Conflitti

Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Conflitti

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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 17 Ottobre 2011 - 18:48

 

 

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Roma 15 ottobre 2011
 
Alcuni Momenti della Vera Manifestazione
 
 
 

 

Nella foto uno dei momenti "creativi" della grande manifestazione svoltasi a Roma sabato 15 ottobre. Una manifestazione partecipata che ha dato comunque un segnale forte ai detentori del potere politico ed economico. Contemporaneamente si svolgevano manifestazioni in altre cento città in tutto il mondo a cominciare dalla piazza di Madrid da dove è partito il movimento degli indignati in quel ormai lontano 15 maggio.

Quello che è successo a margine della manifestazione sicuramente non giova al movimento e non era nelle premesse di quanto è stato deciso in occasione del Forum di Genova da dove è partita la proposta di aderire a questa giornata.

Certo è che una minoranza non può imporre le modalità di lotta e nemmeno l'esito di una manifestazione come quella di Roma. Incendiare la città sì, ma con la fantasia e le proposte costruttive, non con le devastazioni. I nemici del cambiamento sono pronti a recepire soltanto i lati negativi di qualsiasi azione, per giusta che essa sia, e a snaturarne e strumentalizzarne i suoi contenuti.  

 

Edvino Ugolini

Rete Artisti contro le guerre

 

 

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Le foto sono di Edvino Ugolini
 
 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 29 Ottobre 2010 - 14:42

 

L'eruzione del vulcano Merapi

 

 

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Stampa la notizia: L'eruzione del vulcano Merapi
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 26 Ottobre 2010 - 19:16

 

 Nuovo tsunami in Indonesia

 

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Ieri sera avevo letto della terribile scossa del 7.5 Richter (7.2 fonte Asean), ma mi son detta che il "caso" avrebbe salvato quelle popolazioni. Invece sbagliavo e la "grande ondata" si è abbattuta sulle coste dell'isola di Sumatra esattamente come accadde nel 2004.

Ieri, dopo la registrazione dell'entità del sisma presso il U.S. Geological Survey (Usgs) e la conferma dell'agenzia per i terremoti indonesiani, che ha localizzato l'epicentro a 14 chilometri di profondità, 78 km a nord-ovest di South Pagai, una delle isole Mentawai l'allarme tzunami lanciato dal Pacific Tsunami Warning Center era addirittura rientrato. Il sisma è avvenuto alle 21:42 ora locale.

Oggi la notizia ferale della grande ondata. Sconosciuto ad ora il numero delle vittime, ma già si parla di almeno una decina villaggi completamente spazzati via e di navi passeggeri distrutte. L'acqua è penetrata anche per 600 metri all'interno delle coste con forza devastante e le ondate hanno raggiunto altezze variabili anche superiori ai 3 metri.

Devo dire che nessuna fonte italiana riporta l'orario in cui si è abbattuto lo tsunami, soltanto Repubblica che cita appunto dell'allarme poi rientrato. Probabilmente non sono chiare le fonti a "monte. In ogni caso si deve considerare il tempo di percorrenza dell'onda sulla distanza di 78 km per calcolare l'orario dell'approdo sulle isole dell'arcipelago di Mentawai. Tra la scossa e l'ondata potrebbe esser trascorso anche un tempo imprecisato di 1 ora, 1 ora e mezza. Rettifico: secondo il sito della BBC (che ha una corrispondente indonesiana) l'onda si è abbattuta in circa 40 minuti.

 

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Il vulcano Merapi dalle foto via satellite della Nasa
 

 

Il vulcano Merapi, sull'isola di Giava, ha aumentato la sua attività eruttiva e i crateri minori stanno eruttando grandi nuvole di cenere incandescente. Le autorità locali stanno evacuando le popolazioni residenti nei pressi del gigante infuriato. 20.000 persone dovranno lasciare le proprie case.

L'area, dopo il grande sisma (9.1 richter) del 26 dicembre 2004, non ha mai più avuto pace. Ma non aveva avuto altri tsunami, neppure nel maggio (7.2) o ad aprile (7.8) di quest'anno, due dei più eventi sismici di entità simile più recenti.  Corriere Sera ne cita altri, ma meno recenti: il 28 marzo 2005 (8,6 gradi, oltre 1.300 morti), il 12 settembre 2007 (8,5) e il 30 settembre 2009 presso Padang (7,5 gradi, oltre 1.100 vittime).

