Iraq

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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 19 Ottobre 2005 - 18:28

... invitate ancora americani a rubare in Italia ...

 

il Grande Spettacolo Americano
il Processo a Saddam

 

di Loredana Morandi

E' cominciata la grande farsa dell'occupazione americana in Iraq. L'ex dittatore Saddam Hussein ? infine a processo accusato di crimini contro l'umanit? e rischia la pena di morte. Egualmente questo processo consentir? la parola a tutti quei giuristi, che riconoscono l'illegalit? nell'intero processo della colonizzazione americana dell'Iraq, voluta per il possesso dell'oro nero. Grida alla "sentenza gi? scritta" l'avvocato della difesa, Khali Al Dulaimi, accettato dal leader prigioniero nel corso di questo primo atto del processo. E questo, consentitemi, ? l'unico dato certo dell'intero procedimento giudiziario, perch? interrogando alla maniera del Menone un uomo completamente analfabeta, sarebbe per lui facile dedurre che sono morti sicuramente pi? sciiti, sunniti, kurdi e turcomanni sotto gli americani, che sotto la dittatura di Saddam. Tanto per dirne una, i testimoni non si sono affatto presentati all'udienza.

Il giudice ? kurdo e, a monte di una accusa di strage nei confronti della medesima sua popolazione, le ragioni per ribadire una legittima suspicione si raccolglierebbero a palate sugli scranni del tribunale. Egualmente il volto del giudice, il presidente della Corte Rizgar Mohammed Amin ripreso dalle fotografie, sembra quello di una persona normale in un luogo davvero poco invidiabile. La sua intera categoria professionale ? appena stata poco tempo fa svilita dall'esercito britannico, con l'attacco al carcere di Bassora per la liberazione dei due delinquenti inglesi. Sono convinta che anche lui avrebbe delle rivendicazioni da mettere sul piatto della bilancia e, comunque, ? cosa certa che rischi la propria pelle durante l'intero corso del processo.

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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 19 Ottobre 2005 - 12:20

Quello che segue ? un documento redatto dagli intellettuali arabi del web. Ritenendolo di interesse generale ne ho fatto una rapida traduzione (non corretta) e lo pubblico per la lettura. Di seguito il testo originale in inglese. English follow...

Dichiarazione della Democrazia Araba sull'Iraq Occupato ed il Referendum sulla Costituzione

16 Ottobre 2005

E' questo il tempo, quando i movimenti della resistenza irachena eroica intensificano in termini di quantit?, qualit? e loro azioni,

E' questo il tempo, quando i segni prevedono una imminente sconfitta americana in Iraq e, mentre l'aggressione continua, viene a mancare la realizzazione dei relativi obiettivi politici sulla roccia dello sfaldamento degli Iracheni di fronte ai programmi imperialisti per spezzettare e disgregare l'Iraq,

E' questo il tempo, quando George W. Bush comincia ad esitare sotto il peso dei fatti e calcola, i suoi morti, danneggiato nei suoi programmi ed esitante per la cospirazione, cos? tanto in modo da cominciare a sostenere di conversare con il Signore!

E' questo il tempo, quando tutto questo sta avvenendo, un referendum ? stato tenuto su una costituzione inventata per l'Iraq occupato dai soldati Americani.

Quindi, noi firmatari, sulla conferma della nostra aderenza ai precetti fondamentali della nostra lotta contro il nemico americano d'occupazione e sulla conferma del diritto inalienabile della gente araba nell'esercitarsi nella lotta armata finch? l'occupante ? sconfitto e l'Iraq ? liberato, vogliamo affermare quanto segue:

L'occupazione dell'Iraq dall'America, dalla Gran-Bretagna e dai loro alleati, senza riguardo a come poco controllo possa essere esercitato su questa terra, ? intrinsecamente nulla e senza effetto.  Di conseguenza, tutte le strutture stabilite sulla forza di quell'occupazione sono anche nulle e senza effetto, senza riguardo alla loro natura, limite, o giustificazione.

