Conflitti

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Nome Soggetto: Conflitti

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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 15 Febbraio 2009 - 21:35

Un interessante articolo di Giorgio Vitali sulle più recenti polemiche del negazionismo.

 

gaza_massacre 

LA NUOVA TEOLOGIA

Chi nega la Shoah rifiuta il mistero della Croce di Cristo

di Giorgio Vitali

 

"Alice si mise a ridere. “ E’ inutile provarci, disse, non puoi credere cose impossibili”. “Direi che non hai fatto molta pratica”, ribatté la Regina. “ Quand’ero più giovane mi esercitavo mezz’ora al giorno. Beh! Qualche volta riuscivo a credere ben sei cose impossibili prima di colazione!” .[Lewis Carroll, Attraverso lo specchio.]

 

 

" Quest’indizio m’induce ad indugiare." Groucho Marx.

 

 “Se uno qualsiasi di loro è in grado di spiegarmelo, gli darò sei pence, dichiarò Alice. Credo che non abbia un briciolo di senso.” “ Se non ha senso, rispose il Re, ci risparmieremo un mucchio di problemi; così non saremo costretti a cercarne uno." [ Alice nel paese delle meraviglie.]

 

 

La frase sopra citata, diffusa da emittenti vaticane, alla quale va aggiunta la più recente dichiarazione dell’attuale papa, secondo il quale, noto teologo, la Shoah è un “crimine contro dio”, è sostanzialmente vera.

Se prendiamo i concetti espressi nella loro perfetta laconicità, esiste una sostanziale identità fra la croce e la shoah. Si tratta di due miti fondativi di religioni. E sia l’una che l’altra sono indubbiamente religioni imposte con la minaccia più o meno latente, più o meno percepita, e con la persecuzione contro chi osa ribellarsi.

Infatti, nel caso del cristianesimo ormai vincente la lunga battaglia di autocostruzione e di controllo della società, durata almeno per mezzo millennio, con un’impressionante somiglianza a quanto sta facendo la classe dirigente ebraico-sionista al giorno d’oggi, ( ma si tratta, più o meno, della stessa gente), la casta sacerdotale ha dato via libera alle persecuzioni dei pagani, coprendole con l’invenzione delle persecuzioni, pressoché inventate, ( vedi: “Quo Vadis”) da loro stessi subite.

 

NOTA bene: Il messaggio, in codice, potrebbe voler dire: se crolla anche questo mito, e diventa chiaro anche alle Masse il meccanismo di instaurazione di miti devitalizzanti, va per aria anche il precedente.

 

LA CROCE :

 

Per quanto riguarda la croce, la ricerca storica, che si basa anche sulla storiografia della Chiesa, dimostra con ampiezza di particolari essere un mito, sul quale è inutile entrare nel merito. C’è una vastità di scritti facilmente reperibili. Posto che il cristianesimo si è configurato, fin dalle origini, come grande movimento collettivo, è evidente trattarsi di un avvenimento sincretico, di derivazione platonica, tanto che la stessa figura del Redentore, nella sua perfezione umana-divina, ( quindi necessariamente mitica) configura la proiezione della figura di Socrate penetrata nel mondo mediterraneo con la diffusione dell’ellenismo. [ Sono molti gli autori che hanno notato la somiglianza dell’Ultima Cena con le cene di elaborazione platonica durante le quali Socrate impartiva ai discepoli i suoi insegnamenti morali. Elaborati da Platone stesso in 34 dialoghi. Inoltre, la stessa concezione platonica di amore, o dialettica dell’anima, per elevarsi dalla conoscenza sensibile all’intuito originario della suprema verità, che si compone di quattro gradi di ascesa: sensazione, percezione, ragione, intelletto, è quella che pervade il metodo di pensiero di coloro che si definiscono cristiani.]

 

Ma potremmo aggiungere molto altro. Di recente è stata pubblicata, dopo un’assenza di ventitré secoli, l’opera di un allievo di Platone e di Aristotele, Teofrasto, dal titolo: Della Pietà (Isonomia Editrice), che tratta della pietà religiosa estesa a tutti i viventi del mondo. Scritta tre secoli prima di Plutarco e millecinquecento anni prima di san Francesco.

Citiamo anche questo caso per sottolineare quanto poco della dottrina cristiana sia messaggio originale. D’altronde l’acquisizione delle divinità classiche alle figure mitologiche di santi della cristianità sono ben note, compresa l’usurpazione delle date dei loro festeggiamenti.

 



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 14 Febbraio 2009 - 23:43

Gli americani hanno cambiato presidente, ma non sono cambiati...

 

'US drone' in fatal Pakistan raid

 

us_drone_pakistan_14.02.09At least 27 people have been killed in a missile attack by an unmanned US drone in a tribal district of Pakistan, Pakistani officials have told Al Jazeera.

The raid destroyed a house in the northwestern town of Ladha, a base for Baitullah Mehsud, a Pakistani Taliban leader accused of plotting the 2007 assassination of Benazir Bhutto, a former prime minister of Pakistan, an official said.

"Around 50 to 60 mujahidin [fighters] have been living [at the site of the attack] for about a week. All of them were Uzbeks," a Taliban official said.

Pakistan intelligence agents are investigating the attack on the house in the South Waziristan region on Saturday.

Taliban fighters sealed off the site of the attack, preventing people from getting access, residents said.

Pakistan angered

The US has launched more than 30 missile attacks on Pakistani soil in recent months, ostensibly against al-Qaeda and Taliban-linked fighters.

