Fermiamo la guerra

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Nome Soggetto: Fermiamo la guerra

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Inviato da : edvino.ugolini - Venerdý, 15 Aprile 2011 - 07:46

 

Un'altra tragedia del mare

 

 

Altri 300 migranti hanno pagato con la loro vita le conseguenze della guerra in Libia. 300 vite spezzate nel tentativo di raggiungere la fortezza Europa. Al dolore nel ricordo delle vittime del terremoto di due anni fa in Abruzzo, si aggiunge il dolore per le vittime senza nome di questa ennesima tragedia del mare.

 

Il mare urla la sua rabbia
e ghermisce uomini e donne senza nome
il mare giudice di destini sospesi
ma su chi li ha spinti verso la morte
peserà perenne la colpa e la vergogna

 

Edvino Ugolini



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Inviato da : edvino.ugolini - Venerdý, 15 Aprile 2011 - 07:44

 

Emergenze

 

Si direbbe che l'Italia si riscopre nel bene e nel male soltanto nei casi di emergenza: emergenza rifiuti, emergenza terremoto, emergenza frane e adesso emergenza immigrati. C'è da dire che questa volta, grazie alla complicità della Francia, il nostro paese si è salvato in corner, perché dopo un attimo di panico che è durato due settimane, qualcosa si sta movendo. Innanzi tutto il Governo ha deciso di assegnare ai clandestini provenienti dalla Tunisia un permesso temporaneo. Poi per quanto riguarda i profughi provenienti dai paesi in guerra è stato dato corso alle pratiche per i richiedenti asilo. Ad accelerare tali pratiche è stata anche l'ennesima tragedia del mare in cui sono periti trecento migranti tra uomini, donne e bambini. Quando verrà il giorno in cui questo mare, che è stato ed è tuttora la culla della nostra civiltà, unirà fraternamente i popoli che vi si affacciano e non si ripeteranno più i drammi dei nostri giorni? Sicuramente quel giorno verrà, bisogna solo crederci e lavorare affinché ciò avvenga. Intanto però bisogna consolare uomini e donne che hanno perso le loro famiglie in questa assurda e tragica odissea.

Edvino Ugolini

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Venerdý, 15 Aprile 2011 - 07:43

 

Tragedie del mare nostrum

 

Forse dalle nostre parti avrebbe fatto più scalpore la morte di 300 cani o gatti che la morte di 300 esseri umani. Sta di fatto che dal 1988 sono morti più di 23.000 migranti nel tentativo di raggiungere le nostre coste. Una cifra stimata, in quanto il numero esatto non si saprà mai. Una cifra che fa rabbrividire e che ci fa soltanto immaginare la disperazione di queste persone che pur di fuggire da guerre e miseria hanno affrontato i pericoli di tali attraversate. Le cronache degli ultimi giorni ne sono una triste conferma.

Edvino Ugolini



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Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 29 Marzo 2011 - 20:35

 

 

 

 

 2aprile2011

 

Giornata di mobilitazione nazionale

 

Sabato 2 aprile 2011

a Roma, in Piazza San Giovanni, alle 15.00

 

 

Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra "contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.

Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro l'umanità.

Se si vuole difendere i diritti umani, l'unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione.

Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate.

Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E' la scelta assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera "cultura di guerra".

“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?”

Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955

Perché l'utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia.

“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” Albert Einstein

 

Primi firmatari:

Gino Strada, Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas, Luisa Morgantini, Lella Costa, Riccardo Scamarcio , Valeria Solarino, Vittorio Agnoletto.

 



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Inviato da : edvino.ugolini - Lunedý, 28 Marzo 2011 - 10:43

 

 

 

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Artists Against War

 

A cento anni esatti dalla guerra colonialista e mentre in Afghanistan ancora si muore, sono iniziati i bombardamenti in Libia. Fino a ieri Berlusconi baciava le mani a Gheddafi, purchè impedisse la partenza dei migranti, anche a costo della morte in carcere e per mare di centinaia di persone.

