Iraq

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Iraq

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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 11 Agosto 2005 - 01:37

Riconosciuti dalle analisi del dna i resti di Enzo Baldoni.

Iraq: Vita e Morte Solo Una Casualit?


In Iraq si muore ogni giorno. Resta comunque una peculiare coincidenza, che noi italiani si debba ritrovare Enzo Baldoni proprio nel giorno in cui Abdul-Qadir al-Badrani (neanche a farlo apposta il cognome ? simile), giornalista di una agenzia stampa irachena, viene colpito a morte da un attacco sferrato sulla strada principale per Falluja.
Il conflitto Iraq ? stato il calvario senza ritorno per tanti giornalisti, di ogni nazionalit?. Uno vale l'altro.
Lo ? stato anche per Enzo Baldoni.

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 09 Agosto 2005 - 14:00






LASCIAMO IN PACE L?IRAQ
SOSTENIAMO LA LEGITTIMA RESISTENZA
DEL POPOLO IRACHENO

Chianciano Terme (Siena) 1-2 ottobre

 Conferenza Internazionale

La Conferenza Internazionale, a sostegno della Resistenza irachena, che si terr? a Chianciano Terme sabato 1 e domenica 2 ottobre 2005, sar? un'importante occasione per rilanciare il movimento contro la guerra, per affermare un'idea di pace fondata sull'autodeterminazione ed i diritti dei popoli, per rivendicare il ritiro immediato delle truppe di occupazione, per sostenere politicamente chi si batte per liberare il proprio paese dagli eserciti occupanti.

La tenuta della Resistenza dopo le elezioni farsa del 30 gennaio, il fallimento del progetto di stabilizzazione portato avanti dagli americani, il largo consenso di cui godono le formazioni che combattono contro gli occupanti, confermano la centralit? della lotta del popolo iracheno e la necessit? di allargare l'area di appoggio a questa lotta in tutto il mondo.

Gi? la guerra della Nato alla Jugoslavia ha riportato nel 1999 i bombardamenti in Europa; ora le criminali aggressioni all'Afghanistan ed all'Iraq, cos? come la perdurante oppressione sionista del popolo palestinese, hanno catapultato sull'Europa un nuovo tipo di bombardamento: quello messo in atto nel marzo 2004 a Madrid, ed il 7 luglio scorso a Londra.

E' questa una delle conseguenze del progetto imperialista di Washington, della sua politica aggressiva, guerrafondaia e totalitaria che vorrebbe trascinare il mondo in una vera e propria "guerra di civilt?".

Ed ? proprio la retorica dello "scontro di civilt?" e della "guerra al terrorismo" il cuneo che le potenze imperialiste, guidate dagli Usa, cercano di inserire tra il popolo iracheno e mediorientale da una parte, e il movimento contro la guerra e la globalizzazione in occidente dall'altra.

Per isolare la Resistenza all'occupazione, l'apparato mediatico occidentale cerca di demonizzare la lotta del popolo iracheno chiamandola "terrorismo".

In realt?, ? la guerra d'aggressione e di occupazione ad essere illegale e criminale. La Resistenza armata del popolo iracheno contro questa guerra illegale e criminale ? giusta e legittima.

La Conferenza Internazionale ha dunque lo scopo far sentire in Europa e nel mondo la voce di chi soffre l?oppressione, di chi si batte per la libert? del proprio popolo, ha l?obiettivo di riunire rappresentanti della Resistenza irachena e dei popoli del Medio oriente in lotta, assieme alle forze del movimento contro la guerra e la globalizzazione.

Speriamo cos? di rafforzare l'unit? tra i popoli che lottano per l'autodeterminazione nazionale ed i lavoratori dell'occidente che soffrono sotto il giogo dei propri governi, impegnati in avventure di guerra e saccheggio all'estero e in un?azione di repressione e sfruttamento all?interno.

Facciamo perci? appello alla pi? larga partecipazione alla conferenza, che vuole essere un luogo aperto ed inclusivo, un'occasione per costruire la pi? ampia unit? e per rilanciare l'azione di un forte movimento contro la guerra.

per adesioni scrivere a iraqlibero@email.it 

Per le altre lingue vedi al link:
http://www.antiimperialista.org/iraq_conference_2005/

Leggi di seguito il Programma
E inoltre: il comunicato del Comitato Organizzatore dal titolo
"Vogliono chiuderci la bocca: Non ci riusciranno!"



