non abbiamo intenzione di accettare alcuna intesa che ci voglia coinvolgere legittimando l'assedio (navale israeliano) contro la Striscia di Gaza».
 
ERDOGAN VALUTA SE MANDARE MARINA A ROMPERE ASSEDIO - Tayyip Recep Erdogan sta valutando se usare la sua Marina per rompere l'assedio di Gaza. Lo scrive Debkafile, un sito considerato vicino all'intelligence israeliana, che cita i servizi segreti turchi. Il premier turco starebbe addirittura pensando di salire a bordo egli stesso di un futura nave di attivisti filo-palestinesi, convinto che Israele non avrebbe il coraggio di intervenire per bloccarlo.
 
USA MEDIANO: «BLOCCO INSOSTENIBILE, MA DIRIGETEVI AD ASHOD» - Secondo fonti di Debkafile ad Ankara, l'amministrazione di Obama è comunque in stretto contatto con il premier turco per cercare di raffreddare gli animi. Mike Hammer, portavoce del National Security Council, ha tra l'altro chiesto espressamente all'imbarcazione israeliana di cambiare rotta e andare al porto di Ashdod. A proposito del blocco su Gaza, Hammer ha detto che «la situazione attuale è insostenibile e deve essere cambiata». Gli Usa lavorano attivamente con Israele, l'Autorità Palestinese e altri partner internazionali, «per mettere a punto nuove procedure per la consegna di materiale e assistenza alla popolazione di Gaza, evitando nel contempo l'importazione di armi».
 
ATTIVISTI UCCISI CON COLPI ALLA TESTA A BRUCIAPELO
 
 

ATTIVISTI UCCISI CON COLPI ALLA TESTA A BRUCIAPELO -Intanto oggi il quotidiano britannico Guardian, citando le autopsie svolte in Turchia, scrive che i nove attivisti turchi uccisi dalle forze armate israeliane nel corso del blitz contro la Freedom Flotilla sono stati raggiunti da almeno una trentina di colpi d’arma da fuoco. Si tratterebbe di pallottole da 9 millimetri, sparate in molti casi da distanza ravvicinata; cinque delle vittime sono state colpite alla testa, scrive il medico legale turco, incaricato di effettuare le autopsie dal ministero della Giustizia di Ankara. In particolare, Ibrahim Bilgen, 60 anni, è stato colpito da 4 proiettili alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Un diciannovenne, Fulkan Dogan, con cittadinanza americana, è stato raggiunto da cinque colpi sparati da meno di 45 centimetri, alla faccia, alla nuca, due volte alle gambe e una alla schiena. Altri due uomini sono stati uccisi da almeno quatto colpi ciascuno e cinque delle vittime hanno ricevuto proiettili nella schiena, ha riportato Yalcin Buyuk, vice-presiente della commissione di medicina legale.

 



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