Beati costruttori di Pace

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Beati costruttori di Pace

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 29 Marzo 2011 - 20:44

 

 

Beati Costruttori di Pace e Centro Balducci

 

Marcia della Pace Pordenone - Aviano

 

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Circa duecento persone hanno partecipato domenica alla marcia della pace Pordenone-Aviano,

organizzata da Beati Costruttori di Pace e Centro Balducci.

 

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Mentre gli organizzatori ribadivano durante la manifestazionefinale davanti alla base militare di Aviano la ferma condanna di ogniatto di violenza e l'appello a fermare la guerra, quattrocacciabombardieri americani si levavano in volo con destinazione Libia.

 

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Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre



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Inviato da : edvino.ugolini - Mercoledý, 28 Luglio 2010 - 08:40

 

Una settimana per la pace

 

A 65 anni dal lancio della prima bomba atomica su

Hiroshima e Nagasaki,

chiediamo insieme il diritto alla vita e una vita di diritti:

 

 

1 - 4 agosto 2010 : CAMPO GIOVANILE DI PAX CHRISTI a Trieste

                              vi parteciperà il gruppo di pacifisti di ritorno dalla Bosnia,   

                              interverrà don Nandino Capovilla

 

2 agosto 2010:       LETTURE DI PACE E MEDITAZIONE

                              davanti al Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez di Trieste

 

3 agosto 2010:       Campo giovanile di Pax Christi:

                              Incontro conviviale presso l'associazione Arià di Opicina (Trieste)

 

5 agosto 2010:       Parrocchia di Valmaura a Trieste

                              Accoglienza dei partecipanti a PACE IN BICI

                         Arrivo della biciclettata pacifista Capodistria - Trieste

                              Incontro conviviale e riflessioni

 

6 - 9 agosto 2010:  PACE IN BICI

                       con i BEATI COSTRUTTORI DI PACE,

                              Percorso in bicicletta da Trieste ad Aviano,

                              attraverso tutta la regione, con tappe a Gorizia, Udine, Pordenone,

                              per incontrarsi in amicizia e riflettere sulla pace

 

8 agosto 2010:        Al Giardino di via S.Michele a Trieste 

                              Incontro con Thomas FAZI, autore del libro e del documentario

                              "STANDING ARMY"

                              sulle basi militari USA in Italia.

                               A cura di ANDANDES / Giardini urbani in gioco,

                              Ass. Senza Confini Brez Meja

                              Coordinamento contro le guerre

 

9 agosto 2010:        Aviano : PACE IN BICI conclusione del percorso di pace



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 06 Luglio 2005 - 18:24

Per cortesia, portate ad Aviano un mio messaggio:
" Mai pi? la CIA in Italia! "
Loredana Morandi


Mai pi? Hiroshima! Mai pi? Nagasaki!

60 ANNI DOPO LE ARMI NUCLEARI
MINACCIANO ANCORA L?UMANITA?

A Ghedi, Padova e Aviano dal 6 al 9 agosto prevista una serie di iniziative per la messa al bando delle armi nucleari. Sar? presente Seiko Ikeda, sopravvissuta all?esplosione nucleare di Hiroshima.

Padova, 6 luglio 2005. Il 6 agosto prossimo saranno sessant?anni esatti dallo sgancio della prima bomba atomica della storia, che rase al suolo la citt? giapponese di Hiroshima. Tre giorni dopo, il 9 agosto 1945, la stessa sorte tocc? a Nagasaki.

Un orrore che ha contato pi? di 200 mila morti nei soli primi mesi successivi alla deflagrazione nucleare. Ad oggi le vittime sarebbero, secondo alcune stime, almeno 350 mila: morti che oggi non possono essere solo commemorati. Sessant?anni dopo, infatti, il rischio di un conflitto nucleare torna a minacciare l?umanit?.

