Palestina

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Palestina

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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 10 Maggio 2009 - 18:19

  

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Les parties civiles dans la plainte contre 7 militaires israéliens considèrent que la justice espagnole a démasqué le pouvoir arbitraire israélien

AUTEUR: CSCA & Asociación Al Quds de Solidaridad con los pueblos del Mundo Árabe

Traduit par Esteban G., révisé par Fausto Giudice

 

 

Les crimes de guerre et contre l’humanité commis jusqu'à présent par Israël ont été couverts par la `justice israélienne’, tout comme l’ont été la torture, la démolition d’habitations palestiniennes à Jérusalem et dans les autres territoires occupés, les expropriations de terres, le Mur de séparation et autres crimes. La Cour Suprême israélienne a avalisé toutes les pratiques criminelles de l'occupation, en tentant de donner un habillage de légitimité juridique par des jonglages avec les normes juridiques de la Convention de Genève et du droit humanitaire.

La Cour suprême israélienne et les autres instances judiciaires de niveau inférieur, font partie de l'appareil d'occupation israélien, qui avec sa philosophie sioniste glorifie la suprématie de quelques-uns sur la population palestinienne et arabe en général. Il y a quelques jours, des travailleurs arabes israéliens étaient renvoyés des chemins de fer simplement parce qu’ils étaient d'origine arabe, et afin de donner ces postes à des vétérans juifs.

L’arrêté du juge Andreu contre les souhaits du Procureur (et du Ministère des Affaires Extérieures du Sieur Moratinos) indique trois choses : Gaza est un territoire occupé sur lequel Israël n'a pas de juridiction privilégiée ; qu’il n’a pas existé, et qu’il n’existe pas de procédure judiciaire indépendante des simples déclarations opportunistes des militaires ; et; et que ces dernières répondent à la politique exécutée par Israël dans ses actions d'occupation.

Les actes criminels que commet Israël n’ont jamais été judiciarisés avec des garanties en Israël, et aucune sentence n’a jamais été obtenue. Le dernier exemple est l’auto-exonération de ses crimes lors de l'attaque contre Gaza de janvier et sa détermination à défendre tous les exécutants de ces crimes devant quelque tribunal international que ce soit, au prix même de l’élimination des preuves et des témoignages.

Suite à cet arrêté, les parties civiles estiment que le Procureur doit cesser de servir de parapluie à l'Ambassade d'Israël, qu'il accomplisse sa tâche, qui est d’aider la justice et qu’il contribue à ce que justice soit rendue et que la compétence universelle soit exercée.

Documentation:

Note de Al-Quds et CSCA sur la demande du Procureur.
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/arti578.html
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/arti571.html

Manifeste de soutien à la compétence universelle:
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/pdf/Manifiesto.pdf

Écrits à l’Audience Nationale en réponse au Procureur
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/pdf/impugnacionarchivo%20AP.pdf
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/pdf/Escritodelaacusacionparticuolar.pdf

Écrit du Procureur demandant le classement de la plainte:
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/pdf/pedromartineztorrijos.pdf

Demande:
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/pdf/querella.pdf
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/arti300.html

en anglais:
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/arti301.html
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/arti302.html

sur Raji Sourani:
http://www.nodo50.org/csca/agenda06/palestina/sourani_5-07-06.html

Autres plaintes:
http://www.nodo50.org/csca/palestina/procesamiento_shar_7-01.html
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/arti199.html
http://www.nodo50.org/csca/agenda09/palestina/arti579.html

 

Source : La Acusación Popular del caso contra 7 militares israelíes considera que la justicia española

ha desenmascarado al poder arbitrario israelí

Article original publié en mai 2009

Sur l’auteur

Esteban G. est rédacteur du blog http://letacle.canalblog.com/, Fausto Giudice rédacteur du blog Basta ! Journal de marche zapatiste. Tous deux sont membres de Tlaxcala, le réseau de traducteurs pour la diversité linguistique. Cette traduction est libre de reproduction, à condition d'en respecter l’intégrité et d’en mentionner l’auteure, le traducteur, le réviseur et la source.

URL de cet article sur Tlaxcala :
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=7571&lg=fr

 



Stampa la notizia: Le Parti Civili contro i Crimini di Guerra Israeliani
Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 07 Maggio 2009 - 09:58

 
Il ministro israeliano Lieberman non è un ospite gradito in Italia
L’Assemblea “Lieberman ospite non gradito” del 29 aprile

 

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30 aprile 2009

Palestina Libera




Il ministro Frattini e il governo italiano hanno invitato in Italia lunedì 4 maggio il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman espressione del nuovo governo israeliano dominato dalla destra e dai partiti più razzisti e antipalestinesi.

