Medioriente
Articoli riguardanti i paesi del Medioriente
Di seguito c'Ŕ la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto: Medioriente

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Inviato da : edvino.ugolini - Martedý, 11 Ottobre 2011 - 16:47

 

Edvino Ugolini alla Carovana per l'Acqua

nei Territori Occupati

 

Si è svolta dal 10 al 17 settembre la Carovana per l'acqua che ha attraversato i territori palestinesi occupati. La carovana era organizzata dal Movimento per l'acqua italiano e da varie associazioni, Cevi, Pax Cristi e altre.  

La delegazione composta da una trentina di persone si è recata nelle località dove maggiore è il problema delle risorse acquifere e della loro distribuzione, nella fattispecie Betlemme, Ramallah, Jenin, Qalqidia, Hebron, Valle del Giordano, Tulkarem.

La delegazione ha partecipato alla conferenza per l'acqua che si è svolta a Gerico e alla conferenza stampa svoltasi a Hebron, in presenza delle autorità locali e dei Comitati Popolari di Resistenza non violenta.  

 

Edvino Ugolini

Inviato per la Rete Artisti contro le guerre

 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 02 Marzo 2009 - 15:31

Era il febbraio 2006, dopo pochi mesi Israele avrebbe invaso il Libano penetrandolo come un coltello affonda nel burro e bombardando ministeri, ponti, case e soprattutto gli organi di stampa e la popolazione civile. Di seguito l'articolo da Al Jazeera English su You Tube.
 
*** 
 
The Hague tribunal in the Netherlands that is to try suspects accused of sanctioning and planning the death of Rafik Hariri, the former Lebanese prime minister, has opened.
 
But the main suspects are being held without charge thousands of miles away in Lebanon.
 
Al Jazeera's Nadim Baba reports.
 

Hariri tribunal opens at The Hague

- 01 Mar 09

 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 03 Febbraio 2009 - 20:16

February 2, 2009

 

counterpunch

 

 

 

 

Collusion, Complicity and Sheer Insanity

Gaza and the Crimes of Mubarak

By RANNIE AMIRI

As staggering as the statistics detailing Gaza’s destruction may be, they still do not present a complete picture of the unique travesties and tragedies suffered by individuals, families, neighborhoods and villages during Israel’s savage 22-day assault on the tiny territory. Yet, they bear repeating. From the Palestinian Central Bureau of Statistics (www.pcbs.gov.ps) and various NGOs:

 

  • 1,334 killed, one-third of them children (more children than ‘militants’ were killed)
  • 5,450 injured, one-third of them children
  • 100,000 displaced, 50,000 made homeless
  • 4,100 residential homes and buildings destroyed, 17,000 damaged (together accounting for 14 percent of all buildings in Gaza)
  • 29 destroyed educational institutions, including the American International School
  • 92 destroyed or damaged mosques
  • 1,500 destroyed shops, factories and other commercial facilities
  • 20 destroyed ambulances
  • 35-60% of agricultural land ruined
  • $1.9 billion in total estimated damages

hosni_mubarak_and_ehod_olmertIn the face of such massive devastation and hardship—and this after the crippling 18-month siege had already reduced Gazato a state of bare subsistence—the behavior and actions of the regime of Egyptian president Hosni Mubarak remain as contemptible after the war as they were before.

On Dec. 25, just two days prior to the onset of the vicious aerial bombardment of Gaza, Israeli Foreign Minister Tzipi Livni met with Mubarak in Cairo. It is understood that Egypt gave the green light for the attack in the hope that the ruling (and democratically-elected) Islamist group Hamas would be toppled and the more pliant Fatah faction, led by Palestinian President Mahmoud Abbas, would supplant it.

see also on Counterpunch

 

 



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 03 Febbraio 2009 - 19:12

 
 
 

First Iranian made satellite launched into orbit

 

The first home made Iranian satellite, dubbed 'Omid' (Hope), successfully launched into orbit on Monday by a message from President Mahmoud Ahmadinejad.