E? infatti in atto un pericoloso rilancio del nucleare militare, soprattutto dopo l?11 settembre, con la ricerca e la produzione di una nuova generazione di bombe nucleari pi? piccole e ?maneggevoli? e con le bunker-busters, che possono penetrare in profondit?.

Una responsabilit? anche italiana, visto che all?aeroporto militare italiano di Ghedi (Brescia) e nella base Usaf di Aviano sono stoccate complessivamente 90 testate nucleari pronte all?uso.

E? per questi motivi che Beati i Costruttori di Pace assieme al Comune di Padova, all?interno della Rete Italiana per il Disarmo, stanno organizzando una serie di iniziative che dal 6 al 9 agosto prossimi coinvolgeranno sia la citt? del Santo che Ghedi e Aviano, con momenti di commemorazione, la testimonianza di una sopravvissuta, gesti simbolici, dibattiti, una mostra e momenti di teatro e musica. Proposte che si inseriscono nella rete internazionale di iniziative e marce che in quei giorni diverse organizzazioni terranno in varie parti del mondo, aderendo alla  Campagna Globale per la Messa al Bando delle Armi Nucleari ?Abolition Now?. 

Un impegno nel segno di Sadako, la bimba di Hiroshima che aveva due anni quando la sua citt? fu rasa al suolo da ?Little Boy?; ammalatasi di leucemia a causa delle radiazioni, inizi? a piegare le mille gru di origami che secondo un?antica tradizione giapponese le avrebbero concesso di realizzare il suo sogno. Continu? a piegare foglietti di carta colorata fino a poco prima della sua morte, a dodici anni, il 25 ottobre 1955. ?Sadako e le sue gru ? sottolinea Lisa Clark di Beati i Costruttori di Pace ? ci insegnano che non bisogna mai rinunciare, anche quando l?obiettivo sembra irraggiungibile?.



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 23 Aprile 2005 - 15:47

Lettera aperta alle comunit? cristiane e ai vescovi italiani

?Forte disagio in settori rilevanti della Chiesa italiana?

Gi? sottoscritta da pi? di cento persone una lettera-documento di laici, religiosi e preti che interpella la Cei su questioni cruciali come la guerra, l?opzione per i poveri, l?illegalit?, il cristianesimo come ?religione civile?.
Una riflessione che segue la denuncia del silenzio della Chiesa italiana sulla strage di Falluja e che nasce  ?da un desiderio di comunione ecclesiale per la fedelt? al Vangelo?

Padova, 23 aprile 2005. Una lettera-documento aperta, di sette pagine, indirizzata alle comunit? cristiane e ai vescovi italiani e che esprime un ?forte disagio? in aree rilevanti della Chiesa italiana. Un disagio che, vi si legge, coinvolge settori diversi e che individua come nodi cruciali quelli della posizione della Chiesa sulla guerra; l?opzione preferenziale per i poveri che contrasta con le ?timide? critiche della Cei alla legge Bossi-Fini, la questione della demolizione dello stato sociale e i rischi di un nuovo collateralismo; il silenzio dell?organo dei vescovi sullo scontro istituzionale che mina gli equilibri tra i poteri dello Stato e il decadimento generale della legalit?; infine, il ?nuovo processo? in atto, che porta dalla fede alla religione civile. Si tratta di un documento che si sta diffondendo in questi giorni in tutta Italia per via telematica e sul quale sono gi? pi? di cento le firme raccolte. 

?Esso non nasce in occasione della morte o della elezione del Papa, n? della crisi di Governo, ma costituisce invece la tappa di un percorso iniziato lo scorso anno con due lettere inviate alla Conferenza Episcopale Italiana. Tutta l?iniziativa parte da un desiderio di comunione ecclesiale per la fedelt? al Vangelo? spiega il sacerdote padovano don Albino Bizzotto a nome dei sottoscrittori.