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 08 Agosto 2005 - 12:49

Wake up people! The Al Qaeda has you...

Res - esistenza...

Knok, knok ... sveglia! Dopo la propaganda di Rumsfeld e della DoD (Department of Defence of USA) in merito alle trattative in corso con alcune frange della resistenza, subito smentita da alcuni personaggi che animano lo scenario iracheno, gli stessi che, per l'aver compiuto atti davvero indegni, sono universalmente iscritti all'albo nero dei collaborazionisti dell'intelligence americana. Tipo quelli che hanno ucciso il povero Baldoni, per esempio. Ieri le agenzie hanno battuto la notizia che "un gruppo, collegato ad Al Qaeda", ha pubblicato e sta divulgando volantini contenenti un numero telefonico per "denunciare i collaborazionisti" a Mosul.
Tutti titolano con una sorta di dalli "al numero verde" mentre, dall'altro capo del globo, la donna pi? potente degli states, Condoleeza Rice, dichiara alla stampa, che la Resistenza irachena si ? indebolita.
Anche questa notizia deve essere letta attraverso una translitterazione dei bites, che la compongono.

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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 01 Agosto 2005 - 18:39

LETTERA APERTA FROM TUSIO DE IULIIS



Al Signor Sindaco di Pescara
Al Presidente Consiglio Comunale
Al Signor Vice Sindaco
Ai Signori della Giunta
Ai Signori Consiglieri
Ai Capi gruppo in Consiglio Comunale
Agli Illustri Rappresentanti
il Comitato tecnico organizzativo
Alla Rete Non Violenta Abruzzo
Al Social Forum Abruzzo
Ai Signori rappresentanti dell?informazione

Signor Sindaco, Signor Presidente del Consiglio, Illustrissimi Signori in indirizzo,

i tempi che la nostra societ? sta attraversando sono molti difficili e per alcuni versi colmi di orrori e nefandezze da renderne quasi impossibile un riscontro con la memoria storica delle barbarie della nostra umanit?.
Solo molto casualmente, ho letto, dell?intenzione dell?amministrazione comunale della citt? di Pescara di erigere un monumento alla pace, senza per? poter fare a meno di riflettere con grande preoccupazione alle dichiarazioni espresse sulle motivazioni e sulla intitolazione.

Leggo testualmente sul documento ufficiale dell?ufficio di presidenza:

?? presentazione del Monumento per gli Operatori di Pace nel Mondo ed a ricordo della Vittime di Nassiriya e contro ogni forma di terrorismo?.

Ed ancora oltre: ??Dopo la tragedia di Nassiriya, il Consiglio Comunale ha approvato alla unanimit? un ordine del giorno affinch?, oltre ad intitolare un?importante arteria cittadina, a ricordo di questo doloroso avvenimento, venisse realizzato anche un monumento che potesse meglio rappresentare la partecipazione ed il dolore di tutta la cittadinanza pescarese nei confronti dei familiari delle vittime (militari e civili), ma anche delle Istituzioni che i nostri sfortunati italiani rappresentavano in Iraq.

Il Monumento ? anche dedicato a tutti gli Operatori di Pace nel Mondo per testimoniare??

Una confusione evidente, incongruenze pesanti come macigni, sospettosi compromessi inapplicabili, volont? che voglio credere oneste ma che nella realt? confondono ancora di pi? una opinione pubblica ?bombardata? da una disinformazione scientificamente calcolata e tragicamente falsa.
La ?Pace? non ? un oggetto plasmabile, ? un bene prezioso tanto e come l?acqua, pulita e trasparente; ? una parola chiara scritta nei testi fondanti delle Nazioni Unite (o di quel che ne rimane).