More than 220 people were killed in the raids, according to a tally of reports from Pakistani intelligence agents, district government officials and residents.

Pakistan has been angered by the attacks, saying that innocent civilians have been killed and that Pakistani sovereignty has been infringed.Maleeha Lohdi, a former Pakistani ambassador to the US, said that Pakistanis want the government to take a "robust position" to discourage Washington from launching the attacks which are destabilising the border region.

"I think that one of the biggest challenges that the Pakistani government faces, in the face of increasing drone predator strikes on Pakistani territory, is how to square the circle of what the US wants from Pakistan and what the people of Pakistan themselves want," she told Al Jazeera.

"I think it is very important for the new government ... to align itself with the people."

Tribal regions

us_drone_pakistan_14.02.09_effettiKhalid Rahman, an analyst at the Institute of Policy Studies in Islamabad, said that neither the Taliban nor the Pakistani government were winning in Pakistan's tribal regions.

"The government is increasing its attacks on the Taliban but it has not been successful in controlling what is happening in the tribal regions," he told Al Jazeera.

"The Pakistani government is working under American pressure - that pressure is not in the Pakistani interest [which is] to go towards dialogue or a comprehensive package with those who are making trouble in the [tribal regions]."

A large number of Taliban fighters based in Pakistan's tribal region are thought to be those who fled Afghanistan during the US-led invasion in late 2001.

Many civilians living in Pakistan's tribal belt believe that the country's current problems with armed groups stem from Afghanistan, Rahman said.

"To treat the situation in Pakistan in isolation will not really solve the problems. Stability in Afghanistan would certainly help the situation in Pakistan," he said.

Barack Obama, the US president, said this week that he has no doubt that Taliban and al-Qaeda-linked fighters are based in Pakistan's tribal region and the US wants the support of Islamabad in tackling the armed groups.

Source: Al Jazeera & agencies

 

See also:

Video: Pakistanis fear drone raids
US envoy discusses Pakistan unrest
Pakistan calls on US to end attacks
Pakistan's War
Pakistan's tribal faultline

All'interno la notizia in italiano..

 



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Inviato da : Lunadicarta - Sabato, 14 Febbraio 2009 - 11:31

Care Associazioni pro Palestina,

quali danni avete subito a causa dei bombardamenti a Gaza? Quali sono stati in questi anni i vostri contributi concreti alla popolazione Palestinese? Mezzi di trasporto? Ambulanze? Computer? Materiale didattico? Altri contributi economici per il sostenimento della vita umana? Quali sono le famiglie palestinesi che avete assistito?

Si tratta di denaro vostro, anche ottenuto tramite il contributo di enti e amministrazioni pubbliche italiane, che voi avete "speso" in Palestina e che i bombardamenti israeliani hanno mandato in fumo.

Dove risiede la vostra associazione? In Italia?

Bene, allora in danno è avvenuto in Italia, contro di voi ed è competente il Tribunale, civile e penale, della vostra residenza. Milano, Roma, Torino e gli altri i tribunali dei capoluoghi italiani accoglieranno le vostre istanze.

Noi tutti, Popoli Europei, abbiamo pagato nonostante la nostra innocenza.

Israele pagherà per i Palestinesi.

Buon lavoro a tutti e a tutte!

Loredana Morandi

 

Olocausto, la battaglia delle assicurazioni

Le Generali risarciranno 100 milioni di dollari ai parenti.

" Ora tocca alle altre compagnie europee " . " Quel giorno mi dissero: la sua polizza e' carta igienica "


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME

- Accordo concluso a New York tra le Assicurazioni Generali e le organizzazioni ebraiche dei sopravvissuti all'Olocausto. La societa' triestina paghera' 100 milioni di dollari (pari a oltre 170 miliardi di lire) per indennizzare le polizze delle vittime che sino a ora si era sempre rifiutata di riconoscere. Una vittoria per il presidente della commissione bancaria americana, il repubblicano Alphonse D'Amato, che da oltre tre anni e' impegnato nella battaglia per recuperare i beni delle vittime della "soluzione finale".

Gia' la settimana scorsa aveva firmato l'intesa con le banche svizzere per un indennizzo di un miliardo e 250 milioni di dollari. Entro la fine del mese, il consiglio d'amministrazione delle Generali dovrebbe dunque ratificare l'accordo e rendere note le modalita' dei versamenti. Negli ambienti ebraici questa mossa e' visto come l'apertura di un nuovo capitolo per convincere le 16 maggiori compagnie assicurative europee a seguire l'esempio di quella italiana.

"Sino a ora solo le Generali e la Zurich svizzera si sono dimostrate pronte ad ascoltare le nostre richieste. Ma, per esempio, la Allianz tedesca, l'Axa francese o la svizzera Wintherthur continuano a fare orecchie da mercante", ha dichiarato ieri mattina, durante una conferenza stampa a Gerusalemme, Bobby Brown, consigliere per i rapporti con la Diaspora ebraica del premier israeliano Benjamin Netaniahu. Restano, tuttavia, profonde divergenze sull'interpretazione dell'accordo.

"Per noi e' soltanto un punto di partenza. Il processo resta ancora lungo. Le Generali potrebbero avere versato soltanto una piccola parte del loro debito", afferma Brown. A detta invece della compagnia triestina, questi 100 milioni di dollari dovrebbero porre fine una volta per tutte all'intera questione. La vicenda nelle ultime ore ha visto crescere il coinvolgimento israeliano. Sino a pochi mesi fa, erano soprattutto gli ebrei americani a spingere per le trattative. Ma questa primavera le Generali hanno accettato, dopo infinite ritrosie, di inviare al museo dell'Olocausto a Gerusalemme l'elenco di circa 300.000 persone (per lo piu' ebrei) morte durante lo sterminio e che avevano stipulato contratti con la compagnia.