?Il motivo del disagio ? ? scritto nella premessa del documento - sta nel fatto che l?impegno di singoli credenti, gruppi, comunit?, associazioni e movimenti rimane inadeguato e necessita di un discernimento ecclesiale sulla fedelt? al Vangelo assieme a chi ? preposto al servizio della comunione e dell?unit? della Chiesa italiana?. Il documento non affronta i temi della Chiesa cattolica in generale, ma alcuni nodi della Chiesa italiana. E? un punto di partenza, per allargare e approfondire il confronto. 

?Il Vangelo ? vi si legge ? rimane punto di riferimento e sorgente non solo per le scelte individuali e familiari, ma anche per quelle politiche, economiche e sociali e culturali (?) In molti modi, da pi? parti e in pi? circostanze abbiamo chiesto anche ai nostri vescovi, come Conferenza episcopale, di uscire dal silenzio strutturale in cui si sono chiusi per confrontarci e verificare insieme alcune scelte di grande importanza per la fedet? al Vangelo e all?umanit??.

Tale disagio era stato esplicitata con una lettera, sottoscritta da 300 persone, alla Conferenza Episcopale Italiana e ai singoli vescovi in occasione dell?Assemblea generale della CEI nel maggio 2004. Vi si chiedeva di rompere il silenzio e aprire un confronto ecclesiale su alcuni temi particolarmente sensibili: pace, guerra in Iraq, degrado istituzionale, distruzione dello stato sociale, legge Bossi-Fini, problemi mondiali. Un secondo appello ?pressante e accorato? - sottoscritto da 1.499 persone fra laici, religiosi, religiose e preti fra cui padre Alex Zanotelli, don Albino Bizzotto, don Luigi Ciotti, don Andrea Gallo, don Vinicio Albanesi, il giornalista Renzo Giacomelli, il teologo don Carlo Molari - fu inviato agli stessi destinatari dopo l?orrore di Falluja, chiedendo un pronunciamento che interrompesse il ?tacere?. Ma anche in questa occasione, come nella precedente, nessuna risposta venne dalla Cei. A fine dicembre un gruppo consistente di firmatari ha poi dato vita a Rimini a un primo intenso momento di confronto propositivo.

Obiettivi futuri dei sottoscrittori, a partire dal documento di oggi, arrivare a contatta diretti con singoli vescovi e approdare infine ad un seminario di approfondimento, ?che potrebbe concludersi anche con un evento comunitario e gioioso in Arena di Verona, come gi? in passato per altri momenti significativi?.

La lettera-documento ? scaricabile dal sito www.beati.org e le adesioni possono essere inviate all?indirizzo  beati@libero.it con una e-mail che contenga i dati personali e che riporti nell?oggetto le parole ?COMUNITA? CRISTIANE E VESCOVI ITALIANI?. E? stato attivato anche un forum: http://comunitacristianevescovi.splinder.com/.

Maria Grazia Bonollo



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 12 Marzo 2005 - 16:12


Via Crucis
Pordenone - Base Usaf di Aviano
Nel 25? anniversario del martirio del vescovo Romero
Domenica 13 marzo 2005