Senza dubbio i  ?ragazzi? di Nassiriya meritano un monumento.
Le vittime di quel tragico gesto meritano un ricordo per molti motivi:

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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 28 Luglio 2005 - 17:22

Articolo segnalato da Massimiliano Caruso da Azzaman.com


Il ritorno delle donne irachene
ai primi anni Cinquanta
 

Le donne irachene hanno conosciuto i loro giorni migliori in un'altra epoca: all'inizio degli anni Cinquanta. Da allora la loro condizione non ha fatto altro che deteriorarsi, per poi peggiorare in maniera allarmante dopo l'occupazione americana. Gli anni Cinquanta sono stati per le donne irachene davvero un'et? dell'oro. Nessuno avrebbe potuto sospettare che la loro condizione potesse peggiorare, semmai ci si poteva attendere un miglioramento graduale. In quei giorni non esistevano restrizioni sull'abbigliamento e le donne irachene potevano guidare, votavano, raggiungevano importanti posizioni all'interno del governo e godevano degli stessi diritti civili degli uomini, secondo una legislazione laica. Queste questioni erano, allora e ancora oggi, guardate con sospetto da molti altri paesi della regione. In quei giorni abbiamo avuto donne irachene alla guida di gruppi politici, abbiamo sentito le loro voci per le strade, le abbiamo viste resistere alle regole e alle tradizioni che avrebbero limitato la loro libert?.

Le scrittrici irachene sono state l'avanguardia della rinascita letteraria araba. Due delle nostre poetesse, Nazek Al-Malaika e Lamiya Abbas Amara, trionfarono negli anni Cinquanta e ancora oggi sono considerate come due fiori all'occhiello della rinascita letteraria araba. Nel campo dell'arte, in particolare nella pittura, le artiste sono state tra le avanguardie della Scuola Irachena. Le opere di Naziha Saleem e Suaad Al-Attar, epoca anni Cinquanta, fanno ancora parte delle opere maggiormente quotate dell'arte araba e islamica contemporanea. La legge civile dell'Iraq dei primi anni Cinquanta avvicinava il paese mediorientale ai paesi europei.

Ma le libert? di quella legislazione non piacquero alle forze reazionarie e fu modificata nel 1963: i diritti delle donne subirono molte restrizioni. Tale regressione ebbe inizio con l'arrivo dei colpi di stato militari e continu? per tutto il periodo del regime di Saddam Hussein. Ma, ahim?, le attuali condizioni delle donne irachene non sono affatto migliori di quelle dei tempi di Saddam. Ci sono molte persone oggi in Iraq che vorrebbero ritornare all'et? buia per le donne, persone che vorrebbero riportarle a essere cittadine di serie B. Ora ? dunque questa la sfida: debellare queste forze oscure e l'ignoranza che le guida.

http://www.azzaman.com/english/index.asp?fname=opinion\2005-06-16\10409.htm



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 19 Luglio 2005 - 10:15




UN WEB MUSEO d'ORO
PER L'IRAQ SACCHEGGIATO

I fondi sono quelli della missione militare iliatana
800.000 euro l'anno

Se non siete stati a visitare il museo archeologico di Baghdad sembra che, presto, potrete rifarvi gli occhi con un tour virtuale creato qui da noi, in Italia. Puzza di imbroglio, ma stante il saccheggio di oltre 10.000 oggetti gli autori rassicurano: "ci saranno anche i pezzi andati irreparabilmente perduti."
Opera nobile, certamente, che utilizzer? parte dei fondi della missione militare Antica Babilonia e che, in fondo, divertir? un bel po' gli attuali proprietari dei pezzi venduti su ebay e quelli dei pezzi pi? pregiati smerciati dalla malavita americana sul mercato nero.
Incrociamo le dita: avere online l'intero vetusto catalogo delle archeologie irachene (datato 1975 - 1976) potrebbe voler dire il non veder mai battuto alla vendita, in una delle prestigiose e miliardarie aste d'arte, uno dei moltissimi pezzi rubati.
Probabilmente ? anche per questo che le attuali autorit? irachene nicchiano e non hanno ancora deciso "il titolo del dominio", trattenendo impunemente il progetto in un larvale "virtuale", anche se ci dicono che il progetto ? gi? partito. Il loro problema ? comprensibile: qualche pezzo archeologico potrebbe tranquillamente trovarsi anche a casa di Negroponte o di Donald Rumsfeld, a mo' di trofeo d'arredamento. Un possibile ritrovamento in quelle case cagionerebbe ai governativi iracheni tutti i sintomi di un brutto mal di pancia internazionale, visto che sono alcuni milioni le persone al lavoro per l'impeachment dei principali guerrafondai al seguito di Bush.
Di contro, l'esposizione online pubblica di tutto quanto ? sopravvissuto al saccheggio e si trova ancora conservato nei sotterranei del Museo potrebbe indurre all'organizzazione di nuovi furti mirati, perch? i ladri si recherebbero a rubare il pezzo desiderato con tanto di scheda e numero di cartellino.
Peccato quindi che il tutto avvenga in un clima di selvaggia falsit? e di sognante protezionismo, solo per propugnare il ricatto dell'occupazione italiana. Meraviglia... al Cnr s? che potrebbero mettere un cartello curriculare con su scritto "noi piangiamo per tutti". Lacrime d'oro. Sarebbe davvero un miracolo vedere pezzi nascosti agli occhi dei visitatori dalla prima guerra del Golfo. Ora a Voi: indovinate perch? questo progetto viene pubblicizzato proprio oggi, a pochi giorni dal voto per il rifinanziamento della missione Antica Babilonia? Ah, come sono brava gente gli italiani! Disgraziati noi che ci preoccupiamo della vendita del patrimonio artistico e archeologico nostrano...