On the occassion of birth anniversary of Imam Musa Kazem, the seventh Imam of the Hazrat Mohammad's infallible household and on the threshold of the 30th triumph anniversary of the Islamic Revolution of Iran, the first home made Iranian satellite, dubbed 'Omid' (Hope), successfully launched into orbit on Monday by a message from President Mahmoud Ahmadinejad.

Omid was launched by satellite-carrier rocket, Safir 2, which is also domestically designed and produced.

Omid is a light satellite which aims to exchange data and messages to and from the ground stations.

It rounds the Earth 15 times in 24 hours and in any round it will be controlled by equipments from the earth stations.

Safir 2 is an accurate and controllable Satellite-carrier which is able to launch light satellites beyond the atmosphere and set them into a predictable orbit.

All parts of the satellite and the satellite-carrier, its engine in particular with modern technology, are produced by the Iranian aerospace experts.

Omid satellite was unveiled at the present of President Mahmoud Ahmadinejad last year and satellite carrier Safir 1 was successfully test fired eight months ago.

Irib News

 

 Aerospazio 14:03 - martedì

Iran lancia in orbita il suo primo satellite. l'"Omid"
Teheran, Iran - A bordo del vettore Safir-2

(WAPA) - L'Iran ha lanciato oggi in orbita il suo primo satellite costruito interamente nel Paese.

"In un altro importante obiettivo raggiunto dagli scienziati iraniani, l'Iran ha lanciato in orbita 'Omid' (speranza), attraverso il vettore Safir-2 (Messenger-2), anch'esso realizzato nel Paese, e versione aggiornata del Safir-1 già sperimentato lo scorso giugno", ha riferito la Tv, che ha mandato in onda anche un filmato del lancio, che è avvenuto in coincidenza con il 30° anniversario della rivoluzione islamica.

Il lancio è avvenuto mentre permangono le preoccupazioni della comunità internazionale per il programma missilistico e nucleare della Repubblica islamica, su cui gravano tuttavia sanzioni Onu. Ma il presidente Mahmud Ahmadinejad, che ha dato personalmente l'ordine di lancio ripetendo per tre volte le parole "Allah Akbar" ("Dio è grande"), ha negato ogni scopo militare.

Teheran sostiene che le sue ambizioni nucleari si limitino alla produzione di energia elettrica. (Avionews)

(050) 090203140309-1099308 (World Aeronautical Press Agency - 03-Feb-2009 14:03)

 

Le reazioni.

  

IRAN: "GRAVE PREOCCUPAZIONE" DI USA E GB PER SATELLITE

 

Washington, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno espresso "grave preoccupazione" per il lancio in orbita del primo satellite autarchico iraniano. Questo tipo di test "potrebbe portare a sviluppi sui missili balistici", ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Robert Wood, "questo per noi e' fonte di grave preoccupazione".

Analoghi timori sono stati espressi da Londra. "Questo test conferma le nostre gravi preoccupazioni circa le intenzioni iraniane", ha affermato Bill Rammell, sottosegretario del Foreign Office britannico. "Le tecnologie per il lancio di satelliti possono avere anche applicazioni nel programma di missili balistici di Teheran e quindi l'Iran cosi' invia il segnale sbagliato alla comunita' internazionale, dopo che ha gia' disatteso cinque risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu sul suo programma nucleare.

"Preoccupazione" e' stata espressa anche dalla Francia, che attraverso il portavoce del Quai d'Orsay, Eric Chevallier, ha osservato come "non si possa fare a meno di collegare questo lancio ai seri timori per lo sviluppo di una capacita' militare atomica" da parte di Teheran. (03 febbraio 2009)

 



Stampa la notizia: Iran: nuovo satellite in orbita!
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 01 Febbraio 2009 - 22:23

Euroconsiglio da parte di Bloggersperlapace.org:
 
Tra poco si andrà a nuove elezioni per il parlamento europeo. Ricordate di non votare filosionisti. Ce ne sono in tutti i partiti, anche dentro a Rifondazione lato Bertinotti, ed alcuni sono certamente quelli che hanno partecipato al più recente "siamo tutti israeliani", di fronte a Montecitorio.
 
E' una vergogna: che l'AdnKronos, agenzia nazionale di stampa italiana debba apprendere da Haaretz, quotidiano israeliano, che Erdogan e la Turchia abbiano minato le proprie chance di entrare in Europa.
 