Continuiamo il nostro cammino di giustizia, di nonviolenza attiva, di costruzione quotidiana della pace, di custodia e rispetto dell'ambiente vitale, di spiritualit? incarnata nel mondo del materialismo invadente e pervasivo.
Continuiamo questo cammino insieme agli impoveriti, agli oppressi, alle vittime per vivere con loro, coinvolti dal Vangelo, il protagonismo della liberazione e della vita.
Il nostro cuore vive la compassione per tutte le vittime del Pianeta comprese quelle del recente terremoto e maremoto del Sud-Est asiatico: esse ci rivelano la condizione di impoverimento e di precariet? degli esseri umani e ci provocano alla ineludibile responsabilit? di prevenzione, di liberazione, di protezione e cura.
Esprimiamo il nostro impegno quotidiano, oltre le emozioni temporanee per la giustizia, l'equit? e una vera cooperazione che inizi finalmente con l'estinzione e la riconversione del debito in costruzioni efficaci di progetti di vita.
Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano per esprimere la pi? profonda preoccupazione e convinta contrariet? a ogni forma di violenza, ai diversi terrorismi e alla guerra ritornata ad essere strumento normale per la risoluzione dei conflitti  fra comunit?, popoli, interi continenti.
Sosteniamo la possibilit? di riconversione di armi, strutture, basi militari, di  impiego di donne e uomini ora militari per interventi di
prevenzione, di protezione, di soccorso, di costruzione di condizioni di vita umane, in una autentica cooperazione.
Oggi, in modo ancor pi? chiaro, chiediamo la riconversione della base militare di Aviano in base per gli interventi di protezione civile, per l'accoglienza temporanea di persone in vario modo colpite; non pi? deposito di armi, perfino di armi atomiche, bens? di viveri, di medicinali, di strumenti di lavoro; non pi? pista per i caccia bombardieri, bens? per aerei da trasporto, di aiuto alla vita.
Camminiamo per esprimere la liberazione dall'uso strumentale di Dio per l'inimicizia, la violenza, la guerra; per il fondamentalismo moralista che divide pregiudizialmente i buoni dai cattivi.
Il Dio di Bush, il Dio di Bin Laden, il Dio delle radici cristiane evocate come chiusura difensiva e aggressiva nei confronti della diversit? dell'altro, sono una bestemmia del Dio della Bibbia che vive la compassione per i  poveri e gli oppressi, e cammina con loro;
del Dio di Ges? che riunisce, non separa; che accoglie, non rifiuta; che libera dall'inimicizia, non la alimenta.
Camminiamo contemplando il volto del Crocefisso per non distogliere mai lo sguardo dai crocefissi della storia; ripercorriamo la Via Crucis della sofferenza a causa dell'amore e della coraggiosa e coerente testimonianza; ci sentiamo sempre sulla strada di Emmaus e scrutiamo i compagni di viaggio per scoprire il volto del Vivente che ci accompagna e, con la parola della ragionevole speranza e il gesto concreto della condivisione, ci incoraggia ad essere perseveranti, coraggiosi nell'annuncio di "Cieli e terra nuova" e soprattutto fedeli e coerenti nella testimonianza, giorno dopo giorno, nella quotidianit? della storia, nelle nostre comunit? locali, nell'appartenenza a tutta la famiglia umana.
Camminiamo vivendo con profondit? la memoria del 25? anniversario del martirio del vescovo Romero e con lui di tutte le donne e gli uomini profeti e martiri: da lui, da loro riceviamo luce e coraggio.
E' l'anniversario di chi ha dato la vita per la giustizia, la pace, la fraternit? e si pone proprio come alternativo all'anniversario del 50? anno della presenza della base Usaf di Aviano espressione del potere delle armi.

Partenza ore 13,00 Pordenone, piazzetta San Marco (Duomo)
Conclusione ore 17.30 davanti alla base Usaf di Aviano
Un bus navetta riporter? i partecipanti a Pordenone
Per informazioni: Email
viacrucis@beati.org

Organizzano: Beati i costruttori di pace - Centro Balducci - Pax Christi - Acli - Emergency

NB controllo contenuti : la comunit? di Argon Bloggersperlapace ospita sul suo sito web esclusivamente comunicati o documentazione proveniente da gruppi di Pax Christi italiani o internazionali, fatta eccezione per le documentazioni e/o i comunicati prodotti dal gruppo romano della associazione.



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 11 Settembre 2004 - 10:47

Beati Costruttori di Pace:

"UN COLPO INFERTO AL PROCESSO DI PACE DELLA SOCIETA' CIVILE IRACHENA E A QUANTI NEL MONDO SONO CONVINTI CHE L'USO DELLA FORZA MOLTIPLICA, NON RISOLVE I CONFLITTI"

Padova, 8 settembre 2004

Il rapimento di Simona Torretta e Simona Pari: Beati i Costruttori Pace ricorda la grande attenzione alla sicurezza che le due volontarie ebbero durante il loro viaggio a Baghdad a fine luglio.