Ora il governo italiano si accoda ai "volonterosi" signori della guerra, preoccupati principalmente del controllo delle risorse petrolifere e della stabilità dei mercati finanziari.Questa guerra si basa sull'ipocrisia e non sui valori umanitari. La stessa risoluzione ONU sulla "no fly zone" è già stata snaturata con un inasprimento delle incursioni militari e con lo scatenamento di una vera e propria guerra. Il Presidente Napolitano faceva bene a non ricorrere all'articolo 11 della Costituzione per giustificare la nostra partecipazione all'intervento militare in Libia. L'articolo 11 cita testualmente che il nostro paese ripudia la guerra in ogni sua forma e non ci possono essere deroghe a tale dichiarazione.

La Rete artisti partecipa alla campagna contro questo ennesimo atto di aggressione contro uno stato sovrano, benché retto da un dittatore sanguinario come Gheddafi. La giustizia e la libertà si conquistano dal basso e non con i bombardamenti dall'alto. 

 

 

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ESPONIAMO ALLE NOSTRE FINESTRE

LA BANDIERA DELLA PACE

 

Rete Artisti contro le guerre

 



Stampa la notizia: APPELLO CONTRO LA GUERRA
Inviato da : edvino.ugolini - Lunedý, 28 Marzo 2011 - 10:40

 

 

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Artists Against War

 

Hundred years after colonialism and while in Afghanistan people continue to die, bombing has started in Lybia. Until yesterday Berlusconi kissed the hands of Gheddafi, in order to prevent migrants starting to the coasts of South Italy, allowing the death of hundreds of people.

Now the Italian Government follows the Lords of War, who are interested in preserving the control of    petrol and the stability of the financial markets. This war is founded on hypocrisy and not on humanitarian principles. Even the U.N. resolution about the "no fly zone" has been alienated by the escalation of the military raids. The President Napolitano didn't do the right thing, mentioning the article 11 of the Italian Constitution, for justify our participation in Lybia. The article 11 summons that our country repudiates war in every form and there cannot be any dispensation.

The Net of Artists participates on the campaign against this aggression of an independent country, although it's governed by a bloody dictator like Gheddafi. Justice and freedom have to be conquered from the bottom and not by bombing.

 

 

bandierapace_600
 

 

LET US DISPLAY ON OUR

WINDOWS THE FLAG OF PEACE    

 

Net of Artists against War   

    



Stampa la notizia: CALL AGAINST WAR
Inviato da : Lunadicarta - Martedý, 20 Dicembre 2005 - 19:41

 

 

informazione-ideologia-guerra
Un Momento di Confronto nel Movimento Nowar con il Mondo dell?Informazione

F o r u m
Roma, 28 gennaio, ore 10.00-18.00
Centro congressi Cavour, via Cavour 50/A

Partecipano: Giulietto Chiesa, Maurizio Torrealta, Alberto Burgio, Umberto Zona, Paolo Serventi Longhi, Vladimiro Giacch?, Jurgen Elsaesser, Antonello Petrillo, Stefano Chiarini, Maurizio Musolino, Sergio Cararo, Roberto Taddeo, Valter Lorenzi, mediattivisti e attivisti del movimento contro la guerra. Altri relatori devono ancora confermare.

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Leggi tutto... (5144 byte rimanenti) Stampa la notizia: informazione - ideologia - guerra, Roma 28 gennaio 2006
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 19 Dicembre 2005 - 11:18

C'? tanto lavoro da fare ...

 

PROPOSTE DI LAVORO, AUGURI  E PRO MEMORIA
PER IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA
PER IL NUOVO ANNO

Con il nuovo anno, la partita contro la guerra in Iraq e nel Medio Oriente rimane ancora tutta aperta.

Al momento le aspettative per il ritiro immediato delle truppe italiane restano disattese sia dal governo di destra in carica che dalla coalizione di centro-sinistra che si candida a sostituirlo. Fino ad ora segnali di inversione di tendenza non se ne vedono. Ci? rende ancora pi? decisiva l?iniziativa del movimento contro la guerra e la sua piena autonomia dal quadro politico esistente.

Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani dall?Iraq, in venti mesi di attivit? ha posto dentro il movimento questioni, iniziative e obiettivi in parte coincidenti e in parte dissonanti.

Nei prossimi mesi le realt? politiche, associative, informative che hanno dato vita al Comitato per il ritiro dei militari dall?Iraq, saranno chiamate a portare il loro contributo sia sugli appuntamenti che il Comitato si ? gi? dato autonomamente sia negli appuntamenti unitari con le altre realt? del movimento contro la guerra.