Una vergogna per noi italiani, non per i giornalisti dell'Adnkronos.
 
Una vergogna Europea, avere parlamentari che fanno gli affari di Israele. 
 
Che i filosionisti abbiano colonizzato la "fortezza europea" non ci sono troppi dubbi da dichiarare, ma che le parole di Haaretz risuonino dentro le orecchie di tutte le persone di buona volontà, perché esprimono una dominazione, che non è da temere data la libertà di voto ancora presente nella vecchia Europa, ma fanno letteralmente vomitare al pensiero di chi possa averle proferite tra gli europarlamentari.
 
Attenzione quindi: di filosionisti ne abbiamo eletti un buon numero anche noi italiani.
 
La notizia.
 
UE: HAARETZ, COMPORTAMENTO ERDOGAN A DAVOS
MINA CHANCE INGRESSO IN EUROPA
 
Gerusalemme, 1 feb. (Adnkronos) - Lo scontro verbale fra il primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan e il presidente israeliano Shimon Peres a Davos, avrebbe danneggiato le chances d'ingresso in Europa della Turchia.
 
Lo afferma oggi il sito del quotidiano israeliano Haaretz.
 
A quanto scrive il quotidiano, il ministero israeliano degli Esteri ha appreso che importanti diplomatici europei si sono dimostrati molto critici verso le dure parole di Erdogan contro Peres e nei confronti della sua difesa di Hamas. Un alto diplomatico europeo, di cui non e' stato reso noto il Paese, avrebbe detto: "Erdogan vuole far parte dell'Unione Europa, ma ora puo' scordarselo".
 
 
Ma non finisce qui, perché rammentate che anche Israele è in campagna elettorale. E quindi le opinioni espresse da Erdogan colpiscono duramente nel segno...
 
Le dichiarazioni di Erdogan. 
 
 
 M.O./ Erdogan: Hamas non è un "braccio dell'Iran"
Il premier turco: volontà dei palestinesi ignorata dal mondo


erdogan_tayypRoma, 1 feb. (Apcom) - Hamas è un partito politico e non un "braccio dell'Iran": lo ha affermato il premier turco Recep Tayyp Erdogan in una intervista concessa al settimanale americano Newsweek. Se la comunità internazionale gli avesse dato "la possibilità di diventare un attore politico, (Hamas) non si troverebbe nell'attuale situazione, dopo aver vinto le elezioni" nel 2006.

Secondo il premier turco, "la volontà politica del popolo palestinese" è stata ignorata dal mondo, e la comunità internazionale non ha rispettato la "legittimità" di Hamas. "La Palestina oggi è una centrale a cielo aperto", ha aggiunto.

Il premier turco ha criticato duramente l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, condotta dal 27 dicembre al 18 gennaio, con lo scopo di fermare i continui lanci di razzi Qassam contro il sud di Israele, in cui hanno perso la vita 1.300 palestinesi, tra cui molti civili.


 
 


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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 12 Gennaio 2009 - 19:11

Vuoi vedere che io posso dire chi ha organizzato l'attentato in India, per affliggere il Pakistan con una accusa di terrorismo interetnico?

 

Who killed Mr Lebanon?:

The hunt for Prime Minister Rafiq Hariri's assassins

 

In 2005, a 1,700kg bomb ripped through the heart of Beirut, taking with it Lebanon's former premier, Rafiq Hariri. His alleged assassins are due in court in The Hague early this year. But will a trial with potentially explosive implications for the entire Middle East ever be allowed to go ahead?

By Robert Fisk Sunday, 11 January 2009

beirut_reuters_110636tNear the old civil-war front line in the centre of Beirut stands a large digital clock with blood-red numbers. It has almost reached the neat, round figure of 1,500 and represents the days since Rafiq Hariri was murdered. You still hear people in Lebanon asking for "haqiqa" – "the truth"; my driver Abed even has a slim, black sticker tied to the mirror of our car with the word in Arabic script. The trouble is that as that figure on the digital clock goes on climbing, a lot of Lebanese are beginning to doubt they will ever know who murdered the billionaire and former prime minister – along with 21 others – on the Beirut Corniche on 14 February 2005. This St Valentine's Day massacre was caused by an estimated 1,700kg of explosives, but despite a massive United Nations inquiry involving Irish police officers, judges from Germany, Belgium and Canada, and the setting up of an entire tribunal headquarters in The Hague, no one has been charged.