"Sino a ora le Generali hanno imposto la clausola che quelle liste rimangano riservate. Noi invece chiediamo che siano aperte al pubblico, soprattutto ai nostri ricercatori. Da quello studio potremmo risalire anche all'ammontare delle polizze mai liquidate", ha affermato il direttore del museo, Avner Shalev. Per il momento, le autorita' israeliane sembrano invece decise a non boicottare le attivita' delle Generali nel loro Paese. Dal novembre 1996 queste hanno infatti acquistato per 320 milioni di dollari il pacchetto di maggioranza della Migdal, la maggiore compagnia assicurativa locale.

L. Cr. Pagina 9 (21 agosto 1998) - Corriere della Sera
 


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Inviato da : Lunadicarta - Venerdì, 13 Febbraio 2009 - 20:59

Sono convinta ...

 

al_ahram

Israel's very own Guantanamos

 

The "death ride" -- welcome to 21st century torture, says Khaled Amayreh in occupied East Jerusalem

Israeli maltreatment of Palestinian captives and political prisoners has reached unprecedented levels of brutality, according to lawyers, human rights groups and newly-released prisoners.

There are currently as many as 12,000 Palestinian detainees languishing in Israeli detention camps, many of them without charge or trial. They include hundreds of university professors, engineers, school teachers as well as religious and civic leaders, students, resistance fighters and women activists.

Two years ago, the Israeli occupation authorities abducted hundreds of democratically- elected officials, including mayors, members of local city councils, law-makers, and cabinet ministers, many associate with Hamas's political wing.

Israel employs a set of draconian laws, some dating back to the British mandate era, to torment Palestinian prisoners. The same laws are also used to lend a façade of legality to other harsh treatment of Palestinians, such as house demolitions, land confiscation and deportation.

Normally, the harsh treatment meted out to Palestinian detainees starts in earnest with crack Israeli soldiers raiding a given Palestinian home in the quiet hours before dawn. There, the undisciplined soldiers normally ransack the house, vandalise property and furniture, smash house appliances and terrorise the entire family, before blindfolding and handcuffing their victim and dragging him away to a military truck that takes him to one of the dozens of interrogation centres all over Israel and the occupied Palestinian territories.

Upon arrival at the interrogation centre, the detainee is instantly subjected to an array of harsh treatment techniques designed to shock him and destroy his psychological immunity. These include sleep deprivation and solitary confinement as well as sporadic beating.

Then the victim is made to go through the routine technique called shabh whereby he is forced to sit on a 25cm high stool, with his hands tied to his back. He can be kept in this extremely uncomfortable position for weeks or even months except for short periods to go to the toilet and eat.

The main purpose behind the harsh treatment is ostensibly to extract confessions from the victim. On many occasions, the victims confess to having committed fictitious violations only to escape the harsh and intolerable torture. Eventually, however, if no confessions are extracted, the detainee is sentenced to administrative detention, or open-ended captivity without being charged or tried.

Torture, which the Israeli judicial authorities euphemistically refer to as "moderate physical and psychological pressure", is officially sanctioned by Israel's law. Indeed, several Palestinian detainees have recently died in Israeli jails either due to torture or medical negligence. According to the Palestinian Prisoner Club, which monitors Israeli treatment of Palestinian prisoners in Israeli jails, 167 Palestinians have died in Israeli custody since 1967.

See also on Al Ahram



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedì, 09 Febbraio 2009 - 00:37

 Funzionerà il video? Si! Cmq metto anche il link che non si sa mai ...
La mia amica Enrica si domanda: Come mai da noi queste cose non succedono?
 
 
 

Sweden: Shoe hits Israeli ambassador

A shoe was thrown at Israel s ambassador to Sweden, Mr. Benny Dagan,
when he was giving a speech at Stockholm University today.
The shoe hit its target.
It was followed by two books and a note pad,
all hitting the severely embarrassed ambassador.

The two protesters, a young woman and a young man, shouted Murderers!
and Intifada! while pelting Dagan with the objects" (Text thanks to Marcos Diarios)
 
http://www.youtube.com/watch?v=BtvhEK3WjNU

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedì, 09 Febbraio 2009 - 00:00

Sorprendente la sincerità con la quale Chomsky si "sorprende" della scoperta dell'acqua calda. Solo un americano poteva pensare di veder cambiare il governo globale statunitense, con il solo cambio di presidente ... Caro Noam, ringrazia santo Curzio, perché questo titolo è terribile! Campioni di pace Usa e Israele, ma stiamo scherzando?

 usa_israel_flag

Né gli Stati Uniti, né Israele sono

"campioni della pace autenticamente sinceri "

 

by Noam Chomsky
(traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)
Global Research, 1 febbraio 2009
Information Clearing House

 