L.M.



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 18 Luglio 2005 - 14:57







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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 26 Giugno 2005 - 19:38

U.S.A. : DOPO LA SCONFITTA
SI TRATTA CON LA GUERRIGLIA


Mahjoob del 1 giugno 2005Lo scrive in un lungo articolo il Sunday Times e gli Usa confermano: Rumsfeld sta trattando con la "guerriglia" irachena. Bush intanto afferma che non prevede date per il ritorno a casa dei soldati americani. Raccontata cos? la notizia puzza di imbroglio propagandistico lontano mille miglia, ma non possiamo affatto escludere che i "terroristi internazionali" stiano effettivamente trattando con quelli stessi da loro assoldati per la strategia dell'orrore. Intanto Al Zarqawi si libra come al solito onnipresente in ogni luogo dell'Iraq, mentre uno dei gruppi pi? sanguinari sul quale avrei giurato una appartenenza ai servizi, Ansar Al Sunna, NO, non tratter? con gli americani. Tutto regolare: Voi avete mai sentito che i Servizi trattino le proprie condizioni con la popolazione americana? Segue l'articolo dal Sunday Times.



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Inviato da : sidnapoorsocapo - Lunedý, 30 Maggio 2005 - 11:05

Accusato ingiustamente, viene caricato sul volo che, con scalo a Roma, lo trasferisce in Giordania. Quel crimine contro Maher Arar, esule siriano in Canada

come lui chiss? quanti altri

Quel 26 settembre 2002, alle due del pomeriggio, Maher Arar, esule siriano in Canada dal 1987 e cittadino canadese dal 1991, un master in telecomunicazioni e titolare di una societ? di consulenza, atterrava a New York con un volo proveniente da Zurigo, sulla via del ritorno a casa via Montreal, dopo aver lasciato - per un lavoro urgente - una vacanza con moglie, Monia Mazigh, e figli in Tunisia. Al posto di controllo passaporti, il suo nome non sembra gradito. Viene messo da parte e fatto aspettare per due ore sino a quando qualcuno arriva a fotografarlo e a prendergli le impronte digitali. Nessuno risponde alle sue richieste di spiegazione e gli impediscono di telefonare ad un avvocato ?perch? non ? un cittadino americano?. N? gli dicono che cosa ha determinato quel trattamento. Arriva l'Fbi, gli chiedono dei suoi rapporti con un certo Abdullah Almalki, che Arar conosceva occasionalmente in quanto fratello di un collega nella ditta high-tech in cui lavorava ad Ottawa. Arar spiega nei dettagli la sua vicenda e i rapporti del tutto casuali con Almalki, ma non capisce perch? vi sia tanto interesse su questi particolari. Il 27 lo portano al Centro di Detenzione Metropolitano di New York. Lo tengono in cella per giorni e vorrebbero fargli firmare un documento in cui egli accetta volontariamente di essere deportato in Siria. Il 2 ottobre, finalmente gli permettono di fare una telefonata di 2 minuti alla madre di sua moglie a Ottawa. Arar chiede disperatamente aiuto.

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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 09 Aprile 2005 - 12:29




Baghdad: Sciiti & Sunniti
contro l'occupazione usa


Blair, Saddam, Bush



Oggi ricorre il secondo anno dalla caduta della citt? irachena di Baghdad. I Sunniti e il gruppo Sciita del leader Al-Sadr scenderanno in piazza. Sono attese un milione di persone.



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