Four men are still in the grim prison at Roumieh, north of Beirut, on suspicion of involvement in the crime; they are – or were – senior officers in the Lebanese security apparatus whose first loyalty was to Damascus rather than Beirut. In the aftermath of the assassination, everyone from the then-president of France, Jacques Chirac, to the leader of the Lebanese Druze community Walid Jumblatt saw the hand of Syria. Who else could plan such a massive explosion in one of the most supposedly secure parts of the Lebanese capital? Hadn't the Syrian president Bashar al-Assad expressed his contempt for Hariri? And weren't the string of assassination victims that followed Hariri's death all opposed to Syria? Sister Syria was the butler in the Lebanese manor house, and it was the butler what did it.

Perhaps. But now that Barack Obama is arriving in the White House with a mission to start a "dialogue" with Syria – and since America desperately needs Syria's help in preventing insurgents from attacking its troops in Iraq – it's not hard to imagine what form this "dialogue" will take. Yes, the Americans need help. Yes, Damascus will understand the need for a less confrontational approach to the Arab world from a US administration. And yes, the Americans would like Syria to break off its relations with Iran – some hope! – and with Hamas. But, hem-hem, there may be a little matter of the Hariri tribunal to be discussed before the "dialogue" begins.

see also on Indipendent.co.uk

 



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Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 16 Maggio 2007 - 10:41



I profughi arabi:

ignorati persino da serpenti e scorpioni


traduzione a cura di Massimiliano Caruso

Nove anni di guerre mondiali hanno costretto l?Europa e l?Occidente a fare molto per i civili sfollati e per i profughi. Decine di guerre arabe non sono invece riuscite a spingerci ad adottare una posizione condivisa a questo proposito. L?Occidente cominci? con l?accordo di Ginevra del 1951 sui diritti dei profughi, che poi si svilupp? e divenne un accordo mondiale in cui erano accresciuti gli obblighi dei firmatari nei confronti dei profughi. Nel mondo arabo, con la diaspora palestinese del 1948, i profughi cominciarono a far sentire la loro presenza nei Paesi vicini. Le risoluzioni della Lega Araba che rifiutavano la naturalizzazione di questi profughi furono accettate e comprese a livello politico, tuttavia accanto a questa decisione non si pervenne ad una posizione unificata ed all?adozione di provvedimenti omogenei per quanto riguardava il loro trattamento. I profughi palestinesi si assoggettarono ai governanti dell?epoca, ed a volte sopportarono le conseguenze delle azioni dei loro leader. A volte venne riconosciuto ai loro figli il diritto allo studio, vennero stanziati aiuti volti a sostenerli, essi vennero onorati nel corso delle celebrazioni ufficiali. Poi improvvisamente divennero degli indesiderati, vennero perseguitati, assediati, cacciati.
In Sudan, con l?ascesa al potere dell?alleanza religiosa e militare nel 1989, e con l?aggravarsi della guerra fra il Nord ed il Sud del Paese, i dintorni della capitale furono sommersi da 2 milioni di sfollati a causa della guerra, e da altri in conseguenza della siccit? e dell?assenza di sicurezza. Ad ogni provvedimento repressivo e ad ogni recrudescenza della guerra le ondate di profughi si riversavano in ogni direzione, verso il Kenya e l?Uganda a Sud, verso l?Eritrea ad Est, verso l?Egitto a Nord, e perfino verso il Ciad a Ovest, quando divamp? il conflitto nel Darfour 4 anni fa. Nonostante l?ultimo processo di pace nel Sud del Paese (2002-2005), gli accordi non hanno previsto degli articoli che garantissero aiuti effettivi affinch? i profughi potessero fare ritorno alle loro regioni di origine, regioni che sono state devastate dalla guerra e spesso letteralmente cancellate dalla carta geografica.
I profughi sudanesi in Egitto lamentano di non aver ricevuto neanche un livello minimo di assistenza medica e di aiuti umanitari, e denunciano di aver ricevuto un trattamento ingiusto da parte della sezione del Cairo dell?Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR), al punto che quest?ultimo invoc? l?intervento delle forze dell?ordine affinch? alcuni di questi profughi fossero arrestati (il riferimento ? alla protesta di migliaia di profughi sudanesi che ebbe luogo al Cairo alla fine del 2005; essi protestavano contro la politica dell?UNHCR che dopo l?accordo di pace in Sudan aveva sospeso le pratiche per la concessione dello status di profugo, considerando la gran parte dei sudanesi rifugiati economici e non politici. L?intervento delle forze dell?ordine egiziane provoc? una ventina di morti e numerosi feriti. L?UNHCR aveva denunciato minacce nei suoi confronti (N.d.T.) ). I profughi in Egitto denunciano che non esistono campi in cui venga assicurata l?assistenza che viene fornita ad esempio in Kenya. In Ciad i profughi sudanesi lamentano di essere vittime di incursioni provenienti da entrambi i lati del confine con il Sudan. Qui in Egitto, non facciamo caso alle lamentele ed alle accuse, ed aspettiamo che esse si accumulino fino a sfociare in vere e proprie crisi prima di prendere dei provvedimenti. In Siria, secondo le agenzie, circa 250.000 bambini figli di rifugiati sono privati del diritto all?istruzione. Questo ? un crimine di cui vedremo i frutti quando questi bambini diventeranno terreno fertile per gli appelli all?estremismo ed alla violenza, che non saranno pi? limitati ai loro Paesi di provenienza.