Le associazioni che da anni si battono per la pace e per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese all’autodeterminazione denunciano come una vergogna l’invito in Italia per un personaggio politico razzista e che propugna la pulizia etnica contro la popolazione palestinese.

Alle ultime elezioni israeliane di febbraio Israel Beiteinu - il partito fondato dallo stesso Lieberman nel 1999 - è diventato il terzo partito in Israele. Nelle ultime settimane infatti i settori più oltranzisti della politica israeliana (coloni, gruppi ultrasionisti) hanno scatenato una escalation di aggressioni sia contro i contadini e le città palestinesi in Cisgiordania sia contro i quartieri palestinesi a Gerusalemme e nella stessa Israele.
Il programma di Lieberman contiene due idee che discriminano i cittadini arabi palestinesi di Israele con leggi speciali e segregazioniste.

a) Obbligare a un "giuramento di lealtà", che impone di giurare fedeltà a Israele come Stato ebraico. Il rifiuto di farlo potrebbe condurre alla revoca della cittadinanza o di alcuni diritti di questi cittadini all'interno di Israele.

b) Ridisegnare la mappa di Israele sulla base della composizione etnica. Questa nuova forma di pulizia etnica preserverebbe la maggioranza ebraica di Israele, spogliandola però della pretesa di essere una democrazia che assicura pari diritti a tutti i suoi cittadini.

Lieberman è giunto a dire pubblicamente al parlamento israeliano nel novembre 2006 che i parlamentari arabi dovevano essere impiccati come collaborazionisti, a causa della loro opposizione alle politiche del governo. "La seconda guerra mondiale si è conclusa con il processo di Norimberga. I capi del regime nazista, insieme ai loro collaboratori, furono giustiziati. Spero che questo sarà il destino dei collaborazionisti".
Nel marzo del 2002, dopo vari attacchi palestinesi contro israeliani, furono citate le seguenti parole di Lieberman: "Non esiterei a spedire l'esercito israeliano in tutta l'Area A (l'area della Cisgiordania teoricamente controllata dall'Autorità Palestinese) per 48 ore. Per distruggere le fondamenta di tutte le infrastrutture militari dell'autorità e tutti gli edifici della polizia, gli arsenali, tutte le postazioni delle forze di sicurezza... non lasciare in piedi una sola pietra. Distruggere tutto". Nel gennaio del 2009, durante il massacro israeliano a Gaza, Lieberman ha detto che Israele "deve continuare a combattere Hamas come fecero gli Stati Uniti con i giapponesi nella seconda guerra mondiale", riferendosi evidentemente all'olocausto nucleare. Sempre a gennaio, parlando del recente massacro di Gaza, Lieberman ha detto, "i soldati hanno avuto successo, ma i politici hanno fallito. Non hanno permesso all'esercito di completare l'operazione".
Lieberman è stato accusato molte volte di essere un fascista, un razzista e un fazioso. I media e i politici israeliani sono divisi al proposito. Alcuni hanno descritto Lieberman come contaminato da "dichiarazioni razziste che pregiudicano il carattere democratico di Israele". Molti hanno apertamente espresso il timore che il profilo politico di Lieberman possa riflettersi sull'immagine di Israele all'estero.
Sia Lieberman che il Primo Ministro israeliano Netanyahu, hanno messo in atto una ben programmata e coordinata "offensiva di fascino" di Lieberman all'estero. Sta cercando di presentarsi come un pragmatico e di dimostrare che tutte quelle dichiarazioni bellicose erano solo parole che non diventeranno mai realtà. I fatti dicono esattamente il contrario.