Siamo ancora increduli. Sapevamo che in Iraq non c'? sicurezza. Per questo Simona Pari e Simona Torretta, con i loro collaboratori iracheni, avevano predisposto un piano perch? la delegazione italiana con i rappresentanti di CGIL, Un ponte per . e Beati i costruttori di pace, a nome del Coordinamento Fermiamo la guerra, nei giorni della permanenza a Bagdad a fine luglio, non corresse rischi e non commettesse imprudenze. A quel programma ci siamo attenuti scrupolosamente. Anche loro si muovevano solo lo stretto necessario e con grande prudenza. Non a caso sono state rapite in ufficio.

Abbiamo incontrato in quei giorni i rappresentanti pi? diversi e pi? straordinari delle organizzazioni irachene di societ? civile, che stanno costruendo, con grande passione e rischio, la democrazia e la sovranit? del nuovo Iraq. Quante volte ci siamo sentiti ripetere che la loro era la vera resistenza per uscire dalla occupazione militare e dalla violenza interna! Proprio in questi giorni si stava programmando un nuovo viaggio per definire la delegazione, il pi? possibile rappresentative della realt? irachena, che venisse in Italia a farci conoscere e incontrare concretamente il volto della societ? civile di quel Paese, di cui non abbiamo un briciolo di informazione.

Il lavoro di Simona Pari e di Simona Torretta non era rivolto soltanto alla realizzazione di progetti per la popolazione, i bambini in particolare, ma anche a una sensibilit? e attenzione politica per la formazione della societ? civile irachena. Il loro rapimento, assieme ai loro collaboratori iracheni, costituisce una grande violenza inferta alle loro persone, alle loro famiglie, all'Associazione Un ponte per., a tutti coloro che si impegnano e lottano per la pace, ma soprattutto al processo della societ? civile irachena e a quanti nel mondo sono convinti che l'uso della forza moltiplica, non risolve i conflitti.

Ci prende un grande sconcerto. Ancora non riusciamo a credere che una organizzazione, che si autodefinisce islamica, abbia tenuto un simile comportamento nei confronti di donne, contro la parte pi? profonda della fede e della cultura islamica. E' anche per questo che sentiamo pi? grave il fatto, probabilmente non legato a sole forze irachene, ma a intrighi internazionali di chi vuole la destabilizzazione dell'Iraq e di chi ha bisogno della violenza per continuare a legittimare l'occupazione militare per il perseguimento dei grandi interessi in gioco.

Angosciati per quanto accaduto, ma ancora pi? convinti del realismo politico e della necessit? della nonviolenza, esprimiamo forte solidariet? alle persone colpite e diamo la nostra dispononibilit? a continuare di persona il cammino delle persone sequestrate.

Beati i costruttori di pace
Associazione Nazionale di Volontariato - Onlus
Iscritta al Registro Regionale delle OO.VV. (L. Reg. Veneto n? 40/93)
con D.P.G.R. n? 46 del 12/2/98 (N? Classificazione PD0331)
Associata al Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite

Seguono i documenti e gli appelli di: Giano - settimanale; Cocis; Premio Ilaria Alpi; Mani Tese; Giuristi Democratici; Centro Sociale Valle Fault; un articolo di Patric Boylan di Romacittapertallapace ...



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 07 Settembre 2004 - 02:18


?Nulla impedisca la Transizione e il processo elettorale

nella Repubblica Democratica del Congo?


Un cartello di associazioni e realt? della societ? civile italiana chiede all?Unione Europea e all?Italia di farsi carico della situazione in cui versano le popolazioni della zona dei Grandi Laghi Africani. Nella sola RD Congo la guerra e le violenze hanno provocato pi? di tre milioni di morti.