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Inviato da : Lunadicarta - Venerdý, 27 Aprile 2007 - 12:34








Una domanda a tempo perso:  ? pi? pericoloso

l'Iran o Israele?


Fra i paradossi e le stranezze del nostro tempo vi ? il fatto che ormai dobbiamo compiere degli sforzi per riaffermare assiomi e verit? in passato considerati incontestabili. Lo dimostrano gli eventi di questi ultimi mesi, ed in particolare il dibattito sorto intorno ai pericoli ed ai nemici che minacciano il mondo arabo: ? Israele o l?Iran questo nemico?
E? un interrogativo che potrei capire se venisse posto, ad esempio, negli Stati Uniti, dove la controinformazione ? riuscita a convincere molti del fatto che sono i palestinesi ad aggredire gli israeliani sulla loro terra, e che sono loro ? questi palestinesi cattivi ? a compiere azioni terroristiche per impadronirsi delle terre israeliane. Un simile inganno non desta stupore in un Paese che non ha nessun rapporto diretto con il problema, ma quando qualcosa di simile avviene all?interno del mondo arabo, il quale vive sulla propria pelle i crimini israeliani da quasi un centinaio di anni, ci? non sembra soltanto strano e singolare, ma esprime anche un grosso difetto di interpretazione, che non lascia tranquilli sulle sue motivazioni e sui risultati a cui pu? portare.
Comprendo anche che gli israeliani cerchino di propagandare un simile discorso, mentre continuano ad occupare le terre arabe della Palestina e del Golan, proseguono le loro incursioni, e continuano ad ampliare i loro insediamenti. In ci? essi hanno infatti un chiaro interesse, poich? rischiano di ?prendere due piccioni con una fava?: da un lato distolgono l?attenzione dall?occupazione, dall?altro contribuiscono ad isolare l?Iran ed a fomentare l?ostilit? nei suoi confronti, in qualche modo legittimando un attacco militare contro quel Paese, e dunque la distruzione del suo programma nucleare, ed il blocco del suo sviluppo. Tra l?altro, ci? rafforzerebbe ulteriormente la posizione di Israele in qualit? di superpotenza regionale. Infine, instillando negli arabi la falsa impressione che l?Iran sia il pericolo pi? grande che li minaccia, gli israeliani creano delle condizioni favorevoli ad un riavvicinamento fra gli arabi e lo Stato ebraico, dando l?idea che entrambi si trovino a fronteggiare lo stesso pericolo.

segue...