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 18 Ottobre 2005 - 11:02

 

Iraq Costituzione, Seggi e Bombardamenti

Il risultato delle urne irachene del referendum costituzionale cade tristo e silente nel sangue dei nuovi bombardamenti a Ramadi e degli spargimenti di sangue dei giorni passati. Chi pu? aver vinto se non gli americani? Sembra che la popolazione abbia partecipato per il 63-64 per cento, ma per cosa? La fretta americana e i numerosi ultimatum pro costituzione hanno sicuramente indotto ad un testo contenente sbagli madornali.

Il problema cosmico degli americani ? la loro ignoranza, basti pensare a Roma e ad una sola vecchia americana arrivata in vacanza per vedere i Musei Vaticani, che ha tentato di colonizzare la Rete Artisti. Qui, cara lei, ci sono 2000 anni di storia, non 150 come a casa sua. Questo ? il microcosmo romano e, mentre la Nasa bombarda una cometa per vedere l'effetto che fa, l'ignoranza planetaria americana e la smania di possesso petrolifero compiono tutti gli altri misfatti.

La Costituzione Irachena ? nata sotto la cattiva stella dell'assenza giuridica del Diritto Internazionale, nel bel mezzo di una occupazione militare e con un leader legittimo imprigionato e destituito da un soggetto terzo, gli Stati Uniti. La Pantomima: l'assise costituente ha avuto per tutto il tempo il fucile puntato alla tempia. S?, lo avevano anche gli uomini della assise costituente della Repubblica Romana (9 feb.1868), rinchiusi in una villa al Gianicolo in Roma, ma si trattava di quello dell'arrivo dei nemici, non del fucile dell'usurpatore del proprio paese. E' per queste ragioni storico morali "planetarie", che la Resistenza irachena prosegue la sua guerriglia. Dall'Iraq con una nuova costituzione c'? una sola notizia veritiera oggi: sciiti, sunniti, kurdi e turcomanni continueranno a morire. E come Dio vuole, ? scritto che continueranno a morire anche gli americani. Di seguito una rassegna dai quotidiani online nazionali; ed ancora una rassegna internazionale a cura dell'amico Massimiliano Caruso. L.M.



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 05 Ottobre 2005 - 14:48

 


NEGATO VISTO DI INGRESSO AL CITTADINO IRACHENO HAJ ALI:

LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE E IL LIBERO CONFRONTO IN ITALIA E' POSSIBILE SOLO SE E' GRADITO AGLI  STATI UNITI

Iniziativa di un gruppo di Senatori dell'Unione: Malabarba - PRC; Pagliarulo - PdCI, De Zulueta - Verdi; Iovene - DS, Falomi - Il Cantiere; Boco - Verdi, Ripamonti - Verdi, Cortiana - Verdi; T. Sodano - PRC; Martone - PRC.


IL  TESTO  DELL'INTERROGAZIONE  URGENTE  AL  MINISTRO  DEGLI  ESTERI

"Al Ministro degli affari esteri

Premesso che:

agli inizi di settembre il Ministro degli affari esteri decideva di negare il visto per l'ingresso in Italia ad alcuni esponenti dell'opposizione irachena, fra cui Jawad al Khalesi, Ahmed al Baghdadi e Ibrahim al Kubaysi, opponendo ragioni di pubblica sicurezza in base a informazioni prodotte dai servizi segreti italiani;

nei giorni precedenti da ambienti politici statunitensi, attraverso un appello sottoscritto da 44 congressisti, erano giunte forti pressioni sul Governo italiano perch? fosse vietato l'ingresso in Italia ad esponenti iracheni e mediorientali in quanto sostenitori del terrorismo, anche se la Farnesina ha sempre negato di aver preso in considerazione tali avvertimenti, riferendosi per le proprie determinazioni esclusivamente alle informative della nostra intelligence;

recentemente il Ministro degli affari esteri ha nuovamente negato il visto di ingresso al signor Haj Ali, cittadino iracheno divenuto il simbolo dei prigionieri di Abu Ghraib torturati dai militari statunitensi che gestiscono quel carcere, anch'egli invitato in Italia per testimoniare sulla sua drammatica esperienza da parte dei 'Comitati Iraq libero';

le motivazioni di quest'ultimo diniego sarebbero di origine burocratica (si veda il quotidiano "Il Manifesto", 1?/10/2005, pag. 6), avendo il signor Haj Ali richiesto il visto ai primi di settembre non all'ambasciata italiana di Baghdad, ossia del paese in cui risiede, ma presso quella della capitale giordana Amman, presso la quale si trovava;