L’Assemblea "Lieberman ospite non gradito" del 29 aprile

Donne in Nero; Forum Palestina; Comitato Palestina nel cuore; UDAP; Spazio antagonista Primavalle; Associazione Punto Critico; CIP; Coordinamento Giovani in Lotta; PdCI; PRC, PCL; RdC; SC;


:: Article nr. s9766 sent on 07-may-2009 00:04 ECT
www.uruknet.info?p=s9766

 



Stampa la notizia: Lieberman ospite non gradito - il testo
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 28 Aprile 2009 - 23:41

 
 
croceteutonica
 
il Papa va in Terra Santa :

tra tante chiacchiere e maldicenze, INUTILI E DANNOSE

 

 

Editoriale della Direzione di TerraSantaLibera.org

a cura di Filippo Fortunato Pilato

 

benedettoxvi_600È da molto tempo che non scrivo su queste pagine, troppo preso in attività pratiche più urgenti, ma recentemente subissati di email e articoli delle più disparate agenzie e spericolati giornalisti, tutti accomunati dalla smania di "pontificare", di voler insegnare al Papa come si fa il Papa, ma in pratica dediti, come i più, consapevolmente o meno, allo sport nazionale e internazionale più incentivato dalle logge, quello di sputare veleno sul soglio di Pietro e la Chiesa, mi sono proprio stufato di starmene zitto a tollerare oltre e perciò adesso sparo a zero su tutto quello che si muove, togliendomi una manciata di sassolini dalle scarpe.

Perchè un conto è mettere in luce, o criticare scivoloni, se non peggio ancora vizi teologici o di formazione, sia del pontefice come di qualsiasi altro mortale, altro conto è calunniare e attribuire a Benedetto XVI poteri terreni che non ha, come quello, per esempio, di recarsi dove vuole sul territorio controllato militarmente dall'entità coloniale sionista, o ancor più accusarlo di essere un capo di stato "suddito di Israele".

 

Come stoltamente è stato affermato da un ragazzo (del quale tra l'altro in passato abbiamo generosamente ospitato brani di testimonianza e denuncia), che ha pubblicato recentemente alcune lettere da Gaza, a mo' di libro, sul quotidiano comunista il Manifesto, e perciò si sente in diritto di offendere, non perdendo l'occasione d'oro di vomitare odio sul Papa e sulla Chiesa.

 

Un bravo ragazzo, per carità, anche se di formazione anarco-marxista, che ha anche recentemente e coraggiosamente sfidato le milizie e le bombe dei circoncisi per portare testimonianza (e per questo solamente continua a godere del nostro rispetto), ed a cui abbiamo dedicato alcuni editoriali nei mesi scorsi, ma purtroppo accecato da pregiudizi e odio ideologico di fronte ad un vecchietto di 82 anni che, sfidando minacce e pericoli seri (posti in essere da tempo dalla setta che odia, più di chiunque altro al mondo, la "pietra d'inciampo, la Sua Chiesa e il suo Vicario), vuole, con altrettanto coraggio, dare un segnale di vicinanza, di presenza, di interesse vivo, nei confronti delle pietre vive di Terra Santa.

 

Pochi mesi sono passati dalla fine di una pioggia di morte che ha sterminato quasi 1500 persone a Gaza, distrutto e raso al suolo case, ospedali, scuole, servizi, magazzini di scorte alimentari, acquedotti, porto e campagne, lasciando nell'indigenza una popolazione di circa un milione e mezzo di abitanti, negando loro persino l'accesso dei mezzi di soccorso e dei beni di prima necessità.

 

A pochi chilometri di distanza invece, altri membri di quello stesso ceppo nazionale arabo-palestinese, numericamente circa il triplo, divisi in enclavi, controllate da un nemico che non parla neppure la loro lingua, ma sufficientemente armato e motivato per costringere questa popolazione in galere a cielo aperto, circondate da muraglie insormontabili e controllate, quando non divise tra loro da posti di blocco, insediamenti di fanatici in kippa e treccioline, blocchi di cemento e reticolati di filo spinato, sono impediti nello svolgere una normale vita lavorativa, scolastica, sociale, non potendo neppure uscire dai loro villaggi senza il permesso di questo nemico straniero, non venendo loro concesso di curarsi regolarmente in strutture sanitarie adeguatamente attrezzate, di visitare i propri parenti, in poche parole di vivere e comunicare.

 

Umiliati, torturati, nell'animo prima ancora che nel fisico, privati delle loro case e terre, avvelenati nelle coscienze sin dall'infanzia, violentati e decimati senza pietà.

 

Le comunità cattoliche sono ridotte ai minimi termini, ma resistono con fiducia e costanza su quel che resta della loro terra. Discriminati, carcerati, ma mai rassegnati.

 

E questo vecchietto vestito di bianco, di 82 anni, che potrebbe molto più comodamente starsene nei palazzi vaticani, decide, contro tutto e tutti, di andare a trovare queste comunità: non solo quelle che egli rappresenta come capo religioso, ma anche le altre, di confessioni ed etnie diverse, che popolano l'area. Perchè la pace, se la si vuole, la si deve trattare con tutte le parti.