Barack Obama viene riconosciuto essere una persona di acuta intelligenza, uno studioso del diritto, molto attento alla scelta delle parole. Egli merita di essere preso seriamente in considerazione, sia quando parla, sia quando omette.
Particolarmente significativa la sua prima considerevole affermazione di politica estera, il 22 gennaio, resa al Dipartimento di Stato,  quando ha presentato George Mitchell come suo inviato speciale per la  pace in Medio Oriente. Mitchell deve focalizzare la sua attenzione sul problema Israelo- Palestinese, sull'onda della recente invasione USA-Israeliana di Gaza.
Durante l'aggressione omicida Obama è rimasto in silenzio, a parte la  banalità del dire che vi era solo un Presidente - un fatto che non gli  imponeva il silenzio, anche su molte altre questioni. Tuttavia, il suo ufficio stampa ripeteva la sua dichiarazione che "se  i missili fossero caduti dove dormivano le mie due figlie, avrei fatto  qualsiasi cosa per bloccare tutto questo." Obama faceva riferimento ai  bambini Israeliani, non alle centinaia di bambini Palestinesi che  venivano massacrati dalle armi Statunitensi, in merito ai quali non  poteva parlare, perché. vi era un solo Presidente. Dal 22 gennaio l'unico Presidente è stato Barack Obama, e quindi  poteva esprimersi in merito con tutta libertà - e tuttavia ha evitato  di parlare dell'aggressione su Gaza, che, molto convenientemente,  veniva arrestata sospensivamente, giusto proprio prima della sua  assunzione dei pieni poteri.
Il discorso di Obama enfatizzava il suo impegno per una risoluzione  pacifica. Egli lasciava nel vago i contorni specifici, eccezion fatta  per un progetto particolare.  Obama affermava: "L'iniziativa di pace Araba contiene elementi  costruttivi che possono aiutare a portare avanti questi sforzi. Ora è  giunto il tempo per gli Stati Arabi di agire in base alla promessa di  iniziative di appoggio al governo Palestinese, con Presidente Abbas e  come Primo Ministro Fayyad, facendo passi verso la normalizzazione  delle relazioni con Israele, ed opponendosi all'estremismo che  minaccia tutti noi."
Obama non sta direttamente falsificando la proposta della Lega Araba,  ma è istruttivo il raggiro accuratamente formulato.

Infatti, la proposta di pace della Lega Araba fa appello alla  normalizzazione delle relazioni con Israele - nel contesto - ripeto,  nel contesto di un insediamento di due stati, nei termini degli  accordi internazionali di vecchia data, che gli Stati Uniti ed  Israele, nell'isolamento internazionale, hanno bloccato per più di 30  anni, e che ancora ostacolano.
Il nucleo del progetto della Lega Araba, come Obama e i suoi  consiglieri sul Medio Oriente conoscono molto bene, invoca una  pacifica risoluzione politica in questi termini, che sono ben noti, e  ha individuato essere questa la sola base per una risoluzione pacifica, per la quale Obama professa essere impegnato. L'omissione di questo fatto cruciale può difficilmente essere  accidentale, ed indica con chiarezza che Obama non prevede scostamenti  dalle usuali forme di rifiuto degli USA. La sua raccomandazione agli Stati Arabi di agire sulla base di un  corollario al loro progetto, mentre gli USA ignorano perfino  l'esistenza del contenuto centrale della proposta, che è precondizione  per il corollario, supera il cinismo.
 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 08 Febbraio 2009 - 23:37

Spero che l'autore, il cui antisionismo è certo, non me ne vorrà se vi ripropongo questo suo articolo...

 

israelevoto

Davos, 29.1.2009

Scontro Erdogan-Peres http://it.youtube.com/watch?v=l_c6CW9y_t8


Israele: un’altra sconfitta?

di Maurizio Blondet


http://www.effedieffe.com/content/view/6205/167/

«Israele ha perduto la guerra?», si domanda ansioso Shlomo Sand, noto storico israeliano. Militarmente, come sempre, ha vinto contro un popolo disarmato, massacrando in maggioranza donne e bambini. Ma, nonostante la mobilitazione dei suoi servi e maggiordomi occidentali, non riesce a vincere la guerra dei media, non riesce a sopprimere la verità. Ed è una novità assoluta.

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ERDOGAN - Obbedienti, i nostri liberi media hanno taciuto in coro lo scontro fra il premier turco Erdogan e il presidente israeliano Shimon Peres, avvenuto al Forum di Davos. Invano: la notizia dilaga sul web, rivelando – ancor prima della posizione coraggiosa del governo turco – il livello di menzogna dei nostri giornali e TV. Probabilmente i nostri lettori sanno già cos’è successo; per i pochi che non leggono l’inglese, diamo qui una traduzione dell’evento (1).

A Shimon Peres, nel dibattito, era stato consentito di ripetere le solite menzogne, accolte da applausi servili: Giuda ha il diritto di difendersi, bla bla bla. Poi Peres, alzando la voce e indicando col dito Erdogan, gli ha chiesto retoricamente cosa farebbe lui, se ogni notte su Istanbul fossero tirati dei missili.

«Quanto ad ammazzare, voi sapete ammazzare molto bene!», è saltato su Erdogan. Al «moderatore» che stava per chiudere soddisfatto («Siamo già in ritardo...») ha gridato: «Un minuto!».

Moderatore: Beh, presidente, sa...

Erdogan: Un attimo, un attimo! No, un attimo!

Moderatore: Ok, ma non più di un minuto.