? fuori dubbio che la mancata concessione dei visti riguardi esponenti iracheni invisi agli Stati Uniti, tutti invitati in Italia dagli stessi organizzatori nel medesimo periodo, anche se respinti, secondo la stampa, con motivazioni differenti,

si chiede di sapere:

sulla base di quale informativa e da parte di quale servizio segreto siano stati negati i visti di ingresso agli esponenti iracheni, posto che in analoghe occasioni il comportamento dei servizi tendeva a limitarsi a seguire gli spostamenti degli stranieri e non certo a impedirne la presenza in Italia;

di fronte a una vittima della violazione dei diritti umani, diventata suo malgrado l'emblema degli orrori della guerra e come tale testimone itinerante in vari paesi, come il signor Haj Ali, se l'ambasciata italiana ad Amman e il Ministro degli affari esteri abbiano comunicato immediatamente al richiedente le modalit? di concessione del visto per l'Italia e si siano adoperati per agevolarne la venuta;

se non si ritenga che sia stata impedita nelle circostanze indicate la libera circolazione delle persone e il libero confronto delle idee nel nostro paese, sanciti dalla Costituzione, manifestando una grave subalternit? nei confronti degli Stati Uniti d'America e alla dottrina neocon della cosiddetta guerra preventiva. (3-02294) "

Roma 5-10-2005
L'Ufficio Stampa PRC al Senato

 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 04 Ottobre 2005 - 12:30

IRAQ LIBERO ? COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
Bollettino del 3 ottobre 2005
http://www.iraqiresistance.info

A Roma Pieno successo dell?incontro internazionale

L?incontro internazionale che si ? tenuto ieri a Roma ha avuto pieno successo. Alla sala stracolma, con tantissime persone in piedi, ha fatto riscontro la grande partecipazione di tutti i presenti e l?ottimo livello dei numerosissimi interventi che si sono succeduti per 6 ore senza alcuna interruzione. Grande ? stato il sentimento di rabbia e di protesta per i visti negati, per le angherie che si aggiungono alle torture, grande la determinazione ad andare avanti. Il senso di questa manifestazione, gli impegni assunti da tutte le forze presenti, il programma di lavoro che ne ? scaturito sono riassunti nel documento conclusivo dell?assemblea che pubblichiamo in questo bollettino. Ma ? doveroso sottolineare due cose. In primo luogo la volont? di lotta che si respirava non solo negli interventi ufficiali, ma in ogni frase e commento che si poteva ascoltare dentro e fuori dalla sala. In secondo luogo la grande unit? che si ? registrata a livello internazionale (con la presenza di delegazioni provenienti da 15 paesi), frutto del lavoro in comune intrapreso e della consapevolezza dell?importanza della lotta che unitariamente stiamo conducendo. La manifestazione di Roma ? stata dunque un passaggio importante, una tappa per andare avanti con pi? forza. Era questo l?obiettivo ed ? stato raggiunto.

Seguono il comunicato stampa sull'Ambasciata italiana ad Amman e il
Documento conclusivo dell'incontro internazionale sull'Iraq del 2 ottobre

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 03 Ottobre 2005 - 18:51

 

Conferenza Iraq a Roma

alcune foto

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 03 Ottobre 2005 - 15:39

 