 

Non atterrerà nella giudaica Tel Aviv, ma nella più islamica Giordania. Visiterà quindi alcuni luoghi santi e le comunità che li popolano. Andrà dove potrà e dove gli verrà concesso.

 

Ma già si sollevano le voci di protesta perchè non andrà a Gaza:

 

- "È un capo di stato suddito d'Israele"

- "Il suddito d'Israele non vuole incontrare i cristiani a Gerusalemme, ma a Betlemme"

- "Veste babbucce Prada"

 

e sciocchezze del genere, seguite dall'elenco dei "preti" ultramodernisti, da don Ciotti a quelli di Pax Christi e satellitari, che se ne stanno nell'ombra per non dare troppo nell'occhio, i quali sarebbero gli educatori che insegnano quel bel catechismo anticattolico che da' questi bei frutti.

 

Che pena. Inviano perfino letterine e appelli da firmare, dove si sprecano in false adulazioni di stima verso questo Papa, che in realtà detestano (i loro libri riportano rigorosamente le introduzioni dell'antipapa Martini), per spingere avanti bocconi avvelati di richieste, che semplicemente si riassumono in un: Benedetto XVI, stattene a casa.

 

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 28 Aprile 2009 - 09:48

 
Confermato l'arrivo del razzista Lieberman a Roma, mercoledì 29 ore 17.30 alla sala di Carta in via dello Scalo di S. Lorenzo 67 assemblea cittadina di tutte le realtà antirazziste e di solidarietà con la Palestina per organizzare la mobilitazione
 
 
lieberman

 

VISITA LIEBERMAN 4 MAGGIO A ROMA

 

Roma, 26 apr. (Adnkronos) - Contatti diretti con Hillary Clinton, recenti incontri con i leader libanesi e siriani, incontro con Amr Moussa, segretario generale delle Lega Araba e il 4 maggio, a Roma incontro con il nuovo ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman. Cosi' il ministro degli ESteri Franco Frattini illustra l'attivita' diplomatica italiana sul tema del processo di pace mediorientale in un'intervista che il 'Jerusalem Post' pubblica oggi. Il capo della diplomazia definisce "positivi" i contenuti dei suoi colloqui, alludendo al desiderio confermato dalla Siria di trattare con Israele ed all'iniziativa di pace dell'Arabia Saudita. "La palla passa ora anche in campo israeliano", osserva Frattini, chiedendo: Israele e' sempre convinto "che due stati per due popoli sia l'unica soluzione possibile'"? "Il premier Netanyahu e' pronto a riprendere i colloqui di pace?". "Presto - conclude - avremo le risposte, dopo la visita del ministro degli Esteri Lieberman".

 

A questo punto occorre preparare la mobilitazione
 
Lieberman in Italia NON è un ospite gradito
 
Il ministro razzista israeliano a maggio viene a Roma

 

Il ministro Frattini e il governo Berlusconi hanno invitato per i primi giorni di maggio in Italia il principale dirigente del partito razzista e antipalestinese ed attualmente ministro degli esteri del governo israeliano Per discutere le iniziative di protesta contro la visita di Avigdor Lieberman a Roma, invitiamo tutte le realtà antirazziste e di solidarietà con la Palestina a partecipare ad una assemblea cittadina.

 

Mercoledì 29 aprile, ore 17.30
 
Assemblea cittadina
 
alla sala di Carta in via dello Scalo di S. Lorenzo 67

 

www.forumpalestina.org

 



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 23 Aprile 2009 - 08:31

 

La parcondicio delle Iene

 

Il caso giornalistico delle Iene è uno dei più rari esempi di democrazia televisiva.

Nel video il consueto confronto tra le parti, che in questa occasione vede intervistati due bambini, entrambi di 12 anni.

Il primo a sinistra è israeliano, ed all'apparenza è un teenager proprio normale, che ripete a pappagallo quanto insegnato a lui dagli adulti. Nessuno si è mai fatto del male, lui non ha mai visto il sangue scorrere.

Il secondo, a destra del video, è un ragazzo palestinese, dalle sue parole si comprende tutta la sofferenza che può dare ad un bambino di 12 anni la costrizione a diventare uomo durante una guerra. Della sua casa distrutta non resta nulla, solo il ricordo dei morti sotto i suoi occhi e quelli del passato nel ricordo delle fotografie appese su mura che non esistono più.