Erdogan: Signor Peres, lei è più vecchio di me. La sua voce è più alta della mia. Capisco che lei parla a voce così alta perchè lo richiede il senso di colpa. Io non parlerò a voce così alta. Quanto ad ammazzare, sapete ammazzare molto bene. Sono ben al corrente che avete ammazzato bambini sulle
spiagge (di Gaza). Due ex primi ministri del suo Paese mi hanno detto cose importanti... Avete dei primi ministri che dicono: «Quando io entro in Palestina con il carro armato, mi sento veramente felice». Posso darvi i nomi, se qualcuno li chiede. Io condanno anche chi applaude questa ferocia nella persecuzione. Perchè acclamare questi assassini che hanno ammazzato quei bambini, che hanno massacrato quella gente è, ritengo, un altro crimine contro l’umanità. Qui non si può nascondere la verità. Ho un sacco di appunti, non ho la possibilità di risponderle a tutto... Ma dico solo due cose.

Moderatore: Scusi, primo ministro, ma non possiamo riaprire il dibattito adesso.

Erdogan: Pardon, pardon, anzitutto non mi interrompa! La Bibbia dice nel sesto comandamento: Non uccidere! (è il quinto, ndr); e qui, sono omicidi. Secondo, molto interessante: Gilad Atzmon, dice: la barbarie israeliana supera di molto anche la crudeltà ordinaria. Avi Shlaim, un professore di Oxford che ha fatto il servizio militare in Israele, ha detto al Guardian...

Moderatore: Primo ministro, primo ministro! Voglio chiedere al nostro ospite... (si appresta a ridare la parola a Peres).

Erdogan: ... «Israele è diventato uno Stato-gangster». (Al moderatore): Grazie tante anche a lei, Da questo momento, per quel che mi riguarda, Davos è finita. Non torno. Lo so come va’! Non ci lasciate parlare. Lui (Peres) ha parlato 25 minuti, a me ne avete dati 12». Ed ha lasciato il dibattito, a cui partecipavano come pecore anche il segretario dell’ONU Ban Ki Moon e il capo della Lega Araba, Amr Moussa.

Tornato in patria, Erdogan è stato accolto all’aeroporto di Ankara come un eroe da decine di migliaia di turchi; risuonava lo slogan «Erdogan, la Turchia è fiera di te!». Ad accogliere il premier, lo stesso presidente della repubblica turca, Abdullah Gul (2).

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedì, 02 Febbraio 2009 - 23:11

Il punto è che l'estradizione non gliela danno ...

 

[RIGHTS] Call to Try Bush


By Julio Godoy

bushBERLIN, Feb 2 (IPS) - Now that former U.S. president George W. Bush is an ordinary citizen again, many legal and human rights activists in Europe are demanding that he and high-ranking members of his government be brought before justice for crimes against humanity committed in the so-called war on terror.

"Judicial clarification of the crimes against international law the former U.S. government committed is one of the most delicate issues that the new U.S. president Barack Obama will have to deal with," Wolfgang Kaleck, general secretary of the European Centre for Human and Constitutional Rights told IPS.

U.S. justice will have to "deal with the turpitudes committed by the Bush government," says Kaleck, who has already tried unsuccessfully to sue the former U.S. authorities in European courts. "And, furthermore, the U.S. government will have to pay compensation to the innocent people who were victims of these crimes."

Kaleck and other legal experts consider Bush and his highest-ranking officials responsible for crimes against humanity, such as torture.

Many agree that the evidence against the U.S. government is overwhelming. U.S. officials have admitted some crimes such as waterboarding, where a victim is tied up and water is poured into the air passages. Also, human rights activists have gathered testimonies by innocent victims of torture, especially some prisoners at the Guantanamo Bay detention camp.

In an interview with the German public television network ZDF, Austrian human rights lawyer Manfred Nowak, UN special rapporteur on torture, said that numerous cases of torture ordered by U.S. officials and perpetrated by U.S. authorities are well documented.

"We possess all the evidence which proves that the torture methods used in interrogation by the U.S. government were explicitly ordered by former U.S. defence minister Donald Rumsfeld," Nowak told ZDF. "Obviously, these orders were given with the highest U.S. authorities' knowledge."

"George W. Bush is without doubt responsible for crimes such as torture," says Dietmar Herz, professor of political science at the university of Erfurt, 235 km southwest of Berlin.

"According to the U.S. constitution, the U.S. president is responsible for all actions carried out by the executive," Herz told IPS. "Therefore, George W. Bush is responsible for the torture methods used by U.S. authorities, such as waterboarding."

International justice against crimes against humanity began in 1945, with the Nuremberg trials against Nazi criminals, says Kaleck. Leading prosecutor Robert Jackson said at the opening of the trials in October 1945 that "we are able to do away with...tyranny and violence and aggression by those in power against the rights of (the) people...only when we make all men answerable to the law."

But since then this promise has been fulfilled only in exceptional cases, Kaleck said.

"Crimes against humanity have been repeatedly committed ever since, but very few people have been brought before international courts for these crimes," he said, adding that this impunity is particularly obvious for leaders of the Allied countries (such as the U.S., France and Britain), who had organised the Nuremberg trials.

Nobody was ever judged for crimes against humanity committed in Algeria by France, in Vietnam and Latin America by the U.S., in Afghanistan by the Soviet Union and in Chechnya by Russia.

Only in the 1990s, after the Yugoslav wars of secession, the Rwanda genocide, and civil wars in countries such as Liberia and Sierra Leone were state criminals captured, judged and convicted.

"The creation of the International Criminal Court (ICC) in 2002 in The Hague in the Netherlands marks a turning point in the prosecution of state officials accused of crimes such as genocide, crimes against humanity or of war," Kaleck added.