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Leggi tutto... (6871 byte rimanenti) Stampa la notizia: Proposte di Lavoro, Auguri e Pro Memoria per il Movimento Contro la Guerra per il Nuovo Anno
Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 06 Novembre 2005 - 11:22

La mia primissima impressione ? che: dopo l'occupazione dei personaggi autoreferenziali che miravano alla poltrona di amministratore pubblico subita dalla spontaneit? del movimento, oggi il popolo del movimento sia preda dello spavento indotto dai violenti e ancor peggio dai raccomandati, inseriti in modo improvvido a comandare anche dentro i sindacati collegati alla Trimurti. Risultato: cos? non si pu? lavorare. L.M.

LA GUERRA PREVENTIVA PROSEGUE E MINACCIA DI ESTENDERSI
MA LA MOBILITAZIONE CONTRO LA GUERRA NON RIPARTE

SE NON ORA, QUANDO?

Lettera Aperta alle Realt? del Movimento Contro la Guerra

Nonostante il convergente andamento dell'assemblea del 10 settembre del movimento contro la guerra, non ? stato pi? dato seguito agli impegni che erano stati assunti unitariamente in quella occasione. Siamo consapevoli che il sovrapporsi di varie scadenze in questo autunno non rendono agevole programmare una ulteriore mobilitazione centrata sulla lotta al militarismo e alla guerra per met?/fine novembre come ci eravamo riproposti.
Naturalmente non si tratta solo di questo, ma anche di quella tendenza all'assuefazione al prosieguo dell'occupazione cui puntano le forze di governo, ma anche buona parte dell'attuale opposizione, nella speranza di poter gestire la presenza delle truppe italiane senza l'assillo di una continua e visibile opposizione al ritiro immediato ed incondizionato dell'esercito dall'Iraq.
La relativamente scarsa adesione alle due scadenze, da noi promosse a Napoli e a Pisa per la giornata dell'11 settembre, ci segnala la difficolt? di mantenere alta e continua la mobilitazione contro la guerra, in mancanza di grandi eventi che abbiano l'effetto di richiamare in campo il netto rifiuto e l'orrore per la guerra.
Lo stesso andamento della Perugia-Assisi, mentre ha dimostrato una discreta partecipazione ad iniziative tese all'invocazione della Pace, ha confermato, proprio con l'impostazione complessiva di quella mobilitazione, la tendenza ad abituarsi alle occupazioni militari, di cui al massimo si richiede una loro gestione da parte dell'ONU.
In questa direzione contribuiscono i tentativi di dare una sorta di "normalit? democratica" all'Iraq  occupato attraverso il ricorso ad elezioni farsa, che hanno come vero obiettivo la definitiva balcanizzazione del paese e quindi il suo pi? saldo e potente controllo da parte delle potenze occidentali.

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Leggi tutto... (3654 byte rimanenti) Stampa la notizia: SE NON ORA QUANDO? Lettera Aperta al Movimento
Inviato da : Lunadicarta - Lunedý, 12 Settembre 2005 - 19:51

 

 

Report e Proposte
dell' Assemblea No War
del 10 settembre a Roma
 

L'assemblea del movimento contro la guerra di sabato 10 settembre, ha discusso nel merito gli sviluppi del proseguimento della guerra in Iraq e delle conseguenze che questa sta producendo sulla situazione interna nel nostro paese. E' stata una discussione niente affatto formale (18 interventi di forze politiche, reti, realt? ed associazioni di varie citt?), che ha visto una chiara convergenza su alcune valutazioni e proposte per i prossimi mesi:
 