 

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L'epicentro del sisma del 25 ottobre 2010 alle 21:42 ora locale
 

 

L'Asean Earthquake center conferma che la terra sta tremando ancora, ma con minore entità con scosse intorno al 5 - 6 grado Richter, ma leggendo attentamente il loro report si evince che la scossa di maggiore entità è stata preceduta da due scosse nel corso dello stesso giorno (il 25) e da una di discreta entità anche il giorno 24.

Che le scosse attuali e le passate siano correlate non ci piove, io però non ho sotto mano una cartina dettagliata dell'area e il sito dell'Asean non mi carica la mappa per le troppe visite, quindi non azzardo oltre sul fenomeno.

Salvo ribadire che: così come esistono le scosse di assestamento, ve ne sono di identiche in anticipazione di un evento sismico di grande entità. Non bisogna infatti pensare che le placche tettoniche funzionino come un interruttore, "on off" - adesso c'è e prima non c'era, bensì la figura esplicativa più aderente alla realtà che mi vien spontaneo citare è quella dello sportello bloccato di un vecchio armadio, che per essere aperto ha bisogno di più "strattonamenti" e che si richiude solo a "spintoni".

Non appena mi giungeranno darò pronta notizia delle iniziative di solidarietà qui dall'Italia.

Loredana Morandi

Di seguito uno storico dei maggiori terremoti nel mondo a cura della BBC.

- post in costruzione -



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 21 Ottobre 2010 - 20:13

 

Centrale Nucleare Ex Enea alla Casaccia:

Accesi i Reattori Triga e Tapiro



No, non è vero, non sono mai stati spenti in 50 anni, se non per manutenzione. Lo dichiara Emilio Santoro, direttore responsabile di uno dei due reattori nucleari in funzione presso la centrale nucleare Ex Enea alla Casaccia, nel ventesimo municipio di Roma, Triga per la precisione, al giornalista Paolo Virtuani del Corriere della Sera.
 
 
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E' giusto, non si deve spargere il panico, ma i cinquantanni della centrale nucleare sperimentale del ventesimo municipio di Roma si festeggiano solo con il risultato dei tanti incidenti (ultimo quello all'impianto del plutonio) con l'epidemiologia umana delle manifestazioni cancerose e delle leucemie mortali che hanno portato al "creatore" tante persone, forse anche tra gli iscritti a Legambiente. Ultima malata di cancro, una mia conoscente, presidente della sezione Roma Nord della associazione ambientalista. Trasparenza zero: nessuno ha mai visto i dati dell'epidemiologia di tali malattie nel personale della centrale.

Una epidemiologia umana attentamente coltivata anche con gli appalti, i sub appalti e le assunzioni solo di partito nella società costituita in seno dallo Stato per gestire il nucleare in Italia, la Sogin. Non a caso: TUTTI e ribadisco TUTTI i rifiuti tossici di tipo radioattivo del centro sud d'Italia, guarda un po', finiscono a Roma presso il complesso ex Enea alla Casaccia dove solo pochi anni fa è stato realizzato un ennesimo enorme capannone, ove sono stipati oltre 6.500 fusti di materiale radioattivo datati anche nei favolosi anni "ottanta".

La situazione del sito di stoccaggio romano, con tanto di reattori nucleari accesi e impianto di plutonio malamente funzionante, è talmente grave che se ne preoccupò anni fa anche Berlusconi, in apprensione per il suo elettorato di Roma nord salvo poi dimenticare anche il rischio "terrorismo" e i possibili "attentati" ai danni della popolazione e dell'ambiente. Ma si sa, per lui l'Italia inizia a nord del fiume Po...

Sul silenzioso lavoro dei due reattori nucleari mi sento di garantire: ogni persona che abbia tentato di aprir bocca e dire la sua è stata mobbizzata violentemente, anche nei partiti e nelle associazioni.  Tutto nel silenzio pluriennale della stampa nazionale. Ricorron ben tre anni dall'inchiesta di Primo De Nicola per l'Espresso.

Festeggiare? Non mi pare proprio il caso: 4500 metri cubi di scorie radioattive in una centrale nucleare con reattori accesi, che ha fatto danni dall'inizio degli anni sessanta e che un decennio dopo, circa, avrebbe costretto il Comune di Roma a grattare 10 cm di terriccio radioattivo tutto intorno al sito Ex Enea. No, proprio niente da festeggiare. Probabilmente il caso che rammento fu un primissimo guasto iniziale all'impianto di arricchimento del Plutonio, il cui progetto fu abbandonato dopo soli due anni stante i contratti amerikani.