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Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 19 Dicembre 2005 - 13:31

Ahmadinejad, Israele e la Palestina

L?articolo che qui di seguito copio ? interessante per pi? di una ragione.

Innanzitutto, ci d? la versione iraniana della posizione iraniana: ovvero, la versione originale e l?interpretazione originaria delle parole che di questi giorni vengono ritrasmesse in occidente e strumentalizzate dopo un?adeguata riconversione interpretativa secondo altri parametri e altri interessi: potremmo definirla una ragione ermeneutica.

In secondo luogo, spiegano chiaramente e che cosa intenda Ahmadinejad con ?cancellare israele?, e con le polemiche sullo spostare Israele in Germania.

Se non fosse abbastanza chiaro, lo ripetiamo, perch? il condensato implicito ? molto consistente e foriero di molteplici sviluppi:

1. Ahmadinejad si fa portavoce di un istanza, quella di ?cancellare israele?, che altro non ? che la nobilissima idea di una convivenza pacifica di ebrei, musulmani e cristiani in quella terra martoriata e triplamente sacra che ? la Palestina. Convivenza pacifica e democratica che passa attraverso la distruzione di un?entit? giuridico-statale, non della popolazione israeliana. Entit? statale che ? da distruggere perch? non si pu? costruire una Stato di tutti i Palestinesi (ebrei, musulmani e cristiani) senza prima aver tolto di mezzo uno Stato-nazione fondato su categorie di appartenenza etnico-religiosa, che d? uno status privilegiato al gruppo di riferimento ed ? colpevole della discriminazione delle altre componenti in nome di un?ideologia razzista ? il sionismo ? che nulla ha a che vedere con l?ebraismo.

Peccato che in occidente questo non sia stato messo in luce, e che sia stato fatto sottilmente intendere che Ahmadinejad avesse intenzione di ?distruggere gli ebrei?? Ma della equiparazione odiosissima ? e razzista ? tra ebrei ed israele ho gi? detto, e sicuramente ne ridir? in futuro.

2. L?invito provocatorio di spostare Israele in Germania, Austria o Stati Uniti non ? dettato dalla cinica volont? di sbarazzarsi del problema. Anzi, ? esattamente il contrario: ? un invito a chi ? stato veramente colpevole delle persecuzioni antiebraiche ? ovvero la Germania nazista, non i palestinesi ? a farsi carico loro della reintegrazione degli ebrei in quel tessuto da cui le ideologie antiebraiche li hanno voluti strappare; ? un invito all?occidente a fare i conti con i propri fantasmi e a dimostrare al mondo che l?antisemitismo sia veramente un fantasma, a dimostrare che, finito il nazismo, non si abbiano pi? problemi a ?tenere in casa? un ?diverso?.

Senza accusare i Palestinesi, a cui si ? rubata la terra e il futuro, dei crimini commesse da bestie partorite dall?occidente.

Antiamericanista www.antiamericanista.splinder.com

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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 15 Novembre 2005 - 21:03

 

Pakistan: Capi cristiani scrivono al presidente Musharraf per abrogare la legge sulla blasfemia

15 Novembre 2005
 
Dopo le violenze e le distruzioni a chiese e luoghi cristiani a Sangla Hill, le comunit? cristiane annunciano uno sciopero di protesta per il 17 novembre. Forti accuse all?inefficienza della pubblica sicurezza.
Lahore (AsiaNews) ? I leader religiosi cristiani del Pakistan hanno scritto oggi una lettera aperta al presidente Parvez Musharraf e chiedono giustizia, indagini adeguate e soprattutto la garanzia che ?in Pakistan i cristiani sono cittadini come tutti gli altri?, dopo i fatti di Sangla Hill.
Il 10 novembre una folla rabbiosa di circa 2 mila persone nel villaggio di Sangla Hill, distretto di Nankana nel Punjiab, ha vandalizzato e poi incendiato 3 chiese, un convento di suore, 2 scuole cattoliche, la casa di un pastore protestante e quella di un parroco, un ostello per ragazze, alcune case di cristiani. Alla base dell?attacco, un presunto caso di blasfemia. I leader chiedono ?una volta di pi?? l?abrogazione della legge che ?di nuovo? mostra le sue lacune.

Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera da Asia News...



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