Una guerra tra due popoli, che nella realtà è subita dal solo Popolo Palestinese.

 

 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 27 Marzo 2009 - 17:57

 

Al Jazeera English 

26 marzo 2009 

Gazan speaks of white phosphorus use - 26 Mar 09

According to Human Rights Watch Israels use of white phosphorus in their offensive on the Gaza Strip constitutes a war crime", which Israel strenuously denies.

Phosphorus ignites in oxygen in temperatures of more than 30 degrees Celsius and daily temperatures were much hotter than that when the war was carried out in Gaza in January.

It is almost impossible to put out, and if it comes into contact with human flesh it can burn to the bone. Sabah Abu Halima who lost her husband and four of her children in the war, tells her story.

http://www.youtube.com/watch?v=r0VqKHTbtX0

 



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 27 Marzo 2009 - 17:34

 Il gioco al ribasso...

 

20090105_143743_600 

Israel army: Gaza civilian toll massively overstated

 

2009-03-26T11:35:23-0700 Thu Mar 26, 2:35 pm ET

JERUSALEM (AFP) – The Israeli military insisted on Thursday that the vast majority of those killed in its Gaza offensive were "terror operatives," contradicting the much higher civilian death toll given by Palestinian sources.

It said that of 1,166 names of Palestinians killed in the January-December offensive, 709 were "terror operatives" from Hamas and other armed groups while another 162 "have not been yet attributed to any organization."

"Furthermore, it has come to our understanding that 295 uninvolved Palestinians were killed during the operation, 89 of them under the age of 16, and 49 of them women," the military said in a statement.

It said the data was obtained through examination "of various intelligence sources and after the names and numbers were thoroughly cross-referenced and examined."

The statement was issued after the Palestinian Centre for Human Rights (PCHR) listed the names of 1,417 Palestinians it said were killed in the 22-day offensive, including 926 civilians, 313 children and 116 women. PCHR said 236 combatants were killed.

On Thursday, PCHR said the Israeli military wrongly included police officers among the combatants.

Police in the Gaza Strip have been under the command of Hamas since the Islamist movement seized control of the Palestinian enclave in June 2007.

Official Palestinian figures put the final death toll at 1,475, including 943 civilians, after a number of wounded Palestinians died in hospitals and bodies were found in the rubble.

In its statement, the Israeli military stressed that its objective during Operation Cast Lead "was to target the Hamas terror organisation and not the citizens of the Gaza Strip."

"It must be stressed that the fighting took place in a complex battlefield, defined by the Hamas terror organisation itself. The Hamas terror organisation placed the primary fighting scene at the heart of civilian neighborhoods as it booby-trapped homes, fired from schools and used civilians as human shields," the statement said.

The UN special rapporteur on the Palestinian territories, Richard Falk, said on Monday that there was "reason" to conclude that Israel's military operations in the Gaza Strip constituted a war crime.

He called for an inquiry, in order to determine if the war was legal.

Afp

 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 24 Marzo 2009 - 15:36

Ricevo dal Palestinian Center for Human Right e trasmetto ...

 

Last update - 14:35 22/03/2009
 
U.K. backtracks on preventing war crimes charges against IDF
 

 

By Anshel Pfeffer

Tags: war crimes, U.K., Israel news

London will not push through changes in legislation that permits the arrest of Israel Defense Forces officers visiting Britain on war crimes, as previously promised, Jerusalem has learned.

In an unofficial message to Foreign Minister Tzipi Livni, Britain said that as a result of the decline in Israel's public image following Operation Cast Lead the government believes it will be unable to pass the amendment to the legislation before next year's scheduled elections.

British law permits private citizens to press charges against foreigners on war crimes charges. Once an indictment has been issued suspects can be arrested if they enter Britain.
In 2005 Maj. Gen. (res.) Doron Almog flew to London for a brief visit. After being informed, while still on the plane, that police were waiting for him to disembark so that they could arrest him, Almog remained on the aircraft and returned to Israel.

An arrest warrant had been issued against him for his alleged role in the razing of Palestinian homes in Rafah during his service as GOC Southern Command.

Since that incident, senior IDF officers in both active and reserve service, including former IDF chiefs of staff and cabinet ministers (Ehud Barak and Shaul Mofaz), have avoided traveling to Britain.