Scienza e innovazione? Ma come si può credere ai fasti del ventennio fascista, se il Tapiro  (acronimo di TAratura PIla Rapida a potenza 0) ha ormai quasi quarantanni? Ora poi, il povero vecchietto buono solo per la pensione, sarà riciclato e servirà a qualche scriteriato per testare esperimenti di fusione nucleare di IV livello. Loro la chiamano "validazione dei codici di calcolo", ma siete tutti liberi di pensare che quella gente metterà materiale fissile e neutroni "veloci" in quel che resta della pignatta dopo una mangiata di pasta e fagioli.

La punizione c'è, ancora non si vede, ma anche qui a Roma siamo in Italia quindi verrà. Puntuale. Al primo incidente, quella amministrazione registrerà finalmente lo sprofondo intellettuale, tecnologico e scientifico dell'aver nascostamente finanziato i "cacciatori di farfalle", loro e i falsi scienziati autori dei "falsi positivi" in tema di elettromagnetismo. Tutta gente armata di rilevatori e contatori geiger tenuti sospesi in aria ad almeno cinquanta centimetri - un metro di distanza dal suolo radioattivo e reso tale da cinquantanni di nucleare.

Noi romani del nord ce la vedremo brutta dopo la piccola Chernobil della Capitale, polvere radioattiva, piogge acide, forse un locale principio di glaciazione. La cenere radioattiva giungerà a lambire anche il colonnato del Bernini e la facciata del Maderno in San Pietro, ma non fa nulla. La fine della falsa scienza val bene qualche sacrificio e poi in Vaticano sicuramente hanno approntato i rifugi atomici per tutti gli alti prelati, male che vada porteranno il Museo e la Biblioteca giù al parcheggio del Gianicolo e il Papa a Castel Gandolfo o, per sicurezza, in montagna.

Dixit 21 ottobre 2010 alle 19:02

Loredana Morandi
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 29 Agosto 2010 - 11:54

 

Il 2012 non è lontano...

 

No, non desidero fare del catastrofismo, ma questa fine di agosto 2010 ci sta riservando parecchie sorprese sotto il profilo geofisico. 

 

Solo pochi giorni fa, l'Italia è stata percorsa da un lungo "brivido" sismico, che ha raggiunto l'Umbria e spaventato ancora i già affranti Abbruzzesi. L'Etna, il vulcano siciliano, ha ripreso nelle stesse giornate l'attività eruttiva.

 

In precedenza ad aprile l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha dato una eccezionale mostra della propria potenza distruttiva con fulmini geomagnetici e onde sonore delle esplosioni tali da ostacolare il volo aereo nell'area e sul pianeta per le grandi nubi di polvere piroclastica silicea.

 

L'ultimo allarme in ordine temporale risale a questa notte, quando l'appello è stato lanciato "ancora" dall'isola di Sumatra, uno degli epicentri del grande tsunami tellurico di pochi anni fa, per l'attività eruttiva del vulcano Sinabung fermo da 400 anni. Il vulcano, alto 2460 metri, è situato ad una sessantina di chilometri da Medan, la città principale dell'isola situata sulla cd "cintura di fuoco" del Pacifico. Sono in corso di evacuazione più di 12 mila persone.

 

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Probabilmente si tratta di fenomeni legati alla attività solare, in piena fase eruttiva come registrata e divulgata dagli osservatori dalla Nasa, una attività ciclica della durata di 11 anni che però prelude al pur lungo processo di trasformazione della nostra stella in una gigante rossa. 

 

Troppo presto per accusare il prossimo asteroide in rotta di semi collisione verso la terra, il cui arrivo è previsto per il 21 marzo del 2014. L'asteroide «2003 Qq47» è largo oltre un chilometro e pesa circa 2.600 tonnellate. Viaggia in direzione Terra ad una velocità di 30 km al secondo. 

 

Non abbastanza invece per intuire una qualche influenza sulla terra dagli eventi analoghi che interessano il pianeta Giove, colpito ben 3 volte nel corso degli ultimi 13 mesi da un bombardamento di corpi celesti in rotta di collisione con l'atmosfera. Questa particolarità è stata rilevata da studiosi giapponesi, ed è peculiare al grande pianeta gassoso l'aspirazione del divenire la piccola "stella binaria" di Sol. Una aspirazione frustrata, fortunatamente per noi, o la vita non avrebbe mai guadagnato un proprio spazio nelle ere geofisiche di Gaia.