1) C'? urgenza di dare vita in tempi brevi ad una grande manifestazione nazionale per il ritiro delle truppe dall'Iraq. L'esigenza di portare l'Italia fuori dalla linea al fronte al pi? presto ? stata resa pi? evidente e drammatica dagli attentati di Londra e dalle provocazioni del governo Berlusconi contro le comunit? islamiche e il mondo arabo (riaffermazione dell'impegno militare italiano in Iraq, ripetute espulsioni di personalit? islamiche dall'Italia, chiusura della scuola di via Quaranta a Milano, negazione dei visti di ingresso in Italia per una delegazione irachena, affidamento della sicurezza della metropolitana di Roma ad una societ? di contractors israeliana).
Il movimento contro la guerra non pu? attendere inerte lo scenario spagnolo o londinese, al contrario deve entrare in campo subito per denunciare da adesso e con forza la piena responsabilit? di un governo in piena crisi ma che gioca cinicamente con il fuoco esponendo il paese alle conseguenze di una guerra ingiusta ed illegale.
A tale scopo ? stata indicata una scadenza orientativa per il mese di novembre (sabato 12 novembre ad esempio ? l'anniversario di Nassyria, una data ed un evento significativo delle responsabilit? del governo nella guerra e tra il 9 e il 16 novembre ? stata convocata la settimana internazionale contro il Muro dell'apartheid in Palestina).
Una delegazione delle realt? che hanno promosso la manifestazione del 19 marzo e l'assemblea del 10 settembre si premurer? di contattare tutte le altre realt? (associazioni, forze politiche,reti etc.) per discutere nel merito questa proposta di manifestazione e giungere ad una convocazione pi? ampia ed unitaria possibile.
 
2) La manifestazione dovr? essere preceduta da iniziative locali che avranno il compito di rimettere la guerra al  primo posto dell'agenda politica (averla collocata al sesto punto della Marcia Perugia-Assisi ? un indicatore - negativo ma significativo - di una visione inadeguata e della perdurante rimozione della guerra da parte di forze politiche e associative importanti ). Tra queste iniziative preparatorie sono state proposte: una carovana nazionale che attraversi il paese, un presidio-accampata nel centro di Roma, interventi di interdizione e informazione nelle esercitazioni antiterrorismo che vengono effettuate nelle varie citt? ribadendo il concetto che "l'unica sicurezza ? il ritiro delle truppe")
 
3) E' stato sollevato il problema di un salto di qualit? nella discussione sulla resistenza irachena. Tale resistenza non solo ? legittima ma merita l'attenzione e il riconoscimento internazionale. Il movimento contro la guerra deve entrare in campo per favorire ed aprire i canali di comunicazione tra le varie forze, che animano la resistenza e l'opposizione in Iraq con le forze politiche che determineranno le scelte di politica estera del prossimo governo. Non c'? soluzione politica credibile per l'Iraq senza negoziato con le forze della resistenza.
In questo senso l'assemblea del 10 settembre ha espresso la sua solidariet? con lo sciopero della fame degli attivisti dei comitati Iraq Libero in corso davanti alla Farnesina contro la mancata concessione dei visti di ingresso in Italia per una ampia, plurale e rappresentativa delegazione irachena. Questo problema non riguarda pi? solo i promotori dello sciopero della fame, con i quali restano aperti diversi punti di divergenza, ma ? una questione che deve essere imbracciata da tutto il movimento. In tal senso si lavorer? per un appuntamento ampio e plurale che affronti tale questione.
 
4) Nell'agenda del movimento contro la guerra deve entrare la battaglia per la revoca delle leggi speciali (Decreto Pisanu, reati associativi) che stanno colpendo decine di cittadini stranieri e di attivisti dei movimenti sociali, ma che soprattutto sta configurando l'islamofobia non pi? come pregiudizio ma come vero e proprio sistema legale dando vita ad un sistema comunicativo, educativo, penale, giuridico e repressivo su basi discriminatorie contro i cittadini o le comunit? di religione islamica. E' un modello di apartheid che non possiamo accettare. Altrettanto evidente ? la necessit? di revocare i decreti che hanno reso i reati associativi (270, 270 bis etc.) una vera e propria clava contro gli attivisti dei movimenti sociali e contro la guerra
 
5) Infine, ma non per importanza, l'assemblea si ? presa il tempo per mettere nero su bianco un documento-manifesto politico del movimento contro la guerra che ne definisca identit?, tesi e piattaforma. Il carattere permanente della guerra preventiva dell'epoca in cui siamo chiamati a vivere, richiede una capacit?, stabilit? e progettualit? del movimento contro la guerra pi? avanzata di quella che si ? riusciti ad esprimere fino ad oggi.
 
L'Assemblea No War del 10 settembre a Roma



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