Lo Stato Iracheno e la Resistenza

Intervento del Prof Aldo Bernardini
Conferenza Iraq - 2 ottobre 2005

Al momento della cattura, il Presidente Saddam Hussein, secondo quel che pi? tardi ha riportato la stampa, ha detto: "La guerra non ? finita. Non avete ancora vinto la guerra.". Qui la chiave per comprendere dal punto di vista giuridico quanto avviene in Iraq. Che si sia trattato di una aggressione vergognosa, coperta da spudorate menzogne ? riconosciuto da vaste cerchie. Cos? pure, genericamente, che un popolo che subisce un'invasione abbia un diritto di resistenza. Ma qui finisce la comprensione della parte "democratica" o "progressista" delle forze politiche e dell'opinione pubblica.
A fronte dell'indicibile gravit? della violazione dei diritti di un popolo e di uno Stato sovrani, di uno degli episodi pi? gravi della storia contemporanea sotto il profilo etico, si ergono i feticci mentali che annebbiano una corretta lettura di quanto avvenuto in Iraq e delle conseguenze da trarne. Il proclamato carattere "tirannico" di quello che viene chiamato il regime di Saddam Hussein, gli auspici dell'avvento di una societ? "democratica" di tipo occidentale in Iraq pur sotto la guida dell'invasore finiscono per capovolgere la valutazione etica e giuridica dell'aggressione e, con un tipico rovesciamento di fatti e di principi, come gi? per la Jugoslavia, sfociano in una sorta di giustificazione della situazione di fatto, o asserita tale, provocata dall'occupazione e del c.d. processo politico istituito dalle forze occupanti insieme a collaborazionisti iracheni. (segue)

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 03 Ottobre 2005 - 13:36

 

A.T.I.K.
ILPS - Turkie

Volantino - Intervento alla Conferenza Irachena di Roma

Il popolo Iracheno grida sotto la occupazione della guerra imperialista. Ma la resistenza va avanti, senza pensare al grande dolore e senza smarrimento. Il regime disumano ? entrato in una situazione senza una via d'uscita.
Il regime imperialista nella cooperazione con Talabani si trova ora in un governo turbato ogni giorno da problemi come: Ruberie, Corruzione e Scandali.
Alla popolazione manca l'energia elettrica. L'Acqua, salute dell'uomo, non ? garantita. Per questo il governo perde ogni giorno la fiducia della popolazione.
Ci troviamo di fronte a due gruppi. Il primo ? il regime occupante, che massacra e che lavora su cose sbagliate. Dall'altra parte ci sono persone che vogliono lottare per la vita.
Non esiste soltanto la storia del grande Rapinatore. C'? anche la storia di popoli che hanno pagato con la propria vita. Ci sono persone del popolo iracheno, che pagano con la vita e molto altro e che noi non dobbiamo dimenticare o disperdere. I media non ci mostrano ci? che c'? da guardare.
Un esempio "la contro guerriglia inglese", che ha ucciso molti uomini e che quando il governo del regime ha arrestato due uomini colpevoli, li ha liberati con una operazione speciale. Qui si vede come guardare ai fatti che accadono.
Le torture nel carcere di Abu Ghraib, che tutti i popoli del mondo hanno visto attraverso i media, lascia intravedere il quadro di questo regime imperialista. Lo stesso ? per il massacro di Falluja e quello di Telafer.
Gli uomini hanno speso molto tempo e molto lavoro per cambiare la geografia democratica del mondo, ma questo regime di cose ha represso tutto il loro lavoro e non si occupa di ci? che ? storia.
L'esercito americano e il "presidente del regime giocattolo", Ibrahim Cafer, hanno iniziato le operazioni il nove settembre. Punto primo: ci sono gi? centinaia di uomini morti. Ad oggi forse sono pi? di mille, mentre 100.000 uomini sono fuggiti ed hanno lasciato l'Iraq, specialmente fra il popolo turkmeno. Le citt? sono "senza case", senza infrastrutture e senza uomini.
Il ministro della difesa, Sadun Duleymi, ha avvertita l'opposizione come Romadi, Samara, Ravae Kaimha. Sadun ha detto di fare attenzione, affinch? tutto questo non diventi il massacro gi? avvenuto in altre citt?. Per questo dobbiamo sostenere le ragioni di questi uomini, che devono vivere in queste zone. Nessuno pu? prendere il diritto della popolazione irachena di decidere il proprio futuro.
Per questo motivo, noi come "ATIK", vogliamo salutare la lotta democratica per la libert? della resistenza irachena. Noi sosteniamo questa lotta per la Libert?. Non dobbiamo lasciare che l'ostilit? crei disegualianze per questo popolo in conflitto.