 

Gli ultimi grandi eventi sismici hanno prodotto modifiche nell'asse di rotazione terrestre, spostandolo di frazioni millesimali sì, ma i cui effetti non sono mai stati studiati prima.

 

E' il nostro pianeta che si ribella??? 

 

Loredana Morandi 

 

UPDATE AL 5/09/2010

 

Gli scienziati parlano di sciame sismico, ed in effetti la sottile striscia di terra e roccia sospesa nel mezzo del Mediterraneo che si chiama Italia ha tremato più e più volte. Ma a mio avviso si tratta di un fenomeno molto, troppo esteso per non collegare le scosse in Italia con il grande movimento della crosta in corso sul pianeta.

A mio avviso il prossimo allarme sull'onda di ritorno dovrebbe provenire dall'Iran.

Prosegue l'allarme della protezione civile a L'Aquila ed è chiuso il centro storico anche alle "cariole". Alcune scosse sono state sentite ancora nel reatino ed in Umbria. Nella notte appena trascorsa la terra ha tremato a Forlì, la magnitudo è stata del 3,7 e l'epicentro situato nell'area delle cittadine Bertinoro, Cesena, Meldola e Forlimpopoli.

Dopo l'eruzione del Sinabung forti scosse (6° grado richter) si sono fatte sentire a Giacarta, in Indonesia a sud dell'isola di Sumatra (3 settembre). 

Nella notte tra venerdì e sabato 4 settembre un nuovo sisma (magnitudo 7,1 della scala Richter) ha colpito la Nuova Zelanda, con epicentro a venti chilometri dalla città di Christchurch. Questo significa che il grande movimento della crosta in corso nelle ultime settimane è giunto ad interessare la frattura tra la placca tettonica del Pacifico e quella indo-australiana. 

L.M. 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 20 Aprile 2010 - 16:54

 

 

 beauty and terror

the eruption of the volcano

Eyjafjallajökull

 

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La nube di polvere di Silicio sta ancora paralizzando l'Europa, ed è giunta fin sul lontanissimo Canada.Tutte le compagnie aeree europee sono in sofferenza e anche gli Stati Uniti si preoccupano degli stramaledetti F 16 di stanza sul Mediterraneo.

Da ieri una seconda bocca eruttiva ha affiancato il distruttivo lavoro di Eyjafjallajökul, il più grande vulcano di Islanda.

Segnalo le foto più belle da vedersi in rete, quelle del Daily Mail, che mostrano lo stranissimo fenomeno prodotto in seno alle formazioni piroclastiche del vulcano: i fulmini.

 

Vedi il servizio fotografico del Daily Mail

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 03 Marzo 2010 - 19:03

 

Lo dicevo io, che attendo notizie dalle associazioni ...

 

L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri

Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre

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La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo

MILANO - Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.

GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.

ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri.

DIFFERENZA - Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell'asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell'Indonesia avvenne quasi all'equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all'equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l'angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l'Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali dell'oceano Indiano sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell'asse.

EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».

Paolo Virtuani02 marzo 2010(ultima modifica: 03 marzo 2010) Corriere Sera



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 21 Aprile 2009 - 14:41

 

 DURBAN 2

LA PAROLA AI CLOWN DI ISRAELE

 

Forza Ahmadinejad e anche forza anche al Vaticano 

 

Eh si, visto che Israele rispetta tanto l'Onu, da permettersi di organizzare addirittura la presenza di Clown al Parlamento internazionale...

 

 

 

Appare così in nuova luce, addirittura ovvia, anche la mossa dell'abbandono della sala e non del tutto dedicata al leader iraniano, visto che i rappresentanti dei Paesi del mondo sono stati trattati da "pagliacci" proprio da Israele.

Vi dirò, probabilmente quelli che non sono andati sapevano dei clown in un aula tanto importante, come è e dovrebbe essere quella dell'ONU. 

 

 

 

La traduzione di alcuni passi del discorso del leader iraniano Ahmadinejad:

 

"Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono ricorsi all'aggressione militare per rendere senza dimora un'intera nazione con il pretesto della sofferenza ebrea."

"E inviarono immigrati dall'Europa, Stati Uniti e altre parti del mondo per instaurare un governo totalmente razzista nella Palestina occupata."