Britain's Labor government, first under Tony Blair and recently under Gordon Brown, had promised to pass changes in the legislation so that private citizens seeking to press war crimes charges would first have to obtain the approval of the chief prosecutor.

Israeli diplomats, meanwhile, sought support for such an amendment from Conservative MPs.

"The British did make such a promise and we continue to expect that they will find a way to fulfill it," Foreign Ministry spokesman Yigal Palmor said on Saturday.

The British Foreign Office said in a statement, "We recognize Israeli concerns but this is a complex legal issue."

*****

Da seguire il lavoro del Guardian.co.uk sui crimini di guerra di Israele a questo link:

http://www.guardian.co.uk/world/series/gaza-war-crimes-investigation

E sono tutti da leggere gli articoli correlati alla notizia di Haaretz sui timori di Israele del vedersi letteralmente travolta dai procedimenti giudiziari, per i danni cagionati con il bombardamento unilaterale su Gaza in tutto il mondo.

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 23 Marzo 2009 - 21:10

 

 

http://img148.imageshack.us/img148/8753/lavazzarossalattina.jpg

 

 
 
Giornate nazionali e internazionali
per il boicottaggio di Israele
del 28-29-30 marzo
 
 
 
Comincia anche in Italia la campagna di
Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele
28-29-30 marzo iniziative in tutte le città
 

Aderendo alla campagna internazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele che vedrà in lunedì 30 marzo una giornata mondiale di mobilitazione BDS, invitiamo in tutte le città italiane a dare vita a iniziative tese a promuovere il boicottaggio dei prodotti israeliani, il disinvestimento delle aziende italiane attive sul mercato israeliano e la richiesta di sanzioni contro le autorità israeliane e i loro apparati economici, politici, scientifici, industriali.

La campagna italiana comincerà sabato 28 marzo con presidi, sit in, manifestazioni davanti ai centri commerciali e ai grandi supermercati.

In questi giorni arrivano quasi quotidianamente notizie e denunce che confermano i crimini di guerra commessi dalle forze armate e dal governo israeliano contro la popolazione palestinese di Gaza, mentre gli assetti politici che si vanno configurando in Israele dopo le recenti elezioni confermano il progetto di apartheid contro i palestinesi sia nei Territori Occupati che all’interno stesso di Israele.

Il sistema di apartheid e l’economia di guerra israeliani vanno isolati e indeboliti con una forte campagna di boicottaggio internazionale.

Invitiamo per questo tutte le reti, le associazioni, i movimenti a mettere in campo le prime iniziative di boicottaggio per le giornate del 28-29-30 marzo.

 

Comunicate quanto prima il calendario, gli appuntamenti e le caratteristiche delle iniziative che realizzerete nella vostra città.

Una giornata di mobilitazione coordinata a livello nazionale e internazionale può cominciare a mandare il segnale giusto sia alla resistenza del popolo palestinese che all’arroganza delle autorità israeliane.

 

Vi indichiamo le prime iniziative già previste a Milano e Roma

Il 28 marzo a Milano

inizia la campagna con il presidio di numerosi centri commerciali, e, sono stati organizzati, fino ad ora, i seguenti presidi di controinformazione a cui invitiamo tutti e tutte a partecipare:

Ipercoop di viale Umbria dalle ore 16,00

Esselunga di viale Sarca dalle ore 16.00

EsseLunga di via Legnone angolo Jenner

Corbetta, Esselunga, alle 17:30.

Per il 30 marzo stiamo discutendo dell’organizzazione di un altro presidio comune e unitario e vogliamo sottolineare che sarà unico per tutti il materiale di propaganda, manifesto e volantini che sarà diffuso in queste e altre giornate di mobilitazione. invitiamo chiunque sia interessato a partecipare alle iniziative, associazioni, comitati, partiti o singole persone a contattarci scrivendo o telefonando: palestinamilano@yahoo.it oppure 347.7851682 e a partecipare alla riunione cittadina, per un organizzazione precisa e unitaria delle scadenze, che si terrà : MARTEDI 24 alle ore 18,00 al csa vittoria via friuli angolo via Muratori Milano.

 

il 28 marzo a Roma

alle ore 10.00 davanti ad Auchan a Casalbertone

alle ore 14.30 spezzone e distribuzione materiale informativo alla manifestazione nazionale dei sindacati di base

il 30 marzo alle ore 17.30 manifestazione in piazza S. Marco

 

Buon lavoro a tutte e a tutti

 

Il Forum Palestina

 

TUTTI I LINK UTILI !!!!