But prosecution for crimes of war or for crimes against humanity continues to be highly selective. So far, only perpetrators from weak or failed states from south-eastern Europe, or from the south, especially Africa, have been brought to court. In a case such as that of former Chilean dictator Augusto Pinochet, Britain acted as an accomplice to protect him.

Over the last couple of years, human rights activists and some national courts in Europe have been fighting these arbitrary ways. They are appealing for, and in some cases even applying, a universal jurisdiction of national courts.

The Spanish judiciary has opened cases against Latin American dictators such as Guatemalan general Efraín Ríos Montt, who ruled the Central American country between 1982 and 1983, and Argentinean military officers involved in kidnapping and killing civilians. (END/2009)

IPS News

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedì, 02 Febbraio 2009 - 12:19

 Copio e incollo...

CIAs Sex, Lies, & Videotapes in Algeria & Pakistan

 

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Warren: Warren is being investigated by the U.S. Justice Department for allegedly raping women who claim he laced their drinks with a knock-out drug.

An affidavit says the first victim states she was raped by Warren in Sept. 2007 after being invited to a party at Warren’s residence by U.S. embassy employees. She told a State Department investigator that after Warren prepared a mixed drink of cola and whiskey, she felt unwell. When she woke up the next morning, “she was lying on a bed, completely nude, with no memory of how she had been undressed.”

Many analysts have discussed the Algeriafication of Pakistan. The Alegeriafication of Pakistan & Egyptianization of Bangladesh may yield Iranian type of revolutions. By this we mean the attempt by “forces” to eliminate the elected leadership by any and all means necessary. There are a few points that are important to note in this article.

1) The marginalization of elements in Alegeria that are considered anethma to the powers to be. The targeted killing of pro-Pakistan elements in FATA and the total freedom accorded to anti-Pakistan terrorists on Afghan and Pakistani soil.

 

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2) The infiltration of and creation of organizations and terrorists who cause harm to the country. Pakistan faces the TTP an organization totally and absolutely funded by Indian RAW and other powers.

3)The CIA connection… Benazir Bhutto’s assassination was pre-planned: The Zia Model with a twist: The continued CIA conspiracies in Pakistan Part 2: Details of article

4) Shoot down US drones: Shireen Mazari

5) Countering the machinations of the Delhi lobby working with AIPAC & AJCommittee

 

 

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‘Al-Takfir val Hijra’… Takfiris (under different names) were employed by the British colonial government against nationalist movements in their empire. Now it is used by the CIA, RAW and Mossad against resistance to occupation. The idea simply is that ‘Jihad’ should be made into an instrument of terror against fellow Muslims thus discrediting Jihad and setting the Muslim society against the state or the Muslim liberation movement.

…Pakistan is therefore a fertile ground for Takfiri ideology as obedience to its political class makes the Pakistan Army a legitimate target of the Takfiri masquerading as Mujahideen for Sharia in the Tribal area and NWFP.

There is a world of difference between the Afghan resistance (also called Taliban [actually a conglomeration of 38 resistance groups]) and the Pakistani Taliban [TTP]. The [TTP]latter are fighting the state of Pakistan because they do not like the Government…

The Taliban are the core of the ‘resistance’ and thus the champions of the 88 percent in Afghanistan.

The Pakistani Taliban are a menace to the country and [hated by] 100 percent [of] the society. The need is to differentiate between the resistance (in Afghanistan and Kashmir) and those burning down schools and blowing up bridges [who are enemy agents]. Usman Khalid-Director of London Institute.

 

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GWOT: Map of the war on terror in Iran Pakistan Afghanistan and Iraq

We quote Angrifan’s Hot Sex in North Africa.

 

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Obama wants closer relations with Moslems. And the CIA is leading the way. On 28 January 2009, it was reported that the CIA Station Chief in Algeria, Andrew Warren, has been raping Moslem women and making sex videos. CIA Algeria station chief faces sex assault probe

 

 

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Warren: Warren is being investigated by the U.S. Justice Department for allegedly raping women who claim he laced their drinks with a knock-out drug.

An affidavit says the first victim states she was raped by Warren in Sept. 2007 after being invited to a party at Warren’s residence by U.S. embassy employees. She told a State Department investigator that after Warren prepared a mixed drink of cola and whiskey, she felt unwell. When she woke up the next morning, “she was lying on a bed, completely nude, with no memory of how she had been undressed.”

 

 

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She said she realized “she recently had engaged in sexual intercourse, though she had no memory of having intercourse.” According to the affidavit, a second alleged victim told a similar story, saying Warren met her at the U.S. embassy and invited her for a “tour of his home” where she said he prepared an apple martini for her “out of her sight.”

The second victim said she suddenly felt faint and went to the bathroom. She could see and hear, but she could not move, the affidavit says. She told investigators Warren “was attempting to remove her pants.”

 

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  The bin Ladens like to keep close to the Bush family

The alleged victim said she remembers being in Warren’s bed and asking him to stop, but that “Warren made a statement to the effect of ‘nobody stays in my expensive sheets with clothes on.’” She told investigators “as she slipped in and out of consciousness she had conscious images of Warren penetrating her vagina repeatedly with his penis.” Warren admitted there were photographs of the two women on his personal laptop.

U.S. officials found videos that appear to have been secretly recorded and show, they say, Warren engaged in sexual acts. Officials say one of the alleged victims is seen on tape, in a “semi-conscious state.” As the station chief in Algiers, Warren may know quite a lot about the al Qaeda (al CIAda) group responsible for a wave of bombings in Algeria.