"E infatti, come compenso per le atroci conseguenze del razzismo in Europa, aiutarono a portare al potere il più crudele e repressivo regime razzista in Palestina."

 

Come dargli torto?

 



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Inviato da : Lunadicarta - Giovedý, 19 Febbraio 2009 - 18:09

 E le foto sono di Google ...^^

 

La gaffe di Dianne Feinstein, democratica, presidente del Comitato sull’Intelligence

La deputata chiacchierona svela la base segreta Cia

Si è lasciata scappare in pubblico che gli aerei che danno la caccia ad Al Qaeda sono basati in Pakistan

 

021909_pakistanuavWASHINGTON – Tutto è iniziato con una leggerezza da parte di una donna tosta. Dianne Feinstein, democratica, presidente del Comitato sull’Intelligence del Senato americano, si è lasciata scappare in pubblico: gli aerei senza pilota Cia che danno la caccia ad Al Qaeda nell’area tribale sono basati in Pakistan. Un segreto che non è un segreto. Tutti lo sapevano, ma non bisognava dirlo. Perché per i pachistani è fonte di problemi.

LA POLEMICA - Ed, infatti, i portavoce ufficiali hanno cercato di tamponare in qualche modo la situazione imbarazzante. Islamabad non vuole passare per collaborazionista in una tattica che ha aperto vuoti nelle file estremiste ma anche provocato vittime tra i civili. Al tempo stesso sembra che i pachistani abbiano ricevuto informazioni preziose grazie alla ricognizione dei droni. Washington, per sua parte, non vuole rinunciare alle incursioni dei velivoli in quanto si sono rivelate devastanti per i qaedisti. Potendo rimanere per quasi 30 ore sull’area di pattugliamento, i droni – armati di missili e telecamere – sono una minaccia costante per i terroristi. Almeno una dozzina di capi sono stati uccisi dai raid e – stando a recenti intercettazioni – molti dirigenti hanno paura a spostarsi nel timore di essere sorpresi dai Predator.

IL «TIMES» - Ad aggiungere sale alla polemica hanno poi contribuito le rivelazioni di fonte britannica. Il Times ha rivelato che la base pachistana usata dalla Cia sarebbe quella di Shamsi ed ha anche pubblicato una foto del 2006 che mostra tre velivoli. Altre indiscrezioni hanno precisato che i droni verrebbero pilotati – via satellite - da equipaggi schierati in un centro britannico. Negli ambienti dell’intelligence si fa notare che usando Shamsi, i Predator possono raggiungere rapidamente l’area di operazioni e questo permette tempi di reazioni più stretti. Un particolare non da poco in una regione dove i terroristi dispongono di ottimi rifugi.

Guido Olimpio 19 febbraio 2009

 

*****

 

February 19, 2009

Google Earth reveals secret history of US base in Pakistan

 

popsham

 Exclusive: secret CIA drone base | Graphic: 2006 image | Graphic: recent image

 

The US was secretly flying unmanned drones from the Shamsi airbase in Pakistan's southwestern province of Baluchistan as early as 2006, according to an image of the base from Google Earth.

The image — that is no longer on the site but which was obtained by The News, Pakistan's English language daily newspaper — shows what appear to be three Predator drones outside a hangar at the end of the runway. The Times also obtained a copy of the image, whose co-ordinates confirm that it is the Shamsi airfield, also known as Bandari, about 200 miles southwest of the Pakistani city of Quetta.

An investigation by The Times yesterday revealed that the CIA was secretly using Shamsi to launch the Predator drones that observe and attack al-Qaeda and Taleban militants around Pakistan's border with Afghanistan.

US special forces used the airbase during the invasion of Afghanistan in 2001, but the Pakistani Government said in 2006 that the Americans had left. Both sides have since denied repeatedly that Washington has used, or is using, Pakistani bases to launch drones. Pakistan has also demanded that the US cease drone attacks on its tribal area, which have increased over the last year, allegedly killing several “high-value” targets as well as many civilians.

The Google Earth image now suggests that the US began launching Predators from Shamsi — built by Arab sheiks for falconry trips — at least three years ago.

The advantage of Shamsi is that it provides a discreet launchpad within minutes of Quetta — a known Taleban staging post — as well as Taleban infiltration routes into Afghanistan and potential militant targets farther afield.

Google Earth's current image of Shamsi — about 100 miles south of the Afghan border and 100 miles east of the Iranian one — undoubtedly shows the same airstrip as the image from 2006.