 

Campagna di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele

A disposizione un pieghevole da utilizzare nelle iniziative. Stampatelo, diffondetelo, speditelo, utilizzatelo

Formato .PDF

ADESIVI

per la Campagna Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele

SOSTIENI LA PALESTINA, BOICOTTA ISRAELE

Milano 28-30 Marzo

Gli appuntamenti per la campagna di BDS a Bologna

Iniziative boicottaggio a Firenze e Pistoia

 



Stampa la notizia: Boicotta Israele: 28 - 29 - 30 Marzo 2009
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 23 Marzo 2009 - 17:43

Una fonte autorevole dell'ANP dichiara che si tratti di un attentato di Hezbollah... e guarda un po' che questo accada mentre Israele ruba altri 30 dunum di terra palestinese a Gerusalemme. Lo ha detto pure il Papa: la Palestina ha bisogno di elezioni ...

Come si può fermare lo sport umanitario e una carovana di 130 persone??? Ammazzando anche il responsabile ANP dello Sport: Akram Daher. Così che noi non abbiamo più dubbi, sul fatto che l'autobomba sia stata finanziata e da chi ... (fonte)

 

2009-03-23 15:42

 

AUTOBOMBA IN LIBANO:

MORTI LEADER ANP E 2 GUARDIE DEL CORPO

 

BEIRUT - Secondo la radio Voce del Libano nell'esplosione avvenuta oggi nei pressi del campo di Miye Miye, nel sud del Libano, sono morte, oltre a Kamal Midhat, numero due dell'Anp in Libano, anche due sue guardie del corpo. L'attentato è stato compiuto con un'autobomba parcheggiata sul lato della strada.

Il campo profughi di Miye Miye si trova alla periferia orientale di Sidone (40 km a sud di Beirut), poco lontano da quello di Ayn al-Hilwe, il campo più affollato dei 12 sparsi in Libano. Sabato scorso due esponenti di Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas), erano rimasti uccisi in scontri a fuoco avvenuti alle prime ore del giorno all'interno del campo tra esponenti di milizie rivali.

PORTAVOCE FATAH CONFERMA UCCISIONE KAMAL MEDHAT
Un portavoce di Fatah in Cisgiordania ha confermato l'uccisione di Kamal Medhat, numero due dell'ufficio dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) in Libano, nell'esplosione di un ordigno vicino ad un campo profughi. Fatah, il movimento guidato dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, è la principale componente dell'Olp. In precedenza, la radio Voce del Libano aveva affermato che Medhat era il numero due dell'Anp in Libano e che l'attentato è stato compiuto con un'autobomba. Il portavoce a Ramallah, Fahmy al Zaarir, ha detto alla Reuters che Medhat stava accompagnando il numero uno dell'Olp in Libano, Abbas Zaki, in una visita al campo profughi di Mieh Mieh, quando un ordigno piazzato sul ciglio della strada è esploso, uccidendo lui e un numero imprecisato di altre persone. Il leader dell'Olp è rimasto incolume, ha precisato. I due esponenti dell'Olp si stavano recando al campo profughi per "un incontro di riconciliazione tra famiglie", ha detto ancora Zaarir, alludendo agli sforzi per porre fine ad una faida tra clan rivali nel campo.

ATTENTATO, ANP CONDANNA 'CRIMINE TERRORISTA'
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha condannato come "un crimine terrorista" l'uccisione in Libano di Kamal Medhat, esponente palestinese di Fatah (il partito dello stesso Abu Mazen), con alcuni uomini della sua scorta. "Il Presidente - si legge in una nota diffusa dal gabinetto presidenziale di Ramallah - condanna il crimine terrorista contro il generale Kamal Medhat", un uomo che "ha dedicato la vita a servire il suo popolo e la causa palestinese". In un flash dell'agenzia palestinese Maan, Medhat è indicato quale rappresentante di Fatah nel Libano del sud. "Noi condanniamo con forza questo crimine - ha poi rimarcato all'ANSA il negoziatore dell'Anp Saeb Erekat - e chiediamo alle autorità libanesi di agire per portare dinanzi alla giustizia i responsabili dell'assassinio". Erekat ha sottolineato che a Ramallah non si conosce comunque al momento l'esatta dinamica dell'attentato, né si sa con certezza il numero delle guardie del corpo cadute con Medhat.



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