Nel momento in cui tutta l?attenzione dell?opinione pubblica italiana, dopo l?uccisione di Enzo Baldoni e il rapimento dei due giornalisti franscesi, ? concentrata sulla crisi irachena, la societ? civile italiana punta la sua attenzione su uno dei tanti drammi africani che l?opinione pubblica troppo spesso dimentica: la guerra e il difficile percorso verso una possibile pace nella Repubblica Democratica del Congo.

Un cartello di associazioni e di realt? ecclesiali - fra cui Beati i Costruttori di Pace, l?associazione Solidariet? Muungano, Chiama l?Africa, Pax Christi, Assobotteghe, Rete Pace per il Congo, Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari in Italia e la medisima Commissione dei Missionari Comboniani, i Giovani della Carovana della Pace 2004 e, infine, la rivista Missione Oggi - tornano a lanciare un accorato appello per sostenere il precario processo di transizione verso la pace in corso nel grande paese africano, sconvolto da una guerra che negli ultimi otto anni ha quasi ininterrottamente insaguinato il paese, causando pi? di tre milioni di vittime.

La tensione infatti ? pericolosamente salita dopo il feroce massacro avvenuto nella notte fra il 13 e il 14 agosto, quando circa 160 rifugiati congolesi Banyamulenge (fra cui molte donne e bambini) che si trovavano a Gatumba - in Burundi, a pochi chilometri dalla frontiera con il Congo - sono stati massacrati.



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 06 Agosto 2004 - 00:29

Padova e Vicenza, 6 -9 agosto 2004. Lettera che porteremo alla manifestazione a Vicenza la mattina del 6 agosto.

"Disarmiamo la storia"

LETTERA APERTA AI MILITARI STATUNITENSI
DI STANZA NELLA CASERMA EDERLE DI VICENZA

6 agosto 2004

"Mio Dio! Che cosa abbiamo fatto!"

Colonnello Paul Tibbetts, USAF, pilota dell'Enola Gay pochi secondi dopo aver sganciato la bomba su Hiroshima,

6 agosto 1945, ore 8.12

Anche quest'anno, nell'anniversario dell'esplosione atomica su Hiroshima, vorremmo rivolgervi un saluto. Lo scorso anno ci ? stato impedito di comunicare con voi: ? come se fossimo noi i pericolosi. Sentiamo invece l'urgenza di condividere con voi le nostre ansie e le nostre speranze e ci ferisce essere, per questo, considerati una minaccia. Anche questo ? il frutto della guerra.

In un anno sono successe molte cose. La devastazione della guerra e dell'occupazione ? continuata. La situazione sul terreno in Iraq mostra ogni giorno che passa con maggiore chiarezza che violenze, massacri e distruzioni non aprono vie di pace, ma chiudono inesorabilmente tutte le porte alla convivenza, alla democrazia, alla riconciliazione. Sono ormai quasi 1000 i vostri commilitoni che hanno perso la vita in Iraq, mentre il popolo iracheno piange pi? di 13.000 morti. Dei soldati americani feriti, il 50% ha subito ferite cos? gravi che non potr? mai riprendere il servizio. E molti altri, pur non feriti nel corpo, sono stati rimpatriati perch? non pi? in grado di reggere emotivamente le tensioni.



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Inviato da : Sammy - Venerdý, 30 Luglio 2004 - 11:20

Il Sultano e San Francesco

Non possiamo rinunciare alla speranzaTerzani Tiziano



Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano l e Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri gi ? grande e tu proponesti di scambiarci delle ?Lettere da due mondi diversi?: io dalla Cina dell' immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall' America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma ? in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non c erto per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l' impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo. Ti scrivo anche - e pubblicamente per questo - per non far sentire troppo soli quei lettori che forse, come me, sono rimasti sbigottiti dalle tue invettive, quasi come dal crollo delle due Torri. L? morivano migliaia di persone e con loro il nostro senso di sicurezza; nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana - la ragione; il meglio del cuore - la compassione. Il tuo sfogo mi ha colpito, ferito e mi ha fatto pensare a Karl Kraus. ?Chi ha qualcosa da dire si faccia avanti e taccia?, scrisse, disperato dal fatto che, dinanzi all' indicibile orrore della Prima Guerra Mondiale, alla gente non si fosse paralizzata la lingua.