There are no visible drones, but it does show that several new buildings and other structures have been erected since 2006, including what appears to be a hangar large enough to fit three drones. Perimeter defences — apparently made from the same blast-proof barriers used at US and Nato bases in Afghanistan — have also been set up around the hangar.

A compound on the other side of the runway appears to have sufficient housing for several dozen people, as well as neatly tended lawns. Three military aviation experts shown the image said that the aircraft appeared to be MQ1 Predator unmanned aerial vehicles — the model used by the CIA to observe and strike militants on the Afghan border.

The MQ1 Predator carries two laser-guided Hellfire missiles, and can fly for up to 454 miles, at speed of up to 135mph, and at altitudes of up to 25,000ft, according to the US Air Force website www.af.mil

The News reported that the drones were Global Hawks — which are generally used only for reconnaissance, flying for up to 36 hours, at more than 400mph and an altitude of up to 60,000ft. Damian Kemp, an aviation editor with Jane's Defence Weekly, said that the three drones in the image appeared to have wingspans of 48-50ft.

“The wingspan of an MQ1 Predator A model is 55ft. On this basis it is possible that these are Predator-As,” he said. “They are certainly not RQ-4A Global Hawks (which have a wingspan of 116ft 2in).”

Pakistan's only drones are Italian Galileo Falcos, which were delivered in 2007, according to a report in last month's Jane's World Air Forces.

A military spokesman at the US Embassy in Islamabad declined to comment on the images — or the revelations in The Times yesterday.

Major-General Athar Abbas, Pakistan's chief military spokesman, was not immediately available for comment. He admitted on Tuesday that US forces were using Shamsi, but only for logistics.

He also said that the Americans were using another air base in the city of Jacobabad for logistics and military operations. Pakistan gave the US permission to use Shamsi, Jacobabad and two other bases — Pasni and Dalbadin — for the invasion of Afghanistan in October 2001.

The image of the US drones at Shamsi highlights the extraordinary power — and potential security risks — of Google Earth.

Several governments have asked it to remove or blur images of sensitive locations such as military bases, nuclear reactors and government buildings. Some have also accused the company of helping terrorists, as in 2007, when its images of British military bases were found in the homes of Iraqi insurgents.

Last year India said that the militants who attacked Mumbai in November had used Google Earth to familiarise themselves with their targets. Google Street View, which offers ground-level, 360-degree views, also ran into controversy last year when the Pentagon asked it to remove some online images of military bases in America.

 Times online

 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 16 Febbraio 2009 - 22:49

Eh si! Perchè queste notizie arrivano alla popolazione con una media di almeno 7 giorni di ritardo. Anzi i russi del sottomarino martire furono velocissimi, sarà perché temevano di far le spese "dopo" un disastro nucleare. Nell'Atlantico, poi, noi non li vediamo neppure ... di seguito la breve da Peacereporter.

 

 

HMS Vanguard - foto Wikipedia

 

Peacereporter 16/02/2009

 

Campagna per il Disarmo Nucleare (Cdn): "Poteva essere una catastrofe"
 

 

L'Hms Vanguard, sottomarino nucleare della marina militare britannica, si è scontrato con un sottomarino nucleare francese, Le Triomphant, nelle acque dell'Atlantico, secondo quanto confermato anche dal ministero inglese della Difesa.

L'incidente sarebbe avvenuto all'inizio di febbraio. Entrambe le unità navali hanno riportato seri danni in seguito alla collisione, ma nessuno dei 240 marinai complessivamente a bordo dei due mezzi è rimasto ferito perché i sottomarini viaggiavano a una velocità molto bassa. Fonti ufficiali hanno inoltre dichiarato che il materiale nucleare a bordo delle unità navali non è stato danneggiato. Sia la Francia che la Gran Bretagna stanno investigando sulla dinamica dell'incidente e diverse voci dal mondo della politica hanno chiesto dei chiarimenti in merito.

La Campagna per il Disarmo Nucleare (Cdn), organizzazione britannica che si batte contro l'utilizzo di armi chimiche, biologiche e nucleari, ha definito la collisione tra i due sottomarini "un incubo nucleare di vastissima portata". Kate Hudson, della Cdn, ha dichiarato: "Lo scontro tra due sottomarini, con entrambi a bordo reattori e armi nucleari, avrebbe potuto sprigionare un'enorme quantità di radiazioni rilasciando scorie radioattive lungo il fondale marino".

 



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