In the most serious incident, 48 people were killed in a bombing in Aug. 2008 in Algiers, blamed on the al Qaeda group. The Algerian ambassador to the United Nations, Mourad Benmehid, said his government had not been notified by the U.S. of the rape allegations or the criminal investigation.

No charges have been filed.

There has been terrorism in Algeria for many decades.According to an article entitled The Arc of Crisis various Nazis and spooks have been involved in Algeria.Reportedly, what these Nazis and spooks believe in is a ‘Strategy of Tension’.

Fascism thrives on terror.

From 1954 - 62, there was a war for independence in Algeria. Thousands died in acts of terror. Reportedly, elements of the US and French governments supplied both sides in the conflict.l’extrémiste françois genoud, de hitler à carlos 4.Uploaded by kaz1988

The Arab Commercial Bank in Geneva was set up by Francois Genoud, a Swiss financier linked to the Nazis and certainIslamic groups. Genoud had the help of Otto Skorzeny who had led a stay-behind Nazi organisation.In 1958 the bank reportedly helped to provide arms and money to both sides of the war of Independence in Algeria.

Reportedly, several ex-Nazis helped the Algerians who were seeking independence. ( Beaudry, Pierre. “The Algeria Paradox: Will Bush or Kerry Learn a Lesson from Charles de Gaulle?” Executive Intelligence Review, June 18, 2004. )

Reportedly, Skorzeny became involved with the French Secret Army Organization (OAS), which tried to block President de Gaulle’s plans to give independence to Algeria.

 

 

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Allen Dulles whose CIA Operation Paperclip assimilated Nazi scientists into the American establishment

Reportedly, the OAS was controlled by financier Pierre Guillain de Benouville, in cooperation with Allen Dulles of the CIA, Hitler’s Economics Minister Hjalmar Schacht and Genoud.

(Beaudry, Pierre. “The Algeria Paradox: Will Bush or Kerry Learn a Lesson from Charles de Gaulle?” Executive Intelligence Review, June 18, 2004.)

Reportedly, when Dulles was OSS Station Chief in Berne, Switzerland, he helped Genoud transfer Hitler money into Swiss bank accounts. (Henderson, Dean. “The Shah of Iran and David Rockefeller”. excerpted from Geopolitics: The Global Economy of Big Oil, Weapons and Drugs.)

Reportedly, elements of the OAS supported both sides in the war of independence in Algeria. Reportedly, François Mitterrand was part of this conspiracy. Reportedly, Mitterand promoted the idea of the head of the OAS, Jacques Soustelle, becoming governor-general of Algeria.

Reportedly, the OAS linked up with Skorzeny, who trained elements of both the OAS and the FLN (those seeking independence). Beginning in November 1954, the FLN launched attacks against the French. Algeria’s Governor-General Soustelle ordered retaliation.

Thousands of Muslims were tortured and killed.

 

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Algiers Casbah posted to Flickr as joyful street by jam-L

 

The war ended in 1962 and an FLN government took over.By 1991, the FLN government was seen as being corrupt and unpopular.In 1991, a Moslem party, the Islamic Salavation Front (FIS), was about to win the elections.

The FLN government cancelled the elections and effectively there was rule by the military. It is believed that members of the security services, disguised as terrorists, then began to carry out acts of terrorism, in order to discredit the Islamic Salvation Front.

 

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 Image:EnfantsTouareg.jpg by Bertrand Devouard ou Florence Devouard

1. In Algeria there is evidence that the ‘terrorists’ work for the security services.These security services may be Algerian and / or French and / or American.

2. But the mainstream media wants us to think of al Qaeda.Message from the CIA’s Department of Disinformation? Has bin Laden chosen Algeria as his launching pad to attack Europe?” - Algeria: al-Qaeda Connection/Huffington Post

“Algeria’s present al-Qaida offshoot is known as Al-Qaida in Islamic North Africa. It grew out of the GSPC, the last extremist group left over from the bloody civil war, which joined Osama bin Laden’s network in September 2006.” - Al-Qaida claims responsibility for Algeria attacks

3. There is evidence from the past that the ‘terrorists’ worked for the French and Algerian security services. The New Zealand Listener reported on the links between the security services and the ‘Islamic terrorists’ in Algeria.‘In recent years, firm evidence has begun to emerge from Algerian military sources and leading academics that the dreaded GIA has been – perhaps from the outset and certainly under Zitouni’s bloody leadership – a dummy, or ’screen’ organisation managed by French/Algerian counter-intelligence.’ - http://www.listener.co.nz/default,1457.sm

 

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4. Reportedly, the Algerian military, disguised as terrorists, were barbaric.In February 2001, ‘The Dirty War’, by Habib Souaidia, a former Algerian army officer, was published. It tells of the part played by the Algerian army in the killing of tens of thousands of Algerians. Habib writes:”I have seen colleagues burn alive a 15-year-old child.“I have seen soldiers disguising themselves as terrorists and massacring civilians.

“I have seen colonels kill mere suspects in cold blood.”I have seen officers torture fundamentalists to death….” - Fake terror in Algeria; the US military in Algeria; oil in Algeria.

5. Some observers think the Algerian government, or a faction within the government, is to blame for the terror.”Algerian officials defect and blame Algerian intelligence for sponsoring all the attacks.” - How Algeria created their “aL Qaeda” cell. Some observers think that within the military there is a pro-Russian faction and a pro-American/French faction.The most likely explanation for recent events is that the bombs are meant to strengthen the pro-American/French faction.