No all'occupazione imperialista
No alla collaborazione con gli imperialisti
Viva il diritto di decidere il proprio futuro
Viva la Resistenza
Viva la Fratellanza



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 01 Ottobre 2005 - 16:36

 

 

 Iraq: la mia voce contro la Guerra e la Tortura

di Loredana Morandi

I ragazzi del Comitato Iraq Libero chiedono, che tutte le voci libere prendano una posizione in merito al rifiuto governativo ai visti per gli ospiti iracheni. La mia voce sui fatti di Abu Ghraib, in qualit? di fondatrice della comunity attivista Bloggersperlapace, oggi Rete Artisti - Associazione Argon, di certo vi ? nota. Qualcuno di voi ricorder? come tutti i siti della comunit? furono crackati, a seguito dell'aver dato la notizia degli orrori e dello scandalo. La foto qui di fianco, ne ? una piccola prova. Non tutti per? sanno, che quei blog le cui password furono recuperate subirono una seconda crackatura, in occasione del sequestro delle volontarie di Un Ponte per ... Tanto che informai di ci? la Procura. Storia passata.
L'occasione odierna per riprendere il discorso ? determinata dal rifiuto dei visti agli ospiti iracheni per la conferenza che si terr? domani , ed io ritengo che sia giusto e doveroso scrivere con la propria penna sul "muro" della storia del Movimento dei Movimenti italiani per la Pace, ed a ci? mi accingo ripromettendomi d'essere monito profetico, nella consapevolezza che in Iraq si combatte e si muore ogni giorno ... (segue)

 



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 01 Ottobre 2005 - 11:03

 

CONFEDERAZIONE COBAS

 

ABU GHRAIB: SILENZIO SULLE TORTURE

Questo ? l'ordine del governo Berlusconi/Fini, che, dopo aver negato in estate il visto d'ingresso in Italia ad esponenti della resistenza irachena, ora ha reiterato il divieto nei confronti di Haj Ali, l'uomo incappucciato e con gli elettrodi attaccati agli arti, simbolo delle torture perpetrate dall 'esercito Usa contro gli irakeni nel carcere di Abu Ghraib.

Haj Ali era stato invitato in Italia dal Comitato Iraq Libero per raccontare in un giro di conferenze ed assemblee la propria esperienza delle torture subite nelle carceri controllate dai militari Usa.

Ad Haj Ali ? stato negato il visto, regolarmente richiesto, dall'ambasciata italiana ad Amman, citt? ove si ? rifugiato dopo il terribile "soggiorno" nel carcere di Abu Grhaib, con il risibile e falso pretesto secondo cui, per ottenere il visto, ? necessaria la residenza nel paese ove avviene la richiesta.

In realt? per il governo Berlusconi/Fini, sempre pi? servo degli occupanti Usa e sempre pi? invischiato nella guerra d'aggressione al popolo iracheno, la popolazione italiana non ha il diritto di ascoltare l'agghiacciante testimonianza di chi ha dovuto sopportare sulla propria pelle le peculiari caratteristiche della "democrazia" Usa.

E' vero che le foto delle torture ampiamente praticate nel carcere di Abu Grhaib (e non solo) hanno fatto il giro del mondo, ma permettere  a chi ne ? stato vittima di rendere diretta testimonianza di tutto questo ? veramente troppo per il nostro "democratico" governo. Ora ? meglio che cali il silenzio sulle nefandenzze di cui ? capace l'imperialismo Usa, difensore, in nome della civilt? occidentale, della libert? e dei diritti umani.

Quanto poi alla stragrande maggioranza dell'"opposizione" di centrosinistra, che, pure, proprio se ? costretta, dichiara che ? necessario porre fine alla guerra in Iraq e ritirare le truppe italiane, anche in questo caso il silenzio ? d'oro; d'altra parte ? troppo impegnata nelle primarie e guai ad incrinare i nostri rapporti di fedele alleanza/sudditanza con gli Usa.

I signori della guerra, i signori della tortura, i loro portaborse, adesso gongolano e s'illudono di aver tappato la bocca ad Haj Ali e aver ridotto al silenzio un popolo martoriato e il movimento contro la guerra.

Per? si sbagliano di grosso.

Deve partire immediata la mobilitazione perch? la voce di Haj Ali arrivi direttamente anche al popolo italiano, perch?  dobbiamo riprenderci collettivamente la parola e rilanciare la lotta contro la guerra e per il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq.

ROMPIAMO IL SILENZIO!
DIRITTO DI INGRESSO E DI PAROLA IN ITALIA PER HAJ ALI !

CONFEDERAZIONE COBAS

 



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