Inviato da : Lunadicarta - Mercoledý, 31 Dicembre 2008 - 14:39


Di seguito alcune poesie scelte di Edvino Ugolini, per consegnare a voi tutti gli auguri di buon nuovo anno della Rete Artisti, nonostante quanto tutti noi abbiamo nel cuore. Da parte mia: appuntamento per tutti il 3 gennaio alla manifestazione per la Palestina di Roma, e che sia davvero Grande! Lu'

 

 

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(Ri)Echi dalla Palestina
 
 
 
Natale di sangue

L’odio amalgamato alla rabbia
trasforma la neve in sangue
greve lamento dei nostri fratelli
condannati a rincorrere il passato
e sobbalzare
ad ogni sparo nella notte
il presepe ridotto a scenario di morte
le speranze sono battiti d’ala
l’uomo è solo
tra cumuli di vite
immolate
al dio della guerra.


Natale 2001 - Natale 2008
 
  
La natività repressa
 
 
Chiusa in quattro mura
di storia santa
la ribellione si spegne
con l’indifferenza.
Dentro il portale
il tempo non conta
l’esito è già scritto.
Il padre con la barba di sempre
divide il pane con gli estranei.
La quiete rotta dagli scoppi
attorno soltanto soldati e stampa.
Le notizie filtrate
arrivano offuscate.
Qui Gesù è morto
ancora una volta…invano.
 

Palestina


Dalle ferite
di popoli dilaniati
da lotte fratricide
un unico pianto
risorge
e congiunge
i fratelli.
Nell’anno di un unico Dio
una terra per tutti
giustizia e libertà
parole consunte dalla storia
ricondotte al loro vero senso
e mani finalmente unite
in una forte stretta.
 

 

Edvino Ugolini
 

Ai martiri di Jenin


Tanks anonimi
rullano su macerie
in una luce irreale.
Dalle case vuote
si levano
gli spiriti
di bambini innocenti.
Errori umani
difficili da sanare.
Il punto di partenza
di nuovi orrori.
Il ritorno a cantate già scritte
lo spettro di Sabra e Chatila.
L’odio dei deboli
contro la sufficienza dei forti.
Le parole delle canzoni
contro l’arroganza delle armi.
Un altro giorno, un altro martirio.

(aprile 2002)



Intifada

Come le pietre
senza memoria
anche l’uomo
dimentico delle sue origini
scompone la storia
a suo piacere
distribuendo ingiustizie
e raccogliendo tributi di sofferenza.
Viene il giorno della verità
quando ognuno solo con se stesso
si guarda allo specchio
e scopre di essere uomo
uguale ad altro uomo
e tutto l’odio svanisce
e diventa abbraccio fraterno.
 

Gerusalemme


Dalle antiche vestigia
Il soffio sacro di remoto credo
Il grave torpore di icone
Imbalsamate dalla storia
Intorno
La realtà
Di uomini/donne bomba
Troppo giovani per morire
Troppo vecchi per perdonare
Lo scherno dei bambini
Separati dall’odio materno
La minaccia dei mitra
Lo sputo del soldato
Verso i suoi nemici
Scoperti in qualche angolo
Di rivincita
Sulle sofferenze subite dai padri.
Non vedo l’ulivo.


Echi

Nel bagliore del tramonto
garrire di rondini
mentre lontano
inascoltati
echeggiano
altri suoni.

Assisi, 12 maggio 2002

 Edvino Ugolini

 



 
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