6. How strong is the American interest in Algeria?

The United States is building a huge military surveillance base at Tamanrasset in Algeria. US forces are training the Algerian military.Washington wants to provide Algiers with pilot-less drone planes.This military base is a result of agreements signed between Washington and Algiers for oil industry development.In addition, the United States has worked to include Algeria in the North Atlantic Treaty Organization (NATO), and considers this North African country one of its most important allies outside of NATO. - Fake terror in Algeria; the US military in Algeria; oil in Algeria. aangirfan: CIA BOMBS IN ALGERIA?

The epic battle between the Islamic Salvation Front and the Western forces in Algeria have not achieved the desired result for ether side. The seminal battle for Egypt between the Ikhwan Ul Muslimeen and the Secular forces have neither diminished the danger nor solved the endemic problems of the Middle East. A similar quagmire is in the making in Pakistan. With “Taliban” forces allied against the West in Afghanistan, Pakistan has been the victim of dammed if it does and damned if it doesn’t war with the ”Taliban” in FATA. While the Bangladesh Civil war also rages on in and around Dhaka. The forces allied against India are the BNP and the Jamat e Islami arrayed against the pro-Indian parties like the Awami League. Hamas and the PLA duke it out in Palestine with Israel and the US backing the “moderate” parties. Afghanistan is alsmost lsot to the Taliban and Mr. Karzai is confined to parts of Kabul.

How will all this end is unknown. Mao Tse Dung was able to defeat the forces of the incompetent Sun Yet Sen, and the Japanese and Western forces who wanted to parce up China into little pieces. The Iranian revolution weak and defenseless was able to oust Saddam Husan and keep all foreign forces out of Iran. Pakistan is a similar fate as the Bangladesh of 1975 or the Iran of 1979. The weak incompetent forces of the Iranian government was swept aside by a tide of the people. The constitutional monarchists “National Front of Iran” were dumped into the dustbin of history. The Tudeh and others were unable to take over power. Imam Khomeini filled a vacuum and came to power.

 RupeeNews

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedì, 02 Febbraio 2009 - 10:09

Perché il Rabbinato israeliano, che in questo articolo del Corsera parla per mezzo del Ministro per gli affari religiosi, ci odia, ve lo mostro in fotografia e senza altre parole. Il commento fotografico si intitola:

Educazione e differenze

 

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Yitzhak Cohen in un'intervista al settimanale tedesco «Der Spiegel on line»

 

Il ministro israeliano al governo:«Rompere i rapporti con il Vaticano»
 
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A causa della riammissione, in seno alla Chiesa cattolica, dei vescovi lefebvriani, tra cui Williamson 

 

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ROMA - Rompere i rapporti con il Vaticano. È questa la raccomandazione che il ministro israeliano per gli Affari religiosi Yitzhak Cohen ha rivolto al suo governo. A riferirlo è stato lo stesso Cohen in un'intervista al settimanale tedesco «Der Spiegel on line», nella quale ha minaccia appunto la rottura dei rapporti diplomatici tra Israele e Vaticano.

 
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I MOTIVI - L'esponente israeliano ha riferito alla testata tedesca di aver raccomandato al suo governo «di rompere completamente i rapporti con una Corporazione (il Vaticano, ndr) nella quale sono presenti membri negazionisti dell'Olocausto e antisemiti». Cohen si riferisce alla riammissione, in seno alla Chiesa cattolica, dei vescovi lefebvriani, tra cui il britannico Richard Williamson, che nega l'esistenza delle camere a gas naziste e l'uccisione di milioni di ebrei.
 
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IL RABBINO DI FRANCIA - E anche il nuovo Grande rabbino di Francia, Gilles Bernheim è critico nei confronti del Vaticano: «Come il Papa poteva ignorare il negazionismo di mons. Williamson?». Gilles Bernheim, 56 anni, che da domenica prenderà ufficialmente il posto di Joseph Sitruk in una cerimonia alla grande sinagoga di Parigi, in una intervista al quotidiano Le Monde, dice di avere «diverse domande» al papa «senza risposte».
 
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«Se la revoca della scomunica - chiede ancora Bernheim - è un invito alla riconciliazione, come riconciliarsi con chi si è escluso dalla cristianità con le sue dichiarazioni?». «Come dialogare con quest'altro che vede nella negazione della Shoah una opinione personale, e cosa succederà se i quattro vescovi non più scomunicati continueranno a rifiutare il Vaticano II e Nostra Aetate, la dichiarazione adottata nel 1965 dal Concilio Vaticano II che afferma il legame storico tra il giudaismo e il cristianesimo?». Queste domande - dice Bernheim - «mi preoccupano. Come molti cristiani ed ebrei aspetto delle risposte chiare».
 
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IL CARDINALE DI LIONE - Le critiche dalla Francia per il Vaticano non si fermano a Bernheim. Le scuse presentate al papa dal vescovo lefebvriano Richard Williamson sono «del tutto insufficienti» anche per cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, secondo il quale «non corrispondono a quelle espresse dal suo superiore che aveva detto «Chiedo perdono al papa e a tutti quelli feriti da queste dichiarazioni». Non c'è stata alcuna ritrattazione». Mons. Barbarin, intervistato sabato mattina dalla radio francese Rtl, ha definito le dichiarazioni negazioniste «pietose, scandalose e rivoltanti, per gli ebrei come per i cattolici».

31 gennaio 2009 (ultima modifica: 01 febbraio 2009)

  

Dio vede Tutto

 

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Ora e Sempre, Amen 
 

 



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