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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 29 Luglio 2004 - 22:31

Beati i costruttori di pace


Hiroshima, 6 agosto 1945, ore 8.12

Nagasaki, 9 agosto 1945, ore 11.02

 Disarmiamo la storia

Vicenza - Padova, 6 - 9 agosto 2004


I "Beati" commemorano le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e discutono di armi, privatizzazione degli eserciti, nonviolenza, nucleare e informazione

Padova, 29 luglio 2004. Appuntamento davanti alla Caserma Ederle di Vicenza il prossimo 6 agosto alle otto del mattino, per ricordare la prima bomba atomica, caduta su Hiroshima proprio quel giorno, alla stessa ora, nel 1945.

A non dimenticare un anniversario cos? tragico sono anche quest'anno i volontari di Beati i Costruttori di Pace, che organizzano due momenti di commemorazione (uno per la bomba su Hiroshima e uno per quella su Nagasaki, sganciata tre giorni dopo) e un seminario dal titolo "Disarmiamo la storia", in collaborazione con il Gruppo Presenza Longare, la Rete italiana per il Disarmo ControllArmi, il Movimento Nonviolento, l'Operazione Colomba, la Campagna Obiezione alle Spese Militari, Peacelink, Arco Iris TV e il coordinamento "Contro la guerra senza se e senza ma" di Padova.

Mentre i due momenti di commemorazione si terrano rispettivamente davanti alla caserma Ederle di Vicenza e, luned? 9 agosto alle ore 11, davanti all'ingresso della base Usa di Longare, il seminario si terr? a Padova presso la sede dei "Beati", in via Antonio da Tempo 2. Fra i temi che saranno trattati quest'anno, la privatizzazione degli eserciti, la cultura del disarmo, la potenza nucleare, la nonviolenza al femminile e l'informazione di guerra.

"Hiroshima e Nagasaki - scrive don Albino Bizzotto, presidente dell'associazione nel presentare l'iniziativa - hanno segnato drammaticamente la storia e per molti decenni l'umanit? ha creduto che almeno avessero spronato la nostra coscienza collettiva a rendere l'uso del nucleare un tab? invalicabile. Oggi, in un mondo devastato da guerre, dove la forza detta legge e l'interesse economico ormai predomina su qualsiasi altro valore, i giorni degli anniversari delle due esplosioni nucleari del 1945 diventano invece l'occasione per rinnovare l'impegno di tutta quella parte di umanit? che lavora per tramutare il segno della distruzione in simbolo di pace".

E' prevista la partecipazione di Francesco Vignarca (autore del libro "Li chiamano ancora mercenari"); Mao Valpiana, Massimiliano Pilati e Daniele Lugli del Movimento Nonviolento; Alberto Capannini dell'Operazione Colomba; Lorenzo Scaramellini della Campagna Obiezione alle Spese Militari; i giornalisti Giorgio Fornoni di Report, Roberto Reale della Rai, Rodrigo Vergara di Arco-Iris Tv e Francesco Ianuzzelli di Peacelink; Manlio Dinucci autore del libro "Il potere nucleare"; Monica Lanfranco e Maria G. Di Rienzo, che hanno scritto invece a quattro mani il volume "Donne disarmanti".

Nella sede dell'associazione padovana si terranno anche momenti ricreativi, con la proiezione di inchieste e con il concerto "Canti per un mondo nuovo", tenuto dai musicisti Walter Vaioli, Giacomo Gentiluomo e Andrea Parlavecchio.

Per informazioni: www.beati.org



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